Architettura, Efficienza energetica, Scuola

Scuole ecosostenibili: un modello da seguire

Uno dei lavori eseguiti dagli studenti durante l’ed. 2016-2017 del progetto “Il trenino della sostenibilità” di VIVATTIVA

Le scuole sono edifici in cui si educano e si formano nuove generazioni, in cui si pone attenzione alle persone che sono e che saranno.

E’ importante, quindi, che costituiscano costruzioni “modello” e che insegnino comportamenti ecologici. Gli studenti sono certamente più invogliati a studiare in un contesto scolastico innovativo ed ecosostenibile, piuttosto che in un ambiente fatiscente ed insicuro. E quando cresceranno saranno adulti più consapevoli ed eco-orientati. Stanno nascendo nuove scuole progettate secondo criteri di ecosostenibilità, a ridotto consumo energetico, gestione intelligente ed ottimizzazione dei consumi, che riescono anche a stimolare l’apprendimento e la frequenza scolastica.

La situazione delle scuole esistenti è più difficile. Le scuole hanno spesso scarsità di fondi, anche per piccoli interventi di manutenzione ordinaria. Gli edifici esistenti possono puntare su una riqualificazione energetica dell’involucro e degli impianti, nonché sull’installazione di pannelli solari per la produzione di energia elettrica. Senza dimenticare la corretta gestione degli impianti e la riduzione dei consumi, che può avvenire anche mediante un monitoraggio smart.

Esiste la possibilità di fare crowdfunding per la scuola: c’è una piattaforma che si chiama School Raising, nella quale si possono raccogliere fondi per un progetto specifico. Gli utenti possono donare liberamente del denaro per fare queste attività. La piattaforma è consultabile a questo link.

Da segnalare inoltre interventi pilota come quelli fatte in alcune scuole di Milano, in cui agli studenti è stata consegnata una borraccia, per stimolarli all’utilizzo consapevole della risorsa acqua e per abituarli ad utilizzare meno plastica. Un’iniziativa intelligente ideata dal Comune di Milano. Anche l’Università di Pavia ha portato avanti un’idea simile: alle matricole viene consegnata una borraccia, simbolo dell’impegno del singolo per fare del bene all’ambiente.

L’educazione ambientale obbligatoria nelle scuole di sicuro contribuirà a migliorare la diffusione di coscienze vigili ed ecologiche. Il progetto “Il trenino della sostenibilità” (leggi qui) è stato precursore… già qualche anno fa avevo portato avanti lezioni su temi ambientali nelle scuole. Per portare il progetto nelle scuole contattami alla mail valentinacursio@gmail.com oppure info@vivattiva.eu.

Cerchiamo di fare di tutto per diffondere idee ecosostenibili nel mondo, soprattutto tra i più giovani!!!

Architettura, Efficienza energetica

Quale materiale per l’isolamento termico di una casa?

Per ristrutturare un edificio o costruire una casa oggi secondo la vigente normativa, tenendo conto anche delle sempre più tristemente note problematiche ambientali, occorre pensare ad un buon isolamento termico. L’isolamento è lo strato che trattiene il calore all’interno dell’edificio d’inverno, e che lo lascia all’esterno dell’ambiente indoor d’estate (visita anche il mio profilo Instagram @vivattiva, nell’ambito dei post “green words“).

Alcuni isolanti hanno un comportamento migliore in inverno, altri d’estate. Alcuni sono ecologici, quindi naturali e riciclabili, e sono da preferire perché il loro utilizzo è rispettoso dell’ambiente; altri sono sintetici, e spesso (ma non sempre) più economici. Non è quindi semplice sceglierne uno: occorre sempre valutare caso per caso l’edificio in cui si opera, in relazione anche all’ambiente e all’orientamento del sito (leggi anche questo mio articolo sulla progettazione ecosostenibile). Non bisogna trascurare anche l’aspetto economico, quindi il budget a disposizione ed il rapporto costo-benefici.

Passiamo in rassegna alcuni tipi di isolante.

  • Sughero – E’ un materiale completamente naturale, completamente biodegradabile. Ha un buon comportamento sia in estate che in inverno e può essere utilizzato sia per un isolamento a cappotto esterno che per un cappotto interno. Ottimo isolante acustico. Non è tossico ed è anallergico. Resistente al fuoco, ha una buona durabilità. E’ traspirante e facilmente lavorabile. Unico neo: è abbastanza costoso.
  • Fibre di legno – Materiale naturale, ecologico, riciclabile, traspirante, con un buon comportamento in estate e in inverno. Mediamente meno costoso del sughero.
  • Lana di roccia, lana di vetro – Isolanti di origine minerale. Hanno buon comportamento sia d’estate che d’inverno. Ignifughi, resistono all’umidità. La lana di vetro è più adatta come isolante termico; la lana di roccia è migliore come isolante acustico, vista la maggiore densità. Meno costosi di fibre di legno e sughero. La lana di vetro può essere utilizzata sia in pannelli (per es. per isolamento a cappotto), sia in fiocchi (per es. in intercapedine). Per approfondire leggi il mio articolo qui.
  • Cellulosa – Materiale naturale altamente traspirante con un ottimo comportamento termo-igrometrico (assorbe umidità, garantendo la salubrità dell’abitazione, e creando elevato sfasamento termico). Ideale per isolamento in intercapedine, utilizzabile in caso di insufflaggio. Ottimo comportamento anche in estate. Economico.
  • Polistirene – Si tratta di materiale sintetico. Disponibile in pannelli isolanti come EPS (polistirene espanso) o come XPS (polistirene espanso estruso). L’EPS ha una struttura a celle aperte, che lo rende più permeabile. L’XPS invece ha una struttura a celle chiuse, per cui non assorbe acqua e non è traspirante. Entrambi hanno bassa densità, per cui non garantiscono un elevato sfasamento termico. L’XPS è molto utile e competitivo in ambienti umidi, per es. nei muri controterra. Piuttosto economico.

Per dubbi o ulteriori informazioni scrivi a: info@vivattiva.eu

Economia circolare, Rifiuti

Una bottiglia biodegradabile, un materiale innovativo

L’etichetta della Bio Bottle – Sant’Anna

Si chiama Bio Bottle: è la bottiglia 100% biodegradabile messa in commercio da Sant’Anna. Le bottiglie da 1 e 1,5 litri rappresentano l’unica linea di bottiglie compostabili presente in Italia.

Il materiale di cui è composto la bottiglia è PLA, che è una plastica biodegradabile, ovvero un polimero che si ricava dagli zuccheri contenuti nelle piante (mais), senza utilizzo di petrolio o di suoi derivati. La bottiglia è biodegradabile in 80 giorni e risulta conforme alla norma UNI EN 13432 (relativa alle caratteristiche che un materiale deve avere per essere considerato biodegradabile). La sola bottiglia può dunque essere gettata nell’organico. Il tappo e l’etichetta, tuttavia, sono in PE, per cui devono essere staccati e raccolti insieme ai rifiuti di plastica.

Ingeo™ biopolymer PLA è il biopolimero di origine 100% vegetale di Sant’Anna Bio Bottle, ed è prodotto dall’azienda americana Natureworks, in Nebraska. Il PLA o acido polilattico è prodotto dal destrosio (zucchero) estratto da materiali a base biologica. È la bioplastica, o biopolimero, più popolare e l’unica attualmente prodotta in un impianto di scala mondiale. 

BioBottle ha ottenuto una certificazione di qualità e garantisce:

  • un risparmio di oltre il 50% di energie non rinnovabili;
  • l’abbattimento del 60% di emissione di anidride carbonica;
  • l’abbattimento nel processo produttivo di stabilimento del 60% di energia nella fase di produzione delle preforme delle bottiglie (fase di essiccazione del granulo), fino al 30% in fase di fusione e del 70% nel ciclo di raffreddamento delle preforme (fonte: Sito Sant’Anna)

Sant’Anna ha ottenuto per questo prodotto numerosi premi come impresa attenta all’ambiente, investendo costantemente in ricerca e sviluppo per cercare di avere anche un tappo ed un’etichetta 100% naturali.

Quando non è possibile utilizzare una borraccia è opportuno, dunque, scegliere involucri innovativi … come la bottiglia biodegradabile.

Il PLA può avere vari utilizzi in ambito industriale e nella vita di tutti i giorni… per esempio stoviglie, pellicole, imballaggi … laddove questi non possono essere del tutto aboliti … rappresenta una buona soluzione!

Cambiamento climatico, Eventi green, Innovazione

Un musical che insegna ad amare l’ambiente

Logo del musical (fonte: sito ufficiale)

Al’s Adventures in Wasteland – A world musical for children – è un musical interattivo in lingua inglese che affronta in modo innovativo i temi dell’ecologia, dell’amore per la natura, del rispetto per il Pianeta Terra.

Il musical nasce nel 2013 ma è di grande attualità anche oggi! Messo in scena recentemente a Bologna, il progetto è stato ideato da Raffaele Sargenti, compositore perugino (Premio Abbado, 2015) in collaborazione con Graziella Falcone, Carol A. Russell, Luigi Mastrandea, Michele Francipane.

Per ascoltare la video – intervista a Raffaele Sargenti e Graziella Falcone segui il mio canale IGTV @vivattiva e clicca qui.

Il musical si pone come obiettivi fondamentali “la familiarizzazione dei giovani spettatori (e cantanti) con la lingua inglese e la sensibilizzazione sui temi dell’ecologia, del risparmio energetico e del riciclo, fondamentali per la formazione della persona e sempre più centrali all’interno dell’offerta formativa delle scuole”. Uno spettacolo di denuncia dei problemi ambientali che coinvolge le giovani generazioni rendendole parte attiva della narrazione e dei brani musicali, svolgendosi tra diversi luoghi e culture.

Di seguito una sintesi della storia dello spettacolo: “The Space Controller, Gran Guardiano dell’Universo, è preoccupato: deve trovare “Wonderland”, il “pianeta delle meraviglie”, che farà da modello per tutti gli altri. L’alieno Al parte volontario per la missione ma le prime visite sono deludenti: questo pianeta è pieno di gas, quello è tutto ghiacciato, quell’altro privo di luce… La ricerca lo porta ad approdare su un pianeta all’apparenza più ospitale: prati, acqua, sole… Tutto fa sperare per il meglio ma gli abitanti hanno strane abitudini: sprecano energia, inquinano terre e mari, accumulano rifiuti anziché riciclarli e distruggono il loro pianeta senza rendersene conto. «Questo non è WONDERLAND, questo è WASTELAND!!» – esclama Al ormai disperato. Proprio quando tutto sembra perduto, tre curiosi personaggi, emersi da una montagna di rifiuti, hanno un’idea… ” (fonte: sito ufficiale)

Il pubblico di bambini ha la possibilità di partecipare attivamente allo spettacolo grazie ai 5 interventi corali previsti, facilmente memorizzabili e integrati direttamente nell’azione. Il pubblico canta il mondo subacqueo in The World Under The Sea, partecipa al canone di Proud To Be In Japan assieme ai personaggi della scena, sostiene la tartaruga Timmy nella sua canzone di protesta, suona percussioni riciclate in Wood Is What You Want!, interviene nel gran Finale“.

Il trailer è disponibile a questo link. E’ possibile ascoltare alcuni estratti delle canzoni qui. Il Progetto ha anche una pagina Facebook ed un account Twitter.

Per portare il musical nella vostra città compilate il form per lasciare il vostro riferimento e sarete ricontattati! Da non perdere!

Biomimesi, Cambiamento climatico, Economia circolare, Eventi green, Innovazione

Milano Green Forum: non possiamo mancare!

“Mundo Verde” by Soiden is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Il 12, 13, 14 settembre 2019 arriva a Milano il Green Forum, un laboratorio per riflettere sul rapporto nei contesti urbani tra Pubblico, imprese, terzo settore e cittadini sul tema Ambiente. Si tratta di un progetto culturale che vuole coinvolgere la società su temi come Aria, Acqua, Suolo e Biodiversità, per stimolare il dibattito, l’azione e la proliferazione di nuove idee, secondo un approccio open.

L’evento si terrà in Via Gattamelata, 5, presso Milano Congressi. Sono previsti momenti di dibattito, laboratori e spazi per le imprese per diverse aree tematiche: finanza e assicurazione, acqua, economia circolare, bioeconomia, clima, edilizia, design, cibo, moda, rifiuti, smart city, mobilità, energia, certificazioni, turismo, comunicazione e green job.

“Tre sono i format convegnistici pensati per coinvolgere i differenti target di pubblico: Eureka, in cui innovazione e progetti di ricerca si presentano ai buyer; Legislazione Ambientale, una panoramica di un’intera giornata sulla disciplina legislativa ambientale e le Plenarie, durante le quali rappresentanti del mondo aziendale e speaker internazionali risponderanno alle domande del pubblico/moderatore. Inoltre il format Fuori Green offrirà al visitatore la possibilità di fruire di una rassegna cinematografica dedicata ai temi ambientali e disponibile presso il cinema Anteo CityLife. “Il Milano Green Forum sarà un laboratorio permanente per riflettere sul rapporto nei contesti urbani tra Pubblica amministrazione, imprese, terzo settore e cittadini sul tema ambiente. Un progetto culturale – continua Federico Manca, Project Manager del Milano Green Forum- che aspira ad accrescere la consapevolezza nei soggetti coinvolti e generare nuove forme di condivisione di conoscenza e buone pratiche volte a creare azioni di advocacy trasparente e le condizioni necessarie per un proficuo confronto tra differenti stakeholder per elaborare strategie comuni” (fonte: comunicato stampa MGF)

L’associazione di promozione sociale MGF vuole diffondere il nuovo concetto di “Filambientia”, identificando in esso il ruolo che cittadini, imprese, Pubblica amministrazione e Terzo settore hanno nei confronti della sostenibilità ambientale. Costituita per perseguire finalità di utilità sociale, l’associazione MGF svolge la co-curatela dell’impianto contenutistico del Milano Green Forum.

Il programma dell’evento è scaricabile qui

Cambiamento climatico, Eventi green, Verde

Piantare alberi come se non ci fosse un domani

“Foresta del Cansiglio” by Dorli Photography is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

Gli incendi diffusi in Amazzonia ed in Siberia ci fanno male al cuore. Che siano auto-innescati a causa delle alte temperature o che siano di origine dolosa cambia poco: stanno scomparendo ettari di foreste fondamentali per il Pianeta.

Le piante ci permettono di vivere, catturando anidride carbonica e producendo ossigeno. E’ urgente che le istituzioni governative di tutti i Paesi si mobilitino per contrastare questi fenomeni. C’è ancora troppa indifferenza sociale al problema ambientale, che dovrebbe essere la nostra principale preoccupazione. Le foreste portano con sé la biodiversità e tutte le forme di vita che ne fanno parte. Ogni essere vivente è collegato agli altri da un equilibrio naturale ed è parte di un ecosistema.

L’unico modo per salvare il Pianeta è una progressiva de-carbonizzazione ed una sempre maggiore riduzione delle emissioni di gas serra. Ma se perdiamo le foreste la situazione è grave.

Per fortuna ci sono Paesi dove di recente sono stati piantati milioni di alberi. Tutti dovremmo occuparcene. Piantare alberi è la soluzione più rapida ed immediata per contrastare i cambiamenti climatici. La piantumazione di alberi va oltre gli interessi politici ed economici: si tratta un’azione concreta, di cui ognuno di noi può farsi fautore, testimonial e portavoce.

Segnalo tra l’altro l’esistenza di un portale come Treedom – Let’s green the planet, che permette di acquistare e piantumare alberi anche a distanza, scegliendo l’albero preferito. Per ulteriori informazioni potete consultare il sito e anche calcolare quanta anidride carbonica emettete con il vostro stile di vita cliccando qui.

Treedom finanzia direttamente piccoli progetti agroforestali, diffusi sul territorio. La filosofia è quella di realizzare ecosistemi sostenibili e permettere a migliaia di contadini di far fronte ai costi iniziali della piantumazione di nuovi alberi, garantendo nel tempo sovranità alimentare ed opportunità di reddito” (fonte: sito Treedom).

I progetti di Treedom finanziano i piccoli produttori locali e permettono di creare occupazione, oltre a migliorare l’ambiente, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile di Agenda 2030.

Cosa aspettate a piantare il vostro primo albero, dove vivete o a distanza?

Economia circolare, Innovazione, Rifiuti

Un portale per la riqualificazione e la pulizia del territorio

Il logo di Cleyoci – Clean your city (fonte: http://www.cleyoci.com)

Esiste un portale web dove si possono organizzare eventi di riqualificazione e pulizia del territorio. Si chiama Cleyoci – Clean your city (https://www.cleyoci.com/) e prevede l’autenticazione mediante login.

Chi intende organizzare eventi di sensibilizzazione e azione per pulire le strade, le piazze e le spiagge può semplicemente iscriversi al sito e poi inserire il proprio evento nel calendario, per fargli acquistare maggiore visibilità. Per informazioni scrivere a info@cleyoci.com. Esiste anche un account Instagram (@cleyoci).

Il portale prevede la possibilità per gli organizzatori di monitorare il numero di iscritti ai “cleaning events”. Ci si può iscrivere agli eventi anche come volontario. Cleyoci nasce dunque per rendere i cittadini partecipi della pulizia della propria città. Possono iscriversi al sito privati, gruppi di volontari, associazioni, aziende, pubbliche amministrazioni, pro loco.

Nell’ottica di diffusione si una cultura ecosostenibile, che è uno dei principali scopi di VIVATTIVA (@vivattiva) è importante che ognuno dia il suo contributo. Ben vengano dunque eventi di pulizia del territorio auto-organizzati, se finalizzati a fare del bene alla propria città e a contribuire al miglioramento della società. C’è molto da fare, si tratta solo di partire. Si tratta di singole piccole gocce nel mare, ma tante gocce insieme possono fare la differenza.

Cleyoci è uno strumento utile per la diffusione e lo scambio di idee, nonché per il passaggio di informazioni in merito agli eventi di pulizia del territorio. Teniamolo d’occhio e partecipiamo attivamente!

Architettura, Efficienza energetica, Innovazione

Come sta andando il fotovoltaico in Italia?

Grafico relativo alla potenza di impianti fotovoltaici installati in Italia (fonte: GSE, 2018)

Il GSE (Gestore Servizi Energetici) ha pubblicato un report statistico sull’andamento del solare fotovoltaico in Italia nel 2018. Si riportano di seguito alcuni dati significativi, estratti dal report.

In Italia nel corso del 2018 sono stati installati circa 440 MW di impianti fotovoltaici. Alla fine dell’anno risultano in esercizio 20.108 MW (+2,2% rispetto al 2017), che nel corso dell’anno hanno generato 22.654 GWh. Al 31 dicembre 2018 risultano installati in Italia 822.301 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva pari a 20.108 MW. Gli impianti di piccola taglia (potenza inferiore o uguale a 20 kW) costituiscono il 90% circa del totale in termini di numero e il 21% in termini di potenza; la taglia media degli impianti è pari a 24,5 kW.

Le regioni in cui la numerosità degli impianti a fine 2018 risulta maggiore sono Lombardia e Veneto. Come potenza installata risulta invece prevalere la Puglia, con 2.652 MW. Le regioni con minore presenza di impianti sono invece Basilicata, Molise e Valle D’Aosta. La maggiore concentrazione di impianti si rileva nelle regioni del Nord (55% circa del totale); nel Centro è installato circa il 17%, nel Sud il restante 28%.

Osservando la mappa provinciale degli impianti installati nel 2018 si conferma il primato della provincia di Roma, con il 5,4% del totale nazionale. Nel Nord Italia sono in evidenza le provincie venete di Padova (3,6%), Verona (3,1%), Treviso (3,0%), Vicenza (2,8%) e Venezia (3,1%). Al Sud emerge invece la provincia di Bari, che concentra l’1,6 % del totale installato nel 2018.

La maggior parte degli impianti fotovoltaici installati sono in silicio policristallino, alcuni in silicio monocristallino e una minore parte in silicio amorfo. Il report rileva che nel 2018 gli oltre 822.000 impianti fotovoltaici in esercizio in Italia hanno prodotto complessivamente 22.654 GWh di energia elettrica; rispetto all’anno precedente si osserva una riduzione del 7%, legata principalmente a peggiori condizioni di irraggiamento.

Alla fine del 2018, l’81% circa degli 822.301 impianti installati in Italia afferiscono al settore domestico; la quota maggiore della potenza complessiva (49%) si concentra invece nel settore industriale. Per quanto riguarda gli impianti installati nel corso del solo anno 2018, l’87% delle unità produttive appartiene al settore domestico. Il 70% dei 440 MW installati si suddivide tra il settore domestico (40%) e il settore industriale (30%).

Il numero degli impianti sul territorio appartenenti alla PA (Pubblica Amministrazione) è pari a 20.039, per un potenza di 857 MW (il 4,3% della potenza totale). Sul 71% circa dei comuni italiani si rileva la presenza di almeno un impianto fotovoltaico di proprietà della PA.

Il fotovoltaico si sta dunque diffondendo su scala nazionale, anche se si rileva che alcune regioni non stanno ancora sfruttando a pieno l’irraggiamento solare del proprio territorio e potrebbero incentivare maggiormente gli investimenti nel solare. Crescente il numero non solo di impianti di privati e aziende, ma anche quelli delle PA: anche in questo caso sarebbe utile che le PA stesse si facessero promotrici ed esempio di installazioni virtuose per il sociale. In parallelo, sarebbe utile una campagna di sensibilizzazione nazionale sulla tematica delle rinnovabili, per far sì che sempre più persone si confrontino con questo tema.

Eventi green, Viaggi

Turismo responsabile, turismo migliore!

E’ estate e tempo di vacanze: non dimentichiamoci di essere turisti responsabili. Cosa significa? Il sito dell’AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) riporta questa definizione di turismo responsabile: “Il turismo responsabile è il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori“. Il turista responsabile è dunque una persona che ha alta considerazione del luogo dove va in vacanza, qualunque questo sia, e che lo rispetta in toto, sia dal punto di vista sociale, che ambientale, che culturale.

Esiste una Carta Europea per il Turismo Sostenibile, che ha come scopo “la tutela del patrimonio naturale e culturale e il continuo miglioramento della gestione del turismo nell’area protetta a favore dell’ambiente, della popolazione locale, delle imprese e dei visitatori“. La Carta è coordinata da EUROPARC Federation, che col supporto delle sezioni nazionali della federazione (come Federparchi – Europarc Italia), gestisce la procedura di conferimento della Carta alle aree protette e coordina la rete delle aree certificate. “La Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette (CETS) è uno strumento metodologico ed una certificazione che permette una migliore gestione delle aree protette per lo sviluppo del turismo sostenibile“. La Carta si basa su dieci principi fondamentali:

  • partnership tra gli operatori coinvolti
  • strategia e piano d’azione per la valorizzazione e la tutela dell’area
  • tutela e miglioramento del patrimonio ambientale e culturale
  • qualità
  • comunicazione
  • valorizzazione dei prodotti turistici specifici locali
  • miglioramento e diffusione della conoscenza sull’area e sulle peculiarità del sito
  • tutela della qualità della vita dei residenti
  • incremento dei benefici per l’economia locale
  • monitoraggio dei flussi di visitatori e riduzione degli impatti

Parlando più genericamente di “ecoturismo”, o “turismo ecosostenibile”, si intende un tipo di turismo attuato secondo principi di giustizia economica, ambientale e sociale, che non sia invasivo rispetto ai territori ed alle comunità ospitanti. Riflette dunque soprattutto uno state of mind, uno stile di vita, un atteggiamento pratico e mentale. Il turismo ecosostenibile valorizza la diversità e la tutela, apprezzandone il valore. Tende a minimizzare l’impronta dell’uomo sul’ambiente, senza per questo togliere valore all’esperienza turistica.

Il turismo sostenibile è “un turismo capace di durare nel tempo mantenendo i suoi valori quali-quantitativi. Cioè suscettibile di far coincidere, nel breve e nel lungo periodo, le aspettative dei residenti con quelle dei turisti senza diminuire il livello qualitativo dell’esperienza turistica e senza danneggiare i valori ambientali del territorio interessato dal fenomeno” (WWF).

Vi segnalo un interessante portale, Ecobnb, in cui è possibile trovare alloggi ecosostenibili per le proprie vacanze, che utilizzano alcuni principi base di rispetto per l’ambiente. Il sito è visionabile cliccando qui. Ecobnb è una comunità dedicata al turismo ecosostenibile, che si propone la volontà di diffondere una cultura del viaggio rispettosa del luogo e della società. Il video promozionale è visionabile a questo link.

E voi, siete turisti responsabili?

Economia circolare, Innovazione

GreenItaly: imprese che investono in innovazione ecosostenibile

E’ pubblico il nuovo report 2018 GreenItaly, edito da Symbola (Fondazione per le Qualità italiane) e Unioncamere, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Il report parte dall’analisi della situazione ambientale attuale e dagli obiettivi dell’Agenda 2030 (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile), che riguardano l’ambito economico, ambientale e sociale. A tale proposito si rileva come l’ambito produttivo del made in Italy si stia sempre più orientando verso un’economia di tipo circolare, mirando al recupero della materia, dell’energia, dei rifiuti, minimizzando gli sprechi e raggiungendo alti livelli di ecoefficienza. Dall’analisi di quattro indicatori principali ovvero materie prime, consumi energetici, produzione di rifiuti ed emissioni atmosferiche si rileva che l’Italia sta facendo grandi passi avanti, accompagnando una creazione di valore del prodotto con un incremento della produttività green.

Le principali tendenze nell’ecoefficienza si rilevano nel settore elettrico – meccanico, alimentare e dei trasporti, ma si stanno facendo passi avanti anche nel sistema moda e nei settori chimico, metallurgico e petrolifero. In particolare, “l’elettronica mostra alti livelli di efficienza ambientale, con l’eccezione della fase di gestione dei rifiuti“.

Dal report emerge un concetto essenziale: l’investimento nel settore green può costituire una marcia in più per l’innovazione economica, sociale ed ambientale. “Il green si conferma una leva per l’innovazione: chi ha investito in in prodotti e tecnologie green nel triennio 2015–2017 ha introdotto innovazioni (processo, prodotto, organizzative, marketing) nel 79% dei casi contro il 43% delle imprese che non hanno effettuato eco-investimenti. Ciò vale non solo per le medie imprese (il confronto delle quote è 94% contro 88%), ma anche per le piccole imprese manifatturiere (77% contro 41%)” (fonte: report 2018, GreenItaly).

Tra le città con imprese più coinvolte nell’investimento nel settore green ci sono Roma, Milano, Torino, Napoli. La principale motivazione scelta dagli investitori è quella dell’accrescimento della propria competitività sul territorio.

In parallelo si rileva un incremento dei green jobs, ovvero dei lavori e delle posizioni strettamente connesse all’innovazione ecosostenibile delle imprese, soprattutto nei settori progettazione e ricerca e sviluppo. Tra le nuove professioni emergenti: installatore di reti elettriche a migliore efficienza, programmatore agricolo della filiera corta, meccatronico green, manovale esperto di calcestruzzi green, installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale, risk manager ambientale, esperto in gestione dell’energia (ingegnere energetico), promotore edile di materiali sostenibili, meccanico industriale green.

Il report offre anche un’analisi dettagliata delle “Quattro A” del settore manifatturiero italiano: Agroalimentare – Arredo-casa – Automazione – Abbigliamento-tessile.

Per quanto riguarda l’edilizia, si rileva un lento miglioramento del settore nel 2018, evidenziando particolare importanza della riqualificazione e della ricostruzione post sisma. “Raccontare l’edilizia oggi significa raccontare di riqualificazioni, di una nuova edilizia legata al recupero, all’efficienza energetica e alla sicurezza antisismicaIn Italia ci sono 12,2 milioni di edifici a uso abitativo, di cui il 70% costruito antecedentemente all’emanazione delle prime norme antisismiche e sull’efficienza energetica” (fonte: Ance). Grande sviluppo per il settore delle’edilizia in legno, con alcune grandi imprese che trainano il settore “L’Italia si è posizionata al quarto posto sulla piazza europea tra i produttori di edifici in legno alle spalle di Germania, Regno Unito e Svezia, con una crescita superiore alla media“.

Anche nel campo dei rifiuti in Italia facciamo progressi: “Anche nel 2016, secondo i dati di Eurostat, l’Italia è il paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti (urbani, industriali etc., totalità dei rifiuti – inclusi quelli minerari). Con il 79% di rifiuti avviati a riciclo (in aumento rispetto agli anni precedenti) presenta una incidenza più che doppia rispetto alla media europea (solo il 38%) e ben superiore rispetto a tutti gli altri grandi paesi europei: la Francia è al 55%, il Regno Unito al 49%, la Germania al 43% (dato 2014)”

Nota: “Symbola” deriva dal greco antico, significa “mettere insieme”. Symbola è una “fondazione che unisce personalità del mondo scientifico, accademico, istituzionale, associativo e imprenditoriale, che contribuiscono alla diffusione della Qualità attraverso azioni concrete, per aumentare coesione sociale, benessere e competitività del Paese