Eventi green, Innovazione, Normativa e certificazioni, sviluppo sostenibile

Cos’è l’Agenda 2030?

Fonte: Commissione Europea

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è un documento approvato dalle Nazioni Unite il 25 settembre 2015: sono stati individuati 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs nell’acronimo inglese), articolati in 169 Target da raggiungere entro il 2030. Scarica qui il testo integrale. Guarda il video di presentazione di Agenda 2030.

The new agenda is a promise by leaders to all people everywhere. It is an agenda for people, to end poverty in all its forms – an agenda for the planet, our common home” (Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite – fonte: sito ASVIS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile)

I 17 obiettivi legato allo sviluppo sostenibile sono i seguenti, sintetizzati nella figura sopra riportata.

Goal 1: Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

Goal 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Goal 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Goal 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

Goal 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere, per l’empowerment di tutte le donne e le ragazze

Goal 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie

Goal 7: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

Goal 8: Incentivare una crescita economica, duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti

Goal 9: Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

Goal 10: Ridurre le disuguaglianze all’interno e fra le Nazioni

Goal 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Goal 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

Goal 13: Adottare misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le sue conseguenze

Goal 14: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile

Goal 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica

Goal 16: Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficaci, responsabili e inclusivi a tutti i livelli

Goal 17: Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

Nei prossimi articoli su questi temi evidenzieremo lo stato di avanzamento nel perseguire questi 17 goals da parte dei Paesi del mondo, e cercheremo di capire in cosa consistono le azioni concrete che si possono portare avanti in questi ambiti.

Per approfondire temi legati allo sviluppo sostenibile trovate numerosi libri anche sul sito di Feltrinelli. Solo su LaFeltrinelli.it in regalo una gift card da 8 € per ordini di almeno 50 € di libri!

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Architettura, Arredamento, Libri

Come riordinare la casa in poche mosse

In questi giorni di smartworking mi sono reimbattuta in un libro acquistato qualche mese fa e l’ho riletto con piacere. Si tratta del famosissimo “Il magico potere del riordino” della giapponese Marie Kondo.

In esso l’autrice descrive una serie di tecniche per riordinare la casa in poco tempo, tenendo conto delle emozioni suscitate dagli oggetti (abiti, carte, libri, oggetti, fotografie) ma non troppo: buttare via oggetti che non servono più ha un vero e proprio potere terapeutico secondo la Kondo.

Buttare via ciò che è vecchio ma soprattutto inutilizzato da tempo ci permette di fare spazio per il nuovo, di prendere in mano la nostra vita e capire che forma vogliamo darle davvero. Al contrario, stipare le proprie stanze con oggetti ormai privi di valore per noi o con un presunto passato significato è controproducente e può nuocere alla nostra salute. Il riordino della propria casa diviene un momento di auto-gratificazione, di meditazione e di liberazione personale. Un modo per innovare, per migliorare, per guardare avanti.

Dal piegare tutto “in verticale” senza accatastare, al buttare via cartacce e cavi che non servono più (smaltendoli correttamente, ndr), al liberarsi di oggetti ottenuti in regalo non graditi e ormai senza senso: una vera e propria carrellata di metodi e consigli che si possono solo mettere in pratica.

L’autrice parla anche della propria esperienza in modo soggettivo, rendendo più vicino quanto scrive a chi legge. Un linguaggio semplice e scorrevole, che rende rapida e gradevole la lettura di questo testo.

Se non conoscete questo libro vi consiglio di acquistarlo: lo trovate sul sito di Feltrinelli. Solo su LaFeltrinelli.it in regalo una gift card da 8 € per ordini di almeno 50 € di libri!

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Architettura, Arredamento

Arredare in stile etnico: tavolini in stile jungle

Quando si resta a casa, si può iniziare a pensare a qualche idea per rinnovare l’arredamento. Per chi preferisce uno stile naturale etnico, che ricorda il jungle, è opportuno pensare all’utilizzo del legno. Ci sono molti simpatici tavolini su cui appoggiare le chiavi, le riviste oppure tutte le carte o i micro-oggetti che ogni giorno ci portiamo dietro. Sul sito di Kave Home Italia trovi molti modelli di questo tipo! Di seguito la mia selezione.

Un tavolino molto caratteristico con una forma insolita ed originale si chiama Jeanette, realizzato in legno di teak (Tectona grandis). Il tavolino ha un piano circolare spesso 3 cm ed ha un diametro di 50 cm; è alto 55 cm, dunque può essere utilizzato come appoggio di fianco ad un divano o a una poltrona. Lo stile un po’ etnico lo rende ideale per ambienti outdoor coperti (non è utilizzabile in esterno) ma soprattutto per interni arredati secondo uno stile rustico, un po’ wild, un po’ sauvage, dove può dare un tocco di originalità. La piantana ha una forma irregolare, con un diametro di 40 cm alla base ed un’estremità di 20 cm in corrispondenza del piano. Jeanette è disponibile anche con piano circolare da 120 cm e altezza 78 cm; con piano circolare di diametro 80 cm e altezza 47 cm. Per chi lo desidera, esiste anche in colore nero.

Più raffinato, ma sempre in stile naturale, è invece il tavolino Hakon in legno massello di mangur, alto 45 cm, con un piano di forma quadrata di dimensioni 33 cm x 33 cm, dallo stile contemporaneo. E’ disponibile in due modelli: semplice o intagliato. Più lineare il modello senza intagli, più leggero e versatile il modello intagliato: esso presenta alcuni vuoti e alcuni pieni e si mostra molto versatile. Non è consigliabile il suo utilizzo all’aperto, ma è possibile usarlo all’interno. La forma inusuale lo rende idoneo per l’utilizzo sia del piano superiore sia della parte inferiore, come portaoggetti o come portariviste.

Essenziale, richiama la forma di un nido il tavolino Halker, sempre in stile jungle, realizzato in legno massello di mungur e in legno di Albizia (Albizia saman). Con un diametro di 30 cm, ha una forma cilindrica e presenta un foro al suo interno. Molto adatto come portaoggetti, richiama la forma di un nido in modo simpatico ed elegante. L’interno è utilizzabile, così come il piano di appoggio.Si può utilizzare anch’esso all’interno o all’esterno solo in spazio coperto; non è adatto all’utilizzo outdoor.

Un tuffo nel bosco con il tavolino modello Wellcres, di forma circolare (diametro 65 cm): si tratta di un pezzo artigianale, con quattro gambe inclinate, alto circa 40 cm. Ideale come svuotatasche o come arredo per il salotto. E’ realizzato in legno massello di mungur, legno di Albizia (Albizia saman) e in legno di teak (Tectona grandis).

Maggiori informazioni su sito ufficiale di Kave Home

Architettura

Ci lascia l’architetto Vittorio Gregotti

Ci ha lasciato questa mattina Milano l’architetto Vittorio Gregotti, uno dei maestri dell’architettura contemporanea. Aveva 92 anni ed era ricoverato per una polmonite.
Viaggió molto, incontrando alcuni personaggi importanti per l’architettura razionalista, quali Gropius, Van de Velde, Le Corbusier, Mies Van der Rohe.
Dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1952, entró nello studio BBPR. Fondó la Gregotti Associati lInternational nel 1974, di cui è Presidente.

Oltre ad una importante carriera accademica a Venezia, Milano e Palermo, Gregotti è celebre per alcune opere di architettura molto importanti: la risistemazione di Potsdamer Platz a Berlino, i progetti di molti edifici del quartiere Bicocca e del Teatro degli Arcimboldi a Milano e del Gran Teatro Nazionale di Pechino, il Centro Culturale di Belém, a Lisbona, il quartiere zen a Palermo. Più recente (2008) la Chiesa di San Massimiliano Kolbe, a Bergamo.

«Quello che conta è che l’architettura abbia un senso, un significato, un compito» disse Gregotti. Questa frase riassume tutto il suo impegno e la sua filosofia di vita e di progettazione.

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Formazione, Innovazione, Professione

Alla ricerca dell’essenziale: #iorestoacasa

Sono giorni strani, quelli che stiamo attraversando. Anche a voi è capitato di sentirvi disorientati? Privi dei soliti punti di riferimento, del tran tran quotidiano, di mille attività lavorative (e non) da fare.

L’emergenza sanitaria ci fa rimanere soli con noi stessi, confinati in casa, e ci induce a riflettere. Riflettiamo su di noi, sulla nostra vita, sul presente, sul passato e sul futuro. Lo smartworking ci consente, ove possibile, di superare i confini fisici, comunicando anche oltre Oceano e continuando a lavorare.

Ma quanto realmente nella nostra vita abbiamo ancora il contatto con la realtà? Quanto siamo “connessi” nella realtà tangibile con la nostra famiglia? Come riusciamo a passare del buon tempo con essa? Ci ricordiamo il colore di un frutto sull’albero, la forma di una pianta, il profumo di un fiore che non siano artificiali? Senza dover scappare al lavoro, senza correre, “SENZA”.

La chiave di lettura di questa esperienza forse è proprio questo “SENZA”: la ricerca dell’ESSENZIALE, della comprensione di ciò di cui non abbiamo realmente bisogno per essere felici. E la riscoperta di ciò che invece per noi è fondamentale, e che non valorizziamo in modo adeguato.

Premesso che l’uomo è un animale sociale, per cui la mancanza dell’incontro degli amici o dei parenti è sicuramente motivo di dolore.. anche la solitudine può rivelare lati inaspettati. Un esame di coscienza sulla propria situazione, sulla propria capacità relazionale, sulle proprie flessibilità ed adattività a situazioni di emergenza.

Comunicare diviene una necessità, e allora ci si scambiano migliaia di video e foto inutili e assurdi per cercare di sdrammatizzare una situazione grave e surreale, che riguarda tutti. E questo TUTTI che travalica le frontiere fisiche e che ci rende una comunità unica onnipresente in vari luoghi della Terra ci rende anche tutti partecipi dell’ansia o del dolore, della speranza e del coraggio.

Una lezione di vita non da poco, dunque. Chissà che ognuno di noi ne esca con un po’ di coraggio e di voglia di vivere in più e con un po’ di superficialità e narcisismo in meno. Ci sono moltissime attività che possiamo fare a casa! Se vi annoiate ricordate che potete per esempio leggere un buon libro. E se avete compiuto 18 anni c’è Bonus Cultura 18 app – con 18 app in regalo una gift card La Feltrinelli !!!

Riporto di seguito una riflessione molto bella dello psicologo R. Morelli in merito, che come avrete capito condivido in toto.

“Credo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte.
Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare…
In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l’economia collassa, ma l’inquinamento scende in maniera considerevole. L’aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira…

In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.

In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all’altro, arriva lo stop.
Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro.
Sappiamo ancora cosa farcene?

In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.

In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel “non-spazio” del virtuale, del social network, dandoci l’illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.
Quanto abbiamo dato per scontato questi gesti ed il loro significato?

In una fase sociale in cui pensare al proprio orto è diventata la regola, il virus ci manda un messaggio chiaro: l’unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunita, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi. La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano. E che tu dipendi da loro.

Allora, se smettiamo di fare la caccia alle streghe, di domandarci di chi è la colpa o perché è accaduto tutto questo, ma ci domandiamo cosa possiamo imparare da questo, credo che abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci.
Perchè col cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto.
Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo.”

(Cit. F. MORELLI)

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Architettura, Economia circolare, Efficienza energetica, Innovazione, Viaggi

PON Cultura e Sviluppo: bando borghi e centri storici

E’ stato pubblicato il 28 febbraio in Gazzetta Ufficiale V Serie Speciale – Contratti Pubblici n. 24 del 28/02/2020 l’Avviso pubblico relativo alla selezione di interventi finalizzati alla riqualificazione e valorizzazione turistico-culturale dei Comuni delle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Il bando prevede la realizzazione di interventi per il rafforzamento dell’attrattività dei borghi e dei centri storici di piccola e media dimensione, attraverso il restauro e recupero di spazi urbani, edifici storici o culturali, nonché elementi distintivi del carattere identitario. L’intervento mira altresì a sostenere progetti innovativi di sviluppo turistico che favoriscano processi di crescita socio-economica nei territori beneficiari, anche al fine di promuovere processi imprenditoriali che ne accrescano l’occupazione e l’attrattività.

Sono destinatari i Comuni della Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, con una popolazione residente – dati Istat al 31/12/2018 – fino a 5.000 abitanti, ovvero fino a 10.000 abitanti che abbiano individuato il centro storico quale zona territoriale omogenea (ZTO) ai sensi dell’art. 2 lett. A) del decreto ministeriale n. 1444/1968 e successive modifiche.

Gli interventi ammissibili sono:

recupero e adeguamento funzionale, strutturale e impiantistico di immobili e/o spazi pubblici;
realizzazione di percorsi ciclabili e/o pedonali per la connessione e la fruizione dei luoghi di interesse turistico-culturale (musei, monumenti, siti Unesco, biblioteche, aree archeologiche e altre attrattive culturali, religiose, artistiche, ecc.);
erogazione dei servizi di informazione e comunicazione per l’accoglienza (info point, visitor center, etc.), volti a favorire la fruizione del patrimonio culturale tangibile e intangibile, anche attraverso tecnologie avanzate e strumenti innovativi (prodotti editoriali e multimediali, portali informativi, pannelli interattivi, audioguide, realtà aumentata, ecc.).
valorizzazione e ampliamento dell’offerta culturale, attraverso la realizzazione di attività e servizi artistici (installazioni, videoproiezioni, digital art, land art, ecc.), in luoghi potenzialmente interessanti sotto il profilo turistico;
realizzazione e promozione di itinerari culturali, tematici, percorsi storici e visite guidate, anche attraverso il restauro e l’apertura al pubblico di siti;
valorizzazione di saperi e tecniche locali (artigianato locale, tecniche costruttive e lavorazioni dei materiali secondo le tradizioni locali, ecc.) anche attraverso attività esperienziali aventi ad oggetto gli elementi simbolici del carattere identitario dei luoghi;
miglioramento dell’accessibilità e della mobilità nei territori.

Il finanziamento, non cumulabile con altri finanziamenti pubblici, nazionali, regionali o comunitari, è concesso nella forma del contributo a fondo perduto, pari al 100% delle spese ammissibili.
Il contributo massimo concedibile per beneficiario è di 1.000.000 di euro, IVA compresa.

Clicca qui per vedere come partecipare

Il bando è pubblicato anche sul sito del MIBACT (clicca qui)

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Bonus Cultura 18 app – con 18 app in regalo una gift card La Feltrinelli
Architettura, Economia circolare, Efficienza energetica

Nuovo bando Smart Grid: come accedere

Fonte: http://www.ponic.gov.it

Il nuovo bando di Reti Intelligenti del Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato fondi pari a euro 23.978.254,41, rivolto ai distributori di energia elettrica nelle regioni di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, e Sicilia. 

Il Bando prevede finanziamenti per la realizzazione, adeguamento e potenziamento di reti intelligenti, note come Smart Grid. Questo nuovo sistema di reti intelligenti è finalizzato ad aumentare la quantità di fabbisogno energetico distribuita da fonti rinnovabili. 

Per presentare la propria domanda, utilizzare la piattaforma presente al seguente link:  http://www.ponic.gov.it/DGAECE.Impresa entro il termine delle ore 10:00 del 1 giugno 2020

Per maggiori informazioni, potete consultare il seguente articolo.

Trovate numerosi testi sulle energie rinnovabili editi da Feltrinelli Editore. Solo il 4 e il 5 marzo spedizione gratis per tutti gli ordini: su LaFeltrinelli Consegna gratuita!

Architettura, Biomimesi, Efficienza energetica, Verde

Verde e architettura: un binomio vincente

L’utilizzo delle piante negli edifici costituisce un elemento importante della progettazione ecosostenibile. Si può considerare un loro posizionamento sia all’interno dell’abitazione o degli uffici, sia valutare il loro utilizzo nell’involucro dell’immobile, sia progettare in modo accurato lo spazio outdoor, fuori dall’architettura. Ci sono molti motivi per consigliarlo.

Numerosi studi testimoniano che la presenza del verde all’interno dell’ambiente costruito rende le persone più felici e più serene, diminuendo lo stress: questo vale anche per gli uffici. A tale proposito si può consultare lo studio “The psychological benefits of indoor plants: A critical review of the experimental literature” di Tina Bringslimark, Terry Hartig, Grete G. Pati (Journal of Environmental Psychology 29/2009). La vicinanza dell’uomo al verde trova espressione in una parola: biofilia.

Definita da Wilson nel 2002 come “l’innata tendenza a concentrare l’attenzione sulle forme di vita e su tutto ciò che la ricorda, e in alcuni casi ad affiliarvisi emotivamente“, è qualcosa che ci appartiene profondamente, in quanto esseri viventi che hanno sempre vissuto a contatto con la natura e che in fondo hanno periodicamente bisogno di ricongiungersi ad essa.

L’utilizzo delle piante indoor può inoltre rendere l’ambiente più gradevole e contribuire alla termoregolazione dello stesso, migliorando le condizioni di comfort.

In “Biological treatment of indoor air for VOC removal: Potential and challenges”, di Benoit Guieysse, Cecile Hort, Vincent Platel, Raul Munoz, Michel Ondarts, Sergio Revah (Biotechnology Advances”,26/2008) emerge come l’utilizzo di “trattamenti biologici” di vario tipo, tra cui ad esempio il semplice utilizzo di piante come “purificatrici” riduca in modo considerevole la presenza di VOC, formaldeide, toluene e xylene negli ambienti indoor.

L’utilizzo delle piante negli spazi esterni è fondamentale perché assorbono anidride carbonica e producono ossigeno, per cui costituiscono un’arma essenziale per combattere il surriscaldamento globale dovuto all’incremento dei gas serra. Tutte le amministrazioni locali, gli enti, le aziende dovrebbero pensare a spazi verdi da coltivare e di cui prendersi cura per il benessere collettivo (consulta anche “Piantare alberi come se non ci fosse un domani“) . Esistono Paesi che di recente hanno messo in atto iniziative diffuse di piantumazione coinvolgendo anche la popolazione: basti pensare all’Etiopia (a proposito leggi questo articolo).

Le piante possono essere utilizzate anche nell’involucro dell’edificio. Le Corbusier, progettista razionalista dei primi del ‘900, fu il primo a teorizzare e mettere in pratica la necessità del “tetto giardino”, visto come uno dei “cinque pilastri dell’architettura”. Il tetto verde è ancora oggi uno strumento importantissimo di promozione del verde urbano, complesso da progettare ma potente come strumento di termoregolazione dell’involucro.

Tetti verdi estensivi o intensivi sono molto utilizzati nel Nord Europa per esempio. Di recente il Comune di Milano ha varato un progetto noto come CLEVER per l’incentivazione di tetti verdi in città, che utilizza come finanziamento fondi europei Horizon 2020. Esistono anche facciate verdi, che hanno funzione anche protettiva dai venti e che possono rendere più gradevoli edifici da riqualificare, contribuendo anche ad una loro rivalutazione. Numerose le aziende che possono affiancare i progettisti nella progettazione di tetti e facciate verdi.

Non dimenticare di dedicare del tempo alla tua cultura. Trovi numerosi testi da consultare sul verde in architettura sul sito Feltrinelli. Solo il 4 e il 5 marzo spedizione gratis per tutti gli ordini: su LaFeltrinelli Consegna gratuita!

Architettura, Efficienza energetica, Professione

Fine lavori nel 2020: come fare per le detrazioni fiscali

Se i lavori edili di ristrutturazione di un immobile terminano nel 2020 e occorre trasmettere all’ENEA la dichiarazione relativa agli interventi effettuati per ricevere le detrazioni fiscali al 50% (bonus casa) oppure al 65% (ecobonus) occorre aspettare la messa on line del nuovo portale ENEA.

ENEA fa sapere infatti che il sito per l’invio della documentazione relativa ai lavori conclusi nel 2020 sarà online non appena terminato l’iter autorizzativo. I 90 giorni utili per inserire la pratica decorreranno dalla data di messa online del nuovo sito.

Nel frattempo è possibile informarsi sui dati da inserire nelle pratiche ENEA andando sul portale https://detrazionifiscali.enea.it/

Alla stessa pagina si trovano anche alcuni importanti documenti ENEA e le guide dell’Agenzia delle Entrate aggiornate.

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Architettura, Professione

ANCE: indicazioni a sostegno delle imprese

L’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ha messo a disposizione alcune istruzioni operative “in materia di lavoro, salute, appalti pubblici e edilizia privata per far fronte alle difficoltà nelle aree interessate dall’allerta Covid-19. L’Associazione ha avviato inoltre un immediato confronto con il Governo e le istituzioni nazionali e locali per definire le azioni urgenti a sostegno dell’attività delle aziende, che tengano conto delle specificità occupazionali e organizzative del cantiere edile, ed è a disposizione per raccogliere segnalazioni e casi di particolare criticità su tutto il territorio.” si legge sul sito ufficiale.

EDILIZIA PRIVATA

Presentare al Comune una comunicazione finalizzata, a seconda dei casi, a:

  • rinviare l’inizio dei lavori (se ancora non sono state eseguite opere comprovanti l’effettivo avvio dei lavori);
  • sospendere i lavori (attività di cantiere in esecuzione);
  • chiedere la modifica dei termini per l’eventuale rateizzazione degli oneri urbanizzazione;
  • indicare nella comunicazione i motivi della sospensione (es. impossibilità alle maestranze di iniziare i lavori, accedere al cantiere o comunque difficoltà di accesso, impossibilità di ricevere i materiali necessari per l’approvvigionamento del cantiere, provvedimenti amministrativi anche indiretti che hanno riflesso sull’attività del cantiere ecc.) finalizzati ad ottenere una successiva proroga del termine da richiedere comunque prima della sua scadenza;
  • alla ripresa delle attività inoltrare al Comune una ulteriore comunicazione.
  • nei contratti preliminari di compravendita di immobili o nelle altre forme precontrattuali ad esse assimilate (es. promesse unilaterali di acquisto) è prevista in genere l’indicazione del termine per la fine dei lavori e la redazione del successivo atto di trasferimento della proprietà, nonché quelle per i pagamenti dei ratei intermedi in conto prezzo. Nel caso di sospensione dei lavori, come sopra descritto, sarà necessario darne immediata comunicazione al promissario acquirente nelle forme indicate nel contratto o, se non espressamente previste, tramite PEC o raccomandata con avviso di ricevimento al fine di definire, non appena possibile, nuovi termini di adempimento.

Ulteriori informazioni sulle opere pubbliche si trovano sull’allegato, scaricabile qui.

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