Architettura, Economia circolare, Normativa e certificazioni, sviluppo sostenibile

Tecnologie innovative per il benessere indoor

Un’immagine tratta dalle realizzazioni dell’azienda Oltremateria

Uno degli aspetti più importanti di un immobile è il livello di comfort indoor, per il quale occorre tenere conto di tanti aspetti: materiali, luce, acustica, qualità e temperatura dell’aria. Parlando di materiali, è opportuno prediligere materiali ecologici e riciclabili, con un’analisi del ciclo di vita (LCA) che viene controllata e certificata (per approfondimenti sull’LCA leggi qui).

Nell’ambiente indoor ci sono varie sorgenti di inquinamento da COV (Composti Organici Volatili). In base all’art.268 del DLgs 152/2006 è definito COV qualsiasi composto organico che abbia a 293,15 K (20°C) una pressione di vapore di 0,01 KPa superiore. Per esempio: idrocarburi alifatici, aromatici e clorurati, aldeidi, terpeni, alcooli, esteri e chetoni. Uno dei più pericolosi, spesso presente negli edifici residenziali, è la formaldeide. I COV possono derivare da vernici, colle, smalti, detersivi (quindi per esempio da mobili, serramenti, pavimenti).

Composti organici volatili più comuni e sorgenti indoor (fonte: Ministero della Salute)

I COV possono creare problemi alla salute dell’uomo e degli animali, dal disagio sensoriale fino a gravi alterazioni dello stato di salute; ad alte concentrazioni negli ambienti interni, possono causare effetti a carico di numerosi organi o apparati, in particolare a carico del sistema nervoso centrale. Alcuni di essi (per es. il benzene) sono cancerogeni per l’uomo.

Esiste una normativa europea che regola l’emissione di COV: si tratta della Direttiva 2004/42/CE – Decreto Legislativo 27 marzo 2006 n.161 su: Limitazione delle emissioni di VOC dovuti all’uso di solventi organici in alcune vernici e pitture (2006). La normativa definisce un quantitativo massimo di COV per ogni categoria, obblighi di etichettatura e sanzioni. Le successive modifiche alla direttiva 2004/42/CE sono state incorporate nel testo originale (per saperne di più clicca qui)

E’ importante quindi utilizzare negli interni finiture a bassa emissione di COV, prediligendo per esempio pitture ad acqua e collanti privi di formaldeide, mantenendo una buona ventilazione degli ambienti.

Esistono inoltre materiali definiti “antibatterici”, in quanto hanno una capacità di uccidere o degradare i batteri in modo prolungato e costante nel tempo. Per attivare le proprietà antibatteriche nei materiali si possono utilizzare rame, ioni d’argento, biossido di titanio: questi tre componenti hanno un’azione batteriostatica, cioè impediscono o rallentano lo sviluppo e la riproduzione dei batteri. Tra i materiali che possono avere proprietà antibatteriche troviamo la ceramica, il grès porcellanato, il corian, persino il PVC e il policarbonato.

Una finitura che coniuga il rispetto della normativa sui COV e le proprietà antibatteriche è ECOPUR, tecnologia della ditta OLTREMATERIA. ECOPUR può essere utilizzato sopra superfici come pareti, pavimenti, arredi rivestiti in ECOMALTA e OLEOMALTA, resine ecologiche innovative, sempre di Oltremateria, di cui abbiamo parlato anche in questo articolo. Il sistema ideato da Oltremateria permette di ottenere con ECOMALTA o OLEOMALTA superfici sottili (2-2,5 mm), continue e senza uso di resine epossidiche, dando un ulteriore tocco di innovazione con ECOPUR. ECOPUR è infatti un tipo di rivestimento dato da miscele di inerti, sabbie naturali e ioni d’argento.

La tecnologia ECOPUR favorisce anche la ionizzazione dell’aria indoor. Ionizzare l’aria di un ambiente consente di renderla più pulita: gli ioni negativi si legano alle particelle in sospensione nell’aria (polveri, fumi, ecc.) e le caricano elettrostaticamente: di conseguenza la polvere tende ad accumularsi sulle superfici invece che rimanere sospesa.

Ecco un video esplicativo di ECOPUR. Si possono visionare alcuni esempi di realizzazioni qui.

Le proprietà antibatteriche sono certificate dal CSA- Istituto di ricerca Accreditato Accredia N° 0181. Le analisi sono state condotte in conformità alla normativa ISO 22196:2001 “Measurament of antibacterialactivity of plastics and other non-poroussurfaces. Per quanto riguarda l’emissione di COV, la tecnologia Ecopur è in linea con le normative e ha ottenuto anche la CERTIFICAZIONE VOC – RATING F****(4stelle) presso la “Japan Building CoatingMaterialsAssociation”.

Il sistema Oltremateria, con ECOPUR, ha ottenuto la certificazione di antibatterico attivo dal CSA– Istituto di ricerca Accreditato Accredia. Le analisi sono state condotte in conformità alla normativa ISO22196:2001 “Measurament of antibacterialactivity of plastics and other non-poroussurfaces”. ECOPUR ha ottenuto la certificazione di ionizzazione ambientale dal NCT Lab.

Tutti i materiali e sistemi OLTREMATERIA sono prodotti in sistema di gestione della qualità ISO 9001:2015 e dotati di marcatura CE. Il sistema Oltremateria concorre a far guadagnare punteggio nella certificazione LEED. Sono disponibili moltissimi colori e decorazioni per superfici in ECOMALTA o OLEOMALTA abbinate a ECOPUR, personalizzabili a scelta del cliente.

Nota – L’articolo contiene contenuti promozionali per l’azienda Oltremateria, che opera nel settore dell’edilizia ecosostenibile, e per La Feltrinelli, che opera per la diffusione della cultura attraverso i libri.

Per approfondire il tema dei materiali in edilizia trovi numerosi testi interessanti sul sito della Feltrinelli, cliccando qui e digitando “materiali” nel campo di ricerca per argomento.

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Architettura, Cambiamento climatico, Efficienza energetica, Innovazione, Rinnovabili, sviluppo sostenibile

Fotovoltaico per famiglie a basso reddito: combattere la poverta’ energetica

Foto di torstensimon da Pixabay

Il Dipartimento per le Politiche Economiche di Palazzo Chigi ha deliberato uno stanziamento di 200 milioni di euro per istituire un fondo nazionale legato al reddito energetico. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro ha comunicato che il reddito energetico consentirà ai cittadini a basso reddito di installare i pannelli fotovoltaici a costo zero, per autoprodurre energia elettrica usando come fonte di energia rinnovabile l’energia solare. Si attende un decreto attuativo che dettagli le modalità per usufruire del reddito energetico, che si pone come misura per combattere la povertà energetica e soprattutto per incentivare le fonti di energia rinnovabile, facendo del bene all’ambiente.

Questa idea prende spunto da un’esperienza già realizzata con esito positivo in Sardegna: nel 2019 nel Comune di Porto Torres è stato istituito dall’amministrazione comunale, in collaborazione con il GSE, un Fondo rotativo per finanziare l’installazione gratuita di pannelli fotovoltaici a favore delle fasce meno abbienti.  Le famiglie selezionate hanno potuto così acquistare in comodato piccoli impianti solari (<20 kW di potenza). Questo ha permesso ai cittadini di autoprodurre la propria energia elettrica e al Comune di avere un surplus di produzione di energia in rete.

La misura a favore del fotovoltaico e della famiglie a basso reddito si aggiunge alle altre previste dal Decreto Rilancio, che deve essere tramutato in decreto attuativo e che sarà accompagnato da alcune specifiche dell’Agenzia delle Entrate. Il Decreto Rilancio infatti prevede che l’installazione di impianti fotovoltaici o colonnine di ricarica per veicoli elettrici possa essere realizzato con il bonus 110% solo se congiuntamente ad uno degli altri macro – interventi (cappotto, sostituzione impianto secondo le specifiche indicate dal decreto); senza di essi, il fotovoltaico può usufruire solo della detrazione fiscale al 65%. Nel caso del bonus 110%, sarà possibile installare e detrarre anche l’accumulatore di energia, collegabile agli impianto fotovoltaico.

Per approfondire il tema del fotovoltaico trovi numerosi testi interessanti sul sito della Feltrinelli, cliccando qui.

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Economia circolare, Efficienza energetica, Eventi green, Formazione, Libri, Professione, sviluppo sostenibile

Il progetto Green Jobs: per saperne di piu’

Ho avuto la fortuna di partecipare come relatrice ad un progetto di divulgazione sulle opportunità lavorative nel settore green, rivolto agli studenti delle scuole. Vorrei quindi spiegarvi meglio in cosa consiste il progetto “Green Jobs”, e per farlo ho pensato di intervistare la Dott. ssa Manuela Marazzina, psicologa, esperta in disturbi specifici dell’apprendimento e psicologia scolastica, che lo segue in modo attivo.

– In cosa consiste il progetto “Green Jobs’ e chi l’ha ideato?

Il progetto Green Jobs nasce da un’idea del mio collega psicologo Matteo Plevano, che ha trovato in Fondazione Cariplo un valido sostegno per la realizzazione. È un progetto di orientamento scolastico e professionale rivolto agli alunni delle scuole secondarie di secondo grado che vuole aumentare la sensibilità dei ragazzi verso la tematica ambientale, ampliare le conoscenze sui percorsi professionali possibili e offrire uno spazio di riflessione sul loro futuro. Si sviluppa attraverso tre momenti: un incontro in ciascuna classe per illustrare i cambiamenti in chiave sostenibile che stanno avvenendo nel mondo lavorativo, economico e sociale, una plenaria rivolta a tutte le classi coinvolte in cui alcuni professionisti lasciano una testimonianza sul loro percorso di studi e loro esperienza professionale, un colloquio individuale di orientamento alla scelta post diploma. 


– Da quanti anni lo state portando avanti? In quali scuole?

Il progetto è attivo da 5 anni, periodo in cui abbiamo incontrato circa 10000 studenti delle classi quarte e quinte di licei o istituti tecnici della Lombardia. 


– Qual è il riscontro da parte degli studenti e dei relatori?

Abbiamo ricevuto molti pareri positivi! I ragazzi, negli anni sempre più informati sulla sostenibilità, scoprono settori, percorsi di studio e professioni che non immaginavano e, in una fase delicata della loro vita, apprezzano avere uno spazio neutro con un professionista in cui potersi confrontare rispetto alla difficile scelta universitaria o professionale. Molti relatori negli anni riconfermano la loro disponibilità a venire a parlare con i ragazzi e raccontano con entusiasmo il loro percorso, riferendoci il desiderio di trasmettere la loro passione! 

– Avete attuato partnership o collaborazioni particolari? 

Il progetto è svolto in collaborazione con Junior Achievement. 

– Quanto è importante oggi che i giovani e i meno giovani siano informati in merito ai “Green Jobs? 

Crediamo molto in questo progetto! Ormai quasi tutte le professioni ruotano intorno al concetto cardine di sostenibilità (ambientale, economica e sociale) ed è fondamentale che le nuove generazioni e i futuri lavoratori siano informati e formati. Inoltre le possibilità lavorative nell’ambito dei Green Jobs sono aumentate negli ultimi anni e, in una situazione incerta da un punto di visto lavorativo come quella attuale, è fondamentale che i ragazzi conoscano realmente quali possibilità esistono. 

– Quanto sono importanti i “green jobs” per il futuro? Ci sono possibilità interessanti per chi è in cerca di occupazione?

Assolutamente. Il futuro si sta costruendo in chiave sostenibile, basti considerare gli incentivi statali che sono presenti oggi. Inoltre le risorse fossili stanno finendo, consumiamo più di quanti possiamo permetterci. L’unica via d’uscita non può che essere una maggiore attenzione e maggiori investimenti nell’ambito della sostenibilità. 

– Prevedete di portare avanti altri progetti per il settore green?

Le idee sono molte come anche il desiderio di realizzarle! Sicuramente ci piacerebbe portare questa esperienza, virtuosa e consolidata, in un numero maggiore di scuole, in tutta Italia

Per approfondire il tema dei Green Jobs vi consiglio un testo che potete trovare sul sito della Feltrinelli (clicca qui): “100 green jobs per trovare lavoro” di Tessa Gelisio, Marco Gisotti, disponibile sia in versione cartacea che in versione e-book. “Il volume è completato da una sezione che raccoglie 100 schede dedicate ad altrettanti lavori, per ognuno dei quali vengono indicati i percorsi formativi più adatti e le competenze che più è necessario sviluppare”

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Economia circolare, Innovazione, Libri, sviluppo sostenibile

Alla ricerca dell’equilibrio: LAGOM, la filosofia svedese

“Un solo atto di gentilezza mette le radici in tutte le direzioni, e le radici nascono e fanno nuovi alberi” (A. Earhart)

Il libro che vi propongo oggi si ispira a una filosofia di vita che ha come base i concetti di equilibrio, semplicità, rilassatezza e serenità. Si tratta di “Lagom. Il segreto svedese per una vita equilibrata e felice“, di J. Jackson e E. Larsen.

“LAGOM” significa “la giusta quantità”, e fa quindi riferimento al giusto mix di valori ed elementi nel quotidiano, per vivere in equilibrio con le altre persone e con il pianeta.

Il testo contiene consigli per la gestione della casa, del giardino e del tempo, lavorativo e libero, oltre a consigli utili per relazionarsi con le altre persone. Ci sono molti spunti interessanti per ottimizzare risorse emotive e intellettive, tempo, materiali e oggetti, adatti ad adulti e bambini di ogni età. Assolutamente consigliato. Anche la grafica è accattivante e invoglia il lettore a leggere a piccoli pezzi tutti gli argomenti di cui tratta, rievocando serenità, allegria e relax, sempre in un’ottica di sostenibilità.

Se volete acquistare il libro lo trovate qui sul sito della Feltrinelli, anche in versione e-book.

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Eventi green, Innovazione, sviluppo sostenibile, Viaggi

Vaghi per il Mondo: un progetto per viaggiare in libertà

Il lockdown imposto dal Coronavirus ci ha fatto apprezzare maggiormente ciò che si può fare in libertà, come per esempio viaggiare, e ci ha fatto venire voglia di riprendere a farlo (in sicurezza) appena possibile.

Vi propongo un’intervista a due esperti di viaggi, Fabrizio Vaghi e Silvia Sissa, che hanno creato, insieme a Paolo Vaghi, un progetto multimediale on line per promuovere le bellezze del Pianeta imparando cose utili e scoprendo insolite curiosità: “Vaghi per il mondo”.

Vaghi per il mondo nacque ufficialmente nel 2002 con i viaggi on the road di Fabrizio e Paolo Vaghi, iniziati già nel 1996. A partire dal 2011 al sito internet vaghiperilmondo.net si affiancò il canale youtube.com/vaghiperilmondo in cui vennero via via pubblicati i nuovi contenuti realizzati nell’ambito “Viaggi & Cultura”. Negli anni successivi furono aperti i profili su tutti i più importanti social network ed ampliato il sito internet, arricchito con la nuova sezione dedicata alle “Produzioni video” e costituita nel 2015 l’associazione culturale Vaghi per il mondo. Oggi accanto a Fabrizio c’è Silvia, moglie e instancabile compagna di viaggio” – (dal sito ufficiale)

Vi invito a visitare il loro sito: http://www.vaghiperilmondo.net/ e a entrare in contatto con i loro canali social Instagram e Facebook. Per iscrivervi al loro canale You Tube potete cliccare qui! Di seguito l’intervista.

1)       In cosa consiste il vostro progetto e cosa vi ha spinto a realizzarlo? Quando è nato?

“Vaghi per il mondo” è un progetto che ha ben tre date di nascita. La prima è il 1996 quando ebbe luogo il primo viaggio on the road di Paolo e Fabrizio Vaghi, padre e figlio; nel 2002 nacque invece ufficialmente il nome e il logo “Vaghi per il mondo” ad identificare il format di viaggi-reportage sino a quel momento realizzati e per quelli che sarebbero nati. Ultima tappa fondamentale è il 2015 quando la coppia di viaggiatori mutò in Fabrizio e Silvia: lo spirito e lo scopo di ogni viaggio rimaneva immutato (scoprire luoghi e raccontarli promuovendo il turismo culturale), ma con rinnovata passione e con nuovi progetti all’orizzonte. Tra questi la rubrica dedicata all’Italia “Pronti Partenza…Via”, i documentari nelle città d’Europa e i grandi viaggi oltreoceano.

Durante tutti questi anni abbiamo avuto modo di intraprendere numerosi viaggi, realizzare video e documentari, creare un canale youtube per la condivisione dei nostri contenuti, arricchire il nostro sito web con articoli e curiosità raccolte durante le nostre esperienze e soprattutto arricchire il nostro bagaglio culturale e allo stesso tempo diffondere ad altri la meraviglia del viaggiare.

2)      Avete incontrato delle difficoltà oppure avete avuto dei momenti di incertezza?

Le difficoltà ci sono e ci saranno sempre: ogni viaggio richiede organizzazione, pazienza ed energie sia durante il viaggio, che nella postproduzione dei nostri contenuti video. Spesso la fatica si fa sentire durante i giorni di viaggio, ma cerchiamo di non farci condizionare ed andiamo dritti per la nostra strada. Che faccia caldo oppure freddo portiamo appresso il peso della strumentazione, ma quando c’è da registrare il sorriso e la gioia di raccontare prendono il sopravvento e via verso nuove avventure!

3)      Quale scopo vi prefiggete e cosa vorreste fare in futuro?

Ogni volta che realizziamo un contenuto multimediale legato ai nostri viaggi (che sia un video o un articolo) lo scopo è duplice: in primo luogo realizzare un prodotto di qualità e allo stesso modo avere la possibilità di condividerlo per raggiungere il più ampio pubblico possibile. In futuro vorremmo dedicarci a progetti originali, magari in collaborazione con altre realtà o abbracciando temi e finalità solidali.

4)      Cosa consigliate a chi vi segue?

Consigliamo di viaggiare sempre con la consapevolezza di visitare ed entrare in contatto con culture diverse dalle nostre e pertanto di avere rispetto di usi e costumi che potrebbero essere diversi dai nostri abituali. Oltre a ciò massimo rispetto per l’ambiente, per la natura, nella tutela dell’ecosistema che si traduce nel non lasciare oggetti e rifiuti, così come non asportare (come se fossero souvenir) elementi naturali (rocce, conchiglie, fiori, ecc…).

Inoltre viaggiate sempre con gli occhi pieni di meraviglia, lasciatevi sorprendere da ciò che vi circonda, respirate a pieni polmoni ogni istante del viaggio, perché sarà un nutrimento per l’anima e ogni esperienza diventerà parte dei vostri ricordi e costruirà la vostra consapevolezza.

5)      Se doveste consigliare un viaggio all’insegna dell’ecosostenibilità cosa consigliereste?

Viaggiare per noi non significa soltanto recarci verso destinazioni lontane, viaggiare è conoscere nuovi luoghi anche dietro casa. Quale migliore viaggio all’insegna dell’ecosostenibilità che quello fatto nella propria Regione, nelle Regioni limitrofe, nei borghi o nella propria città seguendo percorsi culturali o eno-gastronomici? Viaggiare è anche conoscere le tradizioni, le feste popolari, il paesaggio circostante fatto di piccole realtà che si possono raggiungere in giornata, magari a piedi o in bicicletta. Spesso trascuriamo ciò che ci è più vicino perché riteniamo di essere sempre in tempo un giorno o l’altro per visitarlo, per conoscerlo e andiamo verso destinazioni sconosciute e lontane. Se uscite di casa con gli occhi assetati di meraviglia troverete un eccezionale campionario di luoghi sorprendenti.

6)      Vi occupate anche di organizzazione di viaggi?

Ad oggi non ci è mai capitato, anche se abbiamo ricevuto numerosi commenti  che ci testimoniano come i nostri viaggi abbiano spinto diverse persone a intraprenderne di simili, prenotare destinazioni dopo avere visto qualche nostro video su youtube, ringraziarci di averli spronati a scoprire nuovi luoghi. Questo ci rende grati del lavoro fatto e chissà, magari in un futuro, potremmo pensare di metterci ad organizzare qualche viaggio collettivo.

7)      Portate avanti o prevedete di portare avanti qualche collaborazione con altre realtà?

Siamo aperti alle collaborazioni, ne abbiamo portata avanti qualcuna in passato e ci piacerebbe nuovamente condividere progetti, nuove visioni, nuove prospettive: s’impara sempre.

Se cercate libri sui viaggi… vi consiglio di dare un’occhiata al sito della Fetrinelli cliccando qui!

Architettura, Arredamento, Innovazione, sviluppo sostenibile

Pavimentazioni in resina: vantaggi e svantaggi

Quando si ristruttura un immobile è opportuno verificare che gli impianti esistenti siano in buono stato e che siano dotati delle dichiarazioni di conformità. Spesso si può scegliere di effettuare un adeguamento degli stessi, oppure un completo rifacimento. In entrambi i casi si dovrà rompere e rimuovere la pavimentazione esistente, che andrà ripristinata ultimati gli interventi necessari. A seconda del tipo di pavimento si possono presentare vari casi. Se il pavimento esistente è in piastrelle, i pezzi originali potrebbero non essere più disponibili. Potrebbe trattarsi di ceramiche o marmi fuori produzione, che purtroppo non possono essere sostituiti con elementi identici.

Si può quindi optare per una completa sostituzione della pavimentazione, ma in alcuni casi possono esserci ambienti con piastrelle di pregio che non si vogliono rimuovere. Un’ottima soluzione potrebbe essere in questo caso quella di affiancare alla pavimentazione esistente una pavimentazione in resina, da utilizzare solo in alcuni ambienti. Il principale vantaggio di un intervento di questo tipo è che la resina garantisce uno spessore molto ridotto, e può quindi affiancarsi all’esistente senza che si formino dislivelli.

La resina è ideale anche per ricoprire interamente con un ridotto spessore pavimentazioni esistenti di scarso pregio, in quanto consente di ottenere un dislivello di pochi mm. Inoltre garantisce una superficie uniforme, senza giunti, facile da pulire.

Un pavimento in resina ha un’elevata durabilità, non è scivoloso e ha funzione anche impermeabilizzante (infatti si usa spesso anche per pavimentazioni esterne). Il pavimento in resina è di norma ignifugo, anche se questo dipende dalla composizione di ogni resina.

Esistono infinite finiture per i pavimenti in resina: si possono realizzare superfici lisce o ruvide, anche con disegni o effetti particolari.

Ci sono però anche alcuni svantaggi nell’utilizzo di un pavimento in resina. Per esempio, non garantisce l’ispezionabilità in caso di problemi nel solaio, in quanto non si tratta di una tecnologia a secco (questo succede anche nel caso in cui si usino piastrelle su massetto cementizio, oppure con parquet con posa tradizionale).

Con il tempo, è possibile che alcune resine si ingialliscano e si graffino, se non vi è stato applicato uno strato di protezione.

Le resine sono spesso epossidiche, a volte bicomponenti, costituite da polimeri: ciò significa che non sono ecologiche, perchè sono sintetiche: si ottengono attaverso processi chimici, partendo da composti organici molto semplici,ricavati dagli idrocarburi del petrolio e del carbon fossile.

Esistono però alcune aziende che hanno sviluppato nuove resine più ecologiche: un esempio è Oltremateria. La tecnologia offerta da quest’azienda è dotata di numerose eco-certificazioni e garantisce l’assenza di resine epossidiche: i polimeri utilizzati “sono considerati notificati dall’ EINECS secondo la direttiva CEE/92/32 eco-compatibile, conforme alla direttiva comunitaria 2004/42/CE relativa ai VOC (componenti organici volatili) e conforme alla direttiva comunitaria CEE/89/106/IAQ (qualità dell’aria all’interno degli ambienti)“. In particolare, la finitura Ecopur consente una ionizzazione dell’aria, che “avviene mediante una miscela di vari inerti naturali che si attivano senza bisogno di energia, grazie alla presenza di ossigeno e di campi elettromagnetici generati nell’aria. La ionizzazione abbatte il pulviscolo atmosferico e attiva le molecole dell’ossigeno dell’aria rendendola più pura e salutare. La funzione antibatterica viene realizzata grazie ai micro sali d’argento e ai minerali particellari inseriti al suo interno, che consentono di bloccare ed eliminare la nascita e la proliferazione di batteri” (fonte: sito di Oltremateria).

Il costo di un pavimento in resina è generalmente superiore a quello di un pavimento standard rivestito con piastrelle, ma si tratta di un tipo di finitura davvero speciale, che può rivelarsi una soluzione innovativa e moderna in diverse situazioni, costituendo un ottimo investimento.

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Economia circolare, Innovazione, Rifiuti, sviluppo sostenibile

LCA – Analisi del ciclo di vita

LCA in edilizia

L’analisi del ciclo di vita di un bene, di una procedura o di un servizio prevede la valutazione del suo impatto ambientale, considerando anche le fasi di pre-produzione, produzione, distribuzione, uso, riciclaggio e reintroduzione nella filiera.

L’LCA considera il consumo di risorse e di emissioni di un determinato bene, di una procedura o di un servizio e si configura come uno strumento importante del Life Cycle Thinking, per progettare beni e servizi “dalla culla alla culla” invece che “dalla culla alla tomba”.

La procedura LCA è standardizzata a livello internazionale dalle norme ISO 14040 e 14044. Sul sito http://circulareconomytoolkit.org/ si trova molto materiale per approfondire la tematica e per provare ad analizzare i prodotti di un’azienda, anche della propria, dal punto di vista dell’LCA.

A livello europeo segnalo invece la European Platform on Life Cycle Assessment, disponibile a questo link.

L’analisi dell’LCA è fondamentale nell’ottica di diffusione di un’economia circolare (per approfondire questo tema leggi questo articolo).

Per chi vuole approfondire la tematica dell’analisi del ciclo di vita trovate un testo di approfondimento sul sito della Feltrinelli, cliccando qui!

Il libro fa parte dei manuali di architettura sostenibile editi da Edizione Ambiente, ed è scritto da Gian Luca Baldo, Massimo Marino e Stefano Rossi. Il libro offre una serie di spunti tecnici e di casi studio pratici utili per chi si vuole avvicinare a queste tematiche.

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Cambiamento climatico, Eventi green, Innovazione, sviluppo sostenibile

Giornata Mondiale dell’Ambiente: WAKE UP!

Fonte: ONU

Oggi 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente. I vertici ONU lanciano lo slogan “Wake Up! – Svegliamoci!”. Il Pianeta ci sta mandando segnali molto chiari: l’attuale modello di crescita economica umana non è sostenibile dall’ambiente. Noi tutti siamo chiamati a essere parte della soluzione, altrimenti siamo parte del problema. Oltre un milione di specie animali e vegetali stanno per scomparire dalla faccia della Terra, e noi stessi stiamo distruggendo i luoghi in cui viviamo. Frane, inondazioni, siccità non sono altro che conseguenze dell’attività antropica umana.

L’ Earth Overshoot Day misura il giorno in cui la domanda di risorse del Pianeta Terra da parte dell’umanità in un anno supera la quantità di risorse che il Pianeta stesso può rigenerare. La diffusione del Coronavirus ha posticipato l’Overshoot Day, che quest’anno cadrà il 22 agosto 2020, in quanto l’impatto ambientale dell’uomo per qualche mese si è arrestato. Dimostrazione che urge subito un rapido cambio di stile di vita e modello economico e di sviluppo per fermare quella che potrebbe diventare presto un’estinzione di massa.

Per fare questo, occorre effettuare una transizione ecologica il prima possibile, muovendosi verso fonti di energia rinnovabili e abbandonando gradualmente i combustibili fossili, inquinanti ed in via di esaurimento.

L’incidente di ieri in Siberia, in cui una cisterna contenente diesel è caduta a causa dello scioglimento del Permafrost, ci mostra lo sfacelo a cui stiamo andando incontro. Per maggiori notizie sull’incidente clicca qui.

Fonte: The Guardian

In particolare, la Giornata dell’Ambiente di quest’anno è dedicata alla biodiversità. La biodiversità, spiega l’ONU che ha proclamato nel 1972 questa giornata con l’istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, “è la base che sostiene tutta la vita sulla terra e sott’acqua” e riguarda “ogni aspetto della salute umana, fornendo aria e acqua pulite, cibi nutrienti, conoscenze scientifiche e fonti di medicina, resistenza naturale alle malattie e mitigazione dei cambiamenti climatici. La modifica o la rimozione di un elemento di questa rete influisce sull’intero sistema di vita e può produrre conseguenze negative (fonte: ANSA)

Fonte: ISPRA

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Cambiamento climatico, Economia circolare, Innovazione, Mobilità sostenibile, sviluppo sostenibile

In arrivo bonus bicicletta e monopattino

“Bycicle Land” by photosam88 is licensed under CC BY 2.0 

E’ in arrivo un nuovo provvedimento del governo per favorire la mobilità sostenibile: si prevede l’erogazione di un bonus per l’acquisto di una bicicletta o di un monopattino elettrico, che dovrebbe coprire il 65-70% del costo sostenuto, fino a 500 euro. Si prevede una dotazione di circa 120-125 milioni di euro per finanziare un’ottima iniziativa che ha lo scopo di incentivare lo spostamento in modo ecologico ed economico, decongestionando il traffico urbano. La ministra Paola De Micheli vorrebbe finanziare anche l’acquisto di biciclette a pedalata assistita e di “veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica”.

Il buono per la “mobilità alternativa” sarà destinato probabilmente a città metropolitane e aree urbane con più di 45.000 abitanti. Sono possibili due metodi di erogazione del bonus, ancora da decidere: uno prevede il rimborso della spesa effettuata dagli acquirenti di bici e monopattini, l’altro il rimborso dei venditori degli stessi. Il bonus non sarà legato a limiti di reddito, dunque sarà utilizzabile da tutti.

Un provvedimento utilissimo che mi auguro entri in vigore al più presto, soprattutto nei capoluoghi afflitti dallo smog urbano. Auspico che si diffondano sempre di più anche eventi di promozione dell’utilizzo della bicicletta, per sensibilizzare l’opinione pubblica e per parlare anche di regole e sicurezza sulle strade. Per chi vuole approfondire questa tematica segnalo il sito della FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta).

Ci sono già molte città europee che utilizzano i monopattini elettrici: basti pensare a Stoccolma, dove il monopattino è di comune utilizzo; ne ho visto già qualcuno girare a Milano, sintomo che il capoluogo lombardo sta crescendo in modo esponenziale con un’influenza europea e sempre più internazionale.

La scelta di una mobilità dolce e green è l’unico modo per progettare un futuro ecosostenibile post pandemia, ricostruendo una realtà basata sull’economia circolare e sulla condivisione e la valorizzazione di buone pratiche ecologiche.

Se volete approfondire il tema della mobilità sostenibile, sul sito della Feltrinelli trovate numerose proposte!

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Economia circolare, Innovazione, sviluppo sostenibile, Verde

Greenwashing? No, grazie!

Avrete spesso sentito parlare di “greenwashing”. Si tratta di una serie di comportamenti, messi in atto a un ente o da un’azienda, atti a testimoniare un impegno nell’ecologia, nella tutela dell’ambiente e nel risparmio energetico che in realtà non sono tali. Si tratta, in parole povere, di una specie di “copertura” per fare apparire ecologiche ed ecosostenibili realtà produttive o singoli prodotti che non lo sono. Sappiamo bene che il “green” è prima di tutto un impegno, che prevede il coinvolgimento e la messa in pratica di strategie di ottimizzazione delle risorse e minimizzazione delle sostanze inquinanti.

Il greenwashing può essere caratterizzato dalla semplice omissione di pratiche non sostenibili da parte di un’azienda, da vere e proprie false dichiarazioni, che possono essere dovute anche a comunicazioni esagerate o a marketing gonfiato” (tratto da “Green Branding” di Luca Grandosi)

Le conseguenze del greenwashing sono dannose per la stessa azienda, perchè provocano un danno di immagine e la diffusione di una cattiva reputazione. Ma sono dannose soprattutto per l’ambiente e per il settore dell’economia green, perché drogano il mercato con prodotti spacciati per sostenibili, che in realtà non lo sono.

I consumatori devono fare, dunque, molta attenzione, anche nella scelta di prodotti che siano rispettosi dell’ambiente in modo reale, e la cui messa sul mercato implichi processi produttivi realmente ecologici.

Per chi volesse approfondire la tematica del greenwashing, consiglio la lettura di questo articolo. Un video riassuntivo si trova invece a questo link di Instagram, dove trovate molti altri video che ho preparato per la serie “Green Words”.

Per approfondire invece la tematica della comunicazione ecosostenibile, consiglio la lettura del libro sopra citato, “Green Branding”, di L. Garosi,

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