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Efficienza energetica

Isolare la casa in modo corretto

Isolare termicamente un’immobile ridurre la dispersione termica attraverso l’involucro opaco e trasparente, cioè attraverso i muri e le finestre, nonché aumentare il valore dello stesso edificio.

La dispersione termica si ha nel momento in cui scaldiamo la costruzione ed il calore generato non rimane solo all’interno, ma passa all’esterno, per cui in sostanza spendiamo in bolletta per l’utilizzo di un impianto termico che produce calore che resta solo in parte indoor, perché il muro è costituito di materiali poco isolanti.

E’ dunque utile pensare all’isolamento termico di un edificio, soprattutto se si tratta di un edificio dove passate gran parte del vostro tempo. Occorre ovviamente valutare quale sia il livello di investimento richiesto, in base alla struttura muraria ed ai serramenti di partenza e alla richiesta minima imposta dalla normativa in caso di miglioramento energetico. Un cappotto può avere diverso tempo di ritorno dell’investimento a seconda dello spessore e del materiale utilizzato, ma in alcuni casi può non essere conveniente: occorre un’attenta analisi dell’edificio di partenza per stabilire quali interventi fare per ridurre i consumi energetici. In un condominio, per fare un cappotto termico all’edificio bisogna inoltre mettere d’accordo tutti. 

Invece del cappotto, si può realizzare l’insufflaggio di isolante nell’intercapedine muraria, ovviamente solo se l’edificio ha una muratura a intercapedine. Si tratta di un intervento molto economico, che può essere realizzato anche in singoli appartamenti all’interno di un condominio. Questo tipo di isolamento è meno completo dell’isolamento a cappotto, poiché non riesce ad arrivare laddove ci sono delle discontinuità nella nicchia (es. pilastri).

Quasi sempre conviene sostituire i serramenti, prevedendo anche di isolare i cassonetti delle tapparelle e le eventuali nicchie sotto finestra. Le discontinuità nell’involucro costituiscono infatti dei ponti termici, ovvero dei punti in cui le dispersioni termiche sono maggiori. 

E’ sempre bene affidarsi a personale specializzato per la posa in opera dell’isolamento, per evitare che una posa scorretta renda invalido l’intervento effettuato. 

Per l’isolamento a cappotto, segnaliamo il Consorzio Cortexa, consorzio per la cultura del sistema a cappotto, che organizza corsi di formazione per professionisti e dà informazioni utili ai cittadini che vogliono capire di più su questo tema (per visitare il sito cliccare qui) . 

Eventi green

Correre per essere ecosostenibile

Grande partecipazione ieri, domenica 28 ottobre 2018, alla “Laus Half Marathon” e alla “Walk in pink”, manifestazioni sportive organizzate nella mia città dal gruppo podistico Lodi San Bernardo e dalla LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori – sezione di Lodi).

Due eventi sportivi importanti: il primo, di carattere competitivo, prevedeva una corsa attraverso la città di ben 21 km; il secondo, di carattere amatoriale, individuava un percorso più breve, di 8 km. Alla Mezza Maratona hanno preso parte sportivi e sportive di varie città d’Italia, non solo lodigiani, e anche alla “Walk in pink” si sono iscritte tantissime persone!

Il meteo non è stato dei migliori: un’intensa pioggia ha reso difficile la vita a tutti i partecipanti. Io mi sono cimentata nella corsa di 8 km, completata nonostante un’intensa pioggia battente.

E’ stato bello correre sotto l’acqua: divertente e liberatorio.

Correre in gruppo poi è ancora più bello, perché si sperimenta la condivisione di un’attività, di un obiettivo. E se lo scopo è anche superare i propri limiti, “spingere l’asticella” un po’ più in là, ancora meglio è se si corre per una raccolta fondi in favore di qualcosa. Questo è il modo per rendere coese le comunità, per unire le persone.

E’ auspicabile che esistano sempre più manifestazioni così, che esortano ad alzarsi dal divano di casa per fare un po’ di movimento. E se qualcuno si lamenta solo perché la circolazione delle auto nelle strade viene bloccata.. forse è il caso di far crescere la consapevolezza dell’importanza di correre all’aria aperta, di ridurre l’uso dell’auto, di diffondere il lavoro di squadra e di condividere obiettivi comuni, al di là della corsa. Una corsa è molto di più di questo: rivendica l’identità di una comunità, spesso anche multi-territoriale e multietnica.

E cosa c’è di più ecosostenibile di questo?

Scuola

Perché fare educazione ambientale a scuola?

Dire che la scuola ha una funzione educatrice non significa che questo è solo un luogo dove giovani generazioni in crescita devono apprendere nozioni in modo mnemonico e meccanico: è un luogo dove si impara a ragionare e a crearsi opinioni critiche, analizzando anche problemi di attualità. La cultura deve fornire gli elementi di base per la comprensione dei problemi di oggi e l’elaborazione di un pensiero autonomo, motivato e coerente.

Ecco perché è indispensabile dare spazio alle discussioni, al confronto, alla riflessione. Un tema che non sempre viene affrontato è l’educazione ambientale, che dovrebbe cominciare fin dalla scuola primaria. Fin da piccoli infatti i ragazzi devono prendere coscienza dell’ambiente in cui vivono, del loro posto nel mondo, in modo anche pratico, non solo teorico. Il Progetto “Il trenino della sostenibilità” che propongo da alcuni anni alle scuole medie inferiori del Lodigiano ha questo scopo: avvicinare gli studenti alle problematiche ambientali dal punto di vista teorico (mediante lezioni) e pratico (mediante laboratori).

Quanto tempo viene destinato nelle scuole ai progetti di educazione ambientale? Spesso troppo poco. Ma le nuove generazioni devono aver modo di riflettere sulle cause del cambiamento climatico, prendere atto che questo esiste e che va fermato … e capire cosa nel loro piccolo possono fare per rallentarlo. Credo sia importante trasmettere loro non solo nozioni scientifiche, ma anche una buona dose di responsabilità e di idealismo. Anche i piccoli possono contribuire a cambiare il mondo e a migliorarlo. Finché si delegano i compiti difficili agli altri o si assume un atteggiamento di indifferenza verso le problematiche di attualità, pensando che “tanto non mi riguarda”, “tanto non posso fare nulla”, “tanto non cambierà niente” … nulla cambierà. Quello che occorre cambiare è proprio l’inerzia, il menefreghismo, la deresponsabilizzazione dei singoli, degli studenti e degli adulti.

Efficienza energetica

Settimana dell’Energia 2018

Confartigianato Imprese della Lombardia organizza fino al 27 ottobre 2018 “Energia e Clima”, “sei giorni di eventi, seminari e visite guidate per promuovere la cultura del consumo responsabile, approfondire gli aspetti tecnici e normativi della green economy, creare occasioni di aggregazione e riqualificazione professionale attraverso l’offerta di nuovi servizi

(fonte: sito ufficiale Settimana dell’Energia 2018).

Il programma della settimana, già in fase di attuazione, è scaricabile cliccando qui.

I temi oggetto di analisi sono la lotta al cambiamento climatico, la mobilità sostenibile e l’efficienza energetica.

Un momento di riflessione tra cittadini, professionisti e autorità per promuovere buone pratiche. Un momento che dovrebbe essere quotidiano, perché si parla tanto di sostenibilità ma si mette in pratica poco. Ben vengano dunque iniziative come questa di carattere divulgativo, in cui si auspica una grande partecipazione del pubblico. Ogni cittadino può fare la sua parte. 

Recenti report sul cambiamento climatico affermano che occorre un cambio di rotta planetario in merito alle emissioni di gas che incrementano il surriscaldamento del Pianeta. Il livello dei mari cresce sempre di più e si fanno sempre più frequenti episodi metereologici improvvisi e violenti, temperature ballerine, caldi torridi in zone insolite. 

Quando scegliamo la bici invece dell’auto, quando facciamo la raccolta differenziata, quando scegliamo una ristrutturazione ecosostenibile, quando spegniamo il motore o la caldaia o le luci se non li utilizziamo… stiamo lavorando per combattere il cambiamento climatico. E’ necessario che ognuno faccia appello al proprio senso di responsabilità. 

Ovviamente serve uno sforzo politico e mondiale da parte di tutti gli stati, soprattutto da parte di quelli che maggiormente contribuiscono al surriscaldamento globale. 

La natura ci rispetterà se noi la rispetteremo!

Architettura, Efficienza energetica

Cosa significa progettare “eco” oggi?

Quando si parla di architettura ecosostenibile non si parla solo di “greenwashing”, ovvero di inserimento di qualche elemento ecologico fine a sé stesso, ma si parla di progettazione integrata. La progettazione integrata presuppone che in fase di concept si analizzino le componenti edili ed impiantistiche per trovare soluzioni sinergiche e multidisciplinari. E’ evidente che le figure progettuali coinvolte sono molteplici: ognuno mette a disposizione le sue competenze per trovare soluzioni idonee per diverse esigenze. 

Una progettazione ecosostenibile punta in primis a garantire la fruibilità ed il benessere all’interno della costruzione, non solo dal punto di vista estetico, ma anche funzionale: non basta cioè che una casa sia bella, occorre anche che i materiali utilizzati siano il più possibile naturali, per evitare l’emissione indoor per es. di COV (composti organici volatili), e con bassa energia incorporata. Sarebbe bene prediligere quindi materiali a basso impatto ambientale, sia in fase di produzione, che in fase di smaltimento dell’edificio. Sono molteplici oggi gli utilizzi di materiale di riciclo all’interno delle costruzioni, che non costituisce un contributo di serie B, ma che accresce il valore della progettazione. Materiali a basso impatto ambientale, meglio se certificati (ricordiamo Ecolabel, oppure la certificazione ANAB-ICEA), garantiscono un ambiente salubre per l’utente finale dell’edificio. 

Ma per parlare di sostenibilità vanno considerate anche la componente economica e quella sociale. E’ vero, spesso i  materiali ecologici richiedono un costo iniziale non indifferente (se confrontiamo il costo di un cappotto totalmente ecologico con quello di un cappotto sintetico, il primo ha ancora un costo doppio o triplo rispetto al secondo), richiedendo al cliente di fidarsi ciecamente della fiducia nel progettista ecosostenibile, certo che l’investimento iniziale si ripagherà in alcuni anni e che un materiale ecologico garantirà un ottima salute indoor, con ripercussioni anche sul concetto di sostenibilità sociale. 

Pensare di utilizzare processi e materiale ecosostenibili vuol dire prima di tutto pensare al Pianeta e alle generazioni future, riducendo l’impatto della nostra costruzione sull’ambiente. 

Significa avere una concezione di “sviluppo sostenibile” che va oltre il risparmio di denaro ed il soddisfacimento dei requisiti minimi richiesti dalla normativa nazionale ed europea.

Essere “eco” oggi vuol dire soprattutto superare il proprio egoismo per inseguire ideali collettivi e positivi: costruisco “green” perchè penso a chi verrà dopo di me, perchè non voglio lasciare un mondo – spazzatura, perchè non voglio inquinare. 

Tra l’altro oggi esistono tecnologie innovative che consentono di spendere anche relativamente poco migliorando l’ambiente costruito (per es. basti pensare all’insufflaggio di isolante nelle pareti a intercapedine), per cui si tratta in fondo solo di “scervellarsi” un pochino per trovare soluzioni che siano economiche ma anche e soprattutto ecologiche. 

Il Pianeta ha bisogno di noi, di tutti noi. Ognuno nel suo piccolo può contribuire a fermare il surriscaldamento globale e a combattere il cambiamento climatico. Facciamo noi la differenza. Creiamo noi il futuro che vogliamo. Il futuro che vogliamo è green. 

Se vuoi progettare il tuo edificio in modo ecosostenibile scrivi a info@vivattiva.eu oppure a valentinacursio@gmail.com, ti risponderò appena possibile.

Senza categoria

La serie di Fibonacci è tra noi

La sequenza di Fibonacci è stata elaborata dal matematico pisano Leonardo Fibonacci agli inizi del 1200. E’ nota come la serie di numeri 1,1,2,3,5,8,13, … nella quale ogni numero deriva dalla somma dei due numeri precedenti (a parte i primi due). 

E’ stata elaborata analizzando il comportamento di coppie di conigli, che si riproducono secondo i numeri della serie. 

Il rapporto tra un termine e quello che lo precede tende al numero 1,61803…, noto come rapporto aureo. 

A livello intuitivo, la sezione aurea è un rapporto matematico individuato nelle antiche civiltà, in particolare da Egizi, Babilonesi e Greci del periodo classico, che miravano ad identificare proporzioni armoniche per creare un costruito armonico.

Prima Pitagora (VI sec a. C.) e poi Euclide (IV – III sec. a. C.) hanno avuto qualche idea matematica più precisa al riguardo, fornendo la definizione di divisione di un segmento in “media e ultima ragione”, introducendo il concetto di medio proporzionale. 

La sezione aurea costituisce quindi un rapporto matematico molto utilizzato nell’arte e nell’architettura, in vari periodi.

La serie di Fibonacci si ritrova molto frequentemente in natura: osservando piante, fiori, foglie e rami si ritrovano spesso numeri della serie (n° di petali, n° di foglie, ecc., per es. 5, 13, …). 

Persino osservando le pigne notiamo la presenza di spirali in senso orario e in senso antiorario, che risultano presenti in numero di 8 o 13 (numeri appartenenti appunto alla serie di Fibonacci). 

La stessa cosa si osserva in alcune specie di cactus e nel girasole. 

La spirale di Fibonacci, che cresce allontanandosi dal centro, basata sulla sezione aurea, si ritrova in natura nella conchiglia nota come Nautilus.

Ma la spirale aurea compare anche nel cavolfiore; qui il concetto viene abbinato a quello di frattale: il frattale diventa aureo. Un frattale è una geometria che si ripete, identica a sé stessa ma in differente scala, ed è stata scoperta da Mandelbrot nel 1975. 

Le stesse galassie, nello spazio, riproducono su vasta scala il disegno della spirale aurea. 

STEM

La mostra fotografica itinerante “Scienza per tutti” è visitabile a Lodi

La mostra fotografica itinerante “Scienza per tutti”, che ha visto il suo debutto a Roma presso il Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri tenutosi dal 12 al 14 settembre, approda a Lodi. L’allestimento fotografico è visitabile presso la Vineria 2123 di Lodi, in Corso Mazzini, 21

Lo scopo della mostra è sensibilizzare sull’importanza delle materie scientifiche nella vita di tutti i giorni: le materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica)contribuiscono a creare in modo fondamentale il mondo che viviamo, ma vengono spesso sottovalutate. 

Ancora più importante è spronare le nuove generazioni di ragazze e ragazzi ad intraprendere percorsi scientifici per seguire le loro naturali attitudini 

La mostra fotografica itinerante si sposterà in varie parti d’Italia e sarà visitabile in modo gratuito. Raccoglie le foto più belle presentate nell’ambito del contest fotografico via Instagram organizzato da Vivattiva e Associazione IC (Cagliari) nei primi mesi del 2018. 

Le fotografie ritraggono momenti di lavoro, studio, ricerca, esperimenti, approfondimenti, speaking, meeting scientifici nei settori della biologia, della chimica, delle biotecnologie, dell’informatica, dell’ingegneria, dell’astronomia, della tecnologia, della robotica, del digitale, della fisica, della matematica. Temi comuni a diverse generazioni, a donne e uomini.

Il contest si inserisce nell’ambito operativo di Vivattiva, che si occupa di SOSTENIBILITA’ dal punto di vista ingegneristico-architettonico, economico, ambientale e sociale. L’Associazione IC di Cagliari opera per la divulgazione culturale ed è già stata promotrice di diversi contest fotografici, con lo scopo di puntare l’attenzione su temi importanti per la collettività, in un’ottica interdisciplinare ed innovativa. 

Se vuoi portare la mostra fotografica nella tua città scrivi a vivattivacontest@gmail.com, ti risponderemo presto.

Architettura, Efficienza energetica, Innovazione

Lana di vetro: un isolante versatile

La lana di vetro è un materiale isolante molto utilizzato, perché piuttosto versatile. E’ utilizzata per vari impieghi: cappotti, facciate ventilate e coperture. 

E’ composta da materie prime come vetro e silice (la comune sabbia), presenti in natura. La maggior parte delle aziende la produce utilizzando grande percentuale (anche il 90%) di materiali di riciclo, derivati dall’utilizzo di sabbia, materia prima presente in natura in quantità pressoché infinita. Si ottiene portando a fusione a 1300 °C – 1500° C una miscela di vetro e sabbia, che viene poi convertita in fibre o fiocchi. In alcuni casi si usano leganti per le fibre, in altri casi, per esempio per i fiocchi, non ci sono leganti utilizzati. 

La lana di vetro è un buon isolante termico sia dal caldo che dal freddo, avendo una bassa conducibilità termica, ma funge anche da isolante acustico; non è infiammabile. Si tratta di materiale inorganico, pertanto è inattaccabile da organismi animali e vegetali. 

Oltre ai pannelli, le lastre e i rotoli di lana di vetro esiste la lana di vetro in fiocchi, che può essere utilizzata per l’insufflaggio in intercapedine. 

La lana di vetro è un isolante di tipo minerale dunque, dotato di buone proprietà in relazione al costo contenuto ed al livello di ecosostenibilità. La lana di vetro produce generalmente pochi scarti di lavorazione e anche l’energia incorporata, ovvero la quantità di energia richiesta per la produzione del materiale, è ridotta rispetto ad altri materiali. E’ un materiale con buona durabilità, che non viene danneggiata da acqua e umidità. 

Architettura, Efficienza energetica, Innovazione

Tecnologia S/R: perché conviene?

L’utilizzo della tecnologia stratificata a secco (detta anche tecnologia S/R, o Struttura / Rivestimento) va fatto risalire all’antichità. Se pensiamo alla Porta dei Leoni di Micene, o ai templi greci, oppure ai nuraghi, o alle costruzioni megalitiche, parliamo di costruzioni a secco, senza utilizzo di acqua.

La tecnologia stratificata a secco viene molto utilizzata ancora oggi, risultando particolarmente vantaggiosa per l’assemblaggio rapido in cantiere di componenti e strati funzionali. Prevede la creazione di pacchetti tecnologici che possono essere assemblati in funzione delle esigenze della committenza, implementando strati strutturali, di isolamento, di impermeabilizzazione e di rivestimento. La rapidità di costruzione e la facilità di smontaggio rende questi pacchetti utili per la gestione di cantieri semplici e complessi, garantendo l’ottimizzazione dei tempi, la flessibilità degli spazi, l’economicità e la durabilità della costruzione.

La scelta accurata dei componenti edilizi presuppone un’attenta analisi dei costi ambientali e dell’LCA (Life Cycle Assessment), massimizzando la sostenibilità ambientale del processo.

In caso di dismissione della costruzione, l’edificio può essere smontato nelle sue componenti principali, riducendo la produzione dei rifiuti e l’impatto ambientale. 

La tecnologia stratificata a secco prevede l’utilizzo di diversi materiali e si addice a stili architettonici e contesti climatico – ambientali differenti. 

Il legame di questo tipo di tecnologia con l’industrializzazione è evidente. L’utilizzo di elementi specifici per la realizzazione degli strati garantisce un continuo controllo dei singoli pezzi in stabilimento, assicurando durabilità dei singoli elementi edilizi e della costruzione.

La vasta gamma di prodotti isolanti oggi in commercio permette inoltre di ottenere edifici molto performanti dal punto di vista energetico, privilegiando la scelta di materiali ecologici, poco o per nulla inquinanti e soprattutto non nocivi per la salute dell’uomo. 

Rifiuti

Rifiuti da costruzione e demolizione: quale futuro?

I rifiuti da costruzione e demolizione sono anche detti “Rifiuti C&D” e sono in gran parte generati nei cantieri edili. E’ molto importante non abbandonarli, e soprattutto produrne il meno possibile. La sostenibilità di una costruzione si basa in particolar modo anche sulla gestione sostenibile delle risorse, compresi gli sfridi dei materiali edili.

La normativa europea e quella nazionale di riferimento sono la Direttiva 2008/98/CE e il Decreto legislativo 152/2006. In base a questo decreto, le Regioni predispongono un piano regionale di gestione dei rifiuti (PRGR).

i rifiuti da C&D sono schedati nel Catalogo Europeo con il codice EER 17. I rifiuti da C&D costituiscono il 34,8% del totale di rifiuti prodotti in Europa nel 2014 (dati Eurostat, forniti da Regione Lombardia). 

I piani di gestione delle regioni possono essere indirizzati alla minimizzazione del conferimento di rifiuti da C&D in discarica, puntando molto sulla demolizione selettiva, ove possibile, e sul riutilizzo di inerti da C&D per esempio nella realizzazione di opere pubbliche, favorendo il mercato degli aggregati riciclati. 

Parlando di economia circolare, è indispensabile la realizzazione di uno studio LCA (Life Cycle Assessment) del sistema di gestione dei rifiuti C&D. 

Se le istituzioni hanno un ruolo chiave nell’indirizzare le scelte delle stazioni appaltanti, dei committenti e delle aziende, è importante che anche tutti gli utenti del processo edilizio, in primis i cittadini, siano consapevoli di avere una responsabilità nei confronti dell’ambiente e del prossimo, cercando di minimizzare il proprio consumo di risorse e la propria produzione di rifiuti, anche di tipo edile.