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Architettura, Efficienza energetica, Innovazione

Come sta andando il fotovoltaico in Italia?

Grafico relativo alla potenza di impianti fotovoltaici installati in Italia (fonte: GSE, 2018)

Il GSE (Gestore Servizi Energetici) ha pubblicato un report statistico sull’andamento del solare fotovoltaico in Italia nel 2018. Si riportano di seguito alcuni dati significativi, estratti dal report.

In Italia nel corso del 2018 sono stati installati circa 440 MW di impianti fotovoltaici. Alla fine dell’anno risultano in esercizio 20.108 MW (+2,2% rispetto al 2017), che nel corso dell’anno hanno generato 22.654 GWh. Al 31 dicembre 2018 risultano installati in Italia 822.301 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva pari a 20.108 MW. Gli impianti di piccola taglia (potenza inferiore o uguale a 20 kW) costituiscono il 90% circa del totale in termini di numero e il 21% in termini di potenza; la taglia media degli impianti è pari a 24,5 kW.

Le regioni in cui la numerosità degli impianti a fine 2018 risulta maggiore sono Lombardia e Veneto. Come potenza installata risulta invece prevalere la Puglia, con 2.652 MW. Le regioni con minore presenza di impianti sono invece Basilicata, Molise e Valle D’Aosta. La maggiore concentrazione di impianti si rileva nelle regioni del Nord (55% circa del totale); nel Centro è installato circa il 17%, nel Sud il restante 28%.

Osservando la mappa provinciale degli impianti installati nel 2018 si conferma il primato della provincia di Roma, con il 5,4% del totale nazionale. Nel Nord Italia sono in evidenza le provincie venete di Padova (3,6%), Verona (3,1%), Treviso (3,0%), Vicenza (2,8%) e Venezia (3,1%). Al Sud emerge invece la provincia di Bari, che concentra l’1,6 % del totale installato nel 2018.

La maggior parte degli impianti fotovoltaici installati sono in silicio policristallino, alcuni in silicio monocristallino e una minore parte in silicio amorfo. Il report rileva che nel 2018 gli oltre 822.000 impianti fotovoltaici in esercizio in Italia hanno prodotto complessivamente 22.654 GWh di energia elettrica; rispetto all’anno precedente si osserva una riduzione del 7%, legata principalmente a peggiori condizioni di irraggiamento.

Alla fine del 2018, l’81% circa degli 822.301 impianti installati in Italia afferiscono al settore domestico; la quota maggiore della potenza complessiva (49%) si concentra invece nel settore industriale. Per quanto riguarda gli impianti installati nel corso del solo anno 2018, l’87% delle unità produttive appartiene al settore domestico. Il 70% dei 440 MW installati si suddivide tra il settore domestico (40%) e il settore industriale (30%).

Il numero degli impianti sul territorio appartenenti alla PA (Pubblica Amministrazione) è pari a 20.039, per un potenza di 857 MW (il 4,3% della potenza totale). Sul 71% circa dei comuni italiani si rileva la presenza di almeno un impianto fotovoltaico di proprietà della PA.

Il fotovoltaico si sta dunque diffondendo su scala nazionale, anche se si rileva che alcune regioni non stanno ancora sfruttando a pieno l’irraggiamento solare del proprio territorio e potrebbero incentivare maggiormente gli investimenti nel solare. Crescente il numero non solo di impianti di privati e aziende, ma anche quelli delle PA: anche in questo caso sarebbe utile che le PA stesse si facessero promotrici ed esempio di installazioni virtuose per il sociale. In parallelo, sarebbe utile una campagna di sensibilizzazione nazionale sulla tematica delle rinnovabili, per far sì che sempre più persone si confrontino con questo tema.

Eventi green, Viaggi

Turismo responsabile, turismo migliore!

E’ estate e tempo di vacanze: non dimentichiamoci di essere turisti responsabili. Cosa significa? Il sito dell’AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) riporta questa definizione di turismo responsabile: “Il turismo responsabile è il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori“. Il turista responsabile è dunque una persona che ha alta considerazione del luogo dove va in vacanza, qualunque questo sia, e che lo rispetta in toto, sia dal punto di vista sociale, che ambientale, che culturale.

Esiste una Carta Europea per il Turismo Sostenibile, che ha come scopo “la tutela del patrimonio naturale e culturale e il continuo miglioramento della gestione del turismo nell’area protetta a favore dell’ambiente, della popolazione locale, delle imprese e dei visitatori“. La Carta è coordinata da EUROPARC Federation, che col supporto delle sezioni nazionali della federazione (come Federparchi – Europarc Italia), gestisce la procedura di conferimento della Carta alle aree protette e coordina la rete delle aree certificate. “La Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette (CETS) è uno strumento metodologico ed una certificazione che permette una migliore gestione delle aree protette per lo sviluppo del turismo sostenibile“. La Carta si basa su dieci principi fondamentali:

  • partnership tra gli operatori coinvolti
  • strategia e piano d’azione per la valorizzazione e la tutela dell’area
  • tutela e miglioramento del patrimonio ambientale e culturale
  • qualità
  • comunicazione
  • valorizzazione dei prodotti turistici specifici locali
  • miglioramento e diffusione della conoscenza sull’area e sulle peculiarità del sito
  • tutela della qualità della vita dei residenti
  • incremento dei benefici per l’economia locale
  • monitoraggio dei flussi di visitatori e riduzione degli impatti

Parlando più genericamente di “ecoturismo”, o “turismo ecosostenibile”, si intende un tipo di turismo attuato secondo principi di giustizia economica, ambientale e sociale, che non sia invasivo rispetto ai territori ed alle comunità ospitanti. Riflette dunque soprattutto uno state of mind, uno stile di vita, un atteggiamento pratico e mentale. Il turismo ecosostenibile valorizza la diversità e la tutela, apprezzandone il valore. Tende a minimizzare l’impronta dell’uomo sul’ambiente, senza per questo togliere valore all’esperienza turistica.

Il turismo sostenibile è “un turismo capace di durare nel tempo mantenendo i suoi valori quali-quantitativi. Cioè suscettibile di far coincidere, nel breve e nel lungo periodo, le aspettative dei residenti con quelle dei turisti senza diminuire il livello qualitativo dell’esperienza turistica e senza danneggiare i valori ambientali del territorio interessato dal fenomeno” (WWF).

Vi segnalo un interessante portale, Ecobnb, in cui è possibile trovare alloggi ecosostenibili per le proprie vacanze, che utilizzano alcuni principi base di rispetto per l’ambiente. Il sito è visionabile cliccando qui. Ecobnb è una comunità dedicata al turismo ecosostenibile, che si propone la volontà di diffondere una cultura del viaggio rispettosa del luogo e della società. Il video promozionale è visionabile a questo link.

E voi, siete turisti responsabili?

Economia circolare, Innovazione

GreenItaly: imprese che investono in innovazione ecosostenibile

E’ pubblico il nuovo report 2018 GreenItaly, edito da Symbola (Fondazione per le Qualità italiane) e Unioncamere, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Il report parte dall’analisi della situazione ambientale attuale e dagli obiettivi dell’Agenda 2030 (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile), che riguardano l’ambito economico, ambientale e sociale. A tale proposito si rileva come l’ambito produttivo del made in Italy si stia sempre più orientando verso un’economia di tipo circolare, mirando al recupero della materia, dell’energia, dei rifiuti, minimizzando gli sprechi e raggiungendo alti livelli di ecoefficienza. Dall’analisi di quattro indicatori principali ovvero materie prime, consumi energetici, produzione di rifiuti ed emissioni atmosferiche si rileva che l’Italia sta facendo grandi passi avanti, accompagnando una creazione di valore del prodotto con un incremento della produttività green.

Le principali tendenze nell’ecoefficienza si rilevano nel settore elettrico – meccanico, alimentare e dei trasporti, ma si stanno facendo passi avanti anche nel sistema moda e nei settori chimico, metallurgico e petrolifero. In particolare, “l’elettronica mostra alti livelli di efficienza ambientale, con l’eccezione della fase di gestione dei rifiuti“.

Dal report emerge un concetto essenziale: l’investimento nel settore green può costituire una marcia in più per l’innovazione economica, sociale ed ambientale. “Il green si conferma una leva per l’innovazione: chi ha investito in in prodotti e tecnologie green nel triennio 2015–2017 ha introdotto innovazioni (processo, prodotto, organizzative, marketing) nel 79% dei casi contro il 43% delle imprese che non hanno effettuato eco-investimenti. Ciò vale non solo per le medie imprese (il confronto delle quote è 94% contro 88%), ma anche per le piccole imprese manifatturiere (77% contro 41%)” (fonte: report 2018, GreenItaly).

Tra le città con imprese più coinvolte nell’investimento nel settore green ci sono Roma, Milano, Torino, Napoli. La principale motivazione scelta dagli investitori è quella dell’accrescimento della propria competitività sul territorio.

In parallelo si rileva un incremento dei green jobs, ovvero dei lavori e delle posizioni strettamente connesse all’innovazione ecosostenibile delle imprese, soprattutto nei settori progettazione e ricerca e sviluppo. Tra le nuove professioni emergenti: installatore di reti elettriche a migliore efficienza, programmatore agricolo della filiera corta, meccatronico green, manovale esperto di calcestruzzi green, installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale, risk manager ambientale, esperto in gestione dell’energia (ingegnere energetico), promotore edile di materiali sostenibili, meccanico industriale green.

Il report offre anche un’analisi dettagliata delle “Quattro A” del settore manifatturiero italiano: Agroalimentare – Arredo-casa – Automazione – Abbigliamento-tessile.

Per quanto riguarda l’edilizia, si rileva un lento miglioramento del settore nel 2018, evidenziando particolare importanza della riqualificazione e della ricostruzione post sisma. “Raccontare l’edilizia oggi significa raccontare di riqualificazioni, di una nuova edilizia legata al recupero, all’efficienza energetica e alla sicurezza antisismicaIn Italia ci sono 12,2 milioni di edifici a uso abitativo, di cui il 70% costruito antecedentemente all’emanazione delle prime norme antisismiche e sull’efficienza energetica” (fonte: Ance). Grande sviluppo per il settore delle’edilizia in legno, con alcune grandi imprese che trainano il settore “L’Italia si è posizionata al quarto posto sulla piazza europea tra i produttori di edifici in legno alle spalle di Germania, Regno Unito e Svezia, con una crescita superiore alla media“.

Anche nel campo dei rifiuti in Italia facciamo progressi: “Anche nel 2016, secondo i dati di Eurostat, l’Italia è il paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti (urbani, industriali etc., totalità dei rifiuti – inclusi quelli minerari). Con il 79% di rifiuti avviati a riciclo (in aumento rispetto agli anni precedenti) presenta una incidenza più che doppia rispetto alla media europea (solo il 38%) e ben superiore rispetto a tutti gli altri grandi paesi europei: la Francia è al 55%, il Regno Unito al 49%, la Germania al 43% (dato 2014)”

Nota: “Symbola” deriva dal greco antico, significa “mettere insieme”. Symbola è una “fondazione che unisce personalità del mondo scientifico, accademico, istituzionale, associativo e imprenditoriale, che contribuiscono alla diffusione della Qualità attraverso azioni concrete, per aumentare coesione sociale, benessere e competitività del Paese

Architettura, Efficienza energetica, Normativa e certificazioni

Verso un’edilizia sempre più ecoefficiente

Il Senato ha approvato un Disegno di Legge che recepisce la Direttiva 2018/844/UE inerente la prestazione energetica in edilizia e l’efficienza energetica. Si prevede dunque la riduzione di emissioni di gas serra del 40% entro il 2030 (rispetto al 1990) e si intende puntare ad un sistema di decarbonizzazione ad alta efficienza energetica entro il 2050. La norma prevede in particolar modo un’analisi ed un’ottimizzazione del rapporto costi – benefici degli interventi.

La Direttiva Europea si focalizza sulla promozione di ristrutturazioni che tengono conto del miglioramento dell’efficienza energetica, sulla semplificazione delle ispezioni degli impianti, sulla gestione intelligente degli edifici in funzione di un reale consumo da parte degli utenti degli edifici, sulla mobilità sostenibile, in particolar modo sui veicoli elettrici.

In questo quadro riveste particolare importanza la certificazione energetica degli edifici, che tiene conto di quanta energia effettivamente gli immobili disperdono, considerando materiali, forma, superfici, volume e impianti, in relazione al sito di riferimento. La certificazione energetica implica anche la considerazione di eventuali interventi di efficientamento energetico che possono essere eseguiti, compatibilmente con i costi che saranno necessari per effettuarli.

Dal punto di vista di una visione ecosostenibile, rivestono grande importanza la riqualificazione energetica e la rigenerazione urbana: invece di costruire nuovi edifici è fondamentale recuperare quelli esistenti e cercare di migliorarli, evitando ulteriore consumo di suolo. Diventa dunque rilevante coinvolgere figure professionali qualificate e con una visione a 360° del progetto, per considerare già in fase di concept i vari aspetti dell’ecosostenibilità.

Per scoprire cosa vuol dire progettare in modo ecosostenibile clicca qui

Formazione, Scuola

Educazione civica a scuola: ambiente, legalità, cultura

Un’attività svolta nell’ambito del progetto “Il trenino della sostenibilità”

E’ di ieri la notizia che l’educazione civica torna ad essere una materia di studio a scuola in Italia, a partire dal prossimo settembre; si attiverà nella scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. Si tratta di una scelta positiva per l’ambiente, la legalità e la società. Saranno 33 le ore di studio obbligatorie a scuola (un’ora a settimana).

Alcune scuole hanno già attivato dei moduli di educazione ambientale extra programma, di concerto con enti o docenti esterni agli istituti scolastici, prima di questa scelta governativa. Ed è un bene: l’educazione ambientale deve essere ai primi posti nel bagaglio di uno studente, per accrescere la sua consapevolezza di cittadino del mondo e di elemento appartenente all’ambiente.

“Nessun uomo è un’isola”, come afferma John Donne; ciò significa che ognuno è parte di un tutto, e che ogni nostro atteggiamento influisce sulla società, sul territorio, sul Pianeta. E’ importante quindi conoscere alcuni concetti base che regolano e migliorano la convivenza civile e lo sviluppo sociale.

La materia “educazione civica” comprende alcune tematiche trasversali, non solo ambientali, ma anche inerenti alla legalità, al diritto, all’educazione stradale. In particolare: la Costituzione italiana, le istituzioni nazionali e internazionali, l’Agenda 2030 dello sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale, il diritto del lavoro, lo sviluppo ecosostenibile, la tutela del patrimonio ambientale, il rispetto e la valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni. Concetti fondamentali per la crescita di generazioni proattive e consapevoli del “vivere sociale e civile”.

Negli anni scorsi, ho attivato alcuni progetti di sensibilizzazione sulla tematica ambientale a scuola: il progetto “Il trenino della sostenibilità” ha riscosso negli anni scorsi molto successo tra gli studenti, articolato come approfondimento teorico e attività di laboratorio su temi rilevanti dal punto di vista ambientale. Il progetto è ancora disponibile, per avere maggiori informazioni clicca qui e/o scrivi a info@vivattiva.eu.

Architettura, Efficienza energetica, Professione

Detrazioni fiscali edilizia: aggiornato il sito ENEA

L’ENEA (Ente Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico ecosostenibile) ha aggiornato il sito relativo alle detrazioni fiscali per interventi di edilizia, reperibile cliccando qui.

Esistono due diverse modalità di presentazioni di pratica ENEA, uno per interventi di ristrutturazione edilizia (Art. 16 bis del DPR 917/86), ovvero in relazione al BONUS CASA (detrazioni del 50%), e uno per interventi di riqualificazione energetica (ex legge 296/2006), ovvero in relazione all’ ECOBONUS (detrazioni del 50%, 65%, 70%, 75%, 80%, 85%).

A seconda della tipologia di di detrazione fiscale che si intende richiedere, in relazione al tipo di intervento eseguito e all’anno in cui i lavori sono stati conclusi, è reperibile un apposito portale. Le pratiche devono essere inviate entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Sull’apposito sito sono reperibile le guide dell’Agenzia dell’Entrate, nonchè le FAQ (Frequently Asked Questions) in merito alle detrazioni fiscali.

Cambiamento climatico, Formazione

Overshoot day: ogni anno in anticipo!

Fonte: www.overshootday.org

Oggi 29 luglio 2019 è l’Overshoot Day: il giorno in cui l’uomo sul Pianeta inizia ad utilizzare un numero maggiore delle risorse che vengono prodotte sul Pianeta, non consentendo una loro completa rigenerazione. Ogni anno l’Overshoot Day cade sempre prima: brutto segno, perché invece di diminuire la sua impronta ecologica, la specie umana sta continuando a consumare risorse in maniera crescente.

Secondo la Global Footprint Network, rete internazionale per la scienza della sostenibilità, l’uomo sta attualmente utilizzando le risorse 1,75 volte più velocemente del tempo necessario alla rigenerazione dei nostri ecosistemi; in altre parole, servirebbero attualmente 1,75 “Pianeti Terra” per soddisfare le necessità umane. Questo problema è cominciato intorno agli anni ’70, e poi è andato peggiorando: l’Overshoot Day anticipa sempre di più durante l’anno, perchè i consumi invece di diminuire aumentano.

Parliamo quindi di deforestazione, di eccessivo consumo di suolo, di perdita di biodiversità e di crescente numero di emissioni di gas serra nell’atmosfera, con conseguenze sul cambiamento climatico ed incremento dei fenomeni metereologici estremi.

Cliccando qui è possibile prendere visione di una serie di azioni che l’uomo potrebbe intraprendere per ridurre la propria impronta ecologica e #movethedate, ovvero spostare sempre più verso la fine dell’anno l’Overshoot Day. Le azioni riguardano tutti gli aspetti del nostro stile di vita: cibo, trasporti, consumo di energia, abbigliamento, ecc.

Chi vuole calcolare la propria impronta ecologica, ovvero verificare quanto la sua presenza, i suoi acquisti ed il suo stile di vita incidono sul consumo delle risorse del pianeta.. può utilizzare questo link, messo a disposizione da Global Footprint Network.

Per avere a disposizione più dati in merito a questa tematica, potete consultare questa pagina, in cui vengono suddivisi i consumi sulla base dei singoli Paesi, tenendo conto anche del numero di abitanti. Per quanto riguarda l’Italia, è evidente che l’impronta ecologica media degli abitanti supera di gran lunga la disponibilità di risorse, creando un deficit di risorse. ed un “debito dell’uomo” nei confronti del Pianeta.

Cambiamento climatico, Economia circolare, Rifiuti

Plastica: una Direttiva Europea a tutela dell’ambiente

Una Direttiva sulla riduzione e la progressiva eliminazione degli oggetti in plastica monouso è finalmente in vigore nei paesi dell’Unione Europea. In particolare, si vieteranno i prodotti in plastica monouso dal 2021.

Saranno vietati:

  • posate di plastica monouso (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette)
  • piatti di plastica monouso
  • cannucce di plastica
  • bastoncini cotonati fatti di plastica
  • bastoncini di plastica per palloncini
  • plastiche ossi-degradabili, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso

Entro il 2029 dovrà essere fatta la raccolta del 95% delle bottiglie in plastica; le bottiglie di plastica dovranno essere costituite per il 25% di contenuto riciclabile entro il 2025 e di almeno il 30% entro il 2030.

Si rafforza inoltre nei Paesi dell’Unione Europea l’applicazione del principio “chi inquina paga”. “L’etichettatura informativa sull’impatto ambientale di disperdere per strada le sigarette con filtri di plastica sarà obbligatoria. Ciò dovrà valere anche per altri prodotti come bicchieri di plastica, salviette umidificate e tovaglioli sanitari ” (fonte: sito Europarlamento).

Un grande passo avanti per l’ambiente dunque, considerando che l’inquinamento da plastica è una delle piaghe che attanaglia il nostro Pianeta. I dati che emergono infatti sono molto preoccupanti:

Secondo la Commissione europea, oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. I prodotti coperti dalla legislazione costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini. A causa della sua lenta decomposizione, la plastica si accumula nei mari, negli oceani e sulle spiagge dell’UE e del mondo. I residui di plastica sono ingeriti dalle specie marine (come tartarughe marine, foche, balene e uccelli, ma anche dai pesci e dai crostacei) e sono quindi presenti nella catena alimentare umana.

E’ importante che ogni cittadino dia il suo contributo: scegliere prodotti privi di imballaggio in plastica o suoi derivati, preferire le borracce all’utilizzo delle bottiglie, la raccolta ed il riciclaggio della plastica … sono buone pratiche per fare del bene all’ambiente e quindi indirettamente anche a noi stessi, che nell’ambiente viviamo e al cui ambiente apparteniamo.

Cambiamento climatico, Economia circolare, Innovazione, Rifiuti

Roma: viaggiare gratis riciclando bottiglie di plastica

“Water Bottles” by assortedstuff is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Oggi non posso non commentare una splendida notizia! Da ieri a Roma è possibile viaggiare con i mezzi pubblici di ATAC consegnando bottiglie riciclate. E’ una data storica!

La campagna di ATAC (Azienda per i Trasporti Autoferrotranviari del Comune) si chiama “+Ricicli +Viaggi” ed è in via sperimentale per 12 mesi.

Le stazioni metro coinvolte sono Cipro sulla linea A, Piramide sulla B e San Giovanni sulla C. Chi viaggia potrà acquistare i biglietti tramite il servizio B+ (acquisto biglietti da smartphone) e le app MyCicero e TabNet, portando bottiglie di plastica per il riciclo presso apposite macchine, posizionate da Coripet (consorzio per il riciclo del PET).

Per ogni bottiglia di plastica consegnata si ricevono 5 centesimi, che vengono caricati in un borsellino virtuale dell’app per l’acquisto dei biglietti. Servono 30 bottiglie per l’acquisto di un ticket.

L’incentivo economico è sicuramente uno dei modi migliori per spingere le persone a riciclare e a fare del bene all’ambiente. Peccato che questa dovrebbe essere una delle nostre priorità, indipendentemente dal beneficio derivante in termini di denaro.

L’iniziativa di ATAC è sicuramente rivoluzionaria, in linea con le direttive europee per la riduzione ed il riciclaggio della plastica.

Ci auguriamo che funzioni e venga utilizzata molto dai cittadini, essendo anche di esempio per altre città italiane, che potrebbero fare tesoro di questa esperienza per replicarla in diversi territori.

Resta molto da fare in Italia per una gestione virtuosa del tema dei rifiuti, che nell’ottica di un’economia circolare deve essere costantemente presente agli amministratori locali ed ai cittadini: la minimizzazione degli sprechi e l’ottimizzazione delle risorse è il primo step verso un mondo più pulito, sano ed efficiente.

Architettura, Biomimesi, Economia circolare, Innovazione

Verso una logica di progetto circolare e sostenibile

Il processo progettuale ecosostenibile tende per definizione a coniugare aspetti legati all’ambiente, all’economia e alla società. Non è semplice: il progettista deve effettuare un grande percorso di ricerca, analisi, rielaborazione e sintesi.

Senza dimenticare che le esigenze del committente sono l’input primario e fondamentale per la concezione di un progetto. L’iter di elaborazione di un progetto architettonico viene assimilato ad un processo iterativo, che si ripete più volte, e che prevede continue verifiche migliorative.

Il sistema ciclico di progetto trae ispirazione in realtà dal concetto di ciclo, onnipresente in natura. La natura opera secondo processi ciclici, in cui c’è continuità, recupero di risorse e minimizzazione degli scarti. Per un certo verso dunque la progettazione ecosostenibile può dirsi biomimetica, ovvero ispirata alla natura, anche perchè tende al miglioramento della vita dell’uomo in svariati ambiti.

Strettamente connesso al concetto di innovazione tecnologica ispirata alla natura vi è la stessa idea di economia circolare. L’economia circolare, che prevede l’ottimizzazione delle risorse, la generazione di prodotti e la minimizzazione dei rifiuti, si oppone al concetto di economia lineare, che va verso la continua generazione di prodotti e di elementi di scarto, che contribuisce ad incrementare la nostra impronta ecologica.

L’economia circolare “è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera” (definizione della Ellen MacArthur Foundation).

La progettazione ecosostenibile di un edificio, la modularità, l’attenzione per l’LCA (Life Cycle Assessment), la versatilità, nonchè l’utilizzo delle energie rinnovabili, di un approccio ecosistemico e di una visione di recupero dei materiali da costruzione sono alla base dell’ideazione di nuovi edifici che siano davvero “green” e non solo “green-washed”.

Innovazione, Normativa e certificazioni, Professione

Cosa sono le certificazioni ambientali?

Fonte: Sito del Ministero dell’Ambiente

Ultimamente si parla molto di efficienza energetica, per fortuna, ma si inizia a parlare di più anche di certificazioni ambientali. Cosa sono?

Gli Stati europei e diverse organizzazioni internazionali hanno sviluppato a partire dagli anni ’90 diversi strumenti di questo tipo.

Un esempio è il marchio ECOLABEL UE. Esso è definito come “ il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea che contraddistingue prodotti e servizi che pur garantendo elevati standard prestazionali sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita” (Fonte: Ministero dell’Ambiente).

E’ stato creato nel 1992 ed è in vigore in 28 Paesi dell’Unione Europea. Questo marchio si basa su dati scientifici relativi a determinati prodotti, in riferimento in particolare al loro ciclo di vita, all’utilizzo di acqua, alla produzione di rifiuti, all’uso dell’energia. Sono previsti dei valori minimi di soglia, che vengono stabiliti da un ente terzo. I criteri Ecolabel UE coinvolgono in modo ampio consumatori, associazioni ambientaliste e produttori.

Ecolabel UE costituisce una garanzia soprattutto per i consumatori, che sono consapevoli di acquistare un prodotto di qualità che fa bene anche all’ambiente. D’altra parte, tutti coloro che sono produttori e vogliono acquisire una certificazione di valore possono richiedere Ecolabel UE.

Il video promozionale di Ecolabel si trova sul sito del Ministero dell’Ambiente cliccando qui.

Il marchio Ecolabel EU è distinguibile sui prodotti dal logo, che richiama un fiore ed il simbolo dell’Unione Europea.

Fonte: Sito Unione Europea

Un’altra certificazione ambientale importante promossa a livello europeo è EMAS (EU Eco-Management and Audit Scheme), che è uno strumento pensato per le imprese ed altre istituzioni che intendono valutare e migliorare il proprio impatto ambientale. L’adesione è volontaria. L’istituzione della certificazione EMAS risale al 1993. Maggiori informazioni in merito sono disponibili alla sezione ” Eco-Management and Audit Scheme” del settore “Environment” della Commissione Europea cliccando qui.

Cambiamento climatico, Formazione

Qualche dato per capire il cambiamento climatico

“Loss of Ice in Greenland, Icebergs in Disco Bay” by GRIDArendal 
licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Avete mai sentito parlare della curva di Keeling? Essa prende il nome dallo scienziato C. D. Keeling e mostra in modo evidente un aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’aria dal 1958 ad oggi, con una crescita del + 30% ed un incremento medio di oltre 2 parti per milione l’anno. La curva mostra un andamento a dente di sega, dovuta all’azione della fotosintesi delle foreste boreali, che catturano in estate l’anidride carbonica. E’ stata pubblicata tra i dati scientifici a supporto della mostra “Capire il cambiamento climatico”, che si è tenuta dal mese di marzo al mese di giugno 2019 presso il Museo di Storia Naturale di Milano; il grafico è stato fornito dalla Scripps Institution of Oceanography di San Diego e prende come riferimento la situazione nei pressi del Monte Mauna Loa, alle Hawaii.

Nella stessi dati scientifici presentati nella mostra appare evidente come un innalzamento del livello del mare di 1 metro entro il 2100 porterebbe Venezia ad essere sommersa dal mare, provocando disagi anche nel Delta del Po (fonte: ClimateCentral.org). Non sarebbero risparmiate neanche città costiere come Miami, Giakarta e New Orleans, con gravi ripercussioni sulle migrazioni delle persone e in ambito economico mondiale.

L’innalzamento del livello dei mari è in relazione con lo scioglimento dei ghiacciai e dei ghiacci polari: si stima che l’aumento sia attualmente di 3-4 mm/anno, e che possa crescere ulteriormente, in concomitanza con l’aumento della temperatura del Pianeta (fonte: IPCC, 2013). Lo scenario di innalzamento del livello dei mari varia in funzione delle emissioni di gas serra e può essere migliorato solo mettendo in pratica la decarbonizzazione.

Si rilevano, in parallelo, un incremento della popolazione mondiale, che è arrivata a 7,7 miliardi nel 2019, ed un aumento della deforestazione e della desertificazione, con conseguenze ambientali, economiche e sociali.

Un’analisi scientifica delle emissioni di gas serra in Europa mette in evidenza che il 28% è prodotto dall’industria energetica, il 27% dai trasporti, il 18% dall’industria, il 13% da case, uffici e negozi, l’11% dal settore agricolo e il 3% dalla gestione dei rifiuti (fonte: EEA, European Environment Agency).

Alcune proiezioni dell’IPCC (2013) rilevano che se riusciremo a contenere le emissioni dei gas serra potrebbe manifestarsi un aumento della temperatura globale del pianeta di 2°C entro il 2100; secondo lo scenario attuale, si prevede che la temperatura aumenterà di oltre 4°C.

Ognuno di noi, nel suo piccolo, può contribuire a ridurre le proprie emissioni di gas serra.

Cambiamento climatico, Verde

5 buoni motivi per avere un orto

C’è chi non si sporcherà mai le mani, eppure si perde qualcosa.. Di cosa sto parlando? Del farsi un orto naturalmente! Chi di voi ne ha uno? O ha un parente o un amico che ne possiede uno? Se non ci siete mai stati dovete provare. Subito. Un orto domestico si può ricavare nel giardino di casa, soprattutto se abitate in una villetta, oppure anche in un condominio (perché no?!). Qualcuno ha la fortuna di possedere un terreno in campagna, altri si ritagliano spazi marginali dati in concessione dai comuni. Non manca poi chi utilizza il proprio balcone!!!

Insomma, ci si può sbizzarrire. Quali sono i vantaggi di avere un orto?

  • permette di autoprodurre il proprio cibo, con la duplice conseguenza di poter controllare la crescita e il non utilizzo di sostanze chimiche sugli ortaggi e di provare una forte soddisfazione per la crescita di piantine che non c’erano;
  • aiuta a smaltire lo stress, a rimettere insieme i pensieri ed alleviare le tensioni;
  • permette di svolgere attività fisica con tutto il corpo, e quindi aiuta a tenersi in forma e a darci una sensazione di benessere;
  • permette di abbronzarsi mentre si lavora, senza accorgersene (ma attenzione a proteggersi dal Sole nelle ore in cui è più forte)
  • aiuta ad imparare ad aspettare: fa riflettere sul significato del tempo, in opposizione al concetto del “tutto e subito”, del “tutto in fretta”, d’impulso, senza pensieri.

Per coltivare un orto è indispensabile fare attenzione all’orientamento del terreno (o del balcone / terrazzo) e alla stagionalità. Ogni stagione ha i suoi ortaggi. Indispensabile, inoltre, la rotazione delle colture: non si possono coltivare nello stesso suolo gli stessi prodotti per due anni di fila, ma occorre alternare il tipo di coltura scelto.

Ci sono associazioni e quartieri che hanno fatto degli “orti sociali” veri e propri esempi di innovazione sociale, riabilitando categorie sociali deboli o emarginate. Gli orti hanno dunque anche un valore aggregativo e formativo, perché insegnano che senza fatica non si ottiene nulla e che la soddisfazione per il lavoro (sporco .. ma pulito) fatto con le proprie mani .. è spropositato ed immisurabile!

In alcuni Paesi l’orto viene ancora visto come strumento per la sussistenza, per la sopravvivenza. Cosa che potrebbe avvenire anche in Paesi come l’Italia, qualora l’economia subisse un periodo di crisi stagnante. Dunque, meglio arrivare preparati ed allestire per tempo il proprio orticello. Che peraltro sta diventando anche di moda, e sempre più pubblicato e fotografato.

Cambiamento climatico, Efficienza energetica, Formazione, Professione

Perché dovremmo tutti piantare alberi?

Un estratto del video IPCC, del 2014. Link: https://www.youtube.com/watch?v=AvLul4PiZYE

E’ di pochi giorni fa la notizia di una violentissima grandinata a Pescara. Un fenomeno improvviso, che si è manifestato con chicchi di grandine di dimensioni simili ad arance. La città è stata completamente allagata: paralisi per la circolazione stradale, problemi per l’ospedale, feriti tra le persone. A Milano Marittima, sulla riviera romagnola, 2000 pini sono stati spazzati via e sono caduti come carte, colpiti da un fortissimo e improvviso vento che ha devastato la spiaggia.

Il cambiamento climatico non è un’opinione. E’ una realtà. Fenomeni di intensità più debole diventano sempre più potenti, veloci ed imprevedibili.

Nel 2014 l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha diffuso in rete un bel video, che mostra come possono evolvere i fenomeni meterologici e quali possono essere le conseguenze dei cambiamenti climatici. Questo video, molto chiaro, è visibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=AvLul4PiZYE. La visione è consigliata a tutti coloro che ancora hanno dubbi sull’esistenza di un cambiamento climatico e sulla sua origine antropica. Le attività umane stanno provocando un surriscaldamento del Pianeta senza precedenti, che è sotto gli occhi di tutti, con devastanti effetti sugli ecosistemi, sulla società, sull’economia.

Oltre 200 scienziati hanno firmato una lettera aperta, rivolta alle autorità italiane, per chiedere di potenziare le politiche di rallentamento dei cambiamenti climatici.

La lettera, la cui lettura è consigliatissima, è visibile a questo link: http://www.nimbus.it/articoli/2019/190709NoAlleFalseInfoSulClima.htm

Cosa possiamo fare noi piccoli cittadini italiani? Per esempio, piantare alberi! Effettuando la fotosintesi, gli alberi sono i migliori produttori di ossigeno e assorbitori di anidride carbonica che si possano desiderare! E poi.. possiamo modificare il nostro stile di vita, privilegiando una mobilità dolce, un cibo a km zero, minimizzando la produzione di rifiuti ed efficientando dal punto di vista energetico la nostra abitazione.

Non ultimo, possiamo contribuire a diffondere una corretta informazione scientifica sui cambiamenti climatici in atto.

Cambiamento climatico, Innovazione

Cambiamenti climatici: cosa fare? Un libro da leggere

La copertina del libro, “Prepariamoci”, di Luca Mercalli, ed. 2018, Chiarelettere editore

Ho letto un bel libro.

Si chiama “Prepariamoci (a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza… e forse più felicità)”, di Luca Mercalli. Si tratta dell’ultima edizione, del 2018. Luca Mercalli, che ha studiato Scienze Agrarie in Italia e Climatologia in Francia, non ha bisogno di presentazioni: è il Presidente della Società Metereologica Italiana e Consigliere Scientifico dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Insegna Sostenibilità ambientale all’Università di Torino.

L’approccio del libro è particolarmente coinvolgente: Mercalli spiega cosa fa, in prima persona, per sensibilizzare le comunità e gli enti sul tema dei cambiamenti climatici e sulla salvaguardia dell’ambiente. Racconta cosa fa tutti i giorni per essere di esempio: una casa a basso consumo energetico, l’utilizzo delle rinnovabili, la differenziata, la coltivazione di un orto. E invita tutti quanti noi a “metterci in gioco”, sprona le nostre coscienze a contribuire alla causa ambientale planetaria.

“Diciamo piuttosto che non riformeremo forse il mondo, ma almeno noi stessi che, dopo tutto, siamo una piccola parte del mondo; e che ciascuno di noi ha sul mondo più potere di quanto immagini… (M. Yourcenar, 1980)

Presupposto fondamentale, scientificamente provato, è che gli organismi viventi sono tutti correlati tra loro, che l’equilibrio tra ecosistemi è legato al clima, e che il clima è influenzato dalle azioni umane. Pertanto l’uomo ha il potere di accelerare o rallentare i cambiamenti climatici con il suo comportamento. Non parliamo solo degli enti e della politica, ma anche dei singoli: ognuno può fare qualcosa. Siamo nell’Antopocene, l’era in cui l’uomo modifica e incide molto sull’ambiente, nel bene e nel male.

Lettura assolutamente consigliata dunque, per la grande disponibilità di dati scientifici in forma divulgativa, e soprattutto per fare il pieno di speranza e determinazione nel cambiamento (in meglio) del mondo.

Cambiamento climatico, Efficienza energetica

Cosa sono le comunità energetiche rinnovabili?

Ho partecipato ad un interessante incontro organizzato da Legambiente a Lodi, dal titolo “L’energia che ci serve”. Al centro del dibattito l’idea delle “Comunità Energetiche Rinnovabili” (CER), ovvero aggregazioni di persone (cittadini, enti, piccole e medie imprese) che si associano per produrre, accumulare e consumare energia da fonti rinnovabili, in forma aggregata. L’energia prodotta viene consumata dai soci che hanno investito una quota negli impianti di produzione dell’energia rinnovabile, ad un costo inferiore rispetto all’energia prodotta con i combustibili fossili. L’energia prodotta in più viene venduta alla rete, consentendo un guadagno a chi ha investito negli impianti. Il guadagno è proporzionale rispetto alla quota di investimento effettuata. Viene garantita la possibilità di tracciare la provenienza dell’energia, in modo tale da avere certezza che essa provenga da fonti rinnovabili.

Le comunità o cooperative energetiche si orientano sul disinvestimento dalle multinazionali fossili, a favore di progetti ecosostenibili basati sulle energie rinnovabili. E’ importante incentivare la transizione italiana verso un’economia circolare e incrementare la quota di produzione di energia da fonti rinnovabili, per ridurre la dipendenza italiana dalle fonti fossili e contribuire agli obiettivi globali per il 2030, fissati per ottenere un reale sviluppo ecosostenibile in Italia, in Europa e nel mondo.

Si segnala l’esistenza di una Strategia Energetica Nazionale, che riguarda il piano di Governo per gestire il cambiamento energetico in Italia e che risale al 2017, garantendo il riconoscimento dei mercati agli autoproduttori e lo sviluppo regolamentato di energy communities. In Europa l’autoconsumo è invece valorizzato con la direttiva sulle rinnovabili REDII (Renewable Energy Directive).

Per ulteriori informazioni contattare WeforGreen Sharing oppure Retenergie. [Immagine tratta dal sito www.retenergie.it]

Eventi green, Formazione, Innovazione

“Biomimesi e ingegneria: innovazione ispirata alla natura” – Bologna, 23 maggio

Giovedì 23 maggio sarò a Bologna presso l’Ordine degli Ingegneri per tenere la docenza del seminario “Biomimesi e ingegneria: innovazione ispirata alla natura”. Non mancate!

Per info e iscrizioni:
https://formazione.ordingbo.it/ISFormazione-Bologna/biomimesi-e-ingegneria-innovazione-ispirata-alla-natura-corso-42.xhtml;jsessionid=1acefc2095fc57324f5c898a0941

Architettura, Innovazione, Verde, Viaggi

Perché visitare Stoccolma?

Stoccolma è una città bellissima. Cosa mi porto a casa dopo un viaggio lì?

Il ricordo di una città varia e sofisticata, dove casette piccole e colorate si alternano a moderne costruzioni e laboriosi cantieri. L’idea di una cultura libera ma rispettosa delle regole, variegata ma ricca di spirito nazionale. La cultura svedese del “LAGOM” prevede la ricerca, per ogni cosa, del giusto equilibrio. “Non troppo” e “non troppo poco”, si direbbe. Il design svedese, del resto, prevede l’eliminazione del superfluo e il “togliere tutto ciò che si può togliere”. Essenziale ma complesso, dunque, sembra essere il senso più profondo della civiltà svedese. Questo si vede in tutto: nel vestire, nel cibo, nell’edilizia, nelle relazioni sociali. Il momentaneo break dalle attività lavorative quotidiane (in svedese “fika”) è sacro, e prevede il ristabilire relazioni sociali durature, vere e profonde, non legate solamente al dialogo on line ma all’incontro concreto, di persona, al bar o nei parchi.

Stoccolma è la prima capitale europea ad essere stata investita del ruolo di Green European City nel 2010, per l’attenzione che, anche grazie alla attuale famiglia reale, riserva all’ambiente. Moltissimi i mezzi di trasporto: dal monopattino elettrico alla bicicletta, alla metro, alla metro in superficie, al treno, al battello. Numerose le auto elettriche, tantissimi gli sportivi e chi si muove a piedi. Stoccolma annovera uno dei quartieri ecosostenibili più famosi nel mondo, il celebre Hammarby Sjostad, esempio virtuoso di integrazione di natura ed architettura, di percorso sull’acqua, vegetazione e società. Qui i rifiuti costituiscono una risorsa e sono usati per la produzione di biogas; vengono raccolti mediante condotti sotterranei e si effettua una ferrea raccolta differenziata, nel pieno rispetto dell’ambiente. La comunità locale produce il 50% dell’energia elettrica che consuma, anche grazie alla presenza di impianti solari termici e fotovoltaici in copertura.

Stoccolma si sviluppa su isole, e gran parte di esse sono interamente “verdi”, ricche di aree boschive; a Stoccolma coesistono la vegetazione delle aree montuose ed il mare, il lago e la città. Forse anche questo la rende unica e indimenticabile. Fuori Stoccolma, immensi prati e boschi. Persino la TV svedese trasmette immagini di boschi ed animali, perchè la natura è sacra, parte della vita quotidiana, e va rispettata e condivisa. Pare che il segreto della felicità svedese sia proprio vivere immersi nella natura, infilare gli stivali ed andare a pulire i boschi.

Stoccolma si sviluppa su spazi enormi, ha tutte le caratteristiche di una capitale europea, ma mantiene l’attenzione per le categorie deboli, frutto di un reale interesse per la “sostenibilità”, che è anche “sociale”: gli attraversamenti pedonali hanno tutti segnali visivi e sonori, anche per i ciechi; le piste ciclabili sono ovunque; le staccionate dei cantieri hanno oblò per grandi e piccini, per condividere la bellezza di un edificio in costruzione anche con i bambini; un bellissimo edificio sul mare è una casa di riposo per anziani, non un castello del re. I parchi e la natura sono fruibili da tutti, accessibili a bambini, adulti, anziani.

Non bastano pochi giorni per conoscere una città come Stoccolma, ma di certo bastano pochi attimi per rimanere affascinati dall’attenzione degli svedesi per le piccole cose: le lampade alle finestre, il verde nei negozi, l’importanza delle relazioni sociali. Una città per imparare a vivere meglio, assaporando ciò che si ha e riscoprendo la felicità delle piccole cose di ogni giorno, cui dare il giusto valore.

Cambiamento climatico, Eventi green, Innovazione, Scuola

“Fridays for Future”: speranza per il futuro

“Nessuno è troppo piccolo per cambiare il mondo” (Greta Thunberg)

Fridays for future” è il movimento di protesta e proposte improntato sul valore dello sviluppo sostenibile, che ha preso piede come una vera e propria “onda verde” a partire dalla piccola Greta Thunberg, attivista svedese sedicenne, che ha iniziato a protestare ogni venerdì contro l’inerzia e l’indifferenza del panorama politico internazionale sulla tematica ambientale. “Fridays for future” ha un sito Internet internazionale di riferimento, che si chiama
https://www.fridaysforfuture.org/ ed è arrivato anche in Italia, dove esiste
https://www.fridaysforfuture.it/

Il 15 marzo 2019 hanno invaso le piazze milioni di giovani in 2069 città in 125 paesi di tutto il mondo. Anche Lodi c’era. E anche io c’ero. Ne sono state dette di ogni: è stato detto che i giovani vogliono solo perdere tempo e non andare a scuola, che i giovani sono manipolati, che i giovani parlano senza sapere di cosa parlano e che dovrebbero studiare, prima di parlare e manifestare. Ma io credo che questi giovani siano molto più lucidi e “sul pezzo” della maggioranza dei politici. Questi giovani hanno capito che le generazioni presenti stanno “rubando il futuro” alle generazioni future. E sanno forse meglio dei politici che la “politica” è “l’arte di governare la città”, non di depauperarla di risorse. Hanno compreso che lo “sviluppo sostenibile” implica la possibilità di garantire un futuro a chi verrà dopo di noi, non di sbarrarglielo. E il recente report IPCC, cosicchè i numerosi convegni internazionali che sono seguiti, parlano chiaro: dobbiamo dimezzare le emissioni globali di CO2 entro il 2030 e azzerarle al 2050. Chi rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico e del continuo aumento di temperatura del Pianeta è la specie umana, insieme alle altre specie viventi.

Ma non tutti sembrano averlo capito. C’è chi, anche davanti all’evidenza di dati scientifici che dimostrano che gli effetti globali dei cambiamenti climatici sono già in atto .. continua a negarne l’esistenza, a fare propaganda per l’utilizzo dei combustibili fossili, a remare contro la diffusione delle energie rinnovabili. Perchè? Per sete di guadagno, per interessi personali, per incapacità di muoversi, per incapacità di “pestare i piedi” a chi detta le regole del mercato capitalista. O a volte solo per ignoranza, perchè è di ignoranza che si tratta.

L’energia dei ragazzi deve essere incanalata in qualcosa in cui credere, in qualcosa in cui sperare. Ben venga se i “Fridays for future” consentono loro di formarsi un pensiero critico, di avere una propria idea su qualcosa, di dare uno scopo alla propria esistenza. Tra l’altro i “Fridays for Future” prevedono anche l’organizzazione di lezioni tematiche sul tema ambientale, e numerose attività “pratiche”, come ripulire i parchi e piantare alberi. Perchè a volte non bastano solo le parole su un pezzo di carta, ma servono i gesti. Se ognuno di noi inizia da questo, forse c’è speranza.

Vedere giovani credere in qualcosa e svegliarsi dal torpore generato dai telefonini, dalle chat, dalle droghe e dai videogiochi mi dice che forse per il futuro c’è speranza. Ma tutti dobbiamo muoverci ed essere di esempio… Giovani e vecchi, insieme.

Il prossimo “Sciopero globale per il futuro” internazionale è previsto il 24 maggio.

Ama la goccia che fa traboccare il vaso. E’ nascosto lì ogni bel cambiamento

Architettura

X-LAM: quali i vantaggi?

La tecnologia X-LAM consiste in pannelli in legno multistrato (minimo tre) incrociati e incollati tra loro, disposti in modo tale che le fibre siano tra loro perpendicolari rispetto allo strato adiacente. Il termine inglese corrispondente all’X-LAM è CBT (Cross Laminated Timber). L’utilizzo di più strati di legno minimizza le dilatazioni dovute a umidità e temperatura e permette di sopportare carichi elevati e resistere alle sollecitazioni esterne e sismiche. La tecnologia X-LAM può essere utilizzata per pareti, solai e coperture, e grazie alla possibilità di creare pannelli di diverse dimensioni permette di costruire un edificio in poco tempo.

Il comportamento di un edificio in X-LAM è scatolare, ovvero esso si comporta come un insieme di diaframmi di piano e pareti collegati mediante elementi metallici, solitamente in acciaio. Il numero di strati e il loro spessore possono variare a seconda del tipo di pannello e del produttore.

Questa tecnologia è stata sperimentata per la prima volta negli anni ’90 dai mercati austriaco e tedesco; in Italia è stata utilizzata in modo ingente dopo il terremoto dell’Aquila del 2009.

I pannelli in X-LAM costituiscono la struttura portante di un edificio, ma questi devono poi a loro volta essere isolati in modo adeguato e protetti con membrane permeabili e barriere al vapore. Ricordiamo però che il legno ha di per sé ottime capacità isolanti, per cui utilizzare una struttura in legno garantisce già un notevole risparmio in termini di coibentazione.

Inoltre il legno è un materiale naturale, che garantisce un controllo del ciclo di vita dell’edificio ed una sua corretta gestione, oltre a permettere una notevole durabilità della costruzione.

Il legno più utilizzato per la produzione di X-LAM è quello di conifera, per esempio di abete rosso o di larice. Le tavole per la produzione di X-LAM vengono unite mediante giunti a pettine. La tecnologia X-LAM ha un’ottima resistenza al fuoco, data dalle intrinseche caratteristiche del legno.

Efficienza energetica

Detrazioni fiscali: quali novita’ per il 2019?

La Legge di Bilancio 2019 (L. 30.12.2018 n.145) ha prorogato per tutto il 2019 la presenza degli incentivi per interventi di efficientamento energetico (EcoBonus) e per le ristrutturazioni edilizie (Bonus Casa). Confermato anche il Bonus mobili ed elettrodomestici.

La guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a novembre 2018 definisce quali interventi sono ammissibili per richiedere le detrazioni fiscali al 50% . Esistono inoltre altre due guide, una per le detrazioni al 65% e una per i Bonus Mobili.

Un’importante novità per il Bonus Casa è che dal 21 novembre 2018 esiste un sito da utilizzare per informare l’ENEA degli interventi di ristrutturazione edilizia che comportano risparmio energetico e che vogliono usufruire della detrazione fiscale del 50%: http://ristrutturazioni2018.enea.it

L’invio deve avvenire entro il termine di 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo. Per gli interventi la cui data di fine lavori (collaudo) è compresa tra il 01/01/2018 e l’21/11/2018 il termine dei 90 giorni decorre dal 21/11/2018.

E’ obbligatorio in particolare informare l’ENEA per i seguenti interventi:

  • riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi delimitanti gli ambienti riscaldati con l’esterno e i vani freddi;
  • riduzione della trasmittanza delle strutture opache verticali (pareti esterne) ovvero che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi e dal terreno;
  • riduzione della trasmittanza delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi;
  • riduzione della trasmittanza termica dei pavimenti delimitanti gli ambienti riscaldati con l’esterno, i vani freddi e il terreno;
  • installazione di collettori solari (solare termico) per produzione di acqua calda sanitaria e/o riscaldamento ambienti;
  • sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per riscaldamento ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto.;
  • sostituzione di generatori di calore con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto;
  • pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto;
  • sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto;
  • microcogeneratori (Pe<50kWe);
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • generatori di calore a biomassa;
  • sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;
  • installazione di sistemi di termoregolazione e building automation;
  • impianti fotovoltaici.
  • elettrodomestici (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017) – classe energetica minima prevista A+ (ad eccezione dei forni, la cui classe minima è A)

Nota: Per gli altri interventi che vogliono usufruire delle detrazioni fiscali al 50% ma che non comportano un risparmio energetico non occorre informare l’ENEA.

In particolare, per le singole unità immobiliari i lavori per cui si può usufruire della detrazione fiscale sono:

A) Quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia):

  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia

B) Interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nella precedente lettera A, e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

C) I lavori finalizzati:

  • all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione)
  • alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.

D) Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.

Per esempio:

• rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici

• apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione

• porte blindate o rinforzate

• apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini

• installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti

• apposizione di saracinesche

• tapparelle metalliche con bloccaggi

• vetri antisfondamento

• casseforti a muro

• fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati

• apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

E) Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico

F) Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia (es. fotovoltaico)

G) Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

H) Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.

Nota importante:

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Dm 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)
  • le spese per l’acquisto dei materiali
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori
  • gli oneri di urbanizzazione
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998)

(Fonte: ENEA)

STEM

La mostra fotografica itinerante “Scienza per tutti” è visitabile a Lodi

La mostra fotografica itinerante “Scienza per tutti”, che ha visto il suo debutto a Roma presso il Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri tenutosi dal 12 al 14 settembre, approda a Lodi. L’allestimento fotografico è visitabile presso la Vineria 2123 di Lodi, in Corso Mazzini, 21

Lo scopo della mostra è sensibilizzare sull’importanza delle materie scientifiche nella vita di tutti i giorni: le materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica)contribuiscono a creare in modo fondamentale il mondo che viviamo, ma vengono spesso sottovalutate. 

Ancora più importante è spronare le nuove generazioni di ragazze e ragazzi ad intraprendere percorsi scientifici per seguire le loro naturali attitudini 

La mostra fotografica itinerante si sposterà in varie parti d’Italia e sarà visitabile in modo gratuito. Raccoglie le foto più belle presentate nell’ambito del contest fotografico via Instagram organizzato da Vivattiva e Associazione IC (Cagliari) nei primi mesi del 2018. 

Le fotografie ritraggono momenti di lavoro, studio, ricerca, esperimenti, approfondimenti, speaking, meeting scientifici nei settori della biologia, della chimica, delle biotecnologie, dell’informatica, dell’ingegneria, dell’astronomia, della tecnologia, della robotica, del digitale, della fisica, della matematica. Temi comuni a diverse generazioni, a donne e uomini.

Il contest si inserisce nell’ambito operativo di Vivattiva, che si occupa di SOSTENIBILITA’ dal punto di vista ingegneristico-architettonico, economico, ambientale e sociale. L’Associazione IC di Cagliari opera per la divulgazione culturale ed è già stata promotrice di diversi contest fotografici, con lo scopo di puntare l’attenzione su temi importanti per la collettività, in un’ottica interdisciplinare ed innovativa. 

Se vuoi portare la mostra fotografica nella tua città scrivi a vivattivacontest@gmail.com, ti risponderemo presto.

STEM

Contest fotografico “Scienza per tutti”

Negli scorsi mesi Vivattiva ha promosso insieme all’Associazione IC di Cagliari un contest fotografico sul tema “Scienza per tutti”, che ha visto grande partecipazione su territorio nazionale. Le foto più significative sono state individuate di settimana in settimana e saranno oggetto di una mostra fotografica itinerante su territorio nazionale. Scopo del contest era promuovere la presenza di soggetti femminili e maschili in ambito scientifico e tecnologico, portando avanti il messaggio che le materie scientifiche sono per tutti, e sono fondamentali per l’innovazione del Paese. 

Ecco le foto che sono state considerate le migliori!

Seguite il sito, la pagina Facebook Vivattivae il profilo Instagram @vivattiva per rimanere informati sulle tappe della mostra itinerante! 

STEM

Instagram Contest “Scienza per tutti”

VIVATTIVA e l’Associazione IC organizzano un Contest fotografico tramite l’app Instagram per smartphone (Android, IOS, Windows Phone) sul tema “SCIENZA PER TUTTI” che potrà essere declinato in svariati modi utilizzando l’hashtag #scienzapertutti. I contenuti e i risultati del contest saranno oggetto di un progetto multimediale di VIVATTIVA che sarà diffuso e pubblicato nei mesi di aprile 2018 e maggio 2018 e sarà oggetto di presentazione pubblica.

Il contest si inserisce nell’ambito operativo di VIVATTIVA, che si occupa di SOSTENIBILITA’ dal punto di vista ingegneristico-architettonico, economico, ambientale e sociale. L’Associazione IC opera per la divulgazione culturale ed è già stata promotrice di diversi contest fotografici, con lo scopo di puntare l’attenzione su temi importanti per la collettività, in un’ottica interdisciplinare ed innovativa.

Scopo del contest è promuovere la diffusione delle materie STEM (Scienza/Science – Tecnologia/Technology – Ingegneria/Engineering – Matematica/Maths) nella società, incentivando sia donne che uomini ad approfondire e incentivare la propria cultura scientifica. Il contest intende promuovere il valore della scienzaindividuando nelle materie STEM la chiave risolutiva di molti problemi che affliggono la società e contribuendo a colmare il gender gap (divario di genere) tra donne e uomini.

Il tema del contest è “SCIENZA PER TUTTI” (#scienzapertutti).

L’obiettivo è riscoprire l’importanza della cultura scientifica per la vita dell’uomo e della donna, attraverso un viaggio tra generazioni. Per “scienza” si intendono le materie STEM: Scienza/Science – Tecnologia/Technology – Ingegneria/Engineering – Matematica/Maths.

Le fotografie possono ritrarre momenti di lavoro, studio, ricerca, esperimenti, approfondimenti, speaking, meeting scientifici nei settori della biologia, della chimica, delle biotecnologie, dell’informatica, dell’ingegneria, dell’astronomia, della tecnologia, della robotica, del digitale, della fisica, della matematica. Temi comuni a diverse generazioni, a donne e uomini.

Nelle fotografie deve essere evidente il rapporto tra persona e scienza, dunque deve preferibilmente figurare una componente umana (persona o parte di persona) e una componente scientifica (ambiente, oggetti). Nota: le persone chiaramente riconoscibili nella fotografia devono essere maggiorenni e gli autori devono aver ottenuto il permesso alla pubblicazione; in caso contrario, il volto dovrà essere offuscato.

La declinazione del contest “Scienza per tutti” vuole sottolineare una visione democratica e aperta della scienza, che spiegata in modo chiaro e comprensibile può risultare familiare e utile a tutti. 

Scarica il regolamento