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Superbonus: informazioni utili dall’Agenzia delle Entrate

Image by MichaelGaida from Pixabay

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili alcuni documenti utili per il Superbonus. In particolare si consiglia la consultazione dei seguenti documenti (sempre in fase di aggiornamento):

Si segnalano in particolare modo la presenza di una Guida dell’Agenzia delle Entrate e di alcune risposte alle istanze di interpello relative ai Superbonus:

 Risposta n. 408 del 24/09/2020

Articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio) – pdf

 Risposta n. 325 del 9/09/2020

Superbonus – detrazione delle spese sostenute dagli acquirenti delle cd.case antisismiche – Articolo 16, comma 1-septies del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 – Articoli 119 e 121 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio) – pdf

 Risposta n. 326 del 9/09/2020

Superbonus – interventi realizzati su “unità collabenti” – Articoli 119 e 121 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio) – pdf

 Risposta n. 327 del 9/09/2020

Superbonus – Interventi realizzati su immobile in comodato d’uso gratuito- Articoli 119 e 121 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio) – pdf

 Risposta n. 328 del 9/09/2020

Superbonus – Interventi realizzati su “villetta a schiera” – Articoli 119 e 121 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio) – pdf

 Risposta n. 329 del 10/09/2020

Articolo 11, comma 1, lettera a), legge 27 luglio 2000, n. 212. Articolo 119 del decreto Rilancio – pdf

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Superbonus: pubblicate alcune FAQ dall’ENEA

Fonte: Sito ENEA

Sul sito ENEA sono state pubblicate alcune FAQ (Frequenty Asked Questions) importanti in merito al Superbonus. L’ENEA è l’Agenzia nazionale per le Nuove Tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che effettuerà i controlli sulle pratiche ecobonus 110% per la parte tecnica.

Tra le più importanti segnalo la FAQ n. 4, che cita la ridefinizione del concetto di impianto termico derivata dal Decreto Semplificazioni D.lgs. 48/2020. La riporto qui.

FAQ n.4. – Per usufruire delle detrazioni fiscali previste dall’ecobonus (ex legge 296/2006 e D.L. 63/2013 e successive modificazioni) e dal Superbonus (detrazioni fiscali del 110% ex D.L. 34/2020 come convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020 n. 77) è richiesta, tranne qualche eccezione, la presenza dell’impianto di climatizzazione invernale. Cosa si intende per impianto di climatizzazione invernale?

Per la fruizione dell’ecobonus, l’immobile oggetto dell’intervento deve essere già dotato di impianto di climatizzazione invernale (vedi circolare dell’Agenzia dell’entrate n. 36 del 31/05/2007). Si ricorda, in proposito che il D.lgs. 48/2020 ha modificato l’art. 2, comma 1, lettera ltricies del D.lgs. 192/05 che, attualmente, definisce impianto termico: “impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”.

Si segnala che le FAQ presenti sul sito Cened (portale di riferimento per la certificazione energetica in Lombardia) sono probabilmente in fase di aggiornamento.

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Ecobonus 110%: Decreto Requisiti Minimi e Decreto Asseverazioni in Gazzetta Ufficiale

Fonte: https://www.gazzettaufficiale.it/

Dopo una lunga attesa sono finalmente usciti in Gazzetta Ufficiale i decreti relativi ai Requisiti e alle Asseverazioni in merito all’Ecobonus 110%!

Qui trovate i testi originali:

DECRETO 6 agosto 2020 Requisiti tecnici per l’accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici – cd. Ecobonus. (20A05394) (GU Serie Generale n.246 del 05-10-2020)

Decreto 6 agosto 2020: Requisiti delle asseverazioni per l’accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici – cd. Ecobonus.

E’ consigliabile sempre avvalersi di un tecnico per tutta la pratica relativa all’ecobonus 110%.

Per eventuali preventivi scrivetemi all’indirizzo vivattiva@gmail.com, sarete ricontattati al più presto.

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Tecnologie innovative per il benessere indoor

Un’immagine tratta dalle realizzazioni dell’azienda Oltremateria

Uno degli aspetti più importanti di un immobile è il livello di comfort indoor, per il quale occorre tenere conto di tanti aspetti: materiali, luce, acustica, qualità e temperatura dell’aria. Parlando di materiali, è opportuno prediligere materiali ecologici e riciclabili, con un’analisi del ciclo di vita (LCA) che viene controllata e certificata (per approfondimenti sull’LCA leggi qui).

Nell’ambiente indoor ci sono varie sorgenti di inquinamento da COV (Composti Organici Volatili). In base all’art.268 del DLgs 152/2006 è definito COV qualsiasi composto organico che abbia a 293,15 K (20°C) una pressione di vapore di 0,01 KPa superiore. Per esempio: idrocarburi alifatici, aromatici e clorurati, aldeidi, terpeni, alcooli, esteri e chetoni. Uno dei più pericolosi, spesso presente negli edifici residenziali, è la formaldeide. I COV possono derivare da vernici, colle, smalti, detersivi (quindi per esempio da mobili, serramenti, pavimenti).

Composti organici volatili più comuni e sorgenti indoor (fonte: Ministero della Salute)

I COV possono creare problemi alla salute dell’uomo e degli animali, dal disagio sensoriale fino a gravi alterazioni dello stato di salute; ad alte concentrazioni negli ambienti interni, possono causare effetti a carico di numerosi organi o apparati, in particolare a carico del sistema nervoso centrale. Alcuni di essi (per es. il benzene) sono cancerogeni per l’uomo.

Esiste una normativa europea che regola l’emissione di COV: si tratta della Direttiva 2004/42/CE – Decreto Legislativo 27 marzo 2006 n.161 su: Limitazione delle emissioni di VOC dovuti all’uso di solventi organici in alcune vernici e pitture (2006). La normativa definisce un quantitativo massimo di COV per ogni categoria, obblighi di etichettatura e sanzioni. Le successive modifiche alla direttiva 2004/42/CE sono state incorporate nel testo originale (per saperne di più clicca qui)

E’ importante quindi utilizzare negli interni finiture a bassa emissione di COV, prediligendo per esempio pitture ad acqua e collanti privi di formaldeide, mantenendo una buona ventilazione degli ambienti.

Esistono inoltre materiali definiti “antibatterici”, in quanto hanno una capacità di uccidere o degradare i batteri in modo prolungato e costante nel tempo. Per attivare le proprietà antibatteriche nei materiali si possono utilizzare rame, ioni d’argento, biossido di titanio: questi tre componenti hanno un’azione batteriostatica, cioè impediscono o rallentano lo sviluppo e la riproduzione dei batteri. Tra i materiali che possono avere proprietà antibatteriche troviamo la ceramica, il grès porcellanato, il corian, persino il PVC e il policarbonato.

Una finitura che coniuga il rispetto della normativa sui COV e le proprietà antibatteriche è ECOPUR, tecnologia della ditta OLTREMATERIA. ECOPUR può essere utilizzato sopra superfici come pareti, pavimenti, arredi rivestiti in ECOMALTA e OLEOMALTA, resine ecologiche innovative, sempre di Oltremateria, di cui abbiamo parlato anche in questo articolo. Il sistema ideato da Oltremateria permette di ottenere con ECOMALTA o OLEOMALTA superfici sottili (2-2,5 mm), continue e senza uso di resine epossidiche, dando un ulteriore tocco di innovazione con ECOPUR. ECOPUR è infatti un tipo di rivestimento dato da miscele di inerti, sabbie naturali e ioni d’argento.

La tecnologia ECOPUR favorisce anche la ionizzazione dell’aria indoor. Ionizzare l’aria di un ambiente consente di renderla più pulita: gli ioni negativi si legano alle particelle in sospensione nell’aria (polveri, fumi, ecc.) e le caricano elettrostaticamente: di conseguenza la polvere tende ad accumularsi sulle superfici invece che rimanere sospesa.

Ecco un video esplicativo di ECOPUR. Si possono visionare alcuni esempi di realizzazioni qui.

Le proprietà antibatteriche sono certificate dal CSA- Istituto di ricerca Accreditato Accredia N° 0181. Le analisi sono state condotte in conformità alla normativa ISO 22196:2001 “Measurament of antibacterialactivity of plastics and other non-poroussurfaces. Per quanto riguarda l’emissione di COV, la tecnologia Ecopur è in linea con le normative e ha ottenuto anche la CERTIFICAZIONE VOC – RATING F****(4stelle) presso la “Japan Building CoatingMaterialsAssociation”.

Il sistema Oltremateria, con ECOPUR, ha ottenuto la certificazione di antibatterico attivo dal CSA– Istituto di ricerca Accreditato Accredia. Le analisi sono state condotte in conformità alla normativa ISO22196:2001 “Measurament of antibacterialactivity of plastics and other non-poroussurfaces”. ECOPUR ha ottenuto la certificazione di ionizzazione ambientale dal NCT Lab.

Tutti i materiali e sistemi OLTREMATERIA sono prodotti in sistema di gestione della qualità ISO 9001:2015 e dotati di marcatura CE. Il sistema Oltremateria concorre a far guadagnare punteggio nella certificazione LEED. Sono disponibili moltissimi colori e decorazioni per superfici in ECOMALTA o OLEOMALTA abbinate a ECOPUR, personalizzabili a scelta del cliente.

Nota – L’articolo contiene contenuti promozionali per l’azienda Oltremateria, che opera nel settore dell’edilizia ecosostenibile, e per La Feltrinelli, che opera per la diffusione della cultura attraverso i libri.

Per approfondire il tema dei materiali in edilizia trovi numerosi testi interessanti sul sito della Feltrinelli, cliccando qui e digitando “materiali” nel campo di ricerca per argomento.

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100% di energia rinnovabile per Sidney

Foto di Patty Jansen da Pixabay

La città australiana di Sidney sarà alimentata al 100% da elettricità proveniente da fonti di energia rinnovabili. In particolare, giocheranno un ruolo fondamentale i campi eolici e fotovoltaici nel New South Wales.

L’elettricità alimenterà gli immobili di proprietà privata, librerie, palazzi per uffici e persino il Sidney Opera House, parchi, piscine ed illuminazione pubblica. Flow Power sarà il partner per questa conversione energetica alle rinovabili della città australiana. Il piano di conversione dovrebbe permettere di risparmiare l’emissione di 20.000 t di anidride carbonica in atmosfera, e anche 50.000 dollari australiani l’anno. E’ auspicabile che il nuovo accordo generi numerosi posti di lavoro nel settore green, contribuendo anche a combattere l’impatto post Covid sulla popolazione. Il Sindaco di Sidney, Clover Moore, sente su di sè il peso della crisi climatica e intende anticipare il raggiungimento degli obiettivi per il 2030.

Circa i 3/4 dell’energia elettrica saranno prodotti dall’eolico, mentre il restante 1/4 dal fotovoltaico. Ci saranno principalmente tre generatori: il Bomen Solar Farm a Wagga Wagga, Sapphire Wind Farm vicino a Inverell e il Shoalhaven Solar Farm a Nowra. Di questi, Shoalhaven è un progetto portato avanti insieme da Flow Power e  Repower Shoalhaven, una comunità no profit che su base volontaria porta avanti progetti comunitari per l’energia solare. Si prevede la realizzazione di un impianto di circa 3 MW di potenza. La Bomen Solar Farm invece prevede un impianto di 120 MW di potenza. E’ uno dei primi progetti in Australia a utilizzare pannelli che sfruttano l’energia solare su entrambi i lati, ottimizzando la produzione. Il Sapphire Wind Farm sarà invece un parco eolico comprendente 75 turbine, di potenza 270 MW.

(Articolo tradotto dall’originale inglese – clicca qui per consultare)

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Decreto attuativo ecobonus 110%: bisogna attendere

Foto di ElasticComputeFarm da Pixabay

Non è ancora uscito il decreto attuativo del Decreto Rilancio, in merito all’ecobonus 110%. E’ importante non compiere mosse azzardate e aspettare l’uscita delle indicazioni finali della normativa, per evitare di prendere cantonate e fare lavori che poi non riescano a usufruire delle detrazioni. Ci sono alcuni emendamenti che riguardano diversi punti del Decreto, per cui alcune cose potrebbero cambiare dal testo iniziale della legge. In sospeso ancora la validità dell’ecobonus 110% per le seconde case nei condomini, per esempio, oppure anche casi particolari riguardanti condomini di diverse dimensioni. Sono ancora molti i dubbi e le incertezze, quindi è importante chiarire tutto prima di iniziare progetti e cantieri.

E’ essenziali affidarsi a un tecnico, che in questa fase può occuparsi di realizzare un APE dell’edificio esistente e fare una proposta di interventi migliorativi (per es. cappotto termico, sostituzione dei serramenti, sostituzione di impianto) con cui valutare se, partendo dalla situazione esistente, con gli interventi consigliati ci potrebbe essere un salto di due classi energetiche. Il committente può poi valutare se e quali interventi eseguire, mentre il tecnico deve valutare che siano conformi a quanto richiesto dalla normativa. Per iniziare quindi i lavori veri e propri è pero’ indispensabile attendere il decreto attuativo, nonché i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Il Decreto Rilancio è un’ottima opportunità per ristrutturare casa, ma è importante che i lavori vengano eseguiti da personale qualificato, specializzato e coadiuvato da un progettista: alla base di tutto c’è un progetto. Fondamentale anche il ruolo delle imprese, delle banche e dei mediatori creditizi: occorre informarsi molto bene, per evitare di compiere errori o farsi ingannare. Attenzione, dunque.

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Fotovoltaico per famiglie a basso reddito: combattere la poverta’ energetica

Foto di torstensimon da Pixabay

Il Dipartimento per le Politiche Economiche di Palazzo Chigi ha deliberato uno stanziamento di 200 milioni di euro per istituire un fondo nazionale legato al reddito energetico. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro ha comunicato che il reddito energetico consentirà ai cittadini a basso reddito di installare i pannelli fotovoltaici a costo zero, per autoprodurre energia elettrica usando come fonte di energia rinnovabile l’energia solare. Si attende un decreto attuativo che dettagli le modalità per usufruire del reddito energetico, che si pone come misura per combattere la povertà energetica e soprattutto per incentivare le fonti di energia rinnovabile, facendo del bene all’ambiente.

Questa idea prende spunto da un’esperienza già realizzata con esito positivo in Sardegna: nel 2019 nel Comune di Porto Torres è stato istituito dall’amministrazione comunale, in collaborazione con il GSE, un Fondo rotativo per finanziare l’installazione gratuita di pannelli fotovoltaici a favore delle fasce meno abbienti.  Le famiglie selezionate hanno potuto così acquistare in comodato piccoli impianti solari (<20 kW di potenza). Questo ha permesso ai cittadini di autoprodurre la propria energia elettrica e al Comune di avere un surplus di produzione di energia in rete.

La misura a favore del fotovoltaico e della famiglie a basso reddito si aggiunge alle altre previste dal Decreto Rilancio, che deve essere tramutato in decreto attuativo e che sarà accompagnato da alcune specifiche dell’Agenzia delle Entrate. Il Decreto Rilancio infatti prevede che l’installazione di impianti fotovoltaici o colonnine di ricarica per veicoli elettrici possa essere realizzato con il bonus 110% solo se congiuntamente ad uno degli altri macro – interventi (cappotto, sostituzione impianto secondo le specifiche indicate dal decreto); senza di essi, il fotovoltaico può usufruire solo della detrazione fiscale al 65%. Nel caso del bonus 110%, sarà possibile installare e detrarre anche l’accumulatore di energia, collegabile agli impianto fotovoltaico.

Per approfondire il tema del fotovoltaico trovi numerosi testi interessanti sul sito della Feltrinelli, cliccando qui.

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Il progetto Green Jobs: per saperne di piu’

Ho avuto la fortuna di partecipare come relatrice ad un progetto di divulgazione sulle opportunità lavorative nel settore green, rivolto agli studenti delle scuole. Vorrei quindi spiegarvi meglio in cosa consiste il progetto “Green Jobs”, e per farlo ho pensato di intervistare la Dott. ssa Manuela Marazzina, psicologa, esperta in disturbi specifici dell’apprendimento e psicologia scolastica, che lo segue in modo attivo.

– In cosa consiste il progetto “Green Jobs’ e chi l’ha ideato?

Il progetto Green Jobs nasce da un’idea del mio collega psicologo Matteo Plevano, che ha trovato in Fondazione Cariplo un valido sostegno per la realizzazione. È un progetto di orientamento scolastico e professionale rivolto agli alunni delle scuole secondarie di secondo grado che vuole aumentare la sensibilità dei ragazzi verso la tematica ambientale, ampliare le conoscenze sui percorsi professionali possibili e offrire uno spazio di riflessione sul loro futuro. Si sviluppa attraverso tre momenti: un incontro in ciascuna classe per illustrare i cambiamenti in chiave sostenibile che stanno avvenendo nel mondo lavorativo, economico e sociale, una plenaria rivolta a tutte le classi coinvolte in cui alcuni professionisti lasciano una testimonianza sul loro percorso di studi e loro esperienza professionale, un colloquio individuale di orientamento alla scelta post diploma. 


– Da quanti anni lo state portando avanti? In quali scuole?

Il progetto è attivo da 5 anni, periodo in cui abbiamo incontrato circa 10000 studenti delle classi quarte e quinte di licei o istituti tecnici della Lombardia. 


– Qual è il riscontro da parte degli studenti e dei relatori?

Abbiamo ricevuto molti pareri positivi! I ragazzi, negli anni sempre più informati sulla sostenibilità, scoprono settori, percorsi di studio e professioni che non immaginavano e, in una fase delicata della loro vita, apprezzano avere uno spazio neutro con un professionista in cui potersi confrontare rispetto alla difficile scelta universitaria o professionale. Molti relatori negli anni riconfermano la loro disponibilità a venire a parlare con i ragazzi e raccontano con entusiasmo il loro percorso, riferendoci il desiderio di trasmettere la loro passione! 

– Avete attuato partnership o collaborazioni particolari? 

Il progetto è svolto in collaborazione con Junior Achievement. 

– Quanto è importante oggi che i giovani e i meno giovani siano informati in merito ai “Green Jobs? 

Crediamo molto in questo progetto! Ormai quasi tutte le professioni ruotano intorno al concetto cardine di sostenibilità (ambientale, economica e sociale) ed è fondamentale che le nuove generazioni e i futuri lavoratori siano informati e formati. Inoltre le possibilità lavorative nell’ambito dei Green Jobs sono aumentate negli ultimi anni e, in una situazione incerta da un punto di visto lavorativo come quella attuale, è fondamentale che i ragazzi conoscano realmente quali possibilità esistono. 

– Quanto sono importanti i “green jobs” per il futuro? Ci sono possibilità interessanti per chi è in cerca di occupazione?

Assolutamente. Il futuro si sta costruendo in chiave sostenibile, basti considerare gli incentivi statali che sono presenti oggi. Inoltre le risorse fossili stanno finendo, consumiamo più di quanti possiamo permetterci. L’unica via d’uscita non può che essere una maggiore attenzione e maggiori investimenti nell’ambito della sostenibilità. 

– Prevedete di portare avanti altri progetti per il settore green?

Le idee sono molte come anche il desiderio di realizzarle! Sicuramente ci piacerebbe portare questa esperienza, virtuosa e consolidata, in un numero maggiore di scuole, in tutta Italia

Per approfondire il tema dei Green Jobs vi consiglio un testo che potete trovare sul sito della Feltrinelli (clicca qui): “100 green jobs per trovare lavoro” di Tessa Gelisio, Marco Gisotti, disponibile sia in versione cartacea che in versione e-book. “Il volume è completato da una sezione che raccoglie 100 schede dedicate ad altrettanti lavori, per ognuno dei quali vengono indicati i percorsi formativi più adatti e le competenze che più è necessario sviluppare”

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Economia circolare, Eventi green, Innovazione, Lifestyle, Verde

Bonus “donne in campo” per sostenere le imprenditrici agricole

Foto di lumix2004 da Pixabay

E’ stato approvato un fondo di sostegno per le imprenditrici agricole, di importo pari a 15 milioni di euro per garantire mutui a tasso zero, fino a 300.000 euro, previsto dalla Legge di Bilancio 2020.

In Italia ci sono oltre 200.000 aziende agricole guidate da donne e si tratta quindi di un provvedimento importante per sostenerle e incoraggiarle. Le donne sono spesso portatrici di innovazione e sperimentazione, pur valorizzando la tutela della tradizione e della biodiversità. Anche il mondo del vino è sempre più “al femminile”. Il sostegno alle imprenditrici agricole contribuisce a combattere gli stereotipi di genere.

Tra i numerosi esempi di innovazione al femminile ricordiamo per esempio Color Off, di Sandra Quarantini, start up per la coltivazione e lavorazione biologica di tintura da fibre naturali. Erika Pedrini a Trento ha ideato una cantina in verticale dove produce vini ottenuti da vitigni resistenti alle malattie, che eliminano del tutto o quasi l’uso di trattamenti. Mi Green Food di Milena Mastropierro, pugliese, produce microortaggi, plantule commestibili di specie orticole (vedi il sito).

Non dimentichiamo inoltre l’esperienza delle due donne che hanno ricavato un tessuto dalla bucce d’arancia: Orange Fiber S.r.l. è una PMI innovativa italiana fondata nel 2014 da Adriana Santanocito ed Enrica Arena, che ha sviluppato e brevettato un innovativo processo produttivo per creare tessuti sostenibili a partire dagli agrumi (per saperne di più consulta il sito di Orange Fiber).

Per approfondire il tema dell’impegno femminile in agricoltura vi consiglio questo libro: “L’agricoltura vista con gli occhi di una donna” di Valentina Sclafani. Per analizzare un punto di vista diverso dal solito, scoprire una storia di successo e riflettere sulla discriminazione a cui spesso sono sottoposte le donne che conducono imprese agricole, viste solitamente come un baluardo di competenza maschile.

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Economia circolare, Innovazione, Libri, sviluppo sostenibile

Alla ricerca dell’equilibrio: LAGOM, la filosofia svedese

“Un solo atto di gentilezza mette le radici in tutte le direzioni, e le radici nascono e fanno nuovi alberi” (A. Earhart)

Il libro che vi propongo oggi si ispira a una filosofia di vita che ha come base i concetti di equilibrio, semplicità, rilassatezza e serenità. Si tratta di “Lagom. Il segreto svedese per una vita equilibrata e felice“, di J. Jackson e E. Larsen.

“LAGOM” significa “la giusta quantità”, e fa quindi riferimento al giusto mix di valori ed elementi nel quotidiano, per vivere in equilibrio con le altre persone e con il pianeta.

Il testo contiene consigli per la gestione della casa, del giardino e del tempo, lavorativo e libero, oltre a consigli utili per relazionarsi con le altre persone. Ci sono molti spunti interessanti per ottimizzare risorse emotive e intellettive, tempo, materiali e oggetti, adatti ad adulti e bambini di ogni età. Assolutamente consigliato. Anche la grafica è accattivante e invoglia il lettore a leggere a piccoli pezzi tutti gli argomenti di cui tratta, rievocando serenità, allegria e relax, sempre in un’ottica di sostenibilità.

Se volete acquistare il libro lo trovate qui sul sito della Feltrinelli, anche in versione e-book.

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Architettura, Economia circolare, Efficienza energetica, Innovazione, Rifiuti

Tecnologia stratificata a secco: perché conviene?

La tecnologia stratificata a secco è conosciuta anche come tecnologia S/R (o Struttura/Rivestimento). La tecnologia stratificata a secco comprende solitamente un involucro esterno, stratificazioni di intercapedine isolata esterna, struttura portante, stratificazioni di intercapedine isolata interna, involucro interno. Nelle intercapedini intermedie vengono disposti isolanti termo-acustici o materiali inibitori d’incendio, a seconda della prestazione richiesta. La differenziazione fisica di questi strati senza utilizzo di leganti (salvo alcune necessarie connessioni) permette di “evitare coazioni statiche, ponti termici e acustici, dilatazioni termiche dannose, vulnerabilità nei confronti dell’incendio” (cit. Imperadori M., “La progettazione con tecnologia stratificata a secco“). Di solito la struttura è realizzata in acciaio o in legno, ma talvolta anche in calcestruzzo armato.

La tecnologia stratificata a secco può essere vista come una specie di “meccano kit”, che prende origine da alcune esperienze costruttive dei Paesi nordici. Esistono alcuni esempi di tecnologia a secco in natura: per esempio le vespe realizzano dei leggeri nidi in carta, costituiti da cellette esagonali; anche le cosiddette “architetture senza architetti”, quali esempi di architettura vernacolare (capanna camune, pinneddu, palafitta, yurta, trabucco, trullo) sono esempi di tecnologia a secco semplice, con strutture completamente smontabili.

La tecnologia stratificata a secco presenta alcuni indubbi vantaggi:

  • massima libertà architettonica del progettista e definizione progettuale
  • differenziazione e miglioramento prestazionale
  • costituzione di pacchetti tecnologici
  • indipendenza funzionale
  • ottimizzazione delle risorse per la costruzione
  • riduzione dei tempi di costruzione e ottimizzazione delle fasi di processo
  • ispezionabilità della costruzione in caso di guasto
  • assemblabilità e smontabilità
  • impatto ambientale sostenibile: possibilità di recupero dei materiali in caso di smantellamento della costruzione, con possibilità di dividere e differenziare i rifiuti da demolizione, pensando ove possibile ad un loro recupero o riciclaggio
  • riduzione dei costi di costruzione

La tecnologia stratificata a secco si può utilizzare sia per le strutture verticali, come i muri, sia per le strutture orizzontali, come i solai. Esistono oggi molte aziende utilizzano la tecnologia a secco. Vanoncini è per esempio un’impresa che costruisce con questo metodo, avendo anche al suo attivo numerosi esempi di edilizia sostenibile (clicca qui per visitare il sito). Tolin è invece un’azienda specializzata nella posa di parquet a secco, su sabbia. Questa soluzione ha il grande vantaggio di essere ispezionabile in caso di guasto. Un’ottima soluzione in caso di scelte progettuali orientate alla bioedilizia (clicca qui per visitare il sito)

Per approfondire la progettazione con tecnologia stratificata a secco vi consiglio un testo molto specifico: “Active house. Progettazione e innovazione con tecnologie di costruzione stratificata a secco” di Marco Imperadori. Nel libro sono ben esplicitati i vantaggi di questa tecnologia, e il testo è un’ottima guida per la progettazione per tutti i tecnici del settore, ma anche per i privati che vogliono aumentare le loro conoscenze in merito.

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Eventi green, Innovazione, sviluppo sostenibile, Viaggi

Vaghi per il Mondo: un progetto per viaggiare in libertà

Il lockdown imposto dal Coronavirus ci ha fatto apprezzare maggiormente ciò che si può fare in libertà, come per esempio viaggiare, e ci ha fatto venire voglia di riprendere a farlo (in sicurezza) appena possibile.

Vi propongo un’intervista a due esperti di viaggi, Fabrizio Vaghi e Silvia Sissa, che hanno creato, insieme a Paolo Vaghi, un progetto multimediale on line per promuovere le bellezze del Pianeta imparando cose utili e scoprendo insolite curiosità: “Vaghi per il mondo”.

Vaghi per il mondo nacque ufficialmente nel 2002 con i viaggi on the road di Fabrizio e Paolo Vaghi, iniziati già nel 1996. A partire dal 2011 al sito internet vaghiperilmondo.net si affiancò il canale youtube.com/vaghiperilmondo in cui vennero via via pubblicati i nuovi contenuti realizzati nell’ambito “Viaggi & Cultura”. Negli anni successivi furono aperti i profili su tutti i più importanti social network ed ampliato il sito internet, arricchito con la nuova sezione dedicata alle “Produzioni video” e costituita nel 2015 l’associazione culturale Vaghi per il mondo. Oggi accanto a Fabrizio c’è Silvia, moglie e instancabile compagna di viaggio” – (dal sito ufficiale)

Vi invito a visitare il loro sito: http://www.vaghiperilmondo.net/ e a entrare in contatto con i loro canali social Instagram e Facebook. Per iscrivervi al loro canale You Tube potete cliccare qui! Di seguito l’intervista.

1)       In cosa consiste il vostro progetto e cosa vi ha spinto a realizzarlo? Quando è nato?

“Vaghi per il mondo” è un progetto che ha ben tre date di nascita. La prima è il 1996 quando ebbe luogo il primo viaggio on the road di Paolo e Fabrizio Vaghi, padre e figlio; nel 2002 nacque invece ufficialmente il nome e il logo “Vaghi per il mondo” ad identificare il format di viaggi-reportage sino a quel momento realizzati e per quelli che sarebbero nati. Ultima tappa fondamentale è il 2015 quando la coppia di viaggiatori mutò in Fabrizio e Silvia: lo spirito e lo scopo di ogni viaggio rimaneva immutato (scoprire luoghi e raccontarli promuovendo il turismo culturale), ma con rinnovata passione e con nuovi progetti all’orizzonte. Tra questi la rubrica dedicata all’Italia “Pronti Partenza…Via”, i documentari nelle città d’Europa e i grandi viaggi oltreoceano.

Durante tutti questi anni abbiamo avuto modo di intraprendere numerosi viaggi, realizzare video e documentari, creare un canale youtube per la condivisione dei nostri contenuti, arricchire il nostro sito web con articoli e curiosità raccolte durante le nostre esperienze e soprattutto arricchire il nostro bagaglio culturale e allo stesso tempo diffondere ad altri la meraviglia del viaggiare.

2)      Avete incontrato delle difficoltà oppure avete avuto dei momenti di incertezza?

Le difficoltà ci sono e ci saranno sempre: ogni viaggio richiede organizzazione, pazienza ed energie sia durante il viaggio, che nella postproduzione dei nostri contenuti video. Spesso la fatica si fa sentire durante i giorni di viaggio, ma cerchiamo di non farci condizionare ed andiamo dritti per la nostra strada. Che faccia caldo oppure freddo portiamo appresso il peso della strumentazione, ma quando c’è da registrare il sorriso e la gioia di raccontare prendono il sopravvento e via verso nuove avventure!

3)      Quale scopo vi prefiggete e cosa vorreste fare in futuro?

Ogni volta che realizziamo un contenuto multimediale legato ai nostri viaggi (che sia un video o un articolo) lo scopo è duplice: in primo luogo realizzare un prodotto di qualità e allo stesso modo avere la possibilità di condividerlo per raggiungere il più ampio pubblico possibile. In futuro vorremmo dedicarci a progetti originali, magari in collaborazione con altre realtà o abbracciando temi e finalità solidali.

4)      Cosa consigliate a chi vi segue?

Consigliamo di viaggiare sempre con la consapevolezza di visitare ed entrare in contatto con culture diverse dalle nostre e pertanto di avere rispetto di usi e costumi che potrebbero essere diversi dai nostri abituali. Oltre a ciò massimo rispetto per l’ambiente, per la natura, nella tutela dell’ecosistema che si traduce nel non lasciare oggetti e rifiuti, così come non asportare (come se fossero souvenir) elementi naturali (rocce, conchiglie, fiori, ecc…).

Inoltre viaggiate sempre con gli occhi pieni di meraviglia, lasciatevi sorprendere da ciò che vi circonda, respirate a pieni polmoni ogni istante del viaggio, perché sarà un nutrimento per l’anima e ogni esperienza diventerà parte dei vostri ricordi e costruirà la vostra consapevolezza.

5)      Se doveste consigliare un viaggio all’insegna dell’ecosostenibilità cosa consigliereste?

Viaggiare per noi non significa soltanto recarci verso destinazioni lontane, viaggiare è conoscere nuovi luoghi anche dietro casa. Quale migliore viaggio all’insegna dell’ecosostenibilità che quello fatto nella propria Regione, nelle Regioni limitrofe, nei borghi o nella propria città seguendo percorsi culturali o eno-gastronomici? Viaggiare è anche conoscere le tradizioni, le feste popolari, il paesaggio circostante fatto di piccole realtà che si possono raggiungere in giornata, magari a piedi o in bicicletta. Spesso trascuriamo ciò che ci è più vicino perché riteniamo di essere sempre in tempo un giorno o l’altro per visitarlo, per conoscerlo e andiamo verso destinazioni sconosciute e lontane. Se uscite di casa con gli occhi assetati di meraviglia troverete un eccezionale campionario di luoghi sorprendenti.

6)      Vi occupate anche di organizzazione di viaggi?

Ad oggi non ci è mai capitato, anche se abbiamo ricevuto numerosi commenti  che ci testimoniano come i nostri viaggi abbiano spinto diverse persone a intraprenderne di simili, prenotare destinazioni dopo avere visto qualche nostro video su youtube, ringraziarci di averli spronati a scoprire nuovi luoghi. Questo ci rende grati del lavoro fatto e chissà, magari in un futuro, potremmo pensare di metterci ad organizzare qualche viaggio collettivo.

7)      Portate avanti o prevedete di portare avanti qualche collaborazione con altre realtà?

Siamo aperti alle collaborazioni, ne abbiamo portata avanti qualcuna in passato e ci piacerebbe nuovamente condividere progetti, nuove visioni, nuove prospettive: s’impara sempre.

Se cercate libri sui viaggi… vi consiglio di dare un’occhiata al sito della Fetrinelli cliccando qui!

Arredamento, Cambiamento climatico, Lifestyle, Verde

Come godersi il balcone nel mese di giugno

Foto di JL G da Pixabay

Il mese di giugno è ideale per godersi il proprio balcone! I semi che avete piantato nei mesi precedenti sono germogliati e sicuramente avete già molte piantine fiorite! In giugno si può ammirare ancora la fioritura delle rose, che sbocciano in maggio, ma che non smettono di stupire; fioriscono i nasturzi e le zinnie; la portulaca e il tagete sono molto colorati e facili da gestire. Anche la lavanda fiorisce e invade di profumo il vostro balcone, insieme ai tradizionali geranei che sicuramente averete già piantato durante il lockdown. Non possono mancare sul balcone anche il gelsomino e la clematis.

E’ importante in questo periodo irrigare le piante nelle ore meno calde della giornata, soprattutto se avete balconi esposti verso sud o ovest; è anche opportuno eliminare le infiorescenze appassite delle piante, per far si che queste non disperdano energie e che possano fiorire di nuovo, rinvigorite. Se avete molti fiori troverete anche diverse api che ci svolazzano intorno: bravi, avete contribuito a salvare il Pianeta, perchè le api svolgono un ruolo fondamentale nell’ecosistema!

Se volete piantare qualcosa di nuovo, potete dedicarvi alle piante aromatiche: basilico, prezzemolo e salvia, per esempio. Ma se avete spazio e riuscite a dedicare qualche vaso anche alla coltivazione di ortaggi, facendo crescere un piccolo orto, potete piantare pomodori, insalata, fagioli. Ideali anche le zucche, i meloni e le zucchine, ma solo se avete un vero e proprio giardino e molto spazio. In questo modo potrete crescere i vostri ortaggi e avrete una produzione a km 0! Il container gardening è utile e divertente e ci permette anche di risparmiare!

Ma vi siete ricordati di arredare il vostro balcone per renderlo più confortevole? Vi segnalo alcuni arredi molto carini di Kave Home!

Se vi serve una sdraio vi segnalo Lucien, modello in legno invecchiato un po’ vintage oppure naturale, dal design molto attuale (clicca qui per approfondire). Il legno usato da Kave Home ha il certificato FLEGT, che verifica l’origine del legno e il processo di produzione.

Se preferite invece delle sedie, vi segnalo il modello Komfort di Kave Home (clicca qui per approfondire), oppure il modello Robert (clicca qui per approfondire), disponibile in versione nera o beige. Infine non può mancare un tavolino! Vi segnalo il modello Sheryl oppure il tavolo Robin.

Se vuoi sviluppare le tue competenze nell’ambito del giardinaggio puoi trovare molti testi interessanti sul sito de La Feltrinelli. In particolare ti segnalo il libro: “Il balcone delle meraviglie. Come coltivare con successo le piante e noi stessi” di Rossella Calabrò (clicca qui per approfondire). Nel testo l’autrice dà consigli utili per chi non ha pollice verde e vuole migliorare la propria abilità, spiegando che «il tempo impiegato per curare le piante, in realtà cura anche noi».

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Architettura, Arredamento, Innovazione, sviluppo sostenibile

Pavimentazioni in resina: vantaggi e svantaggi

Quando si ristruttura un immobile è opportuno verificare che gli impianti esistenti siano in buono stato e che siano dotati delle dichiarazioni di conformità. Spesso si può scegliere di effettuare un adeguamento degli stessi, oppure un completo rifacimento. In entrambi i casi si dovrà rompere e rimuovere la pavimentazione esistente, che andrà ripristinata ultimati gli interventi necessari. A seconda del tipo di pavimento si possono presentare vari casi. Se il pavimento esistente è in piastrelle, i pezzi originali potrebbero non essere più disponibili. Potrebbe trattarsi di ceramiche o marmi fuori produzione, che purtroppo non possono essere sostituiti con elementi identici.

Si può quindi optare per una completa sostituzione della pavimentazione, ma in alcuni casi possono esserci ambienti con piastrelle di pregio che non si vogliono rimuovere. Un’ottima soluzione potrebbe essere in questo caso quella di affiancare alla pavimentazione esistente una pavimentazione in resina, da utilizzare solo in alcuni ambienti. Il principale vantaggio di un intervento di questo tipo è che la resina garantisce uno spessore molto ridotto, e può quindi affiancarsi all’esistente senza che si formino dislivelli.

La resina è ideale anche per ricoprire interamente con un ridotto spessore pavimentazioni esistenti di scarso pregio, in quanto consente di ottenere un dislivello di pochi mm. Inoltre garantisce una superficie uniforme, senza giunti, facile da pulire.

Un pavimento in resina ha un’elevata durabilità, non è scivoloso e ha funzione anche impermeabilizzante (infatti si usa spesso anche per pavimentazioni esterne). Il pavimento in resina è di norma ignifugo, anche se questo dipende dalla composizione di ogni resina.

Esistono infinite finiture per i pavimenti in resina: si possono realizzare superfici lisce o ruvide, anche con disegni o effetti particolari.

Ci sono però anche alcuni svantaggi nell’utilizzo di un pavimento in resina. Per esempio, non garantisce l’ispezionabilità in caso di problemi nel solaio, in quanto non si tratta di una tecnologia a secco (questo succede anche nel caso in cui si usino piastrelle su massetto cementizio, oppure con parquet con posa tradizionale).

Con il tempo, è possibile che alcune resine si ingialliscano e si graffino, se non vi è stato applicato uno strato di protezione.

Le resine sono spesso epossidiche, a volte bicomponenti, costituite da polimeri: ciò significa che non sono ecologiche, perchè sono sintetiche: si ottengono attaverso processi chimici, partendo da composti organici molto semplici,ricavati dagli idrocarburi del petrolio e del carbon fossile.

Esistono però alcune aziende che hanno sviluppato nuove resine più ecologiche: un esempio è Oltremateria. La tecnologia offerta da quest’azienda è dotata di numerose eco-certificazioni e garantisce l’assenza di resine epossidiche: i polimeri utilizzati “sono considerati notificati dall’ EINECS secondo la direttiva CEE/92/32 eco-compatibile, conforme alla direttiva comunitaria 2004/42/CE relativa ai VOC (componenti organici volatili) e conforme alla direttiva comunitaria CEE/89/106/IAQ (qualità dell’aria all’interno degli ambienti)“. In particolare, la finitura Ecopur consente una ionizzazione dell’aria, che “avviene mediante una miscela di vari inerti naturali che si attivano senza bisogno di energia, grazie alla presenza di ossigeno e di campi elettromagnetici generati nell’aria. La ionizzazione abbatte il pulviscolo atmosferico e attiva le molecole dell’ossigeno dell’aria rendendola più pura e salutare. La funzione antibatterica viene realizzata grazie ai micro sali d’argento e ai minerali particellari inseriti al suo interno, che consentono di bloccare ed eliminare la nascita e la proliferazione di batteri” (fonte: sito di Oltremateria).

Il costo di un pavimento in resina è generalmente superiore a quello di un pavimento standard rivestito con piastrelle, ma si tratta di un tipo di finitura davvero speciale, che può rivelarsi una soluzione innovativa e moderna in diverse situazioni, costituendo un ottimo investimento.

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Economia circolare, Innovazione, Rifiuti, sviluppo sostenibile

LCA – Analisi del ciclo di vita

LCA in edilizia

L’analisi del ciclo di vita di un bene, di una procedura o di un servizio prevede la valutazione del suo impatto ambientale, considerando anche le fasi di pre-produzione, produzione, distribuzione, uso, riciclaggio e reintroduzione nella filiera.

L’LCA considera il consumo di risorse e di emissioni di un determinato bene, di una procedura o di un servizio e si configura come uno strumento importante del Life Cycle Thinking, per progettare beni e servizi “dalla culla alla culla” invece che “dalla culla alla tomba”.

La procedura LCA è standardizzata a livello internazionale dalle norme ISO 14040 e 14044. Sul sito http://circulareconomytoolkit.org/ si trova molto materiale per approfondire la tematica e per provare ad analizzare i prodotti di un’azienda, anche della propria, dal punto di vista dell’LCA.

A livello europeo segnalo invece la European Platform on Life Cycle Assessment, disponibile a questo link.

L’analisi dell’LCA è fondamentale nell’ottica di diffusione di un’economia circolare (per approfondire questo tema leggi questo articolo).

Per chi vuole approfondire la tematica dell’analisi del ciclo di vita trovate un testo di approfondimento sul sito della Feltrinelli, cliccando qui!

Il libro fa parte dei manuali di architettura sostenibile editi da Edizione Ambiente, ed è scritto da Gian Luca Baldo, Massimo Marino e Stefano Rossi. Il libro offre una serie di spunti tecnici e di casi studio pratici utili per chi si vuole avvicinare a queste tematiche.

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Formazione, Innovazione, Libri, Lifestyle

“L’uomo che piantava gli alberi” – di Jean Giono

Ho letto un libro bellissimo, che mi è rimasto impresso nella mente e che credo abbia un profondo valore ancora oggi.
Si tratta di “L’uomo che piantava gli alberi”, di Jean Giono.

La storia narra di un pastore, Elzéard Bouffier, che da solo ha iniziato a piantare ghiande in una landa desolata alle pendici delle Alpi francesi, trasformandola nel corso degli anni in un paradiso verde. Nel giro di alcuni anni laddove prima non c’era niente cresce una foresta: molte persone popolano i villaggi limitrofi, prima abbandonati, e devono la propria felicità al pastore.

Un racconto che ha dell’incredibile e che racchiude la sua straordinarietà proprio nel fatto di compiere atti di generosità e innovazione sociale solo per il fatto di compierli, senza ricevere nulla in cambio. Nessuno ha mai pagato l’uomo per piantare alberi e nessuno glielo ha mai chiesto.
L’uomo compie questi gesti perché sente di dover fare del bene al prossimo e di dover fare qualcosa per migliorare quel luogo, pur sapendo che non riceverà nessun beneficio o privilegio in cambio di questo.

Trovo che questa storia sia molto attuale soprattutto in questo momento storico, in cui il Pianeta ha bisogno del nostro aiuto e in cui l’impegno per l’ambiente può davvero fare la differenza. Atti di volontariato sono oggi atti di eroismo, perché vengono fatti senza ricevere nulla in cambio nella speranza ideale di un mondo migliore. E sono certa che prima o poi la ricompensa arriva, perché il bene torna sempre indietro.

Jean Giono ha affermato che Elzéard Bouffier è un personaggio inventato, ma che ha ritenuto di parlarne in un libro per fare riflettere le persone sull’importanza di piantare alberi.

“L’uomo che piantava gli alberi” è dunque una bellissima storia di speranza, idealismo e innovazione, che tutti dovrebbero leggere a qualunque età, per trarne ispirazione in tutti i campi della propria vita.

Se vuoi acquistare il libro lo trovi sul sito de La Feltrinelli in versione sia cartacea che digitale. In questi giorni potrai anche ricevere una sacca in omaggio!

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Cambiamento climatico, Eventi green, Innovazione, sviluppo sostenibile

Giornata Mondiale dell’Ambiente: WAKE UP!

Fonte: ONU

Oggi 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente. I vertici ONU lanciano lo slogan “Wake Up! – Svegliamoci!”. Il Pianeta ci sta mandando segnali molto chiari: l’attuale modello di crescita economica umana non è sostenibile dall’ambiente. Noi tutti siamo chiamati a essere parte della soluzione, altrimenti siamo parte del problema. Oltre un milione di specie animali e vegetali stanno per scomparire dalla faccia della Terra, e noi stessi stiamo distruggendo i luoghi in cui viviamo. Frane, inondazioni, siccità non sono altro che conseguenze dell’attività antropica umana.

L’ Earth Overshoot Day misura il giorno in cui la domanda di risorse del Pianeta Terra da parte dell’umanità in un anno supera la quantità di risorse che il Pianeta stesso può rigenerare. La diffusione del Coronavirus ha posticipato l’Overshoot Day, che quest’anno cadrà il 22 agosto 2020, in quanto l’impatto ambientale dell’uomo per qualche mese si è arrestato. Dimostrazione che urge subito un rapido cambio di stile di vita e modello economico e di sviluppo per fermare quella che potrebbe diventare presto un’estinzione di massa.

Per fare questo, occorre effettuare una transizione ecologica il prima possibile, muovendosi verso fonti di energia rinnovabili e abbandonando gradualmente i combustibili fossili, inquinanti ed in via di esaurimento.

L’incidente di ieri in Siberia, in cui una cisterna contenente diesel è caduta a causa dello scioglimento del Permafrost, ci mostra lo sfacelo a cui stiamo andando incontro. Per maggiori notizie sull’incidente clicca qui.

Fonte: The Guardian

In particolare, la Giornata dell’Ambiente di quest’anno è dedicata alla biodiversità. La biodiversità, spiega l’ONU che ha proclamato nel 1972 questa giornata con l’istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, “è la base che sostiene tutta la vita sulla terra e sott’acqua” e riguarda “ogni aspetto della salute umana, fornendo aria e acqua pulite, cibi nutrienti, conoscenze scientifiche e fonti di medicina, resistenza naturale alle malattie e mitigazione dei cambiamenti climatici. La modifica o la rimozione di un elemento di questa rete influisce sull’intero sistema di vita e può produrre conseguenze negative (fonte: ANSA)

Fonte: ISPRA

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Architettura, Efficienza energetica, Innovazione, Professione

Decreto Rilancio: versione definitiva e vademecum misure fiscali

Foto di annca da Pixabay 

E’ disponibile la versione ufficiale del Decreto Rilancio in Gazzetta: scarica qui il Decreto Rilancio del 19 maggio 2020 n. 34

Pubblicata anche una sintesi delle misure fiscali del Decreto Rilancio sul sito dell’Agenzia delle Entrate, scaricabile qui.

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Architettura, Biomimesi, Economia circolare, Efficienza energetica, Rifiuti

Il processo di ideazione di un progetto ecosostenibile

Foto di Picography da Pixabay

La ricerca di una progettazione “ecosostenibile”, ovvero ecologicamente orientata, che determini una pressione antropica tollerabile sul territorio, è una tendenza relativamente recente, che ha visto la sua progressiva evoluzione attraverso i concetti di “progettazione a risparmio energetico”, “ecologia” e “sostenibilità”. Si rivela come un tipo di progetto complessa da cui non si può più prescindere. Un approccio integrale che deve essereconsiderato a partire dall’ideazione, dalla fase embrionale del progetto, non solo a coronamento di un intervento già completato.

ANALISI DEL SITO

Input per il progetto ecosostenibile

Un progetto che voglia definirsi ecosostenibile deve basarsi su un’approfondita analisi del sito di progetto. Questo sottintende la considerazione di fattori non solo di tipo climatico (clima igrotermico, precipitazioni, disponibilità di fonti di energia rinnovabili, disponibilità di luce naturale, clima acustico, presenza di campi elettromagnetici), ma anche di fattori di tipo ambientale (aria, acqua superficiale, suolo, sottosuolo e acqua potabile, ambiente naturale ed ecosistemi paesaggio, aspetti storico – tipologici, traffico e viabilità, contesto socio–economico), che variano a seconda della posizione del sito stesso.

La posizione si individua mediante le coordinate geografiche (latitudine, longitudine, altitudine), in riferimento ai punti cardinali (nord, sud, ovest, est). I fattori climatici e ambientali possono essere analizzati a diverse scale: alla macroscala urbana, alla scala insediativa oppure alla scala di edificio. Ulteriore dato di input del progetto sono, naturalmente, le esigenze dell’utenza che usufruirà del progetto.

UN PROCESSO CICLICO

Concept, verifica dei requisiti di progetto, variazione del concept, ulteriore verifica, validazione

I dati di input individuati con l’analisi in fase di metaprogetto portano all’elaborazione di un concept, ovvero di un’idea base, che deve essere compatibile con l’analisi stessa del sito e delle esigenze di progetto. Qualora qualche parametro non risulti coerente con il concept, questo deve essere rimesso in discussione, fino al completo soddisfacimento di tutti i requisiti. Si tratta dunque di un processo iterativo, di continua verifica e variazione, finché il progetto può essere considerato definitivo.

Trasferimento di principi biologici all’architettura: biomimesi

La ciclicità di processo è elemento presente in natura ed avvicina maggiormente il progetto architettonico all’integrazione nell’ambiente ed a principi ecologici. I processi naturali si basano su cicli di ottimizzazione delle risorse e minimizzazione dei consumi, che possono essere trasferiti all’ambito architettonico ed applicati al progetto. Il trasferimento di principi biologici ad ambiti tecnologici artificiali, come l’architettura, è un processo di tipo biomimetico. La biomimesi utilizza infatti come fonte di ispirazione il mondo naturale, per applicare strategie e principi base ad altri ambiti.

UNA CONCEZIONE CRADLE–TO–CRADLE

Non più edifici “dalla culla alla tomba”

La progettazione ecosostenibile si basa sul principio “cradle–to–cradle” (“dalla culla alla culla”), teorizzato da William McDonough, in contrapposizione al sistema “cradle–to–grave” (“dalla culla alla tomba”), prevedendo l’eliminazione del concetto di rifiuto: ogni risorsa usata nel costruito può essere riutilizzata o divenire parte di un altro processo, così come in natura ogni rifiuto diventa fonte per alimentare un altro processo, mediante cicli.

Life Cycle Assessment. Edifici come alberi

La valutazione dell’LCA (Life Cycle Assessment) di un edificio è proprio questo: ottimizzazione delle risorse utilizzate e progettazione dell’intero ciclo di vita dell’edificio, prevedendone non solo la fase di utilizzo e manutenzione, ma anche una dismissione ecologica che non produca rifiuti. McDonough paragona gli edifici ad alberi, sottolineando come essi differiscano a seconda della fascia climatica. Gli alberi sono parte di ecosistemi e di cicli: allo stesso modo il costruito dovrebbe mantenere un equilibrio con l’ambiente circostante, coerente ed efficiente.

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Architettura, Efficienza energetica, Innovazione, Normativa e certificazioni

Decreto Rilancio: tutto ciò che serve sapere per l’edilizia

Sono numerosi i provvedimenti a favore dell’ambiente inseriti nel Decreto Rilancio presentato ieri sera in modo ufficiale dal Presidente Conte agli italiani. Il Decreto prevede, in particolare, la detrazione nella misura del 110 per cento delle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 per specifici interventi volti ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (ecobonus), la riduzione del rischio sismico (sismabonus) e per interventi ad essi connessi relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Per tali interventi – come per altre detrazioni in materia edilizia specificamente individuate – in luogo della detrazione, il contribuente potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta.

EDILIZIA ECOSOSTENIBILE E RINNOVABILI – Possono usufuire di detrazione fiscale al 110% gli interventi di edilizia di seguito riportati.

  • Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 novembre 2017 (scarica allegato in fondo all’articolo).
  • Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici ovvero con impianti di microcogenerazione. Le spese includono anche lo smaltimento e la bonifica dell’impianto esistente.
  • Interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici ovvero con impianti di microcogenerazione.
  • Tutti gli altri interventi di efficientamento energetico previsti dalla legge 90/2013 (e precedentemente nell’articolo 14 del citato decreto-legge n. 63 del 2013).
  • Importante – Gli interventi di efficientamento energetico devono rispettare i requisiti minimi previsti dalla normativa (si rimanda di nuovo alla legge 3 agosto 2013, n. 90) e assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica, pre e post interventi (A.P.E).
  • Miglioramento antisismico (vedere in proposito gli articoli ai commi 1-bis, 1-quater, 1-quinquies e 1-septies dell’articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013). Per gli interventi di cui al primo periodo, in caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spetta nella misura del 90 per cento. Le disposizioni non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4.
  • Installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiorea euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, sempre che l’installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di cui ai commi 1 o 4 (efficientamento energetico o miglioramento antisismico). La detrazione è riconosciuta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici. Queste detrazioni non sono cumulabili con altri incentivi e sono subordinate alla cessione in favore del GSE dell’energia non auto-consumata in sito.
  • Importante – Le agevolazioni previste per l’edilizia si applicano agli interventi effettuati dai condomini, nonché, sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale, dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, salvo quanto previsto al comma 11, dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti. Non si applicano alle spese sostenute dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, in relazione a interventi effettuati su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.

MOBILITA’ SOSTENIBILE – Per incentivare forme di mobilità sostenibile alternative al trasporto pubblico locale che garantiscano il diritto alla mobilità delle persone nelle aree urbane a fronte delle limitazioni al trasporto pubblico locale operate dagli enti locali per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 si prevede che il “Programma sperimentale buono mobilità» incentivi forme di mobilità sostenibile alternative al trasporto pubblico locale. In particolare, ai residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti è riconosciuto un “buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e comunque non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, quali segwayhoverboard, monopattini e monowheel ovvero per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. Tale “buono mobilità” può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste. Al riguardo, si prevede lo stanziamento di ulteriori 50 milioni di euro per l’anno 2020, per un totale di 120 milioni di euro per tale annualità. Per gli anni 2021 e seguenti il Programma incentiva il trasporto pubblico locale e regionale e forme di mobilità sostenibile ad esso integrative a fronte della rottamazione di autoveicoli e motocicli altamente inquinanti. Si prevede che il buono venga riconosciuto per la rottamazione della tipologia di autovetture e di motocicli indicati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020; tale buono può essere impiegato anche per l’acquisto di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica quali segwayhoverboard, monopattini e monowheel. Inoltre, il decreto amplia la normativa vigente che prevede il finanziamento di progetti per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie riservate per il trasporto pubblico locale, ricomprendendo anche le piste ciclabili.

Il fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2 g/km (di cui all’articolo 1, comma 1041, della legge 30 dicembre 2018, n. 145) viene incrementato per il 2020 di 100 milioni di euro.

Per quanto riguarda i TRENI, si prevede si prevede un indennizzo a favore di RFI quale gestore dell’intera infrastruttura ferroviaria nazionale, finalizzato a compensare il gestore a fronte della riduzione degli introiti derivanti dal pedaggio e dei corrispettivi, nonchè alcune agevolazioni economiche per le imprese ferroviarie; viene introdotto il rimborso dei costi sostenuti per l’acquisto di abbonamenti di viaggio per servizi ferroviari e di trasporto pubblico dai viaggiatori pendolari. Possono accedere alla richiesta di ristoro i possessori di un abbonamento ferroviario o di trasporto pubblico locale in corso di validità durante il periodo interessato dalle misure governative e non hanno potuto utilizzare, del tutto o in parte, il titolo di viaggio. Il rimborso può avvenire mediante l’emissione di un voucher o il prolungamento della durata dell’abbonamento.

AMBIENTI DI LAVORO – Sono previste misure di sostegno alle imprese per la riduzione del rischio da contagio nei luoghi di lavoro. Il Decreto prevede anche il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, nonchè per la loro sanificazione: è previsto un credito di imposta del 60% delle spese sostenute nel 2020 per la riapertura in sicurezza degli esercizi aperti al pubblico, nei limiti di 80.000 euro per beneficiario. Non ultimo, il decreto prevede fondi anche per interventi minori di adeguamento di locali o strutture esistenti per ottenere la riduzione del rischio di contagio (di seguito).

STRUTTURE TURISTICHE – è istituito un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro il 2020, finalizzato alla sottoscrizione di quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio e fondi di investimento, gestiti da società di gestione del risparmio, in funzione di acquisto, ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive.

AMBIENTI SCOLASTICI – Il fondo per il funzionamento delle
istituzioni scolastiche statali viene incrementato, per l’anno 2020, di un importo di 331 milioni di euro, che possono essere utilizzati anche per adattamento degli spazi interni ed esterni e la loro dotazione allo svolgimento dell’attività didattica in condizioni di sicurezza, inclusi interventi di piccola manutenzione, di pulizia straordinaria e sanificazione, nonché interventi di realizzazione, adeguamento e manutenzione dei laboratori didattici, delle palestre, di ambienti didattici innovativi, di sistemi di sorveglianza e dell’infrastruttura informatica.

L’ultimo schema di Decreto Legge (pubblicato dall’ANSA alle ore 17:00 di ieri) è scaricabile qui in formato pdf.

Scarica qui l’Allegato al Decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017 contenente i CAM (Criteri Ambientali Minimi)

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Architettura, Biomimesi, Economia circolare, Innovazione

Architettura e biomimesi: la natura come risorsa per il progetto

Nella progettazione ecosostenibile ogni disegno, calcolo o idea non può essere svincolata dal contesto in cui si collocherà. I singoli elementi di un’architettura sono in costante relazione con ciò che sta loro intorno, con cui dialogano e si relazionano. Il “sistema edificio” interagisce con altri sistemi, naturali ed artificiali; ogni costruzione è un frammento di paesaggio e contribuisce a modificarlo. Attraverso la biomimesi il progettista ha il compito di mantenere un equilibrio con la natura e il territorio e di valorizzarli. La biomimesi è l’innovazione sostenibile ispirata alla natura.

ARCHITETTURA, BIOMIMESI, SISTEMICA
Edificio e albero come sistemi. Frattali e biomimesi

La sistemica, intesa come concetti, principi, applicazioni e metodi basati sul concetto di sistema, è stata spesso citata in relazione all’architettura: il sistema – edificio viene scomposto in elementi tecnologici e subsistemi per migliore identificazione degli stessi.

Ma la presenza di una gerarchia e di un’organizzazione complessa e matematica si ritrova anche in natura, ove ricorrono elementi quali la serialità e la modularità, oltre che l’evoluzione di queste. Ad esempio, gli studi sui frattali, sulle crescite logaritmiche, sulla serie di numeri (es. Fibonacci), sono in grado di descrivere forme e fenomeni presenti in natura. I frattali sono caratterizzati dall’autosimilarità e dal “closest packaging”, ovvero dalla presenza di massima efficienza in uno spazio minuscolo.

La biomimesi è l’applicazione di principi presenti in natura a tecnologie e campi molto diversi da quello naturale. I frattali sono espressione, ad esempio, della presenza in natura di un abaco di strutture base combinabili, che come afferma Pearce genera “minimum inventory, maximum diversity”; ciò costituisce un’analogia con gli elementi modulari presenti nelle architetture costruite, siano essi parti di edificio, quartieri o città.

Città ed architettura come sistemi dinamici
La città stessa è un sistema, che può essere gestito in maniera top–down (dall’alto) o secondo un approccio bottom–up (dal basso). Gli stessi tipi di approcci si ritrovano nella progettazione biomimetica: partire da un’esigenza “in alto” per trovare strategie utili per un progetto, oppure partire dall’osservazione “in basso” di ciò che già esiste per comprendere come produrre qualcosa di nuovo.

La città è un sistema aperto molto complesso, in cui gli input sono l’energia, i materiali e l’informazione e gli output altra informazione – pura o incorporata in altri materiali – e rifiuti in molte forme diverse. Quello che fa la differenza con la situazione passata è la drammatica crescita della quantità di input e, di conseguenza, di output: dovuti entrambi al progresso tecnologico ed alla disponibilità di energia, non percepita come risorsa scarsa
(tratto da F.M. Butera, Dalla caverna alla casa ecologica. Storia del comfort e dell’energia, Edizioni Ambiente, Milano, 2007).

ARCHITETTURE ADATTIVE. IL GIARDINO PLANETARIO
Adattività e resilienza

Gilles Clément sintetizza con l’immagine dei “vacuoli territoriali” il tessuto urbano ed edilizio: la città e la singola costruzione possono evolvere nel tempo, ampliandosi o riducendosi, prevedendo il passaggio di flussi di energia o materia. Nel sistema di ritrovano una serie di cicli, che richiamano i cicli naturali, tesi all’ottimizzazione delle risorse e alla massimizzazione dell’efficienza.

Come sistema dinamico, l’edificio è necessariamente soggetto all’azione del tempo, degli agenti atmosferici, ad azioni esterne oltre che interne, con le quali è in continua relazione, per il mantenimento di un certo equilibrio. L’adattività di un sistema, ovvero la sua capacità di reagire al cambiamento, conferisce allo stesso resilienza (ovvero resistenza al variare delle condizioni esterne). Sia in campo biologico (come sperimentato nel processo evolutivo delle specie), sia in campo architettonico.

Rete come integrazione tra naturale ed artificiale
Fritjof Capra, fondatore del Center for Ecoliteracy, sottolinea l’esistenza in natura di reti e connessioni tra diversi sistemi (“nested systems”), di cicli, di flussi, di bilancio dinamico. Tutti elementi applicabili anche agli edifici, che costituiscono analogie tra il mondo naturale e quello artificiale.

Il ruolo del progettista ecosostenibile è promuovere l’integrazione tra il sistema naturale e quello costruito, l’interazione dei cicli, il funzionamento della rete.

Il “giardino planetario” teorizzato da Clément, inteso come principio di valorizzazione della diversità presente in natura per garantire il futuro del pianeta, costituisce fonte inesauribile di ricchezza e di idee anche per le nuove tecnologie, creando spazio per la progettazione biomimetica.

Per approfondire tematiche green trovi tantissimi libri sul sito della Feltrinelli, cliccando qui.

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Cambiamento climatico, Eventi green, Verde

18-24 maggio: la “Settimana della Natura”

Dal 18 al 24 maggio il Ministero dell’Ambiente lancia la “Settimana della Natura”. Sette giorni per celebrare e valorizzare il patrimonio naturale del nostro Paese, in particolare modo dopo il lockdown. Protagonisti saranno i parchi, i cui siti istituzionali verranno rilanciati. Ecco i portali di riferimento:

  • http://turismoneiparchi.minambiente.it/ – è il sito dedicato al turismo nei parchi, accessibile tramite il sito del Ministero dell’Ambiente e realizzato con il contributo della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Un’utile e dettagliata vetrina sul Patrimonio culturale presente nei Parchi nazionali italiani, quasi 800 tra biblioteche e musei, oltre 400 beni archeologici e più di 1.250 beni artistico architettonici.
  • http://www.saporideiparchi.minambiente.it/ – è il sito dedicato ai Sapori dei Parchi, con l’obiettivo di valorizzare i prodotti tipici italiani, collegando il sistema naturale al sistema agro-alimentare. Realizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in collaborazione con Unioncamere.
  • Partirà un nuovo sito, dedicato alle Meraviglie dei Parchi, per rilanciare le enormi potenzialità dei parchi presenti sul territorio nazionale.

Si prevedono delle giornate dedicate: domani mercoledì 20 maggio si celebra la Giornata mondiale delle Api; giovedì 21 maggio sarà la Giornata europea della Rete Natura 2000; venerdì 22 maggio ci sarà la Giornata mondiale della biodiversità; sabato 23 maggio la Giornata Mondiale delle Tartarughe; domenica 24 maggio la Giornata Europea dei Parchi. Saranno proposti eventi ad hoc per fare il punto sulle tematiche delle varie giornate.

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Cambiamento climatico, Economia circolare, Innovazione, Mobilità sostenibile, sviluppo sostenibile

In arrivo bonus bicicletta e monopattino

“Bycicle Land” by photosam88 is licensed under CC BY 2.0 

E’ in arrivo un nuovo provvedimento del governo per favorire la mobilità sostenibile: si prevede l’erogazione di un bonus per l’acquisto di una bicicletta o di un monopattino elettrico, che dovrebbe coprire il 65-70% del costo sostenuto, fino a 500 euro. Si prevede una dotazione di circa 120-125 milioni di euro per finanziare un’ottima iniziativa che ha lo scopo di incentivare lo spostamento in modo ecologico ed economico, decongestionando il traffico urbano. La ministra Paola De Micheli vorrebbe finanziare anche l’acquisto di biciclette a pedalata assistita e di “veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica”.

Il buono per la “mobilità alternativa” sarà destinato probabilmente a città metropolitane e aree urbane con più di 45.000 abitanti. Sono possibili due metodi di erogazione del bonus, ancora da decidere: uno prevede il rimborso della spesa effettuata dagli acquirenti di bici e monopattini, l’altro il rimborso dei venditori degli stessi. Il bonus non sarà legato a limiti di reddito, dunque sarà utilizzabile da tutti.

Un provvedimento utilissimo che mi auguro entri in vigore al più presto, soprattutto nei capoluoghi afflitti dallo smog urbano. Auspico che si diffondano sempre di più anche eventi di promozione dell’utilizzo della bicicletta, per sensibilizzare l’opinione pubblica e per parlare anche di regole e sicurezza sulle strade. Per chi vuole approfondire questa tematica segnalo il sito della FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta).

Ci sono già molte città europee che utilizzano i monopattini elettrici: basti pensare a Stoccolma, dove il monopattino è di comune utilizzo; ne ho visto già qualcuno girare a Milano, sintomo che il capoluogo lombardo sta crescendo in modo esponenziale con un’influenza europea e sempre più internazionale.

La scelta di una mobilità dolce e green è l’unico modo per progettare un futuro ecosostenibile post pandemia, ricostruendo una realtà basata sull’economia circolare e sulla condivisione e la valorizzazione di buone pratiche ecologiche.

Se volete approfondire il tema della mobilità sostenibile, sul sito della Feltrinelli trovate numerose proposte!

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Economia circolare, Eventi green, Innovazione

Come cambierà l’European Green Deal alla luce della pandemia?

Ho partecipato poco fa ad un interessante webinar organizzato da Italian Exhibition Group, organizzatore della Fiera Ecomondo di Rimini, per discutere di opportunità e difficoltà della crescita economica sostenibile europea. Ricordo che la fiera Ecomondo si terrà a Rimini dal 3 al 6 novembre 2020 nel quartiere fieristico di Rimini.

Il Green New Deal è stato al centro del dibattito negli ultimi mesi e oggetto di riflessione a livello globale, non solo nazionale. Lanciato da Ursula von der Leyen per avere un’Europa 2050 carbon neutral, potrà essere portato avanti? Tra gli ospiti intervenuti l’Ing. Prof. Fabio Fava (Università degli Studi di Bologna), l’On. Bonafede, On. Murassut, nonchè Dott. Edo Ronchi (Presidente Fondazione Sviluppo Sostenibile).

Di seguito una sintesi dei contributi.

E’ molto evidente come l‘ambiente si sta riprendendo spazi perduti, dandoci modo di riflettere sullo splendore dell’ambiente non affetto dal contributo antropico. Una sensibilità importante è alla base dell’implementazione dell’innovazione e del New Green Deal, ma occorre fornire informazione qualificata e autorevole per spiegare il New Deal.

Il rischio è di passare dall’emergenza sanitaria a quella climatica. E’ quindi importante pensare ad un Green New Deal che rilanci l’economia green nei nostri Paesi. Si tratta di un piano di azione con linee guida che ci porteranno alla neutralità climatica; tutti i settori della conoscenza umana sono coinvolti e importanti. La neutralità climatica si interfaccia soprattutto con la mobilità e con il patrimonio edilizio datato europeo, due settori in cui è urgente un’azione sostenibile, senza trascurare il settore agro-alimentare. Due provvedimenti legislativi presi sono per ora la Climate law e il Just Transition Fund; in atto anche una strategia industriale europea e un piano per l’economia circolare, da declinare in leggi.

Dovremo convivere per un periodo imprecisato con la necessità di ricostruzione del Paese, mettendo in atto soluzioni efficaci da subito. Un tema importante è anche quello della mobilità pubblica e privata: le persone si sposteranno maggiormente con i mezzi privati; occorrerà introdurre elementi di incentivo del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile.

Non bisogna dimenticare il tema dei rifiuti: le mascherine e i rifiuti che provengono da abitazioni di soggetti malati o da strutture sanitarie sono da considerarsi rifiuti indifferenziati, detrrminando un incremento del peso sulle discariche, rendendo più stringente il tema dell’impiantistica sul ciclo dei rifiuti. Urge inoltre una generale semplificazione delle attività green, tra cui il riciclo dei rifiuti. Parlando di riciclaggio dei rifiuti, questi hanno difficoltà a trovare sbocchi di mercato: va rivitalizzata la filiera del riciclo. Forse occorre introdurre a livello produttivo quote obbligatorie di materiali che provengono dal riciclo dei rifiuti...

Sul tema dell’energia, si va verso una transizione energetica da potenziare; si richiederà un aumento di installazione di colonnine per l’energia elettrica e ci sarà una commissione di analisi di impianti per le energie rinnovabili (solare fotovoltaico, eolico, ecc.) per accelerare il raggiungimento della neutralità climatica. Sul tema della riqualificazione energetica degli edifici, uscirà a breve un decreto per incentivare gli interventi di questo tipo, prevedendo un superbonus del 110%. Ha senso soprattutto se utilizzato su interventi di carattere green e se ha anche un‘evidenza sociale e viene utilizzato nei luoghi di maggiore sofferenza. Per le città bisogna puntare soprattutto al riutilizzo del suolo esistente, alla riqualificazione energetica degli isolati e di porzioni di città.

E’ stato sottoscritto da poco tempo un manifesto da parte di più di cento imprese italiane per puntare verso un Green New Deal anche nella realtà industriale; è importante che si faccia sentire questa voce.

Uno studio di economisti di fama mondiale, pubblicato il 5 maggio, fa presente che in 300 provvedimenti presi dai governo del G20 durante la pandemia (comprendendo anche i paesi europei sostenitori del New Deal) sono state mobilitate molte risorse pubbliche, pari a 7,3 miliardi di dollari in aprile, ma: il 4% sono green, il 4% sono brown, il 92% sono colourless. Ciò significa rifinanziare lo scenario “business as usual”. Ovviamente questo rischia di provocare una precipitazione della crisi climatica. Quale peso economico hanno dunque le scelte green fatte rispetto al totale delle scelte effettuate? Non va bene conservare lo status quo. Importante anche la qualità trasversale di tutto il pacchetto di misure prese.

Il processo di adozione del Green Deal è stato rallentato a causa della pandemia. Ma bisogna puntare ad una ricostruzione, puntando alla chiarezza su alcune scelte importanti di settore, creando convenienza economica per gli interventi virtuosi di risparmio energetico e riqualificazione da incentivare, o abbassamenti delle imposte per l’utilizzo di soluzione tecnologiche innovative di edificio e di quartiere, puntando alla coesione sociale.

Se vuoi approfondire le tematiche legate all’edilizia ecosostenibile puoi trovare numerosi testi sul sito della Feltrinelli, cliccando qui.

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Architettura, Economia circolare, Efficienza energetica, Innovazione

10 buoni motivi per investire in edilizia ecosostenibile

Ci sono numerosi motivi per investire nell’edilizia ecosostenibile e nel risparmio energetico. Ci avete mai pensato? Eccone qualcuno.

  1. A giorni in Italia uscirà un nuovo decreto che aiuterà gli operatori del settore alla diffusione di buone pratiche di efficienza energetica, incoraggiando i cittadini ad effettuare interventi di miglioramento energetico dei propri immobili. Si parla addirittura di detrazioni fiscali pari al 120%, che permetterebbero di ripagare l’intero costo della ristrutturazione, guadagnandoci pure.

2. Indipendentemente dal nuovo decreto, esistono già numerose detrazioni fiscali per chi effettua interventi di miglioramento energetico del proprio edificio, di cui vi ho parlato diffusamente in questo articolo e in quest’altro.

3. L’edilizia ecosostenibile non è solo risparmio energetico, ed è attenta soprattutto alla salubrità dell’edificio, puntando il più possibile all’utilizzo di materiali naturali e certificati, che non rilascino sostanze nocive all’interno dell’immobile.

4. L’edilizia ecosostenibile è realmente amica dell’ambiente e parte da una rigenerazione del tessuto urbano, procedendo per progressive riqualificazioni di immobili esistenti, prima ancora di concretizzarsi nella costruzione di edifici ex novo, in quanto l’attenzione al consumo di suolo è prioritaria.

5. Un progetto ecosostenibile è attento alla previsione di future modifiche dell’immobile e viene realizzato in funzione di futuri possibili rinnovamenti o smantellamenti dei locali, pensando anche a come smaltire nel modo migliore i materiali utilizzati.

6. L’edilizia ecosostenibile mette al primo posto le esigenze dell’utente, compatibilmente con quelle dell’ambiente: punta a massimizzare il comfort, sulla base dei bisogni pregressi.

7. L’edilizia ecosostenibile costa il giusto rispetto a ciò che offre: una maggiore attenzione alla certificazione dei materiali, alla cura della qualità della posa in opera, all’attenzione allo smaltimento corretto dei rifiuti.

8. L’edilizia ecosostenibile minimizza l’impatto sull’ambiente, integrandosi con l’esistente e favorendo l’implementazione di spazi verdi esterni e interni all’edificio, permettendo all’utente di riappropriarsi di quello slancio biofilico che caratterizza la specie umana, spesso dimenticato.

9. Nell’ottica di un economia circolare, l’utilizzo di materiali di riciclo o la progettazione del riutilizzo degli scarti o dei rifiuti del costruito costituisce un valore aggiunto a cui è opportuno pensare: il rifiuto diventa risorsa che vive nuova vita e costruisce il futuro.

10. Una progettazione ecosostenibile in un’ottica bioclimatica parte dall’analisi dei dati climatico-ambientali di un sito o di un edificio esistente, puntando alla minimizzazione e all’ottimizzazione dell’utilizzo degli impianti, che possono e devono essere combinati con contributi di tipo passivo dati dal clima di riferimento. Questo si ripercuote in una minimizzazione dei costi di gestione dell’edificio, e grazie all’utilizzo di fonti di energia rinnovabili può consentire anche un guadagno economico a lungo termine, grazie all’ autoproduzione di energia.

Se vuoi progettare la tua casa, esistente o nuova, secondo criteri di edilizia ecosostenibile, mandami subito una mail: info@vivattiva.eu. Ti risponderò appena possibile.

Se invece vuoi approfondire le tematiche legate all’edilizia ecosostenibile puoi come sempre trovare numerosi testi sul sito della Feltrinelli, cliccando qui.

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Economia circolare, Innovazione, sviluppo sostenibile, Verde

Greenwashing? No, grazie!

Avrete spesso sentito parlare di “greenwashing”. Si tratta di una serie di comportamenti, messi in atto a un ente o da un’azienda, atti a testimoniare un impegno nell’ecologia, nella tutela dell’ambiente e nel risparmio energetico che in realtà non sono tali. Si tratta, in parole povere, di una specie di “copertura” per fare apparire ecologiche ed ecosostenibili realtà produttive o singoli prodotti che non lo sono. Sappiamo bene che il “green” è prima di tutto un impegno, che prevede il coinvolgimento e la messa in pratica di strategie di ottimizzazione delle risorse e minimizzazione delle sostanze inquinanti.

Il greenwashing può essere caratterizzato dalla semplice omissione di pratiche non sostenibili da parte di un’azienda, da vere e proprie false dichiarazioni, che possono essere dovute anche a comunicazioni esagerate o a marketing gonfiato” (tratto da “Green Branding” di Luca Grandosi)

Le conseguenze del greenwashing sono dannose per la stessa azienda, perchè provocano un danno di immagine e la diffusione di una cattiva reputazione. Ma sono dannose soprattutto per l’ambiente e per il settore dell’economia green, perché drogano il mercato con prodotti spacciati per sostenibili, che in realtà non lo sono.

I consumatori devono fare, dunque, molta attenzione, anche nella scelta di prodotti che siano rispettosi dell’ambiente in modo reale, e la cui messa sul mercato implichi processi produttivi realmente ecologici.

Per chi volesse approfondire la tematica del greenwashing, consiglio la lettura di questo articolo. Un video riassuntivo si trova invece a questo link di Instagram, dove trovate molti altri video che ho preparato per la serie “Green Words”.

Per approfondire invece la tematica della comunicazione ecosostenibile, consiglio la lettura del libro sopra citato, “Green Branding”, di L. Garosi,

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Efficienza energetica

Importante potenziare l’edilizia ecosostenibile

Il Presidente Conte ha annunciato un provvedimento per il «potenziamento di detrazioni fiscali a favore dell’edilizia e della sostenibilità“. Dice “stiamo studiando un meccanismo articolato che consenta ai cittadini di beneficare di sconti pari al costo pressoché totale dei lavori su lavori anti-sismici e di efficientamento energetico“.

Nel frattempo è stato pubblicato il nuovo portale per la richiesta di detrazioni fiscali per interventi soggetti a ecobonus con fine lavori nel 2020. Trovate il link cliccando qui.

Il sito è dedicato all’invio telematico all’ENEA della documentazione necessaria per usufruire delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente (istituite con legge finanziaria 296/2006) che, in seguito alla pubblicazione della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio 2020 – G.U. n. 304 del 30 dicembre 2019 , sono prorogate fino al 31/12/2021 per gli interventi sull’involucro delle parti comuni degli edifici condominiali (aliquote del 70%,75%, 80% e 85%) e fino al 31/12/2020 negli altri casi (aliquote del 50% e 65%).

Per tutte le informazioni sulle detrazioni stesse tecnici e cittadini possono consultare il portale informativo: (https://www.efficienzaenergetica.enea.it/detrazioni-fiscali.html)

Per approfondire tematiche inerenti l’edilizia ecosostenibile potete trovare alcuni libri interessanti

Biomimesi, Economia circolare, Eventi green, Innovazione, sviluppo sostenibile

Perché credere nell’economia circolare

Per ripartire ci può aiutare l’economia circolare? Certo che sì! L’economia circolare si basa sul concetto di ottimizzazione delle risorse e minimizzazione degli sprechi, e vede nel processo creativo e produttivo un qualcosa di ciclico, ispirato a ciò che avviene in natura. L’idea di un processo “cradle to cradle” (dalla culla alla culla) invece che “cradle to grave” (dalla culla alla tomba) è stata teorizzata da William Mac Donough: non bisogna progettare edifici, oggetti, processi produttivi fini a sè stessi che abbiano come output dei rifiuti, ma è opportuno utilizzare risorse e materiali riutilizzabili, riciclabili, che non creino sprechi. Quelli che sono considerati “rifiuti” possono divenire risorse per un nuovo progetto.

L’economia circolare è dunque “un continuo ciclo a sviluppo positivo, che preserva e valorizza il capitale naturale, ottimizza l’uso delle risorse e minimizza i rischi, gestendo al meglio risorse finite e flussi rinnovabili. E funziona su qualsiasi scala” (Ellen MacArthut Foundation).

L’idea di un processo iterativo, che si basa su continui miglioramenti e verifiche in modo ciclico è peraltro alla base della stessa progettazione ecosostenibile che avviene per esempio in edilizia. I cicli governano la natura, che vive in armonia e che si migliora continuamente.

L’applicazione dell’economia circolare può riguardare tutti gli ambiti dell’attività umana, ma richiede un’attenta azione di analisi e progettazione dello stato di fatto e dell’innovazione per il futuro, che non può prescindere da verifiche di tipo economico, sociale ed ambientale.

Ognuno di noi può farsi portavoce di principi di ecologia, riduzione degli sprechi, riutilizzo e riciclaggio, valorizzazione delle risorse, a partire dagli oggetti e dai materiali, passando per i processi produttivi e creativi, arrivando al capitale umano. Tutto il settore della green economy non aspetta altro che l’ingresso di nuovo personale specializzato in ecosostenibilità e gestione dei processi circolari, che potrebbe (perchè no?!) riconvertirsi anche provenendo da altri settori (per esempio quello dell’energia non rinnovabile, dei combustibili fossili). Numerosi posti di lavoro possono e devono essere generati per guidare una trasformazione dell’Italia e del mondo verso un futuro più green.

Trovi un video di approfondimento in cui parlo di economia circolare nella rubrica “Green Words”, sul mio profilo Instagram @vivattiva, cliccando qui.

Puntiamo tutto sull’economia circolare! Per approfondire i temi ambientali trovate numerosi testi sul sito della Feltrinelli, cliccando qui.

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Economia circolare, Innovazione, STEM

Sostieni il progetto #Shield19

La stampa 3d può essere molto utile in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo. Oggi vi segnalo una raccolta fondi a cui potete aderire per sostenere tutti coloro che combattono durante l’emergenza sanitaria in atto.

Yatta Lab (Milano), partner del progetto DigitaLO (Lodi), sta portando avanti un progetto per la realizzazione di visiere stampate con la stampa 3D. Queste visiere sono molto utili per tutto il personale medico e sanitario che lavora in luoghi ad alto rischio COVID-19. Le visiere sono da utilizzare in aggiunta ad altri sistemi di protezione e filtraggio come mascherine e occhiali.

Si chiamano “Shield19” e possono essere completate con materiali di facile reperibilità, anche in cartoleria, senza la necessità di pezzi di ricambio originali. Al 14 aprile il progetto ha già consegnato quasi 300 visiere, principalmente ad ospedali pubblici e personale sanitario in Lombardia. Il progetto Shield 19 ha coinvolto una rete di oltre 15 stampatori finora.

Le richieste sono molte; il progetto ha però necessità di reperire i materiali per il completamento delle visiere (fogli di acetato ed elastici in gomma) e ci sono dei costi di approvvigionamento per le bobine in PLA, oltre a quelli per i corrieri per il trasporto dei prodotti finiti.

Se volete sostenere il progetto, trovate qui la raccolta fondi: https://www.gofundme.com/f/shield19

Se qualcuno ha invece dei contatti a cui segnalare la disponibilità di visiere, potete contattare via mail l’indirizzo hello@yatta.xyz oppure telefonare al numero 347.8819923. Cliccando qui un interessante articolo in merito.

Per chi volesse aderire al progetto come maker, stampando le visiere, ecco il materiale open source per realizzare il progetto.

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Cambiamento climatico, Economia circolare, Eventi green, Scuola, sviluppo sostenibile

22 aprile: Giornata Mondiale della Terra

Il 22 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Terra. E’ molto importante ricordarcene, anche se tutti i giorni dovremmo essere rispettosi e amorevoli verso il nostro Pianeta. E’ indispensabile infatti modificare la nostra politica, la nostra economia e la nostra società dando un taglio più ecosostenibile alle nostre attività, pensando secondo una reale sostenibilità ed al futuro delle nuove generazioni. La natura ci sta mostrando in più modi che il nostro attuale stile di vita non è sostenibile dal Pianeta, e che la situazione ambientale merita di essere considerata anche in una situazione di emergenza.

Legambiente ci chiede oggi di partecipare ad un flashmob virtuale, condividendo un’immagine in cui abbracciamo la Terra o un mappamondo o facendo un disegno che la rappresenti. La foto può essere condivisa sui social utilizzando gli hashtag #Abbracciamola e #EarthDay . Ulteriore materiale per divulgare l’iniziativa è disponibile cliccando qui.

La situazione che stiamo vivendo deve spingerci a dirottare la nostra vita verso uno stile green, senza dimenticare l’emergenza climatica in corso, che è sempre sotto i nostri occhi e che merita la nostra immediata attenzione, al pari dell’emergenza sanitaria in atto.

Per approfondire le tematiche ambientali trovi numerosi libri sul sito della Feltrinelli, cliccando qui. Anche in vista del 25 aprile, Festa della Liberazione, sono presenti sul sito numerosi volumi di approfondimento.

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Architettura, Arredamento, Eventi green, Verde

Il balcone: uno spazio da arredare con gusto

Il balcone è uno spazio della casa sottovalutato. In primavera ed in estate si può sfruttare in tanti modi: per mangiare fuori, per stendere il bucato, per fare giardinaggio e per prendere il sole. E’ importante avere il giusto arredamento per gestire bene lo spazio e cercare di sfruttare tutti gli angolini, tenendo conto dell’esposizione al Sole nei diversi orari della giornata.

Kave Home offre una gamma di tavoli per balconi e terrazze molto interessante. Il tavolo Sheryl, per esempio, è realizzato in legno di eucalipto ed è disponibile in varie misure: 75 cm x 75 cm x 106 cm, 90 cm x 90 cm x 75 cm, 90 cm x 160 cm x 75 cm, adattandosi a diverse esigenze di spazio. Al tavolino si possono abbinare sedie o sgabelli, a seconda della preferenza, disponibili in beige, verde, senape o grigio.

Più minimal il Tavolo Yukari, con struttura in acciaio zincato e piano in legno di teak, dotato di certificato FSC (proveniente quindi da foreste con abbattimento realizzato in modo sostenibile). Disponibile nelle misure di 70 cm x 84 cm x 73 cm, oppure da 90 cm x 165 cm x 73 cm. Per completarlo sono state progettate sia sedie che panche.

Per chi preferisce un tavolino tondo, segnalo il Tavolo Tella, modello in acciaio e ceramica bianco e nero con diametro di 90 cm, abbinabile con sedie o sgabelli Lambton.

Oppure il modello Alrick, bianco, grigio o grafite, di diametro 60 cm, di ispirazione più urban, pieghevole, con sedie coordinate dello stesso colore.

La spedizione dei prodotti è gratuita fino al 19 aprile. Fino al 26/04 la collezione per esterni è scontata del 10% con il CODICE KAVESPRING.

Cambiamento climatico, Eventi green, sviluppo sostenibile, Verde

#BeeYourHero Challenge: pianta un fiore per le api!

Oggi vi segnalo un bel contest a tema ambientale: si chiama “BeeYourHero” Challenge: pianta un fiore per le api! Dal 13 al 23 aprile potete piantare un fiore o un seme sul balcone, condivendo la vostra foto con l’hashtag #beeyourhero, taggando @beeyourhero. Bee Your Hero è “un progetto di rigenerazione terrestre ampio”, che si occupa di sensibilizzazione e divulgazione su temi ambientali. Lo scopo del contest è creare sui balconi in città delle piccole oasi per le api, Per ogni tag al profilo @beeyourhero adotterà un ape. Non può mancare il vostro contributo! Anche VIVATTIVA farà la sua parte… !!!

Maggiori informazioni sull’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/598600187670701/

Se volete approfondire il tema del giardinaggio con libri su piante e fiori, sul sito Feltrinelli, cliccando qui, trovate numerosi spunti per allietare le vostre giornate!

Eventi green, Formazione, Libri, Scuola, Verde

Un racconto ecologico per bambini: #iorestoacasa

In questi giorni ho scritto un racconto a tema ecologico per bambini (4-12 anni). E’ il secondo di una collana che sto preparando e che si chiamerà “Ecostorie”. Il titolo del racconto è “Anna e il balcone”.

E’ ambientato in un periodo difficile, in cui si è diffuso un brutto virus e le persone non possono più uscire. Anna è l’eroina con spirito ecologico che riesce a rallegrare la situazione anche quando la sua famiglia è triste, non perdendosi mai d’animo.

Nella mia idea, Anna potrebbe essere di esempio per molti bimbi che si trovano spaesati e senza punti di riferimento in un periodo come questo. Anche quando tutto sarà passato, Anna insegna la resilienza in modo spontaneo, senza artificiosità e con il sorriso. La storia si presta ad essere utilizzata anche per la didattica a distanza, in particolar modo per la scuola primaria e per quella secondaria di primo grado.

Il racconto è scaricabile gratuitamente dal sito, cliccando qui.
Cliccando su “Aggiungi al carrello”, “Visualizza carrello” e poi su “Concludi ordine”, registrandosi, potrete scaricare gratis il PDF.
Se avete piacere, potete lasciare anche un commento su “recensioni”!

Il primo racconto della collana si chiama “Anna e la spiaggia”, e potete scaricarlo cliccando qui. Si tratta di una storia breve scritta nei mesi estivi, ambientata in un clima di spensieratezza ed allegria. Anche questa ha molti spunti interessanti per i bambini.

Trovate poi innumerevoli spunti per il periodo che state trascorrendo in casa sul sito Feltrinelli, cliccando qui.

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Cambiamento climatico, Economia circolare, Eventi green, Innovazione, Libri, sviluppo sostenibile

Un futuro ecosostenibile: l’unico possibile, da progettare ora

Fonte immagine:  “forest” by barnyz is licensed under CC BY-NC-ND 2.0 

Oggi voglio condividere con voi una bella riflessione.

“Ci siamo addormentati in un mondo, e ci siamo svegliati in un altro. Improvvisamente Disney è fuori dalla magia, Parigi non è più romantica, New York non si alza più in piedi, il muro cinese non è più una fortezza, e la Mecca è vuota.
Abbracci e baci diventano improvvisamente armi, e non visitare genitori e amici diventa un atto d’amore.
Improvvisamente ti rendi conto che il potere, la bellezza e il denaro non hanno valore e non riescono a prenderti l’ossigeno per cui stai combattendo.
Il mondo continua la sua vita ed è bellissimo. Mette solo gli esseri umani in gabbie. Penso che ci stia inviando un messaggio: “Non sei necessario. L’aria, la terra, l’acqua e il cielo senza di te stanno bene. Quando tornate, ricordate che siete miei ospiti. Non i miei padroni”

Cosa ne pensate? Io sono molto colpita, e credo che dovrebbe essere di stimolo per tutti noi. Questa momentanea (si spera) crisi deve indurci a capire che la sostenibilità va messa in pratica, non accantonata in un angolo: il progresso senza rispetto, empatia e cura dell’ambiente non è nulla. Perché noi siamo parte della natura e il nostro benessere è strettamente collegato ad essa. Gli uomini e le donne “con la memoria corta” che vedono nella specie umana una condizione di superiorità rispetto alla natura si sbagliano. Solo un approccio di tipo biofilico, “amico dell’ambiente” e lungimirante, parsimonioso in termini di risorse e rispettoso dell’esistente può permetterci di andare avanti. Diversamente, la selezione naturale di Darwin agisce, La natura fa il suo corso indisturbata, e ci fa capire chi comanda.

Serviranno le nostre migliori risorse per costruire un futuro fatto di rigenerazione di ciò che si è indebolito e distrutto, ove possibile, e di costruzione di qualcosa di resiliente e innovativo, ecosostenibile e integrato con l’ambiente. E’ l’unico futuro possibile.

Nel frattempo, vi segnalo che ho scritto un racconto scaricabile gratuitamente cliccando qui : è a tema ecologico ed appartiene alla Collana Eco-storie, per bambini (4-12 anni). In questo caso è ambientato “ai tempi del #Coronavirus”. Il titolo è “Anna e il balcone”! 
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Se avete piacere, potete lasciare anche un commento su “recensioni”!

Se poi non sapete come organizzare la vostra giornata, che magari adesso vi sembra vuota, trovate proposte per tutti i gusti sul sito di Feltrinelli, dove c’è anche una piccola guida all’#iorestoacasa (clicca qui)

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Eventi green, STEM

“Scienza per tutti”: II edizione del contest fotografico

Parte a febbraio 2020 la seconda edizione del contest “Scienza per tutti”! Si tratta di un contest fotografico via Instagram promosso da VIVATTIVA e dall’Associazione IC di Cagliari finalizzato a promuovere l’importanza delle materie STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) e la presenza femminile in ambito scientifico. Nell’ottica di una sostenibilità non solo ambientale, ma anche sociale ed economica.

Le modalità di partecipazione si trovano cliccando qui. Le foto più belle selezionate ogni settimana da una giuria verranno stampate e costituiranno una mostra itinerante in Italia, costituendo la base di partenza per eventi divulgativi di taglio scientifico e per la sensibilizzazione delle persone.

L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio dell’Associazione culturale ALAUS di Lodi, di SNOQ Lodi (Se Non Ora Quando – Sezione di Lodi) e di YATTA! Fai da Noi (Milano)

Leggi qui in merito alla passata edizione del contest (2018).

Architettura, Innovazione

Sisma bonus: in vigore anche nel 2020

I contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi. Sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico.

Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%).

L’agevolazione è rivolta sia ai contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires). Dal 2017 gli interventi possono essere realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3), individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

Infine, chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro). Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili. Con la nuova Legge di Bilancio 2020 viene abolito lo sconto in fattura, valido per nel 2019.

Architettura, Efficienza energetica, Normativa e certificazioni, Verde

Bonus verde 2020: confermata la proroga

La proroga al 2020 del Bonus Verde è confermata grazie all’Articolo 10 del Decreto legge n. 162 del 2019.

Il bonus verde consiste  in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per gli interventi di:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Le detrazioni comprendono anche eventuali spese connesse alla progettazione e manutenzione di questi interventi.

Hanno diritto all’agevolazione i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi e che hanno sostenuto le relative spese.
Sono agevolabili anche le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino a un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. In questo caso, ha diritto alla detrazione il singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. Pertanto,  la detrazione massima è di 1.800 euro (36% di 5.000) per immobile. Il pagamento delle spese deve avvenire attraverso strumenti che ne consentano la tracciabilità (per esempio, bonifico bancario o postale).

La detrazione non spetta, invece, per le spese sostenute per:

  • la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non connessa ad un intervento innovativo o modificativo nei termini sopra indicati
  • i lavori in economia.



Architettura, Efficienza energetica, Innovazione, Normativa e certificazioni

Bonus facciate 2020: cosa prevede

La Legge di Bilancio 2020 ha prorogato le detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia e per interventi di risparmio energetico (bonus casa ed ecobonus), nonché il sisma bonus ed il bonus mobili ed elettrodomestici. Compare inoltre il bonus facciate.

L’art. 25 della Legge di Bilancio relativo alle Misure di Crescita riguarda il bonus facciate. Esso prevede una detrazione dell’imposta lorda pari al 90% per interventi finalizzati al recupero o al restauro delle facciate esterne degli edifici ubicati in zona A o B ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444. Sono ammessi al beneficio di cui al presente articolo esclusivamente gli inter­venti sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

Per ZONA A si intendono le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi; per ZONA B invece si intendono le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq.

Nell’ipotesi in cui i lavori di rifaci­mento della facciata, ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguar­dino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10 per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, gli inter­venti devono soddisfare i requisiti di efficienza energetica già previsti dalla normativa nazionale, e in particolare già regolati dal Decreto del Ministro dello Sviluppo Eco­nomico del 26 giugno 2015 e dalla tabella 2 del­l’allegato B al decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 marzo 2008.

La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Seguirà una circolare specifica dell’Agenzia delle Entrate per approfondire la tematica.

Architettura, Efficienza energetica, Innovazione, Normativa e certificazioni

Legge di Bilancio 2020: prorogati Bonus Casa ed Ecobonus

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.304 del 30.12.2019 il testo definitivo della Legge di Bilancio 2020 (L. 27.12.2019 n.160), che prevede la proroga al 31 dicembre 2020 dei bonus per la ristrutturazione edilizia (Bonus Casa – detrazioni fiscali al 50%) e dell’Ecobonus (detrazioni fiscali al 65%).

Per usufruire delle detrazioni occorre trasmettere per via telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi terminati, in base all’anno in cui sono stati effettuati, entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Gli interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabile che usufruiscono delle detrazioni fiscali del 50% previste per le ristrutturazioni edilizie – ex art. 16 bis del DPR 917/86 soggetti all’obbligo di invio all’ENEA sono consultabili cliccando qui. E’ detraibile anche l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Per quanto riguarda invece gli interventi ammissibili per l’ecobonus (Riqualificazione energetica – ex legge 296/06) la tabella di riferimento è scaricabile cliccando qui. Si tratta della versione aggiornata al 2019, a breve sarà disponibile la versione aggiornata al 2020.

Per l’invio delle pratiche ENEA, che può essere fatto dal titolare dell’intervento oppure da un tecnico, il portale da utilizzare è il seguente: https://detrazionifiscali.enea.it/

La Legge di Bilancio 2020 prevede anche l’introduzione di un nuovo Bonus Facciate. Il Sisma Bonus era già stato prorogato precedentemente fino al 2021 ed è quindi confermato anche per il 2020.

Architettura, Economia circolare, Innovazione, Viaggi

Verso l’edilizia del futuro

L’ingegneria e l’architettura di oggi devono rispondere a problemi sempre più difficili. Un edificio non è solo un riparo, ma costituisce una sintesi di risorse utili. E tra i grandi problemi che l’umanità deve affrontare, nell’immediato ed in futuro, c’è il tema delle risorse. Troppi i luoghi del mondo in cui mancano risorse come l’energia o il cibo. Se le risorse sono qualcosa che deve soddisfare un bisogno umano, troppi sono i bisogni insoddisfatti dell’umanità. Non si tratta di risorse che mancano, ma di loro cattiva distribuzione: troppo concentrate presso alcuni Paesi o individui, quasi assenti in altri luoghi.

Un’edilizia ecosostenibile che mira al futuro può portare contributi innovativi anche sul fronte dell’apporto di energia elettrica da fonti rinnovabili, autoproducendo l’energia che consuma: è il caso degli NZEB (Nearly Zero Energy Building), come per legge devono essere tutti gli edifici di nuova costruzione. Ma un edificio può anche produrre cibo: sempre più diffuso il fenomeno dell’urban farming, ovvero dell’autoproduzione di ortaggi e frutta in autonomia, sul proprio balcone, sul terrazzo o in un giardino personale. L’autoproduzione permette di effettuare un controllo maggiore sul consumo, di avere un risparmio ed una migliore qualità. Esistono progetti di fattorie urbane, dove un progetto di agricoltura condivisa con l’abitare va di pari passo con l’acquacoltura. Esistono centri dove si studiano le colture idroponiche e le colture fuori suolo, per ottimizzare la produzione e consumare meno terreno, altra risorsa in via di esaurimento e depauperamento.

Un’edilizia di frontiera, in cui la ricerca può investire, è un’edilizia che necessariamente deve agire per il sociale. Che non si interessa cioè solamente all’aspetto ambientale ed economico, ma anche alla salute ed al benessere, alla sopravvivenza e alla felicità degli utenti. Il fatto che nel mondo molte persone ancora non dispongano di acqua pulita e che non abbiano un impianto di riscaldamento o un tetto sopra la testa significa che la nostra civiltà non è poi così evoluta. Lo scopo primario del progettista ecosostenibile dovrebbe essere l‘innovazione per il sociale, per la parità, per la crescita dei Paesi in sofferenza.

La frontiere della ricerca si pongono nuovi interrogativi e cercano nuovi modi per rispondere: come creare abitazioni economiche che garantiscano energia e cibo per la sopravvivenza, da collocare in un quadro di pianificazione urbanistica locale e globale, rispettosa dei territori e delle diverse peculiarità? Edifici interamente smontabili e riciclabili, concepiti studiandone il ciclo di vita in un’ottica di pensiero (ed economia) circolare?

Architettura, Cambiamento climatico, Efficienza energetica, Formazione

“Italia in Classe A”: l’efficienza energetica è importante

L’efficienza energetica in casa e in ufficio è un tema cruciale quando si parla di cambiamenti climatici: molta è l’energia che consumiamo con il settore civile, e grande è la responsabilità dei singoli.

Come detto più volte, ognuno di noi può fare qualcosa per mitigare i cambiamenti climatici, e risparmiare energia è un esempio. Il settore edile è altamente energivoro e la maggior parte degli edifici esistenti si colloca in classe G, ovvero appartengono ad una classe energetica poco efficiente, con altissime dispersioni ed elevato consumo in bolletta.

Nell’ambito dell’iniziativa “Italia in Classe A”, ENEA ha messo a disposizione alcuni opuscoli informativi per divulgare tematiche complesse in modo semplice e metterle a disposizione delle persone. Avendo aderito alla campagna formativa ed informativa, pubblico sul sito alcuni opuscoli che ritengo utili, liberamente scaricabili.

Per ulteriori informazioni: www.italiainclassea.enea.it

Scarica le brochure informative:

Cambiamento climatico, Economia circolare, Eventi green, Innovazione

Al via la COP25 a Madrid: 2-13 dicembre 2019

Foto: tratta dal Sito United Nations Climate Change – Scultura “Support”, di L. Quinn, Venezia

In occasione della conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici che si tiene in questi giorni a Madrid, 10 paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Grecia, Kazakistan, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Portogallo e Svizzera) condivideranno i loro risultati e le azioni innovative per il clima che stanno portando avanti. L’obiettivo è quello di monitorare i progressi realizzati da ogni paese per raggiungere gli obiettivi posti per il 2020.

Tra i numerosi argomenti trattati alla COP25 i dati scientifici, le cause e le maggiori espressioni, le conseguenze dei cambiamenti climatici.

L’ultimo decennio ha visto temperature estreme e temperature record senza precedenti” si dichiara nel report di oggi 4 dicembre 2019 della World Meteorological Organization sullo stato del clima. “Per vincere la lotta contro il cambiamento climatico, ora abbiamo bisogno di un decennio di azione climatica“.

Dobbiamo scegliere tra la strada della resa – lasciare che l’emergenza climatica metta in pericolo tutti gli abitanti del pianeta – o la via della speranza, le soluzioni sostenibili e il successo dell’azione per mitigare i cambiamenti climatici” ha detto ieri António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite alla COP25. “Vogliamo davvero che ci ricordate come la generazione che ha nascosto la testa sotto la sabbia?” 

I report dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) sono tutti disponibili on line e riguardano vari temi. In particolare, segnalo il Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate, consultabile qui, che verrà discusso domani, 5 dicembre, sullo stato degli oceani e della criosfera.

La COP25 servirà per trovare soluzioni e politiche comuni da adottare per mitigare i cambiamenti climatici, che sono già in atto.

Nel frattempo, Lorenzo Quinn ha realizzato a Venezia una scultura monumentale, dell’altezza di tre metri, per sensibilizzare sul problema dell’innalzamento del livello dei mari legato ai cambiamenti climatici. Si chiama “Support” ed è stata realizzata in onore della COP25. Si tratta di due mani giganti di bambino che emergono dall’acqua per proteggere il Ca’ Sagredo Hotel, che simbolicamente richiama la necessità di tutela del patrimonio umano, ambientale, culturale ed artistico da parte delle presenti e delle future generazioni, in difesa dagli effetti dei cambiamenti climatici.

Cambiamento climatico, Efficienza energetica, Eventi green

11.258 scienziati avvertono: siamo in emergenza clima

L’incipit dell’articolo ( https://academic.oup.com/bioscience/advance-article/doi/10.1093/biosci/biz088/5610806 )

11.258 scienziati di 153 nazioni hanno pubblicato sulla rivista Bioscience un “Avvertimento riguardo alla emergenza climatica” (World Scientists’ Warning of a Climate Emergency), avente come portavoce in primis William Ripple della Università dell’Oregon, Thomas Newsome della Università di Sydney, e William Moomaw della Università Tufts; più di 250 lavorano in enti di ricerca e accademie italiane. Il testo in inglese è scaricabile qui.

Di seguito le principali (preoccupanti) considerazioni:

  • il primo incontro degli scienziati sui cambiamenti climatici si è tenuto nel 1979 a Ginevra. Sono seguiti altri incontri importanti: solo per citarne alcuni, Rio de Janeiro nel 1992, il Protocollo di Kyoto nel 1997 e l’Accordo di Parigi nel 2015. E’ sempre emerso che occorre un cambiamento repentino negli stili di vita dell’uomo, e sono seguiti numerosi avvertimenti espliciti degli scienziati sui progressi insufficienti delle azioni intraprese;
  • nonostante questo, le emissioni di gas serra (GHG) sono ancora in rapido aumento, con effetti sempre più dannosi sul clima terrestreE’ necessario un immenso aumento della scala degli sforzi per conservare la nostra biosfera e per evitare sofferenze indicibili a causa della crisi climatica;
  • la crisi climatica è strettamente legata al consumo eccessivo dello stile di vita dei ricchi;
  • segnali profondamente preoccupanti delle attività umane comprendono aumenti sostenuti delle popolazioni di animali, produzione di carne pro capite, prodotto interno lordo mondiale, perdita globale di copertura arborea, consumo di combustibili fossili, numero di passeggeri trasportati, emissioni di anidride carbonica e le emissioni di anidride carbonica pro capite dal 2000;
  • il ritmo della perdita di foreste nell’Amazzonia brasiliana sta aumentando. Il consumo di energia solare ed eolica è aumentato del 373% per decennio, ma nel 2018 era ancora 28 volte inferiore al consumo di combustibili fossili (gas, carbone, petrolio combinati);
  • anidride carbonica, metano e protossido di azoto continuano ad aumentare, così come la temperatura della superficie globale;
  • a livello globale, il ghiaccio sta rapidamente scomparendo, come evidenziato da un trend in calo nel minimo estivo del ghiaccio marino artico, nelle calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartico e nello spessore dei ghiacciai in tutto il mondo;
  • il contenuto di calore dell’oceano, l’acidità dell’oceano, il livello del mare, l’area bruciata negli Stati Uniti e il clima estremo e i costi dei danni associati sono stati tutti in aumento;
  • si prevede che i cambiamenti climatici influenzeranno notevolmente la vita marina, d’acqua dolce e terrestre, dal plancton, ai coralli, ai pesci e alle foreste;
  • La crisi climatica è arrivata e sta accelerando più rapidamente di quanto molti scienziati si aspettasseroE’ più grave del previsto, minacciando gli ecosistemi naturali e il destino dell’umanità.

Cosa fare

  • ENERGIA – Utilizzare in modo capillare ed urgente massicce pratiche di efficienza energetica e sostituire i combustibili fossili con fonti rinnovabili low-carbon. I Paesi più ricchi devono sostenere le nazioni più povere nella transizione dai combustibili fossili. Dobbiamo eliminare rapidamente i sussidi ai combustibili fossili e utilizzare politiche efficaci ed eque per aumentare costantemente i prezzi del carbonio per limitarne l’uso.
  • INQUINANTI – Ridurre le emissioni degli inquinanti climatici di breve durata, tra cui il metano, il black carbon (fuliggine) e gli idrofluorocarburi (HFC).
  • NATURA – Proteggere e valorizzare gli ecosistemi. Tutti gli essere viventi hanno ruoli importanti nella regolazione dei cicli naturali. Bisogna ridurre la perdita di biodiversità, salvaguardando le foreste residue.
  • CIBO – Aumentare il consumo di prodotti a base vegetale e ridurre quelli a base animale; ridurre lo spreco di cibo nel mondo.
  • ECONOMIA – L’eccessiva estrazione di materiali e l’eccessivo sfruttamento degli ecosistemi devono essere ridotti; si deve andare verso un’economia carbon-free. I nostri obiettivi devono spostarsi dalla crescita del PIL e dalla ricerca della ricchezza al sostegno degli ecosistemi e al miglioramento del benessere umano, dando la priorità ai bisogni di base e riducendo la disuguaglianza.
  • Continuando ad aumentare di circa 80 milioni di persone all’anno, o più di 200.000 al giorno, la popolazione mondiale deve essere stabilizzata.
  • Alliance of World Scientists è pronta ad assistere i decision-makers in una giusta transizione verso un futuro sostenibile ed equo, per prendere decisioni utili per contrastare e mitigare i cambiamenti climatici.

In questo contesto, gli Stati Uniti hanno purtroppo comunicato la decisione di uscire dagli accordi sul clima presi nell’incontro internazionale sul clima a Parigi. Il ritiro americano dall’accordo di Parigi sarà efficace tra un anno. Se diventerà reale, questa decisione avrà un impatto notevole sul Pianeta, perché gli Stati Uniti sono il secondo Paese al mondo per emissioni di anidride carbonica e sarebbero l’unico Paese ad abbandonare l’accordo.

Biomimesi, Economia circolare, Innovazione

Riscoprire il valore delle periferie e del paesaggio agricolo

Nel nostro quotidiano rapporto con l’ambiente è importante recuperare un lato empatico e passionale: nell’ambito di un progressivo degrado delle relazioni umane si può riscoprire il bello del proprio territorio, cercando di valorizzarlo, riscoprendo il linguaggio del luogo, utilizzando la propria capacità di immaginazione.

La mancata considerazione delle periferie nei piani politici, economici e sociali porta per esempio, spesso, ad una crisi di autostima di questi territori, che possono invece costituire luoghi di rigenerazione urbana e di innovazione. Questo è indispensabile per evitare l’abbruttimento di luoghi abbandonati e la nascita di situazioni di degrado sociale. Riscoprendo una dimensione spirituale e invisibile della natura è necessario ricominciare a dare valore alla biodiversità, agli habitat, ai cicli della vita. Nel libro “Il cerchio da chiudere – la natura, l’uomo e la tecnologia”, di B. Commoner (1977), si individuano i processi naturali come ciclici, mirati all’economia di risorse ed alla minimizzazione degli sprechi. Anche nella tecnologia è necessario oggi più che mai recuperare una dimensione ciclica, abbandonando i percorsi lineari. La tecnologia può e deve ispirarsi alla natura, secondo un approccio biomimetico.

Nell’ambito del territorio della Pianura Padana per esempio è di fondamentale importanza tornare a valorizzare il paesaggio agricolo, non solo dal punto di vista estetico, ma anche dal punto di vista della sua tutela. L’utilizzo di pesticidi e la presenza di siti contaminati in Italia dovrebbe essere una delle nostre principali preoccupazioni quotidiane. I cibi che mangiamo ed i luoghi che viviamo ci influenzano profondamente e modificano la durata e la qualità della nostra vita. E’ importante perciò sostenere un’agricoltura dolce, che non provochi la scomparsa di tutti gli elementi naturali del paesaggio, ma che sappia valorizzare chi coltiva senza inquinare, che faccia pagare chi inquina, che premi la produzione e la diffusione del cibo. Oggi purtroppo non è la carenza di cibo a causare la fame, ma la sua errata distribuzione nel mondo: c’è chi ha troppo e chi ha troppo poco. Chi soffre per obesità e chi non ha accesso ai servizi alimentari di base.

La bellezza di un paesaggio non è solo estetica, ma comprende anche ciò che sta dietro al paesaggio: le relazioni umane, la storia, il vissuto. Il sistema alimentare deve andare verso un percorso sostenibile, che consideri anche l’aspetto ambientale ed etico di un certo tipo di dieta. Motore del cambiamento potrebbe essere la diffusione di profili di consumo sostenibili ed il sostegno all’agricoltura biologica. Uno degli obiettivi dell’Agenda 2030, infatti, è la diffusione di consumo e produzione responsabili.

Il processo di riqualificazione di aree degradate della città può collegarsi agli ambiti agricoli, per creare interventi di ampio respiro urbanistico e paesaggistico. Nello stesso tempo, le aree periferiche devono essere messe in relazione e mantenere il contatto con il centro città, per evitare uno svuotamento di una o dell’altra e per conferire vitalità e dinamismo agli spazi urbani.

Cambiamento climatico, Formazione

Perché preoccuparsi dei cambiamenti climatici in atto


Un estratto del video IPCC, del 2014. Link: https://www.youtube.com/watch?v=AvLul4PiZYE
Il report IPCC 2019 non è rassicurante, anzi… Puoi leggerlo qui: https://www.ipcc.ch/2019/

E’ successo di nuovo: ieri nella mia città, nel Lodigiano… in poche ore è caduto un quarto della pioggia caduta dall’inizio dell’anno… Questi eventi improvvisi, violenti, sempre più imprevedibili e incontrollabili sono un’espressione evidente dei cambiamenti climatici. Alcune persone sono rimaste intrappolate nei tunnel della tangenziale; disagi evidenti per numerosi cittadini in diverse aree della città. Il sottopassaggio di Via Zalli stanotte completamente allagato, per non parlare di Via Secondo Cremonesi. Case allagate, box e cantine alluvionati.

Se qualcuno ancora avesse dubbi, il cambiamento climatico esiste, ed è in atto. Rimando alla lettura del mio articolo “Perchè dovremmo tutti piantare alberi?”, in cui un video dell’IPCC mostra chiaramente come il cambiamento climatico porterà accentazione di problemi come fame, disuguaglianza sociale, migrazioni e crisi. E’ indispensabile un cambio di rotta, subito. Clicca qui

Ragioni per preoccuparsi: il cambiamento climatico porta, tra l’altro, alla perdita di ecosistemi. Se perdiamo ecosistemi, perdiamo biodiversità e possiamo incorrere in grossi problemi, non quantificabili: eventi estremi, siccità, alluvioni. Se la temperatura aumenta oltre una certa soglia aumenta il rischio di eventi catastrofici: scioglimento improvviso dei ghiacci, inversione di fenomeni circolatori oceanici, piogge fortissime, ecc. Si può parlare di singoli hot spot, ma se questi hot spot si collegano tra di loro il rischio di fenomeni estremi aumenta, con conseguenze catastrofiche. I cambiamenti climatici possono aumentare la disuguaglianza sociale: i paesi e i gruppi sociali più poveri sono più vulnerabili al cambiamento climatico.

Architettura, Economia circolare, Efficienza energetica, Innovazione

2020, prorogate le detrazioni fiscali per l’edilizia: al via anche il “bonus facciate”

“Cohousing BADILE 6 by batrax is licensed under CC BY 2.0 

La riunione del Consiglio dei Ministri di martedì 15 ottobre ha portato delle novità nel Disegno di Legge di Bilancio 2020, alcune delle quali riguardano anche l’edilizia, le imprese e l’innovazione. Di seguito i principali punti in merito:

  • LOTTA ALL’EVASIONE – Vengono messe in campo politiche di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali in più settori. Si prevede un inasprimento delle pene per i grandi evasori. Si introducono misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie, che in tal modo evadono l’Iva e non procedono al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori….
  • INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI E AMBIENTE – Si istituiscono due nuovi fondi per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e un fondo per contribuire (con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio) alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal. A queste risorse vanno aggiunte quelle relative al sostegno degli investimenti privati sotto forma di contributi e di incentivi
  • MEZZOGIORNO – Vengono destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti delle imprese, alle infrastrutture sociali e al risparmio energetico nelle regioni del Mezzogiorno
  • IMPRESE E INNOVAZIONE – Si stanziano le risorse necessarie a proseguire gli incentivi del programma “Industria 4.0” per sostenere gli investimenti privati e favorire il rinnovo dei sistemi produttivi: tra questi il Fondo centrale per le piccole e medie imprese; il super e l’iper ammortamento (per beni tecnologici, software ed economia circolare); il rifinanziamento della legge Sabatini; il credito di imposta per la “Formazione 4.0”
  • DETRAZIONI – Vengono prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione. Viene introdotta per il 2020 una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (il ‘bonus facciate’) per dare un nuovo volto alle nostre città.

E’ molto interessante constatare che le detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazioni edilizie, nonché per l’acquisto di elettrodomestici, saranno prorogate nel 2020 … e che sarà introdotto il “bonus facciate”, per dare il via ad un processo di rinnovamento e di restyling dei centri urbani e per mettere in atto circoli virtuosi di riqualificazione urbana sostenibile, con conseguente riqualificazione sociale ed economica.

E’ auspicabile che la sistemazione delle facciate degli edifici sia anche sostanziale e non solo estetica, ovvero che vada di pari passo con un incremento delle performance energetiche delle stesse, al fine di ottimizzare gli investimenti e migliorare in modo reale il comfort indoor, facendo del bene all’ambiente (la riqualificazione energetica dell’involucro riduce le dispersioni dello stesso e quindi anche i consumi di energia, con conseguente riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera).

Importante anche lo stanziamento di fondi per progetti ecosostenibili ed il sostegno alle imprese ed al programma “Industria 4.0” (per maggiori info sul Piano Nazionale Impresa 4.0 clicca qui).

Cambiamento climatico, Rifiuti, Verde

Decreto clima, ecobonus e bonus casa

Nel rispetto della Direttiva 2008/50/CE per la qualità dell’aria il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, ha approvato un decreto-legge noto come Decreto Clima (Misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria e proroga del termine di cui all’articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 (decreto-legge) , che prevede una serie di misure:

  • un “buono mobilità” destinato ai cittadini che risiedono in comuni che superano i limiti di emissioni inquinanti indicati dalla normativa europea sulla qualità dell’aria. Il buono consiste in un contributo di 500 o 1.500 euro per chi rottama rispettivamente un motociclo o un’auto fino alla classe euro 3 entro il 31 dicembre 2021 e potrà essere usato per acquistare abbonamenti di trasporto pubblico locale o biciclette anche a pedalata assistita;
  • un fondo per finanziare progetti di creazione, prolungamento, ammodernamento di corsie preferenziali di trasporto pubblico locale;
  • uno stanziamento per i comuni con particolari livelli di inquinamento che realizzano o implementano il trasporto scolastico dei bambini della scuola dell’infanzia statale e comunale attraverso mezzi di trasporto ibridi elettrici o non inferiori a euro 6, immatricolati per la prima volta dopo il 31 agosto 2019;
  • risorse per finanziare un programma sperimentale di riforestazione;
  • un fondo per finanziare gli esercenti che, al fine di ridurre la produzione di rifiuti, attrezzano spazi dedicati alla vendita di prodotti sfusi o alla spina, alimentari e detergenti.

Il decreto, inoltre, proroga al 31 dicembre 2019 il termine per l’avvio della restituzione dei tributi e dei contributi previdenziali e assistenziali non versati per effetto della cosiddetta “busta paga pesante”, nei territori del centro Italia colpiti dal sisma del 2016.

Per quanto riguarda invece l’ECOBONUS, ovvero le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente (istituite con legge finanziaria 296/2006), in seguito alla pubblicazione della legge 30 dicembre 2018 n.145 (Legge di Bilancio 2019 – G.U. n. 302 del 31 dicembre 2018), sono prorogate fino al 31/12/2021 per gli interventi sull’involucro delle parti comuni degli edifici condominiali (aliquote del 70%,75%, 80% e 85%) e fino al 31/12/2019 negli altri casi (aliquote del 50% e 65%) – sito di riferimento: https://ecobonus2019.enea.it/ )

E’ attivo anche il sito relativo al BONUS CASA 2019, dedicato agli interventi edilizi e tecnologici che comportano risparmio energetico e/o utilizzo di fonti rinnovabili di energia ammessi alle detrazioni fiscali del 50% ai sensi dell’art. 16bis del dpr 917/86 (TUIR) e successive modificazioni – sito di riferimento: https://bonuscasa2019.enea.it/ .

Cambiamento climatico, Economia circolare, Innovazione

Il Nobel per la Pace all’Etiopia, che ha piantato 350 milioni di alberi

E’ di poche ore fa la notizia relativa al Nobel per la Pace di quest’anno. E’ stato assegnato ad Abiy Ahmed Ali, Primo Ministro dell’Etiopia che ha portato la pace nel suo Paese dopo anni di duri conflitti .. e che il 29 luglio scorso ha deciso di disseminare nel territorio etiope dieci miliardi di alberi.

In un solo giorno sono stati piantati 353 milioni 633 mila e 660 alberi, in 12 ore, grazie all’azione congiunta di 23 milioni di connazionali. Il numero di alberi piantato in un solo giorno costituisce un record mondiale, ma costituisce anche un messaggio importante, portatore di pace. Il messaggio è lo stesso di Greta Thunberg, attivista ambientale favorita ma che non ha vinto il premio: salviamo il Pianeta dal surriscaldamento globale, piantando alberi! Come universalmente noto, gli alberi effettuano la fotosintesi clorofilliana e utilizzando anidride carbonica (gas serra), producendo ossigeno. Possono quindi rivestire un ruolo chiave nell’azione di mitigazione dei cambiamenti climatici che dobbiamo portare avanti per sopravvivere.

Sono molto felice che quest’uomo abbia ricevuto il Nobel. E’ importante protestare contro l’immobilità e l’inerzia della politica, ma bisogna anche fornire l’esempio in prima persona, mediante azioni pratiche. Lui l’ha fatto, dando speranza a milioni di persone e creando un esempio di pace mondiale, da prendere come riferimento ogni giorno della nostra vita. Il messaggio è lo stesso di Greta: facciamo qualcosa, agiamo. Tutti!

Formazione, Rifiuti, Scuola

Un racconto per ragazzi a tema ecologico

Da oggi è disponibile on line, cliccando qui, un racconto per ragazzi su una tematica ambientale, scritto da me. Si chiama “Anna e la spiaggia”.

E’ il primo di una serie di racconti per ragazzi, che saranno raccolti nella Collana “Ecostorie” di VIVATTIVA.

Questi racconti sono pensati essenzialmente per ragazzi tra i 4 e i 12 anni, con lo scopo di sensibilizzarli sull’amore per la natura ed il rispetto dell’ambiente.

Anna, la protagonista, è una ragazzina sensibile ai problemi ambientali, che più o meno consapevolmente guida altri ragazzi e adulti a compiere azioni ecologiche e di valorizzazione del territorio. Un’ “eroina” positiva, che potrebbe essere emulata dalle nuove (e vecchie) generazioni.

La storia è scaricabile come e-book, in formato pdf. L’ho completata con piccole vignette a colori, per rendere più divertente il racconto.

Il racconto si rivolge principalmente ai genitori e agli insegnanti, ovvero a coloro che devono contribuire ad educare e formare le nuove generazioni.

Se il racconto è di vostro gradimento, vi chiedo di lasciare una piccola recensione sul sito, nell’apposita sezione, sotto l’immagine del prodotto.

Spero in questo modo di dare il mio piccolo contributo alla diffusione di idee di cittadinanza attiva, altruismo, rispetto e valorizzazione della natura.

Per scaricare l’e-book, cliccare qui.

Biomimesi, Eventi green

Biomimesi per migliorare la vita dell’uomo

La biomimesi è stata menzionata anche al Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia, tenutosi la settimana scorsa, focalizzatosi sul tema del limite, nell’ingegneria e nella vita.

Il limite rappresenta presa di coscienza della realtà e di ciò che potrebbe essere oltrepassandolo. È misura delle nostre forze e confine sul quale camminare per portare avanti idee nuove. Non utopia, non stagno, ma equilibrio.

Come utilizzare questo equilibrio per portare innovazione negli Ordini e nella società? Come diffondere idee nuove lavorando sulla frontiera del possibile? L’intelligenza sociale e connettiva, l’empatia, la squadra, l’implementazione del digitale sono elementi base. Ma servono anche cuore e coraggio.

Nuovi approcci come quello biomimetico insegnano a partire dal semplice per generare complessità, dalla natura per generare innovazione, dalle persone per generare idee. Per produrre innovazione servono contenuti, determinazione e passione. Gli Ordini possono essere catalizzatori di novità, che partendo dalla tradizione possono lentamente acquisire rilevanza sociale. Perché l’ingegneria è, prima di tutto, una scienza sociale.

Si è parlato, tra i vari interventi, di Epibone, azienda con un team multidisciplinare che si occupa di utilizzare le cellule staminali per la ricostruzione delle ossa, sfruttando una tecnologia biomimetica. Al cuore del progetto c’è un bio-reattore, che deve simulare le sofisticate caratteristiche del corpo umano. Gli esperimenti hanno dimostrato che intervenendo sulle cellule staminali con un bio-reattore si ottiene la sopravvivenza delle nuove cellule nel corpo umano, che vanno a costituire nuovo tessuto osseo. Per saperne di più si può visionare il video e raccogliere ulteriori informazioni su questo sito.

La biomimesi coinvolge vari campi di studio: ingegneria, medicina, biomedica, design, meccanica, architettura. Per costituire progetti di frontiera che possono davvero migliorare la vita dell’uomo.

Architettura, Efficienza energetica, Scuola

Scuole ecosostenibili: un modello da seguire

Uno dei lavori eseguiti dagli studenti durante l’ed. 2016-2017 del progetto “Il trenino della sostenibilità” di VIVATTIVA

Le scuole sono edifici in cui si educano e si formano nuove generazioni, in cui si pone attenzione alle persone che sono e che saranno.

E’ importante, quindi, che costituiscano costruzioni “modello” e che insegnino comportamenti ecologici. Gli studenti sono certamente più invogliati a studiare in un contesto scolastico innovativo ed ecosostenibile, piuttosto che in un ambiente fatiscente ed insicuro. E quando cresceranno saranno adulti più consapevoli ed eco-orientati. Stanno nascendo nuove scuole progettate secondo criteri di ecosostenibilità, a ridotto consumo energetico, gestione intelligente ed ottimizzazione dei consumi, che riescono anche a stimolare l’apprendimento e la frequenza scolastica.

La situazione delle scuole esistenti è più difficile. Le scuole hanno spesso scarsità di fondi, anche per piccoli interventi di manutenzione ordinaria. Gli edifici esistenti possono puntare su una riqualificazione energetica dell’involucro e degli impianti, nonché sull’installazione di pannelli solari per la produzione di energia elettrica. Senza dimenticare la corretta gestione degli impianti e la riduzione dei consumi, che può avvenire anche mediante un monitoraggio smart.

Esiste la possibilità di fare crowdfunding per la scuola: c’è una piattaforma che si chiama School Raising, nella quale si possono raccogliere fondi per un progetto specifico. Gli utenti possono donare liberamente del denaro per fare queste attività. La piattaforma è consultabile a questo link.

Da segnalare inoltre interventi pilota come quelli fatte in alcune scuole di Milano, in cui agli studenti è stata consegnata una borraccia, per stimolarli all’utilizzo consapevole della risorsa acqua e per abituarli ad utilizzare meno plastica. Un’iniziativa intelligente ideata dal Comune di Milano. Anche l’Università di Pavia ha portato avanti un’idea simile: alle matricole viene consegnata una borraccia, simbolo dell’impegno del singolo per fare del bene all’ambiente.

L’educazione ambientale obbligatoria nelle scuole di sicuro contribuirà a migliorare la diffusione di coscienze vigili ed ecologiche. Il progetto “Il trenino della sostenibilità” (leggi qui) è stato precursore… già qualche anno fa avevo portato avanti lezioni su temi ambientali nelle scuole. Per portare il progetto nelle scuole contattami alla mail valentinacursio@gmail.com oppure info@vivattiva.eu.

Cerchiamo di fare di tutto per diffondere idee ecosostenibili nel mondo, soprattutto tra i più giovani!!!

Architettura, Efficienza energetica

Quale materiale per l’isolamento termico di una casa?

Per ristrutturare un edificio o costruire una casa oggi secondo la vigente normativa, tenendo conto anche delle sempre più tristemente note problematiche ambientali, occorre pensare ad un buon isolamento termico. L’isolamento è lo strato che trattiene il calore all’interno dell’edificio d’inverno, e che lo lascia all’esterno dell’ambiente indoor d’estate (visita anche il mio profilo Instagram @vivattiva, nell’ambito dei post “green words“).

Alcuni isolanti hanno un comportamento migliore in inverno, altri d’estate. Alcuni sono ecologici, quindi naturali e riciclabili, e sono da preferire perché il loro utilizzo è rispettoso dell’ambiente; altri sono sintetici, e spesso (ma non sempre) più economici. Non è quindi semplice sceglierne uno: occorre sempre valutare caso per caso l’edificio in cui si opera, in relazione anche all’ambiente e all’orientamento del sito (leggi anche questo mio articolo sulla progettazione ecosostenibile). Non bisogna trascurare anche l’aspetto economico, quindi il budget a disposizione ed il rapporto costo-benefici.

Passiamo in rassegna alcuni tipi di isolante.

  • Sughero – E’ un materiale completamente naturale, completamente biodegradabile. Ha un buon comportamento sia in estate che in inverno e può essere utilizzato sia per un isolamento a cappotto esterno che per un cappotto interno. Ottimo isolante acustico. Non è tossico ed è anallergico. Resistente al fuoco, ha una buona durabilità. E’ traspirante e facilmente lavorabile. Unico neo: è abbastanza costoso.
  • Fibre di legno – Materiale naturale, ecologico, riciclabile, traspirante, con un buon comportamento in estate e in inverno. Mediamente meno costoso del sughero.
  • Lana di roccia, lana di vetro – Isolanti di origine minerale. Hanno buon comportamento sia d’estate che d’inverno. Ignifughi, resistono all’umidità. La lana di vetro è più adatta come isolante termico; la lana di roccia è migliore come isolante acustico, vista la maggiore densità. Meno costosi di fibre di legno e sughero. La lana di vetro può essere utilizzata sia in pannelli (per es. per isolamento a cappotto), sia in fiocchi (per es. in intercapedine). Per approfondire leggi il mio articolo qui.
  • Cellulosa – Materiale naturale altamente traspirante con un ottimo comportamento termo-igrometrico (assorbe umidità, garantendo la salubrità dell’abitazione, e creando elevato sfasamento termico). Ideale per isolamento in intercapedine, utilizzabile in caso di insufflaggio. Ottimo comportamento anche in estate. Economico.
  • Polistirene – Si tratta di materiale sintetico. Disponibile in pannelli isolanti come EPS (polistirene espanso) o come XPS (polistirene espanso estruso). L’EPS ha una struttura a celle aperte, che lo rende più permeabile. L’XPS invece ha una struttura a celle chiuse, per cui non assorbe acqua e non è traspirante. Entrambi hanno bassa densità, per cui non garantiscono un elevato sfasamento termico. L’XPS è molto utile e competitivo in ambienti umidi, per es. nei muri controterra. Piuttosto economico.

Per dubbi o ulteriori informazioni scrivi a: info@vivattiva.eu

Economia circolare, Rifiuti

Una bottiglia biodegradabile, un materiale innovativo

L’etichetta della Bio Bottle – Sant’Anna

Si chiama Bio Bottle: è la bottiglia 100% biodegradabile messa in commercio da Sant’Anna. Le bottiglie da 1 e 1,5 litri rappresentano l’unica linea di bottiglie compostabili presente in Italia.

Il materiale di cui è composto la bottiglia è PLA, che è una plastica biodegradabile, ovvero un polimero che si ricava dagli zuccheri contenuti nelle piante (mais), senza utilizzo di petrolio o di suoi derivati. La bottiglia è biodegradabile in 80 giorni e risulta conforme alla norma UNI EN 13432 (relativa alle caratteristiche che un materiale deve avere per essere considerato biodegradabile). La sola bottiglia può dunque essere gettata nell’organico. Il tappo e l’etichetta, tuttavia, sono in PE, per cui devono essere staccati e raccolti insieme ai rifiuti di plastica.

Ingeo™ biopolymer PLA è il biopolimero di origine 100% vegetale di Sant’Anna Bio Bottle, ed è prodotto dall’azienda americana Natureworks, in Nebraska. Il PLA o acido polilattico è prodotto dal destrosio (zucchero) estratto da materiali a base biologica. È la bioplastica, o biopolimero, più popolare e l’unica attualmente prodotta in un impianto di scala mondiale. 

BioBottle ha ottenuto una certificazione di qualità e garantisce:

  • un risparmio di oltre il 50% di energie non rinnovabili;
  • l’abbattimento del 60% di emissione di anidride carbonica;
  • l’abbattimento nel processo produttivo di stabilimento del 60% di energia nella fase di produzione delle preforme delle bottiglie (fase di essiccazione del granulo), fino al 30% in fase di fusione e del 70% nel ciclo di raffreddamento delle preforme (fonte: Sito Sant’Anna)

Sant’Anna ha ottenuto per questo prodotto numerosi premi come impresa attenta all’ambiente, investendo costantemente in ricerca e sviluppo per cercare di avere anche un tappo ed un’etichetta 100% naturali.

Quando non è possibile utilizzare una borraccia è opportuno, dunque, scegliere involucri innovativi … come la bottiglia biodegradabile.

Il PLA può avere vari utilizzi in ambito industriale e nella vita di tutti i giorni… per esempio stoviglie, pellicole, imballaggi … laddove questi non possono essere del tutto aboliti … rappresenta una buona soluzione!

Cambiamento climatico, Eventi green, Innovazione

Un musical che insegna ad amare l’ambiente

Logo del musical (fonte: sito ufficiale)

Al’s Adventures in Wasteland – A world musical for children – è un musical interattivo in lingua inglese che affronta in modo innovativo i temi dell’ecologia, dell’amore per la natura, del rispetto per il Pianeta Terra.

Il musical nasce nel 2013 ma è di grande attualità anche oggi! Messo in scena recentemente a Bologna, il progetto è stato ideato da Raffaele Sargenti, compositore perugino (Premio Abbado, 2015) in collaborazione con Graziella Falcone, Carol A. Russell, Luigi Mastrandea, Michele Francipane.

Per ascoltare la video – intervista a Raffaele Sargenti e Graziella Falcone segui il mio canale IGTV @vivattiva e clicca qui.

Il musical si pone come obiettivi fondamentali “la familiarizzazione dei giovani spettatori (e cantanti) con la lingua inglese e la sensibilizzazione sui temi dell’ecologia, del risparmio energetico e del riciclo, fondamentali per la formazione della persona e sempre più centrali all’interno dell’offerta formativa delle scuole”. Uno spettacolo di denuncia dei problemi ambientali che coinvolge le giovani generazioni rendendole parte attiva della narrazione e dei brani musicali, svolgendosi tra diversi luoghi e culture.

Di seguito una sintesi della storia dello spettacolo: “The Space Controller, Gran Guardiano dell’Universo, è preoccupato: deve trovare “Wonderland”, il “pianeta delle meraviglie”, che farà da modello per tutti gli altri. L’alieno Al parte volontario per la missione ma le prime visite sono deludenti: questo pianeta è pieno di gas, quello è tutto ghiacciato, quell’altro privo di luce… La ricerca lo porta ad approdare su un pianeta all’apparenza più ospitale: prati, acqua, sole… Tutto fa sperare per il meglio ma gli abitanti hanno strane abitudini: sprecano energia, inquinano terre e mari, accumulano rifiuti anziché riciclarli e distruggono il loro pianeta senza rendersene conto. «Questo non è WONDERLAND, questo è WASTELAND!!» – esclama Al ormai disperato. Proprio quando tutto sembra perduto, tre curiosi personaggi, emersi da una montagna di rifiuti, hanno un’idea… ” (fonte: sito ufficiale)

Il pubblico di bambini ha la possibilità di partecipare attivamente allo spettacolo grazie ai 5 interventi corali previsti, facilmente memorizzabili e integrati direttamente nell’azione. Il pubblico canta il mondo subacqueo in The World Under The Sea, partecipa al canone di Proud To Be In Japan assieme ai personaggi della scena, sostiene la tartaruga Timmy nella sua canzone di protesta, suona percussioni riciclate in Wood Is What You Want!, interviene nel gran Finale“.

Il trailer è disponibile a questo link. E’ possibile ascoltare alcuni estratti delle canzoni qui. Il Progetto ha anche una pagina Facebook ed un account Twitter.

Per portare il musical nella vostra città compilate il form per lasciare il vostro riferimento e sarete ricontattati! Da non perdere!

Biomimesi, Cambiamento climatico, Economia circolare, Eventi green, Innovazione

Milano Green Forum: non possiamo mancare!

“Mundo Verde” by Soiden is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Il 12, 13, 14 settembre 2019 arriva a Milano il Green Forum, un laboratorio per riflettere sul rapporto nei contesti urbani tra Pubblico, imprese, terzo settore e cittadini sul tema Ambiente. Si tratta di un progetto culturale che vuole coinvolgere la società su temi come Aria, Acqua, Suolo e Biodiversità, per stimolare il dibattito, l’azione e la proliferazione di nuove idee, secondo un approccio open.

L’evento si terrà in Via Gattamelata, 5, presso Milano Congressi. Sono previsti momenti di dibattito, laboratori e spazi per le imprese per diverse aree tematiche: finanza e assicurazione, acqua, economia circolare, bioeconomia, clima, edilizia, design, cibo, moda, rifiuti, smart city, mobilità, energia, certificazioni, turismo, comunicazione e green job.

“Tre sono i format convegnistici pensati per coinvolgere i differenti target di pubblico: Eureka, in cui innovazione e progetti di ricerca si presentano ai buyer; Legislazione Ambientale, una panoramica di un’intera giornata sulla disciplina legislativa ambientale e le Plenarie, durante le quali rappresentanti del mondo aziendale e speaker internazionali risponderanno alle domande del pubblico/moderatore. Inoltre il format Fuori Green offrirà al visitatore la possibilità di fruire di una rassegna cinematografica dedicata ai temi ambientali e disponibile presso il cinema Anteo CityLife. “Il Milano Green Forum sarà un laboratorio permanente per riflettere sul rapporto nei contesti urbani tra Pubblica amministrazione, imprese, terzo settore e cittadini sul tema ambiente. Un progetto culturale – continua Federico Manca, Project Manager del Milano Green Forum- che aspira ad accrescere la consapevolezza nei soggetti coinvolti e generare nuove forme di condivisione di conoscenza e buone pratiche volte a creare azioni di advocacy trasparente e le condizioni necessarie per un proficuo confronto tra differenti stakeholder per elaborare strategie comuni” (fonte: comunicato stampa MGF)

L’associazione di promozione sociale MGF vuole diffondere il nuovo concetto di “Filambientia”, identificando in esso il ruolo che cittadini, imprese, Pubblica amministrazione e Terzo settore hanno nei confronti della sostenibilità ambientale. Costituita per perseguire finalità di utilità sociale, l’associazione MGF svolge la co-curatela dell’impianto contenutistico del Milano Green Forum.

Il programma dell’evento è scaricabile qui

Cambiamento climatico, Eventi green, Verde

Piantare alberi come se non ci fosse un domani

“Foresta del Cansiglio” by Dorli Photography is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

Gli incendi diffusi in Amazzonia ed in Siberia ci fanno male al cuore. Che siano auto-innescati a causa delle alte temperature o che siano di origine dolosa cambia poco: stanno scomparendo ettari di foreste fondamentali per il Pianeta.

Le piante ci permettono di vivere, catturando anidride carbonica e producendo ossigeno. E’ urgente che le istituzioni governative di tutti i Paesi si mobilitino per contrastare questi fenomeni. C’è ancora troppa indifferenza sociale al problema ambientale, che dovrebbe essere la nostra principale preoccupazione. Le foreste portano con sé la biodiversità e tutte le forme di vita che ne fanno parte. Ogni essere vivente è collegato agli altri da un equilibrio naturale ed è parte di un ecosistema.

L’unico modo per salvare il Pianeta è una progressiva de-carbonizzazione ed una sempre maggiore riduzione delle emissioni di gas serra. Ma se perdiamo le foreste la situazione è grave.

Per fortuna ci sono Paesi dove di recente sono stati piantati milioni di alberi. Tutti dovremmo occuparcene. Piantare alberi è la soluzione più rapida ed immediata per contrastare i cambiamenti climatici. La piantumazione di alberi va oltre gli interessi politici ed economici: si tratta un’azione concreta, di cui ognuno di noi può farsi fautore, testimonial e portavoce.

Segnalo tra l’altro l’esistenza di un portale come Treedom – Let’s green the planet, che permette di acquistare e piantumare alberi anche a distanza, scegliendo l’albero preferito. Per ulteriori informazioni potete consultare il sito e anche calcolare quanta anidride carbonica emettete con il vostro stile di vita cliccando qui.

Treedom finanzia direttamente piccoli progetti agroforestali, diffusi sul territorio. La filosofia è quella di realizzare ecosistemi sostenibili e permettere a migliaia di contadini di far fronte ai costi iniziali della piantumazione di nuovi alberi, garantendo nel tempo sovranità alimentare ed opportunità di reddito” (fonte: sito Treedom).

I progetti di Treedom finanziano i piccoli produttori locali e permettono di creare occupazione, oltre a migliorare l’ambiente, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile di Agenda 2030.

Cosa aspettate a piantare il vostro primo albero, dove vivete o a distanza?

Economia circolare, Innovazione, Rifiuti

Un portale per la riqualificazione e la pulizia del territorio

Il logo di Cleyoci – Clean your city (fonte: http://www.cleyoci.com)

Esiste un portale web dove si possono organizzare eventi di riqualificazione e pulizia del territorio. Si chiama Cleyoci – Clean your city (https://www.cleyoci.com/) e prevede l’autenticazione mediante login.

Chi intende organizzare eventi di sensibilizzazione e azione per pulire le strade, le piazze e le spiagge può semplicemente iscriversi al sito e poi inserire il proprio evento nel calendario, per fargli acquistare maggiore visibilità. Per informazioni scrivere a info@cleyoci.com. Esiste anche un account Instagram (@cleyoci).

Il portale prevede la possibilità per gli organizzatori di monitorare il numero di iscritti ai “cleaning events”. Ci si può iscrivere agli eventi anche come volontario. Cleyoci nasce dunque per rendere i cittadini partecipi della pulizia della propria città. Possono iscriversi al sito privati, gruppi di volontari, associazioni, aziende, pubbliche amministrazioni, pro loco.

Nell’ottica di diffusione si una cultura ecosostenibile, che è uno dei principali scopi di VIVATTIVA (@vivattiva) è importante che ognuno dia il suo contributo. Ben vengano dunque eventi di pulizia del territorio auto-organizzati, se finalizzati a fare del bene alla propria città e a contribuire al miglioramento della società. C’è molto da fare, si tratta solo di partire. Si tratta di singole piccole gocce nel mare, ma tante gocce insieme possono fare la differenza.

Cleyoci è uno strumento utile per la diffusione e lo scambio di idee, nonché per il passaggio di informazioni in merito agli eventi di pulizia del territorio. Teniamolo d’occhio e partecipiamo attivamente!

Architettura, Efficienza energetica, Innovazione

Come sta andando il fotovoltaico in Italia?

Grafico relativo alla potenza di impianti fotovoltaici installati in Italia (fonte: GSE, 2018)

Il GSE (Gestore Servizi Energetici) ha pubblicato un report statistico sull’andamento del solare fotovoltaico in Italia nel 2018. Si riportano di seguito alcuni dati significativi, estratti dal report.

In Italia nel corso del 2018 sono stati installati circa 440 MW di impianti fotovoltaici. Alla fine dell’anno risultano in esercizio 20.108 MW (+2,2% rispetto al 2017), che nel corso dell’anno hanno generato 22.654 GWh. Al 31 dicembre 2018 risultano installati in Italia 822.301 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva pari a 20.108 MW. Gli impianti di piccola taglia (potenza inferiore o uguale a 20 kW) costituiscono il 90% circa del totale in termini di numero e il 21% in termini di potenza; la taglia media degli impianti è pari a 24,5 kW.

Le regioni in cui la numerosità degli impianti a fine 2018 risulta maggiore sono Lombardia e Veneto. Come potenza installata risulta invece prevalere la Puglia, con 2.652 MW. Le regioni con minore presenza di impianti sono invece Basilicata, Molise e Valle D’Aosta. La maggiore concentrazione di impianti si rileva nelle regioni del Nord (55% circa del totale); nel Centro è installato circa il 17%, nel Sud il restante 28%.

Osservando la mappa provinciale degli impianti installati nel 2018 si conferma il primato della provincia di Roma, con il 5,4% del totale nazionale. Nel Nord Italia sono in evidenza le provincie venete di Padova (3,6%), Verona (3,1%), Treviso (3,0%), Vicenza (2,8%) e Venezia (3,1%). Al Sud emerge invece la provincia di Bari, che concentra l’1,6 % del totale installato nel 2018.

La maggior parte degli impianti fotovoltaici installati sono in silicio policristallino, alcuni in silicio monocristallino e una minore parte in silicio amorfo. Il report rileva che nel 2018 gli oltre 822.000 impianti fotovoltaici in esercizio in Italia hanno prodotto complessivamente 22.654 GWh di energia elettrica; rispetto all’anno precedente si osserva una riduzione del 7%, legata principalmente a peggiori condizioni di irraggiamento.

Alla fine del 2018, l’81% circa degli 822.301 impianti installati in Italia afferiscono al settore domestico; la quota maggiore della potenza complessiva (49%) si concentra invece nel settore industriale. Per quanto riguarda gli impianti installati nel corso del solo anno 2018, l’87% delle unità produttive appartiene al settore domestico. Il 70% dei 440 MW installati si suddivide tra il settore domestico (40%) e il settore industriale (30%).

Il numero degli impianti sul territorio appartenenti alla PA (Pubblica Amministrazione) è pari a 20.039, per un potenza di 857 MW (il 4,3% della potenza totale). Sul 71% circa dei comuni italiani si rileva la presenza di almeno un impianto fotovoltaico di proprietà della PA.

Il fotovoltaico si sta dunque diffondendo su scala nazionale, anche se si rileva che alcune regioni non stanno ancora sfruttando a pieno l’irraggiamento solare del proprio territorio e potrebbero incentivare maggiormente gli investimenti nel solare. Crescente il numero non solo di impianti di privati e aziende, ma anche quelli delle PA: anche in questo caso sarebbe utile che le PA stesse si facessero promotrici ed esempio di installazioni virtuose per il sociale. In parallelo, sarebbe utile una campagna di sensibilizzazione nazionale sulla tematica delle rinnovabili, per far sì che sempre più persone si confrontino con questo tema.

Eventi green, Viaggi

Turismo responsabile, turismo migliore!

E’ estate e tempo di vacanze: non dimentichiamoci di essere turisti responsabili. Cosa significa? Il sito dell’AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) riporta questa definizione di turismo responsabile: “Il turismo responsabile è il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori“. Il turista responsabile è dunque una persona che ha alta considerazione del luogo dove va in vacanza, qualunque questo sia, e che lo rispetta in toto, sia dal punto di vista sociale, che ambientale, che culturale.

Esiste una Carta Europea per il Turismo Sostenibile, che ha come scopo “la tutela del patrimonio naturale e culturale e il continuo miglioramento della gestione del turismo nell’area protetta a favore dell’ambiente, della popolazione locale, delle imprese e dei visitatori“. La Carta è coordinata da EUROPARC Federation, che col supporto delle sezioni nazionali della federazione (come Federparchi – Europarc Italia), gestisce la procedura di conferimento della Carta alle aree protette e coordina la rete delle aree certificate. “La Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette (CETS) è uno strumento metodologico ed una certificazione che permette una migliore gestione delle aree protette per lo sviluppo del turismo sostenibile“. La Carta si basa su dieci principi fondamentali:

  • partnership tra gli operatori coinvolti
  • strategia e piano d’azione per la valorizzazione e la tutela dell’area
  • tutela e miglioramento del patrimonio ambientale e culturale
  • qualità
  • comunicazione
  • valorizzazione dei prodotti turistici specifici locali
  • miglioramento e diffusione della conoscenza sull’area e sulle peculiarità del sito
  • tutela della qualità della vita dei residenti
  • incremento dei benefici per l’economia locale
  • monitoraggio dei flussi di visitatori e riduzione degli impatti

Parlando più genericamente di “ecoturismo”, o “turismo ecosostenibile”, si intende un tipo di turismo attuato secondo principi di giustizia economica, ambientale e sociale, che non sia invasivo rispetto ai territori ed alle comunità ospitanti. Riflette dunque soprattutto uno state of mind, uno stile di vita, un atteggiamento pratico e mentale. Il turismo ecosostenibile valorizza la diversità e la tutela, apprezzandone il valore. Tende a minimizzare l’impronta dell’uomo sul’ambiente, senza per questo togliere valore all’esperienza turistica.

Il turismo sostenibile è “un turismo capace di durare nel tempo mantenendo i suoi valori quali-quantitativi. Cioè suscettibile di far coincidere, nel breve e nel lungo periodo, le aspettative dei residenti con quelle dei turisti senza diminuire il livello qualitativo dell’esperienza turistica e senza danneggiare i valori ambientali del territorio interessato dal fenomeno” (WWF).

Vi segnalo un interessante portale, Ecobnb, in cui è possibile trovare alloggi ecosostenibili per le proprie vacanze, che utilizzano alcuni principi base di rispetto per l’ambiente. Il sito è visionabile cliccando qui. Ecobnb è una comunità dedicata al turismo ecosostenibile, che si propone la volontà di diffondere una cultura del viaggio rispettosa del luogo e della società. Il video promozionale è visionabile a questo link.

E voi, siete turisti responsabili?

Economia circolare, Innovazione

GreenItaly: imprese che investono in innovazione ecosostenibile

E’ pubblico il nuovo report 2018 GreenItaly, edito da Symbola (Fondazione per le Qualità italiane) e Unioncamere, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Il report parte dall’analisi della situazione ambientale attuale e dagli obiettivi dell’Agenda 2030 (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile), che riguardano l’ambito economico, ambientale e sociale. A tale proposito si rileva come l’ambito produttivo del made in Italy si stia sempre più orientando verso un’economia di tipo circolare, mirando al recupero della materia, dell’energia, dei rifiuti, minimizzando gli sprechi e raggiungendo alti livelli di ecoefficienza. Dall’analisi di quattro indicatori principali ovvero materie prime, consumi energetici, produzione di rifiuti ed emissioni atmosferiche si rileva che l’Italia sta facendo grandi passi avanti, accompagnando una creazione di valore del prodotto con un incremento della produttività green.

Le principali tendenze nell’ecoefficienza si rilevano nel settore elettrico – meccanico, alimentare e dei trasporti, ma si stanno facendo passi avanti anche nel sistema moda e nei settori chimico, metallurgico e petrolifero. In particolare, “l’elettronica mostra alti livelli di efficienza ambientale, con l’eccezione della fase di gestione dei rifiuti“.

Dal report emerge un concetto essenziale: l’investimento nel settore green può costituire una marcia in più per l’innovazione economica, sociale ed ambientale. “Il green si conferma una leva per l’innovazione: chi ha investito in in prodotti e tecnologie green nel triennio 2015–2017 ha introdotto innovazioni (processo, prodotto, organizzative, marketing) nel 79% dei casi contro il 43% delle imprese che non hanno effettuato eco-investimenti. Ciò vale non solo per le medie imprese (il confronto delle quote è 94% contro 88%), ma anche per le piccole imprese manifatturiere (77% contro 41%)” (fonte: report 2018, GreenItaly).

Tra le città con imprese più coinvolte nell’investimento nel settore green ci sono Roma, Milano, Torino, Napoli. La principale motivazione scelta dagli investitori è quella dell’accrescimento della propria competitività sul territorio.

In parallelo si rileva un incremento dei green jobs, ovvero dei lavori e delle posizioni strettamente connesse all’innovazione ecosostenibile delle imprese, soprattutto nei settori progettazione e ricerca e sviluppo. Tra le nuove professioni emergenti: installatore di reti elettriche a migliore efficienza, programmatore agricolo della filiera corta, meccatronico green, manovale esperto di calcestruzzi green, installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale, risk manager ambientale, esperto in gestione dell’energia (ingegnere energetico), promotore edile di materiali sostenibili, meccanico industriale green.

Il report offre anche un’analisi dettagliata delle “Quattro A” del settore manifatturiero italiano: Agroalimentare – Arredo-casa – Automazione – Abbigliamento-tessile.

Per quanto riguarda l’edilizia, si rileva un lento miglioramento del settore nel 2018, evidenziando particolare importanza della riqualificazione e della ricostruzione post sisma. “Raccontare l’edilizia oggi significa raccontare di riqualificazioni, di una nuova edilizia legata al recupero, all’efficienza energetica e alla sicurezza antisismicaIn Italia ci sono 12,2 milioni di edifici a uso abitativo, di cui il 70% costruito antecedentemente all’emanazione delle prime norme antisismiche e sull’efficienza energetica” (fonte: Ance). Grande sviluppo per il settore delle’edilizia in legno, con alcune grandi imprese che trainano il settore “L’Italia si è posizionata al quarto posto sulla piazza europea tra i produttori di edifici in legno alle spalle di Germania, Regno Unito e Svezia, con una crescita superiore alla media“.

Anche nel campo dei rifiuti in Italia facciamo progressi: “Anche nel 2016, secondo i dati di Eurostat, l’Italia è il paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti (urbani, industriali etc., totalità dei rifiuti – inclusi quelli minerari). Con il 79% di rifiuti avviati a riciclo (in aumento rispetto agli anni precedenti) presenta una incidenza più che doppia rispetto alla media europea (solo il 38%) e ben superiore rispetto a tutti gli altri grandi paesi europei: la Francia è al 55%, il Regno Unito al 49%, la Germania al 43% (dato 2014)”

Nota: “Symbola” deriva dal greco antico, significa “mettere insieme”. Symbola è una “fondazione che unisce personalità del mondo scientifico, accademico, istituzionale, associativo e imprenditoriale, che contribuiscono alla diffusione della Qualità attraverso azioni concrete, per aumentare coesione sociale, benessere e competitività del Paese

Architettura, Efficienza energetica, Normativa e certificazioni

Verso un’edilizia sempre più ecoefficiente

Il Senato ha approvato un Disegno di Legge che recepisce la Direttiva 2018/844/UE inerente la prestazione energetica in edilizia e l’efficienza energetica. Si prevede dunque la riduzione di emissioni di gas serra del 40% entro il 2030 (rispetto al 1990) e si intende puntare ad un sistema di decarbonizzazione ad alta efficienza energetica entro il 2050. La norma prevede in particolar modo un’analisi ed un’ottimizzazione del rapporto costi – benefici degli interventi.

La Direttiva Europea si focalizza sulla promozione di ristrutturazioni che tengono conto del miglioramento dell’efficienza energetica, sulla semplificazione delle ispezioni degli impianti, sulla gestione intelligente degli edifici in funzione di un reale consumo da parte degli utenti degli edifici, sulla mobilità sostenibile, in particolar modo sui veicoli elettrici.

In questo quadro riveste particolare importanza la certificazione energetica degli edifici, che tiene conto di quanta energia effettivamente gli immobili disperdono, considerando materiali, forma, superfici, volume e impianti, in relazione al sito di riferimento. La certificazione energetica implica anche la considerazione di eventuali interventi di efficientamento energetico che possono essere eseguiti, compatibilmente con i costi che saranno necessari per effettuarli.

Dal punto di vista di una visione ecosostenibile, rivestono grande importanza la riqualificazione energetica e la rigenerazione urbana: invece di costruire nuovi edifici è fondamentale recuperare quelli esistenti e cercare di migliorarli, evitando ulteriore consumo di suolo. Diventa dunque rilevante coinvolgere figure professionali qualificate e con una visione a 360° del progetto, per considerare già in fase di concept i vari aspetti dell’ecosostenibilità.

Per scoprire cosa vuol dire progettare in modo ecosostenibile clicca qui

Formazione, Scuola

Educazione civica a scuola: ambiente, legalità, cultura

Un’attività svolta nell’ambito del progetto “Il trenino della sostenibilità”

E’ di ieri la notizia che l’educazione civica torna ad essere una materia di studio a scuola in Italia, a partire dal prossimo settembre; si attiverà nella scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. Si tratta di una scelta positiva per l’ambiente, la legalità e la società. Saranno 33 le ore di studio obbligatorie a scuola (un’ora a settimana).

Alcune scuole hanno già attivato dei moduli di educazione ambientale extra programma, di concerto con enti o docenti esterni agli istituti scolastici, prima di questa scelta governativa. Ed è un bene: l’educazione ambientale deve essere ai primi posti nel bagaglio di uno studente, per accrescere la sua consapevolezza di cittadino del mondo e di elemento appartenente all’ambiente.

“Nessun uomo è un’isola”, come afferma John Donne; ciò significa che ognuno è parte di un tutto, e che ogni nostro atteggiamento influisce sulla società, sul territorio, sul Pianeta. E’ importante quindi conoscere alcuni concetti base che regolano e migliorano la convivenza civile e lo sviluppo sociale.

La materia “educazione civica” comprende alcune tematiche trasversali, non solo ambientali, ma anche inerenti alla legalità, al diritto, all’educazione stradale. In particolare: la Costituzione italiana, le istituzioni nazionali e internazionali, l’Agenda 2030 dello sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale, il diritto del lavoro, lo sviluppo ecosostenibile, la tutela del patrimonio ambientale, il rispetto e la valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni. Concetti fondamentali per la crescita di generazioni proattive e consapevoli del “vivere sociale e civile”.

Negli anni scorsi, ho attivato alcuni progetti di sensibilizzazione sulla tematica ambientale a scuola: il progetto “Il trenino della sostenibilità” ha riscosso negli anni scorsi molto successo tra gli studenti, articolato come approfondimento teorico e attività di laboratorio su temi rilevanti dal punto di vista ambientale. Il progetto è ancora disponibile, per avere maggiori informazioni clicca qui e/o scrivi a info@vivattiva.eu.

Architettura, Efficienza energetica, Professione

Detrazioni fiscali edilizia: aggiornato il sito ENEA

L’ENEA (Ente Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico ecosostenibile) ha aggiornato il sito relativo alle detrazioni fiscali per interventi di edilizia, reperibile cliccando qui.

Esistono due diverse modalità di presentazioni di pratica ENEA, uno per interventi di ristrutturazione edilizia (Art. 16 bis del DPR 917/86), ovvero in relazione al BONUS CASA (detrazioni del 50%), e uno per interventi di riqualificazione energetica (ex legge 296/2006), ovvero in relazione all’ ECOBONUS (detrazioni del 50%, 65%, 70%, 75%, 80%, 85%).

A seconda della tipologia di di detrazione fiscale che si intende richiedere, in relazione al tipo di intervento eseguito e all’anno in cui i lavori sono stati conclusi, è reperibile un apposito portale. Le pratiche devono essere inviate entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Sull’apposito sito sono reperibile le guide dell’Agenzia dell’Entrate, nonchè le FAQ (Frequently Asked Questions) in merito alle detrazioni fiscali.

Cambiamento climatico, Formazione

Overshoot day: ogni anno in anticipo!

Fonte: www.overshootday.org

Oggi 29 luglio 2019 è l’Overshoot Day: il giorno in cui l’uomo sul Pianeta inizia ad utilizzare un numero maggiore delle risorse che vengono prodotte sul Pianeta, non consentendo una loro completa rigenerazione. Ogni anno l’Overshoot Day cade sempre prima: brutto segno, perché invece di diminuire la sua impronta ecologica, la specie umana sta continuando a consumare risorse in maniera crescente.

Secondo la Global Footprint Network, rete internazionale per la scienza della sostenibilità, l’uomo sta attualmente utilizzando le risorse 1,75 volte più velocemente del tempo necessario alla rigenerazione dei nostri ecosistemi; in altre parole, servirebbero attualmente 1,75 “Pianeti Terra” per soddisfare le necessità umane. Questo problema è cominciato intorno agli anni ’70, e poi è andato peggiorando: l’Overshoot Day anticipa sempre di più durante l’anno, perchè i consumi invece di diminuire aumentano.

Parliamo quindi di deforestazione, di eccessivo consumo di suolo, di perdita di biodiversità e di crescente numero di emissioni di gas serra nell’atmosfera, con conseguenze sul cambiamento climatico ed incremento dei fenomeni metereologici estremi.

Cliccando qui è possibile prendere visione di una serie di azioni che l’uomo potrebbe intraprendere per ridurre la propria impronta ecologica e #movethedate, ovvero spostare sempre più verso la fine dell’anno l’Overshoot Day. Le azioni riguardano tutti gli aspetti del nostro stile di vita: cibo, trasporti, consumo di energia, abbigliamento, ecc.

Chi vuole calcolare la propria impronta ecologica, ovvero verificare quanto la sua presenza, i suoi acquisti ed il suo stile di vita incidono sul consumo delle risorse del pianeta.. può utilizzare questo link, messo a disposizione da Global Footprint Network.

Per avere a disposizione più dati in merito a questa tematica, potete consultare questa pagina, in cui vengono suddivisi i consumi sulla base dei singoli Paesi, tenendo conto anche del numero di abitanti. Per quanto riguarda l’Italia, è evidente che l’impronta ecologica media degli abitanti supera di gran lunga la disponibilità di risorse, creando un deficit di risorse. ed un “debito dell’uomo” nei confronti del Pianeta.

Cambiamento climatico, Economia circolare, Rifiuti

Plastica: una Direttiva Europea a tutela dell’ambiente

Una Direttiva sulla riduzione e la progressiva eliminazione degli oggetti in plastica monouso è finalmente in vigore nei paesi dell’Unione Europea. In particolare, si vieteranno i prodotti in plastica monouso dal 2021.

Saranno vietati:

  • posate di plastica monouso (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette)
  • piatti di plastica monouso
  • cannucce di plastica
  • bastoncini cotonati fatti di plastica
  • bastoncini di plastica per palloncini
  • plastiche ossi-degradabili, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso

Entro il 2029 dovrà essere fatta la raccolta del 95% delle bottiglie in plastica; le bottiglie di plastica dovranno essere costituite per il 25% di contenuto riciclabile entro il 2025 e di almeno il 30% entro il 2030.

Si rafforza inoltre nei Paesi dell’Unione Europea l’applicazione del principio “chi inquina paga”. “L’etichettatura informativa sull’impatto ambientale di disperdere per strada le sigarette con filtri di plastica sarà obbligatoria. Ciò dovrà valere anche per altri prodotti come bicchieri di plastica, salviette umidificate e tovaglioli sanitari ” (fonte: sito Europarlamento).

Un grande passo avanti per l’ambiente dunque, considerando che l’inquinamento da plastica è una delle piaghe che attanaglia il nostro Pianeta. I dati che emergono infatti sono molto preoccupanti:

Secondo la Commissione europea, oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. I prodotti coperti dalla legislazione costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini. A causa della sua lenta decomposizione, la plastica si accumula nei mari, negli oceani e sulle spiagge dell’UE e del mondo. I residui di plastica sono ingeriti dalle specie marine (come tartarughe marine, foche, balene e uccelli, ma anche dai pesci e dai crostacei) e sono quindi presenti nella catena alimentare umana.

E’ importante che ogni cittadino dia il suo contributo: scegliere prodotti privi di imballaggio in plastica o suoi derivati, preferire le borracce all’utilizzo delle bottiglie, la raccolta ed il riciclaggio della plastica … sono buone pratiche per fare del bene all’ambiente e quindi indirettamente anche a noi stessi, che nell’ambiente viviamo e al cui ambiente apparteniamo.

Cambiamento climatico, Economia circolare, Innovazione, Rifiuti

Roma: viaggiare gratis riciclando bottiglie di plastica

“Water Bottles” by assortedstuff is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Oggi non posso non commentare una splendida notizia! Da ieri a Roma è possibile viaggiare con i mezzi pubblici di ATAC consegnando bottiglie riciclate. E’ una data storica!

La campagna di ATAC (Azienda per i Trasporti Autoferrotranviari del Comune) si chiama “+Ricicli +Viaggi” ed è in via sperimentale per 12 mesi.

Le stazioni metro coinvolte sono Cipro sulla linea A, Piramide sulla B e San Giovanni sulla C. Chi viaggia potrà acquistare i biglietti tramite il servizio B+ (acquisto biglietti da smartphone) e le app MyCicero e TabNet, portando bottiglie di plastica per il riciclo presso apposite macchine, posizionate da Coripet (consorzio per il riciclo del PET).

Per ogni bottiglia di plastica consegnata si ricevono 5 centesimi, che vengono caricati in un borsellino virtuale dell’app per l’acquisto dei biglietti. Servono 30 bottiglie per l’acquisto di un ticket.

L’incentivo economico è sicuramente uno dei modi migliori per spingere le persone a riciclare e a fare del bene all’ambiente. Peccato che questa dovrebbe essere una delle nostre priorità, indipendentemente dal beneficio derivante in termini di denaro.

L’iniziativa di ATAC è sicuramente rivoluzionaria, in linea con le direttive europee per la riduzione ed il riciclaggio della plastica.

Ci auguriamo che funzioni e venga utilizzata molto dai cittadini, essendo anche di esempio per altre città italiane, che potrebbero fare tesoro di questa esperienza per replicarla in diversi territori.

Resta molto da fare in Italia per una gestione virtuosa del tema dei rifiuti, che nell’ottica di un’economia circolare deve essere costantemente presente agli amministratori locali ed ai cittadini: la minimizzazione degli sprechi e l’ottimizzazione delle risorse è il primo step verso un mondo più pulito, sano ed efficiente.

Architettura, Biomimesi, Economia circolare, Innovazione

Verso una logica di progetto circolare e sostenibile

Il processo progettuale ecosostenibile tende per definizione a coniugare aspetti legati all’ambiente, all’economia e alla società. Non è semplice: il progettista deve effettuare un grande percorso di ricerca, analisi, rielaborazione e sintesi.

Senza dimenticare che le esigenze del committente sono l’input primario e fondamentale per la concezione di un progetto. L’iter di elaborazione di un progetto architettonico viene assimilato ad un processo iterativo, che si ripete più volte, e che prevede continue verifiche migliorative.

Il sistema ciclico di progetto trae ispirazione in realtà dal concetto di ciclo, onnipresente in natura. La natura opera secondo processi ciclici, in cui c’è continuità, recupero di risorse e minimizzazione degli scarti. Per un certo verso dunque la progettazione ecosostenibile può dirsi biomimetica, ovvero ispirata alla natura, anche perchè tende al miglioramento della vita dell’uomo in svariati ambiti.

Strettamente connesso al concetto di innovazione tecnologica ispirata alla natura vi è la stessa idea di economia circolare. L’economia circolare, che prevede l’ottimizzazione delle risorse, la generazione di prodotti e la minimizzazione dei rifiuti, si oppone al concetto di economia lineare, che va verso la continua generazione di prodotti e di elementi di scarto, che contribuisce ad incrementare la nostra impronta ecologica.

L’economia circolare “è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera” (definizione della Ellen MacArthur Foundation).

La progettazione ecosostenibile di un edificio, la modularità, l’attenzione per l’LCA (Life Cycle Assessment), la versatilità, nonchè l’utilizzo delle energie rinnovabili, di un approccio ecosistemico e di una visione di recupero dei materiali da costruzione sono alla base dell’ideazione di nuovi edifici che siano davvero “green” e non solo “green-washed”.

Innovazione, Normativa e certificazioni, Professione

Cosa sono le certificazioni ambientali?

Fonte: Sito del Ministero dell’Ambiente

Ultimamente si parla molto di efficienza energetica, per fortuna, ma si inizia a parlare di più anche di certificazioni ambientali. Cosa sono?

Gli Stati europei e diverse organizzazioni internazionali hanno sviluppato a partire dagli anni ’90 diversi strumenti di questo tipo.

Un esempio è il marchio ECOLABEL UE. Esso è definito come “ il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea che contraddistingue prodotti e servizi che pur garantendo elevati standard prestazionali sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita” (Fonte: Ministero dell’Ambiente).

E’ stato creato nel 1992 ed è in vigore in 28 Paesi dell’Unione Europea. Questo marchio si basa su dati scientifici relativi a determinati prodotti, in riferimento in particolare al loro ciclo di vita, all’utilizzo di acqua, alla produzione di rifiuti, all’uso dell’energia. Sono previsti dei valori minimi di soglia, che vengono stabiliti da un ente terzo. I criteri Ecolabel UE coinvolgono in modo ampio consumatori, associazioni ambientaliste e produttori.

Ecolabel UE costituisce una garanzia soprattutto per i consumatori, che sono consapevoli di acquistare un prodotto di qualità che fa bene anche all’ambiente. D’altra parte, tutti coloro che sono produttori e vogliono acquisire una certificazione di valore possono richiedere Ecolabel UE.

Il video promozionale di Ecolabel si trova sul sito del Ministero dell’Ambiente cliccando qui.

Il marchio Ecolabel EU è distinguibile sui prodotti dal logo, che richiama un fiore ed il simbolo dell’Unione Europea.

Fonte: Sito Unione Europea

Un’altra certificazione ambientale importante promossa a livello europeo è EMAS (EU Eco-Management and Audit Scheme), che è uno strumento pensato per le imprese ed altre istituzioni che intendono valutare e migliorare il proprio impatto ambientale. L’adesione è volontaria. L’istituzione della certificazione EMAS risale al 1993. Maggiori informazioni in merito sono disponibili alla sezione ” Eco-Management and Audit Scheme” del settore “Environment” della Commissione Europea cliccando qui.

Cambiamento climatico, Formazione

Qualche dato per capire il cambiamento climatico

“Loss of Ice in Greenland, Icebergs in Disco Bay” by GRIDArendal 
licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Avete mai sentito parlare della curva di Keeling? Essa prende il nome dallo scienziato C. D. Keeling e mostra in modo evidente un aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’aria dal 1958 ad oggi, con una crescita del + 30% ed un incremento medio di oltre 2 parti per milione l’anno. La curva mostra un andamento a dente di sega, dovuta all’azione della fotosintesi delle foreste boreali, che catturano in estate l’anidride carbonica. E’ stata pubblicata tra i dati scientifici a supporto della mostra “Capire il cambiamento climatico”, che si è tenuta dal mese di marzo al mese di giugno 2019 presso il Museo di Storia Naturale di Milano; il grafico è stato fornito dalla Scripps Institution of Oceanography di San Diego e prende come riferimento la situazione nei pressi del Monte Mauna Loa, alle Hawaii.

Nella stessi dati scientifici presentati nella mostra appare evidente come un innalzamento del livello del mare di 1 metro entro il 2100 porterebbe Venezia ad essere sommersa dal mare, provocando disagi anche nel Delta del Po (fonte: ClimateCentral.org). Non sarebbero risparmiate neanche città costiere come Miami, Giakarta e New Orleans, con gravi ripercussioni sulle migrazioni delle persone e in ambito economico mondiale.

L’innalzamento del livello dei mari è in relazione con lo scioglimento dei ghiacciai e dei ghiacci polari: si stima che l’aumento sia attualmente di 3-4 mm/anno, e che possa crescere ulteriormente, in concomitanza con l’aumento della temperatura del Pianeta (fonte: IPCC, 2013). Lo scenario di innalzamento del livello dei mari varia in funzione delle emissioni di gas serra e può essere migliorato solo mettendo in pratica la decarbonizzazione.

Si rilevano, in parallelo, un incremento della popolazione mondiale, che è arrivata a 7,7 miliardi nel 2019, ed un aumento della deforestazione e della desertificazione, con conseguenze ambientali, economiche e sociali.

Un’analisi scientifica delle emissioni di gas serra in Europa mette in evidenza che il 28% è prodotto dall’industria energetica, il 27% dai trasporti, il 18% dall’industria, il 13% da case, uffici e negozi, l’11% dal settore agricolo e il 3% dalla gestione dei rifiuti (fonte: EEA, European Environment Agency).

Alcune proiezioni dell’IPCC (2013) rilevano che se riusciremo a contenere le emissioni dei gas serra potrebbe manifestarsi un aumento della temperatura globale del pianeta di 2°C entro il 2100; secondo lo scenario attuale, si prevede che la temperatura aumenterà di oltre 4°C.

Ognuno di noi, nel suo piccolo, può contribuire a ridurre le proprie emissioni di gas serra.

Cambiamento climatico, Verde

5 buoni motivi per avere un orto

C’è chi non si sporcherà mai le mani, eppure si perde qualcosa.. Di cosa sto parlando? Del farsi un orto naturalmente! Chi di voi ne ha uno? O ha un parente o un amico che ne possiede uno? Se non ci siete mai stati dovete provare. Subito. Un orto domestico si può ricavare nel giardino di casa, soprattutto se abitate in una villetta, oppure anche in un condominio (perché no?!). Qualcuno ha la fortuna di possedere un terreno in campagna, altri si ritagliano spazi marginali dati in concessione dai comuni. Non manca poi chi utilizza il proprio balcone!!!

Insomma, ci si può sbizzarrire. Quali sono i vantaggi di avere un orto?

  • permette di autoprodurre il proprio cibo, con la duplice conseguenza di poter controllare la crescita e il non utilizzo di sostanze chimiche sugli ortaggi e di provare una forte soddisfazione per la crescita di piantine che non c’erano;
  • aiuta a smaltire lo stress, a rimettere insieme i pensieri ed alleviare le tensioni;
  • permette di svolgere attività fisica con tutto il corpo, e quindi aiuta a tenersi in forma e a darci una sensazione di benessere;
  • permette di abbronzarsi mentre si lavora, senza accorgersene (ma attenzione a proteggersi dal Sole nelle ore in cui è più forte)
  • aiuta ad imparare ad aspettare: fa riflettere sul significato del tempo, in opposizione al concetto del “tutto e subito”, del “tutto in fretta”, d’impulso, senza pensieri.

Per coltivare un orto è indispensabile fare attenzione all’orientamento del terreno (o del balcone / terrazzo) e alla stagionalità. Ogni stagione ha i suoi ortaggi. Indispensabile, inoltre, la rotazione delle colture: non si possono coltivare nello stesso suolo gli stessi prodotti per due anni di fila, ma occorre alternare il tipo di coltura scelto.

Ci sono associazioni e quartieri che hanno fatto degli “orti sociali” veri e propri esempi di innovazione sociale, riabilitando categorie sociali deboli o emarginate. Gli orti hanno dunque anche un valore aggregativo e formativo, perché insegnano che senza fatica non si ottiene nulla e che la soddisfazione per il lavoro (sporco .. ma pulito) fatto con le proprie mani .. è spropositato ed immisurabile!

In alcuni Paesi l’orto viene ancora visto come strumento per la sussistenza, per la sopravvivenza. Cosa che potrebbe avvenire anche in Paesi come l’Italia, qualora l’economia subisse un periodo di crisi stagnante. Dunque, meglio arrivare preparati ed allestire per tempo il proprio orticello. Che peraltro sta diventando anche di moda, e sempre più pubblicato e fotografato.

Cambiamento climatico, Efficienza energetica, Formazione, Professione

Perché dovremmo tutti piantare alberi?

Un estratto del video IPCC, del 2014. Link: https://www.youtube.com/watch?v=AvLul4PiZYE

E’ di pochi giorni fa la notizia di una violentissima grandinata a Pescara. Un fenomeno improvviso, che si è manifestato con chicchi di grandine di dimensioni simili ad arance. La città è stata completamente allagata: paralisi per la circolazione stradale, problemi per l’ospedale, feriti tra le persone. A Milano Marittima, sulla riviera romagnola, 2000 pini sono stati spazzati via e sono caduti come carte, colpiti da un fortissimo e improvviso vento che ha devastato la spiaggia.

Il cambiamento climatico non è un’opinione. E’ una realtà. Fenomeni di intensità più debole diventano sempre più potenti, veloci ed imprevedibili.

Nel 2014 l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha diffuso in rete un bel video, che mostra come possono evolvere i fenomeni meterologici e quali possono essere le conseguenze dei cambiamenti climatici. Questo video, molto chiaro, è visibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=AvLul4PiZYE. La visione è consigliata a tutti coloro che ancora hanno dubbi sull’esistenza di un cambiamento climatico e sulla sua origine antropica. Le attività umane stanno provocando un surriscaldamento del Pianeta senza precedenti, che è sotto gli occhi di tutti, con devastanti effetti sugli ecosistemi, sulla società, sull’economia.

Oltre 200 scienziati hanno firmato una lettera aperta, rivolta alle autorità italiane, per chiedere di potenziare le politiche di rallentamento dei cambiamenti climatici.

La lettera, la cui lettura è consigliatissima, è visibile a questo link: http://www.nimbus.it/articoli/2019/190709NoAlleFalseInfoSulClima.htm

Cosa possiamo fare noi piccoli cittadini italiani? Per esempio, piantare alberi! Effettuando la fotosintesi, gli alberi sono i migliori produttori di ossigeno e assorbitori di anidride carbonica che si possano desiderare! E poi.. possiamo modificare il nostro stile di vita, privilegiando una mobilità dolce, un cibo a km zero, minimizzando la produzione di rifiuti ed efficientando dal punto di vista energetico la nostra abitazione.

Non ultimo, possiamo contribuire a diffondere una corretta informazione scientifica sui cambiamenti climatici in atto.

Cambiamento climatico, Innovazione

Cambiamenti climatici: cosa fare? Un libro da leggere

La copertina del libro, “Prepariamoci”, di Luca Mercalli, ed. 2018, Chiarelettere editore

Ho letto un bel libro.

Si chiama “Prepariamoci (a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza… e forse più felicità)”, di Luca Mercalli. Si tratta dell’ultima edizione, del 2018. Luca Mercalli, che ha studiato Scienze Agrarie in Italia e Climatologia in Francia, non ha bisogno di presentazioni: è il Presidente della Società Metereologica Italiana e Consigliere Scientifico dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Insegna Sostenibilità ambientale all’Università di Torino.

L’approccio del libro è particolarmente coinvolgente: Mercalli spiega cosa fa, in prima persona, per sensibilizzare le comunità e gli enti sul tema dei cambiamenti climatici e sulla salvaguardia dell’ambiente. Racconta cosa fa tutti i giorni per essere di esempio: una casa a basso consumo energetico, l’utilizzo delle rinnovabili, la differenziata, la coltivazione di un orto. E invita tutti quanti noi a “metterci in gioco”, sprona le nostre coscienze a contribuire alla causa ambientale planetaria.

“Diciamo piuttosto che non riformeremo forse il mondo, ma almeno noi stessi che, dopo tutto, siamo una piccola parte del mondo; e che ciascuno di noi ha sul mondo più potere di quanto immagini… (M. Yourcenar, 1980)

Presupposto fondamentale, scientificamente provato, è che gli organismi viventi sono tutti correlati tra loro, che l’equilibrio tra ecosistemi è legato al clima, e che il clima è influenzato dalle azioni umane. Pertanto l’uomo ha il potere di accelerare o rallentare i cambiamenti climatici con il suo comportamento. Non parliamo solo degli enti e della politica, ma anche dei singoli: ognuno può fare qualcosa. Siamo nell’Antopocene, l’era in cui l’uomo modifica e incide molto sull’ambiente, nel bene e nel male.

Lettura assolutamente consigliata dunque, per la grande disponibilità di dati scientifici in forma divulgativa, e soprattutto per fare il pieno di speranza e determinazione nel cambiamento (in meglio) del mondo.

Cambiamento climatico, Efficienza energetica

Cosa sono le comunità energetiche rinnovabili?

Ho partecipato ad un interessante incontro organizzato da Legambiente a Lodi, dal titolo “L’energia che ci serve”. Al centro del dibattito l’idea delle “Comunità Energetiche Rinnovabili” (CER), ovvero aggregazioni di persone (cittadini, enti, piccole e medie imprese) che si associano per produrre, accumulare e consumare energia da fonti rinnovabili, in forma aggregata. L’energia prodotta viene consumata dai soci che hanno investito una quota negli impianti di produzione dell’energia rinnovabile, ad un costo inferiore rispetto all’energia prodotta con i combustibili fossili. L’energia prodotta in più viene venduta alla rete, consentendo un guadagno a chi ha investito negli impianti. Il guadagno è proporzionale rispetto alla quota di investimento effettuata. Viene garantita la possibilità di tracciare la provenienza dell’energia, in modo tale da avere certezza che essa provenga da fonti rinnovabili.

Le comunità o cooperative energetiche si orientano sul disinvestimento dalle multinazionali fossili, a favore di progetti ecosostenibili basati sulle energie rinnovabili. E’ importante incentivare la transizione italiana verso un’economia circolare e incrementare la quota di produzione di energia da fonti rinnovabili, per ridurre la dipendenza italiana dalle fonti fossili e contribuire agli obiettivi globali per il 2030, fissati per ottenere un reale sviluppo ecosostenibile in Italia, in Europa e nel mondo.

Si segnala l’esistenza di una Strategia Energetica Nazionale, che riguarda il piano di Governo per gestire il cambiamento energetico in Italia e che risale al 2017, garantendo il riconoscimento dei mercati agli autoproduttori e lo sviluppo regolamentato di energy communities. In Europa l’autoconsumo è invece valorizzato con la direttiva sulle rinnovabili REDII (Renewable Energy Directive).

Per ulteriori informazioni contattare WeforGreen Sharing oppure Retenergie. [Immagine tratta dal sito www.retenergie.it]

Eventi green, Formazione, Innovazione

“Biomimesi e ingegneria: innovazione ispirata alla natura” – Bologna, 23 maggio

Giovedì 23 maggio sarò a Bologna presso l’Ordine degli Ingegneri per tenere la docenza del seminario “Biomimesi e ingegneria: innovazione ispirata alla natura”. Non mancate!

Per info e iscrizioni:
https://formazione.ordingbo.it/ISFormazione-Bologna/biomimesi-e-ingegneria-innovazione-ispirata-alla-natura-corso-42.xhtml;jsessionid=1acefc2095fc57324f5c898a0941

Architettura, Innovazione, Verde, Viaggi

Perché visitare Stoccolma?

Stoccolma è una città bellissima. Cosa mi porto a casa dopo un viaggio lì?

Il ricordo di una città varia e sofisticata, dove casette piccole e colorate si alternano a moderne costruzioni e laboriosi cantieri. L’idea di una cultura libera ma rispettosa delle regole, variegata ma ricca di spirito nazionale. La cultura svedese del “LAGOM” prevede la ricerca, per ogni cosa, del giusto equilibrio. “Non troppo” e “non troppo poco”, si direbbe. Il design svedese, del resto, prevede l’eliminazione del superfluo e il “togliere tutto ciò che si può togliere”. Essenziale ma complesso, dunque, sembra essere il senso più profondo della civiltà svedese. Questo si vede in tutto: nel vestire, nel cibo, nell’edilizia, nelle relazioni sociali. Il momentaneo break dalle attività lavorative quotidiane (in svedese “fika”) è sacro, e prevede il ristabilire relazioni sociali durature, vere e profonde, non legate solamente al dialogo on line ma all’incontro concreto, di persona, al bar o nei parchi.

Stoccolma è la prima capitale europea ad essere stata investita del ruolo di Green European City nel 2010, per l’attenzione che, anche grazie alla attuale famiglia reale, riserva all’ambiente. Moltissimi i mezzi di trasporto: dal monopattino elettrico alla bicicletta, alla metro, alla metro in superficie, al treno, al battello. Numerose le auto elettriche, tantissimi gli sportivi e chi si muove a piedi. Stoccolma annovera uno dei quartieri ecosostenibili più famosi nel mondo, il celebre Hammarby Sjostad, esempio virtuoso di integrazione di natura ed architettura, di percorso sull’acqua, vegetazione e società. Qui i rifiuti costituiscono una risorsa e sono usati per la produzione di biogas; vengono raccolti mediante condotti sotterranei e si effettua una ferrea raccolta differenziata, nel pieno rispetto dell’ambiente. La comunità locale produce il 50% dell’energia elettrica che consuma, anche grazie alla presenza di impianti solari termici e fotovoltaici in copertura.

Stoccolma si sviluppa su isole, e gran parte di esse sono interamente “verdi”, ricche di aree boschive; a Stoccolma coesistono la vegetazione delle aree montuose ed il mare, il lago e la città. Forse anche questo la rende unica e indimenticabile. Fuori Stoccolma, immensi prati e boschi. Persino la TV svedese trasmette immagini di boschi ed animali, perchè la natura è sacra, parte della vita quotidiana, e va rispettata e condivisa. Pare che il segreto della felicità svedese sia proprio vivere immersi nella natura, infilare gli stivali ed andare a pulire i boschi.

Stoccolma si sviluppa su spazi enormi, ha tutte le caratteristiche di una capitale europea, ma mantiene l’attenzione per le categorie deboli, frutto di un reale interesse per la “sostenibilità”, che è anche “sociale”: gli attraversamenti pedonali hanno tutti segnali visivi e sonori, anche per i ciechi; le piste ciclabili sono ovunque; le staccionate dei cantieri hanno oblò per grandi e piccini, per condividere la bellezza di un edificio in costruzione anche con i bambini; un bellissimo edificio sul mare è una casa di riposo per anziani, non un castello del re. I parchi e la natura sono fruibili da tutti, accessibili a bambini, adulti, anziani.

Non bastano pochi giorni per conoscere una città come Stoccolma, ma di certo bastano pochi attimi per rimanere affascinati dall’attenzione degli svedesi per le piccole cose: le lampade alle finestre, il verde nei negozi, l’importanza delle relazioni sociali. Una città per imparare a vivere meglio, assaporando ciò che si ha e riscoprendo la felicità delle piccole cose di ogni giorno, cui dare il giusto valore.

Cambiamento climatico, Eventi green, Innovazione, Scuola

“Fridays for Future”: speranza per il futuro

“Nessuno è troppo piccolo per cambiare il mondo” (Greta Thunberg)

Fridays for future” è il movimento di protesta e proposte improntato sul valore dello sviluppo sostenibile, che ha preso piede come una vera e propria “onda verde” a partire dalla piccola Greta Thunberg, attivista svedese sedicenne, che ha iniziato a protestare ogni venerdì contro l’inerzia e l’indifferenza del panorama politico internazionale sulla tematica ambientale. “Fridays for future” ha un sito Internet internazionale di riferimento, che si chiama
https://www.fridaysforfuture.org/ ed è arrivato anche in Italia, dove esiste
https://www.fridaysforfuture.it/

Il 15 marzo 2019 hanno invaso le piazze milioni di giovani in 2069 città in 125 paesi di tutto il mondo. Anche Lodi c’era. E anche io c’ero. Ne sono state dette di ogni: è stato detto che i giovani vogliono solo perdere tempo e non andare a scuola, che i giovani sono manipolati, che i giovani parlano senza sapere di cosa parlano e che dovrebbero studiare, prima di parlare e manifestare. Ma io credo che questi giovani siano molto più lucidi e “sul pezzo” della maggioranza dei politici. Questi giovani hanno capito che le generazioni presenti stanno “rubando il futuro” alle generazioni future. E sanno forse meglio dei politici che la “politica” è “l’arte di governare la città”, non di depauperarla di risorse. Hanno compreso che lo “sviluppo sostenibile” implica la possibilità di garantire un futuro a chi verrà dopo di noi, non di sbarrarglielo. E il recente report IPCC, cosicchè i numerosi convegni internazionali che sono seguiti, parlano chiaro: dobbiamo dimezzare le emissioni globali di CO2 entro il 2030 e azzerarle al 2050. Chi rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico e del continuo aumento di temperatura del Pianeta è la specie umana, insieme alle altre specie viventi.

Ma non tutti sembrano averlo capito. C’è chi, anche davanti all’evidenza di dati scientifici che dimostrano che gli effetti globali dei cambiamenti climatici sono già in atto .. continua a negarne l’esistenza, a fare propaganda per l’utilizzo dei combustibili fossili, a remare contro la diffusione delle energie rinnovabili. Perchè? Per sete di guadagno, per interessi personali, per incapacità di muoversi, per incapacità di “pestare i piedi” a chi detta le regole del mercato capitalista. O a volte solo per ignoranza, perchè è di ignoranza che si tratta.

L’energia dei ragazzi deve essere incanalata in qualcosa in cui credere, in qualcosa in cui sperare. Ben venga se i “Fridays for future” consentono loro di formarsi un pensiero critico, di avere una propria idea su qualcosa, di dare uno scopo alla propria esistenza. Tra l’altro i “Fridays for Future” prevedono anche l’organizzazione di lezioni tematiche sul tema ambientale, e numerose attività “pratiche”, come ripulire i parchi e piantare alberi. Perchè a volte non bastano solo le parole su un pezzo di carta, ma servono i gesti. Se ognuno di noi inizia da questo, forse c’è speranza.

Vedere giovani credere in qualcosa e svegliarsi dal torpore generato dai telefonini, dalle chat, dalle droghe e dai videogiochi mi dice che forse per il futuro c’è speranza. Ma tutti dobbiamo muoverci ed essere di esempio… Giovani e vecchi, insieme.

Il prossimo “Sciopero globale per il futuro” internazionale è previsto il 24 maggio.

Ama la goccia che fa traboccare il vaso. E’ nascosto lì ogni bel cambiamento

Architettura

X-LAM: quali i vantaggi?

La tecnologia X-LAM consiste in pannelli in legno multistrato (minimo tre) incrociati e incollati tra loro, disposti in modo tale che le fibre siano tra loro perpendicolari rispetto allo strato adiacente. Il termine inglese corrispondente all’X-LAM è CBT (Cross Laminated Timber). L’utilizzo di più strati di legno minimizza le dilatazioni dovute a umidità e temperatura e permette di sopportare carichi elevati e resistere alle sollecitazioni esterne e sismiche. La tecnologia X-LAM può essere utilizzata per pareti, solai e coperture, e grazie alla possibilità di creare pannelli di diverse dimensioni permette di costruire un edificio in poco tempo.

Il comportamento di un edificio in X-LAM è scatolare, ovvero esso si comporta come un insieme di diaframmi di piano e pareti collegati mediante elementi metallici, solitamente in acciaio. Il numero di strati e il loro spessore possono variare a seconda del tipo di pannello e del produttore.

Questa tecnologia è stata sperimentata per la prima volta negli anni ’90 dai mercati austriaco e tedesco; in Italia è stata utilizzata in modo ingente dopo il terremoto dell’Aquila del 2009.

I pannelli in X-LAM costituiscono la struttura portante di un edificio, ma questi devono poi a loro volta essere isolati in modo adeguato e protetti con membrane permeabili e barriere al vapore. Ricordiamo però che il legno ha di per sé ottime capacità isolanti, per cui utilizzare una struttura in legno garantisce già un notevole risparmio in termini di coibentazione.

Inoltre il legno è un materiale naturale, che garantisce un controllo del ciclo di vita dell’edificio ed una sua corretta gestione, oltre a permettere una notevole durabilità della costruzione.

Il legno più utilizzato per la produzione di X-LAM è quello di conifera, per esempio di abete rosso o di larice. Le tavole per la produzione di X-LAM vengono unite mediante giunti a pettine. La tecnologia X-LAM ha un’ottima resistenza al fuoco, data dalle intrinseche caratteristiche del legno.

Efficienza energetica

Detrazioni fiscali: quali novita’ per il 2019?

La Legge di Bilancio 2019 (L. 30.12.2018 n.145) ha prorogato per tutto il 2019 la presenza degli incentivi per interventi di efficientamento energetico (EcoBonus) e per le ristrutturazioni edilizie (Bonus Casa). Confermato anche il Bonus mobili ed elettrodomestici.

La guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a novembre 2018 definisce quali interventi sono ammissibili per richiedere le detrazioni fiscali al 50% . Esistono inoltre altre due guide, una per le detrazioni al 65% e una per i Bonus Mobili.

Un’importante novità per il Bonus Casa è che dal 21 novembre 2018 esiste un sito da utilizzare per informare l’ENEA degli interventi di ristrutturazione edilizia che comportano risparmio energetico e che vogliono usufruire della detrazione fiscale del 50%: http://ristrutturazioni2018.enea.it

L’invio deve avvenire entro il termine di 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo. Per gli interventi la cui data di fine lavori (collaudo) è compresa tra il 01/01/2018 e l’21/11/2018 il termine dei 90 giorni decorre dal 21/11/2018.

E’ obbligatorio in particolare informare l’ENEA per i seguenti interventi:

  • riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi delimitanti gli ambienti riscaldati con l’esterno e i vani freddi;
  • riduzione della trasmittanza delle strutture opache verticali (pareti esterne) ovvero che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi e dal terreno;
  • riduzione della trasmittanza delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi;
  • riduzione della trasmittanza termica dei pavimenti delimitanti gli ambienti riscaldati con l’esterno, i vani freddi e il terreno;
  • installazione di collettori solari (solare termico) per produzione di acqua calda sanitaria e/o riscaldamento ambienti;
  • sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per riscaldamento ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto.;
  • sostituzione di generatori di calore con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto;
  • pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto;
  • sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto;
  • microcogeneratori (Pe<50kWe);
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • generatori di calore a biomassa;
  • sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;
  • installazione di sistemi di termoregolazione e building automation;
  • impianti fotovoltaici.
  • elettrodomestici (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017) – classe energetica minima prevista A+ (ad eccezione dei forni, la cui classe minima è A)

Nota: Per gli altri interventi che vogliono usufruire delle detrazioni fiscali al 50% ma che non comportano un risparmio energetico non occorre informare l’ENEA.

In particolare, per le singole unità immobiliari i lavori per cui si può usufruire della detrazione fiscale sono:

A) Quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia):

  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia

B) Interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nella precedente lettera A, e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

C) I lavori finalizzati:

  • all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione)
  • alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.

D) Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.

Per esempio:

• rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici

• apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione

• porte blindate o rinforzate

• apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini

• installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti

• apposizione di saracinesche

• tapparelle metalliche con bloccaggi

• vetri antisfondamento

• casseforti a muro

• fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati

• apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

E) Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico

F) Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia (es. fotovoltaico)

G) Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

H) Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.

Nota importante:

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Dm 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)
  • le spese per l’acquisto dei materiali
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori
  • gli oneri di urbanizzazione
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998)

(Fonte: ENEA)

STEM

La mostra fotografica itinerante “Scienza per tutti” è visitabile a Lodi

La mostra fotografica itinerante “Scienza per tutti”, che ha visto il suo debutto a Roma presso il Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri tenutosi dal 12 al 14 settembre, approda a Lodi. L’allestimento fotografico è visitabile presso la Vineria 2123 di Lodi, in Corso Mazzini, 21

Lo scopo della mostra è sensibilizzare sull’importanza delle materie scientifiche nella vita di tutti i giorni: le materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica)contribuiscono a creare in modo fondamentale il mondo che viviamo, ma vengono spesso sottovalutate. 

Ancora più importante è spronare le nuove generazioni di ragazze e ragazzi ad intraprendere percorsi scientifici per seguire le loro naturali attitudini 

La mostra fotografica itinerante si sposterà in varie parti d’Italia e sarà visitabile in modo gratuito. Raccoglie le foto più belle presentate nell’ambito del contest fotografico via Instagram organizzato da Vivattiva e Associazione IC (Cagliari) nei primi mesi del 2018. 

Le fotografie ritraggono momenti di lavoro, studio, ricerca, esperimenti, approfondimenti, speaking, meeting scientifici nei settori della biologia, della chimica, delle biotecnologie, dell’informatica, dell’ingegneria, dell’astronomia, della tecnologia, della robotica, del digitale, della fisica, della matematica. Temi comuni a diverse generazioni, a donne e uomini.

Il contest si inserisce nell’ambito operativo di Vivattiva, che si occupa di SOSTENIBILITA’ dal punto di vista ingegneristico-architettonico, economico, ambientale e sociale. L’Associazione IC di Cagliari opera per la divulgazione culturale ed è già stata promotrice di diversi contest fotografici, con lo scopo di puntare l’attenzione su temi importanti per la collettività, in un’ottica interdisciplinare ed innovativa. 

Se vuoi portare la mostra fotografica nella tua città scrivi a vivattivacontest@gmail.com, ti risponderemo presto.

STEM

Contest fotografico “Scienza per tutti”

Negli scorsi mesi Vivattiva ha promosso insieme all’Associazione IC di Cagliari un contest fotografico sul tema “Scienza per tutti”, che ha visto grande partecipazione su territorio nazionale. Le foto più significative sono state individuate di settimana in settimana e saranno oggetto di una mostra fotografica itinerante su territorio nazionale. Scopo del contest era promuovere la presenza di soggetti femminili e maschili in ambito scientifico e tecnologico, portando avanti il messaggio che le materie scientifiche sono per tutti, e sono fondamentali per l’innovazione del Paese. 

Ecco le foto che sono state considerate le migliori!

Seguite il sito, la pagina Facebook Vivattivae il profilo Instagram @vivattiva per rimanere informati sulle tappe della mostra itinerante! 

STEM

Instagram Contest “Scienza per tutti”

VIVATTIVA e l’Associazione IC organizzano un Contest fotografico tramite l’app Instagram per smartphone (Android, IOS, Windows Phone) sul tema “SCIENZA PER TUTTI” che potrà essere declinato in svariati modi utilizzando l’hashtag #scienzapertutti. I contenuti e i risultati del contest saranno oggetto di un progetto multimediale di VIVATTIVA che sarà diffuso e pubblicato nei mesi di aprile 2018 e maggio 2018 e sarà oggetto di presentazione pubblica.

Il contest si inserisce nell’ambito operativo di VIVATTIVA, che si occupa di SOSTENIBILITA’ dal punto di vista ingegneristico-architettonico, economico, ambientale e sociale. L’Associazione IC opera per la divulgazione culturale ed è già stata promotrice di diversi contest fotografici, con lo scopo di puntare l’attenzione su temi importanti per la collettività, in un’ottica interdisciplinare ed innovativa.

Scopo del contest è promuovere la diffusione delle materie STEM (Scienza/Science – Tecnologia/Technology – Ingegneria/Engineering – Matematica/Maths) nella società, incentivando sia donne che uomini ad approfondire e incentivare la propria cultura scientifica. Il contest intende promuovere il valore della scienzaindividuando nelle materie STEM la chiave risolutiva di molti problemi che affliggono la società e contribuendo a colmare il gender gap (divario di genere) tra donne e uomini.

Il tema del contest è “SCIENZA PER TUTTI” (#scienzapertutti).

L’obiettivo è riscoprire l’importanza della cultura scientifica per la vita dell’uomo e della donna, attraverso un viaggio tra generazioni. Per “scienza” si intendono le materie STEM: Scienza/Science – Tecnologia/Technology – Ingegneria/Engineering – Matematica/Maths.

Le fotografie possono ritrarre momenti di lavoro, studio, ricerca, esperimenti, approfondimenti, speaking, meeting scientifici nei settori della biologia, della chimica, delle biotecnologie, dell’informatica, dell’ingegneria, dell’astronomia, della tecnologia, della robotica, del digitale, della fisica, della matematica. Temi comuni a diverse generazioni, a donne e uomini.

Nelle fotografie deve essere evidente il rapporto tra persona e scienza, dunque deve preferibilmente figurare una componente umana (persona o parte di persona) e una componente scientifica (ambiente, oggetti). Nota: le persone chiaramente riconoscibili nella fotografia devono essere maggiorenni e gli autori devono aver ottenuto il permesso alla pubblicazione; in caso contrario, il volto dovrà essere offuscato.

La declinazione del contest “Scienza per tutti” vuole sottolineare una visione democratica e aperta della scienza, che spiegata in modo chiaro e comprensibile può risultare familiare e utile a tutti. 

Scarica il regolamento