Architettura, Economia circolare, Innovazione, Viaggi

Verso l’edilizia del futuro

L’ingegneria e l’architettura di oggi devono rispondere a problemi sempre più difficili. Un edificio non è solo un riparo, ma costituisce una sintesi di risorse utili. E tra i grandi problemi che l’umanità deve affrontare, nell’immediato ed in futuro, c’è il tema delle risorse. Troppi i luoghi del mondo in cui mancano risorse come l’energia o il cibo. Se le risorse sono qualcosa che deve soddisfare un bisogno umano, troppi sono i bisogni insoddisfatti dell’umanità. Non si tratta di risorse che mancano, ma di loro cattiva distribuzione: troppo concentrate presso alcuni Paesi o individui, quasi assenti in altri luoghi.

Un’edilizia ecosostenibile che mira al futuro può portare contributi innovativi anche sul fronte dell’apporto di energia elettrica da fonti rinnovabili, autoproducendo l’energia che consuma: è il caso degli NZEB (Nearly Zero Energy Building), come per legge devono essere tutti gli edifici di nuova costruzione. Ma un edificio può anche produrre cibo: sempre più diffuso il fenomeno dell’urban farming, ovvero dell’autoproduzione di ortaggi e frutta in autonomia, sul proprio balcone, sul terrazzo o in un giardino personale. L’autoproduzione permette di effettuare un controllo maggiore sul consumo, di avere un risparmio ed una migliore qualità. Esistono progetti di fattorie urbane, dove un progetto di agricoltura condivisa con l’abitare va di pari passo con l’acquacoltura. Esistono centri dove si studiano le colture idroponiche e le colture fuori suolo, per ottimizzare la produzione e consumare meno terreno, altra risorsa in via di esaurimento e depauperamento.

Un’edilizia di frontiera, in cui la ricerca può investire, è un’edilizia che necessariamente deve agire per il sociale. Che non si interessa cioè solamente all’aspetto ambientale ed economico, ma anche alla salute ed al benessere, alla sopravvivenza e alla felicità degli utenti. Il fatto che nel mondo molte persone ancora non dispongano di acqua pulita e che non abbiano un impianto di riscaldamento o un tetto sopra la testa significa che la nostra civiltà non è poi così evoluta. Lo scopo primario del progettista ecosostenibile dovrebbe essere l‘innovazione per il sociale, per la parità, per la crescita dei Paesi in sofferenza.

La frontiere della ricerca si pongono nuovi interrogativi e cercano nuovi modi per rispondere: come creare abitazioni economiche che garantiscano energia e cibo per la sopravvivenza, da collocare in un quadro di pianificazione urbanistica locale e globale, rispettosa dei territori e delle diverse peculiarità? Edifici interamente smontabili e riciclabili, concepiti studiandone il ciclo di vita in un’ottica di pensiero (ed economia) circolare?

Cambiamento climatico, Economia circolare, Eventi green, Innovazione

Al via la COP25 a Madrid: 2-13 dicembre 2019

Foto: tratta dal Sito United Nations Climate Change – Scultura “Support”, di L. Quinn, Venezia

In occasione della conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici che si tiene in questi giorni a Madrid, 10 paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Grecia, Kazakistan, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Portogallo e Svizzera) condivideranno i loro risultati e le azioni innovative per il clima che stanno portando avanti. L’obiettivo è quello di monitorare i progressi realizzati da ogni paese per raggiungere gli obiettivi posti per il 2020.

Tra i numerosi argomenti trattati alla COP25 i dati scientifici, le cause e le maggiori espressioni, le conseguenze dei cambiamenti climatici.

L’ultimo decennio ha visto temperature estreme e temperature record senza precedenti” si dichiara nel report di oggi 4 dicembre 2019 della World Meteorological Organization sullo stato del clima. “Per vincere la lotta contro il cambiamento climatico, ora abbiamo bisogno di un decennio di azione climatica“.

Dobbiamo scegliere tra la strada della resa – lasciare che l’emergenza climatica metta in pericolo tutti gli abitanti del pianeta – o la via della speranza, le soluzioni sostenibili e il successo dell’azione per mitigare i cambiamenti climatici” ha detto ieri António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite alla COP25. “Vogliamo davvero che ci ricordate come la generazione che ha nascosto la testa sotto la sabbia?” 

I report dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) sono tutti disponibili on line e riguardano vari temi. In particolare, segnalo il Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate, consultabile qui, che verrà discusso domani, 5 dicembre, sullo stato degli oceani e della criosfera.

La COP25 servirà per trovare soluzioni e politiche comuni da adottare per mitigare i cambiamenti climatici, che sono già in atto.

Nel frattempo, Lorenzo Quinn ha realizzato a Venezia una scultura monumentale, dell’altezza di tre metri, per sensibilizzare sul problema dell’innalzamento del livello dei mari legato ai cambiamenti climatici. Si chiama “Support” ed è stata realizzata in onore della COP25. Si tratta di due mani giganti di bambino che emergono dall’acqua per proteggere il Ca’ Sagredo Hotel, che simbolicamente richiama la necessità di tutela del patrimonio umano, ambientale, culturale ed artistico da parte delle presenti e delle future generazioni, in difesa dagli effetti dei cambiamenti climatici.

Biomimesi, Economia circolare, Innovazione

Riscoprire il valore delle periferie e del paesaggio agricolo

Nel nostro quotidiano rapporto con l’ambiente è importante recuperare un lato empatico e passionale: nell’ambito di un progressivo degrado delle relazioni umane si può riscoprire il bello del proprio territorio, cercando di valorizzarlo, riscoprendo il linguaggio del luogo, utilizzando la propria capacità di immaginazione.

La mancata considerazione delle periferie nei piani politici, economici e sociali porta per esempio, spesso, ad una crisi di autostima di questi territori, che possono invece costituire luoghi di rigenerazione urbana e di innovazione. Questo è indispensabile per evitare l’abbruttimento di luoghi abbandonati e la nascita di situazioni di degrado sociale. Riscoprendo una dimensione spirituale e invisibile della natura è necessario ricominciare a dare valore alla biodiversità, agli habitat, ai cicli della vita. Nel libro “Il cerchio da chiudere – la natura, l’uomo e la tecnologia”, di B. Commoner (1977), si individuano i processi naturali come ciclici, mirati all’economia di risorse ed alla minimizzazione degli sprechi. Anche nella tecnologia è necessario oggi più che mai recuperare una dimensione ciclica, abbandonando i percorsi lineari. La tecnologia può e deve ispirarsi alla natura, secondo un approccio biomimetico.

Nell’ambito del territorio della Pianura Padana per esempio è di fondamentale importanza tornare a valorizzare il paesaggio agricolo, non solo dal punto di vista estetico, ma anche dal punto di vista della sua tutela. L’utilizzo di pesticidi e la presenza di siti contaminati in Italia dovrebbe essere una delle nostre principali preoccupazioni quotidiane. I cibi che mangiamo ed i luoghi che viviamo ci influenzano profondamente e modificano la durata e la qualità della nostra vita. E’ importante perciò sostenere un’agricoltura dolce, che non provochi la scomparsa di tutti gli elementi naturali del paesaggio, ma che sappia valorizzare chi coltiva senza inquinare, che faccia pagare chi inquina, che premi la produzione e la diffusione del cibo. Oggi purtroppo non è la carenza di cibo a causare la fame, ma la sua errata distribuzione nel mondo: c’è chi ha troppo e chi ha troppo poco. Chi soffre per obesità e chi non ha accesso ai servizi alimentari di base.

La bellezza di un paesaggio non è solo estetica, ma comprende anche ciò che sta dietro al paesaggio: le relazioni umane, la storia, il vissuto. Il sistema alimentare deve andare verso un percorso sostenibile, che consideri anche l’aspetto ambientale ed etico di un certo tipo di dieta. Motore del cambiamento potrebbe essere la diffusione di profili di consumo sostenibili ed il sostegno all’agricoltura biologica. Uno degli obiettivi dell’Agenda 2030, infatti, è la diffusione di consumo e produzione responsabili.

Il processo di riqualificazione di aree degradate della città può collegarsi agli ambiti agricoli, per creare interventi di ampio respiro urbanistico e paesaggistico. Nello stesso tempo, le aree periferiche devono essere messe in relazione e mantenere il contatto con il centro città, per evitare uno svuotamento di una o dell’altra e per conferire vitalità e dinamismo agli spazi urbani.

Architettura, Economia circolare, Efficienza energetica, Innovazione

2020, prorogate le detrazioni fiscali per l’edilizia: al via anche il “bonus facciate”

“Cohousing BADILE 6 by batrax is licensed under CC BY 2.0 

La riunione del Consiglio dei Ministri di martedì 15 ottobre ha portato delle novità nel Disegno di Legge di Bilancio 2020, alcune delle quali riguardano anche l’edilizia, le imprese e l’innovazione. Di seguito i principali punti in merito:

  • LOTTA ALL’EVASIONE – Vengono messe in campo politiche di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali in più settori. Si prevede un inasprimento delle pene per i grandi evasori. Si introducono misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie, che in tal modo evadono l’Iva e non procedono al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori….
  • INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI E AMBIENTE – Si istituiscono due nuovi fondi per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e un fondo per contribuire (con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio) alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal. A queste risorse vanno aggiunte quelle relative al sostegno degli investimenti privati sotto forma di contributi e di incentivi
  • MEZZOGIORNO – Vengono destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti delle imprese, alle infrastrutture sociali e al risparmio energetico nelle regioni del Mezzogiorno
  • IMPRESE E INNOVAZIONE – Si stanziano le risorse necessarie a proseguire gli incentivi del programma “Industria 4.0” per sostenere gli investimenti privati e favorire il rinnovo dei sistemi produttivi: tra questi il Fondo centrale per le piccole e medie imprese; il super e l’iper ammortamento (per beni tecnologici, software ed economia circolare); il rifinanziamento della legge Sabatini; il credito di imposta per la “Formazione 4.0”
  • DETRAZIONI – Vengono prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione. Viene introdotta per il 2020 una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (il ‘bonus facciate’) per dare un nuovo volto alle nostre città.

E’ molto interessante constatare che le detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazioni edilizie, nonché per l’acquisto di elettrodomestici, saranno prorogate nel 2020 … e che sarà introdotto il “bonus facciate”, per dare il via ad un processo di rinnovamento e di restyling dei centri urbani e per mettere in atto circoli virtuosi di riqualificazione urbana sostenibile, con conseguente riqualificazione sociale ed economica.

E’ auspicabile che la sistemazione delle facciate degli edifici sia anche sostanziale e non solo estetica, ovvero che vada di pari passo con un incremento delle performance energetiche delle stesse, al fine di ottimizzare gli investimenti e migliorare in modo reale il comfort indoor, facendo del bene all’ambiente (la riqualificazione energetica dell’involucro riduce le dispersioni dello stesso e quindi anche i consumi di energia, con conseguente riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera).

Importante anche lo stanziamento di fondi per progetti ecosostenibili ed il sostegno alle imprese ed al programma “Industria 4.0” (per maggiori info sul Piano Nazionale Impresa 4.0 clicca qui).

Cambiamento climatico, Economia circolare, Innovazione

Il Nobel per la Pace all’Etiopia, che ha piantato 350 milioni di alberi

E’ di poche ore fa la notizia relativa al Nobel per la Pace di quest’anno. E’ stato assegnato ad Abiy Ahmed Ali, Primo Ministro dell’Etiopia che ha portato la pace nel suo Paese dopo anni di duri conflitti .. e che il 29 luglio scorso ha deciso di disseminare nel territorio etiope dieci miliardi di alberi.

In un solo giorno sono stati piantati 353 milioni 633 mila e 660 alberi, in 12 ore, grazie all’azione congiunta di 23 milioni di connazionali. Il numero di alberi piantato in un solo giorno costituisce un record mondiale, ma costituisce anche un messaggio importante, portatore di pace. Il messaggio è lo stesso di Greta Thunberg, attivista ambientale favorita ma che non ha vinto il premio: salviamo il Pianeta dal surriscaldamento globale, piantando alberi! Come universalmente noto, gli alberi effettuano la fotosintesi clorofilliana e utilizzando anidride carbonica (gas serra), producendo ossigeno. Possono quindi rivestire un ruolo chiave nell’azione di mitigazione dei cambiamenti climatici che dobbiamo portare avanti per sopravvivere.

Sono molto felice che quest’uomo abbia ricevuto il Nobel. E’ importante protestare contro l’immobilità e l’inerzia della politica, ma bisogna anche fornire l’esempio in prima persona, mediante azioni pratiche. Lui l’ha fatto, dando speranza a milioni di persone e creando un esempio di pace mondiale, da prendere come riferimento ogni giorno della nostra vita. Il messaggio è lo stesso di Greta: facciamo qualcosa, agiamo. Tutti!

Economia circolare, Rifiuti

Una bottiglia biodegradabile, un materiale innovativo

L’etichetta della Bio Bottle – Sant’Anna

Si chiama Bio Bottle: è la bottiglia 100% biodegradabile messa in commercio da Sant’Anna. Le bottiglie da 1 e 1,5 litri rappresentano l’unica linea di bottiglie compostabili presente in Italia.

Il materiale di cui è composto la bottiglia è PLA, che è una plastica biodegradabile, ovvero un polimero che si ricava dagli zuccheri contenuti nelle piante (mais), senza utilizzo di petrolio o di suoi derivati. La bottiglia è biodegradabile in 80 giorni e risulta conforme alla norma UNI EN 13432 (relativa alle caratteristiche che un materiale deve avere per essere considerato biodegradabile). La sola bottiglia può dunque essere gettata nell’organico. Il tappo e l’etichetta, tuttavia, sono in PE, per cui devono essere staccati e raccolti insieme ai rifiuti di plastica.

Ingeo™ biopolymer PLA è il biopolimero di origine 100% vegetale di Sant’Anna Bio Bottle, ed è prodotto dall’azienda americana Natureworks, in Nebraska. Il PLA o acido polilattico è prodotto dal destrosio (zucchero) estratto da materiali a base biologica. È la bioplastica, o biopolimero, più popolare e l’unica attualmente prodotta in un impianto di scala mondiale. 

BioBottle ha ottenuto una certificazione di qualità e garantisce:

  • un risparmio di oltre il 50% di energie non rinnovabili;
  • l’abbattimento del 60% di emissione di anidride carbonica;
  • l’abbattimento nel processo produttivo di stabilimento del 60% di energia nella fase di produzione delle preforme delle bottiglie (fase di essiccazione del granulo), fino al 30% in fase di fusione e del 70% nel ciclo di raffreddamento delle preforme (fonte: Sito Sant’Anna)

Sant’Anna ha ottenuto per questo prodotto numerosi premi come impresa attenta all’ambiente, investendo costantemente in ricerca e sviluppo per cercare di avere anche un tappo ed un’etichetta 100% naturali.

Quando non è possibile utilizzare una borraccia è opportuno, dunque, scegliere involucri innovativi … come la bottiglia biodegradabile.

Il PLA può avere vari utilizzi in ambito industriale e nella vita di tutti i giorni… per esempio stoviglie, pellicole, imballaggi … laddove questi non possono essere del tutto aboliti … rappresenta una buona soluzione!

Biomimesi, Cambiamento climatico, Economia circolare, Eventi green, Innovazione

Milano Green Forum: non possiamo mancare!

“Mundo Verde” by Soiden is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Il 12, 13, 14 settembre 2019 arriva a Milano il Green Forum, un laboratorio per riflettere sul rapporto nei contesti urbani tra Pubblico, imprese, terzo settore e cittadini sul tema Ambiente. Si tratta di un progetto culturale che vuole coinvolgere la società su temi come Aria, Acqua, Suolo e Biodiversità, per stimolare il dibattito, l’azione e la proliferazione di nuove idee, secondo un approccio open.

L’evento si terrà in Via Gattamelata, 5, presso Milano Congressi. Sono previsti momenti di dibattito, laboratori e spazi per le imprese per diverse aree tematiche: finanza e assicurazione, acqua, economia circolare, bioeconomia, clima, edilizia, design, cibo, moda, rifiuti, smart city, mobilità, energia, certificazioni, turismo, comunicazione e green job.

“Tre sono i format convegnistici pensati per coinvolgere i differenti target di pubblico: Eureka, in cui innovazione e progetti di ricerca si presentano ai buyer; Legislazione Ambientale, una panoramica di un’intera giornata sulla disciplina legislativa ambientale e le Plenarie, durante le quali rappresentanti del mondo aziendale e speaker internazionali risponderanno alle domande del pubblico/moderatore. Inoltre il format Fuori Green offrirà al visitatore la possibilità di fruire di una rassegna cinematografica dedicata ai temi ambientali e disponibile presso il cinema Anteo CityLife. “Il Milano Green Forum sarà un laboratorio permanente per riflettere sul rapporto nei contesti urbani tra Pubblica amministrazione, imprese, terzo settore e cittadini sul tema ambiente. Un progetto culturale – continua Federico Manca, Project Manager del Milano Green Forum- che aspira ad accrescere la consapevolezza nei soggetti coinvolti e generare nuove forme di condivisione di conoscenza e buone pratiche volte a creare azioni di advocacy trasparente e le condizioni necessarie per un proficuo confronto tra differenti stakeholder per elaborare strategie comuni” (fonte: comunicato stampa MGF)

L’associazione di promozione sociale MGF vuole diffondere il nuovo concetto di “Filambientia”, identificando in esso il ruolo che cittadini, imprese, Pubblica amministrazione e Terzo settore hanno nei confronti della sostenibilità ambientale. Costituita per perseguire finalità di utilità sociale, l’associazione MGF svolge la co-curatela dell’impianto contenutistico del Milano Green Forum.

Il programma dell’evento è scaricabile qui

Economia circolare, Innovazione, Rifiuti

Un portale per la riqualificazione e la pulizia del territorio

Il logo di Cleyoci – Clean your city (fonte: http://www.cleyoci.com)

Esiste un portale web dove si possono organizzare eventi di riqualificazione e pulizia del territorio. Si chiama Cleyoci – Clean your city (https://www.cleyoci.com/) e prevede l’autenticazione mediante login.

Chi intende organizzare eventi di sensibilizzazione e azione per pulire le strade, le piazze e le spiagge può semplicemente iscriversi al sito e poi inserire il proprio evento nel calendario, per fargli acquistare maggiore visibilità. Per informazioni scrivere a info@cleyoci.com. Esiste anche un account Instagram (@cleyoci).

Il portale prevede la possibilità per gli organizzatori di monitorare il numero di iscritti ai “cleaning events”. Ci si può iscrivere agli eventi anche come volontario. Cleyoci nasce dunque per rendere i cittadini partecipi della pulizia della propria città. Possono iscriversi al sito privati, gruppi di volontari, associazioni, aziende, pubbliche amministrazioni, pro loco.

Nell’ottica di diffusione si una cultura ecosostenibile, che è uno dei principali scopi di VIVATTIVA (@vivattiva) è importante che ognuno dia il suo contributo. Ben vengano dunque eventi di pulizia del territorio auto-organizzati, se finalizzati a fare del bene alla propria città e a contribuire al miglioramento della società. C’è molto da fare, si tratta solo di partire. Si tratta di singole piccole gocce nel mare, ma tante gocce insieme possono fare la differenza.

Cleyoci è uno strumento utile per la diffusione e lo scambio di idee, nonché per il passaggio di informazioni in merito agli eventi di pulizia del territorio. Teniamolo d’occhio e partecipiamo attivamente!

Economia circolare, Innovazione

GreenItaly: imprese che investono in innovazione ecosostenibile

E’ pubblico il nuovo report 2018 GreenItaly, edito da Symbola (Fondazione per le Qualità italiane) e Unioncamere, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Il report parte dall’analisi della situazione ambientale attuale e dagli obiettivi dell’Agenda 2030 (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile), che riguardano l’ambito economico, ambientale e sociale. A tale proposito si rileva come l’ambito produttivo del made in Italy si stia sempre più orientando verso un’economia di tipo circolare, mirando al recupero della materia, dell’energia, dei rifiuti, minimizzando gli sprechi e raggiungendo alti livelli di ecoefficienza. Dall’analisi di quattro indicatori principali ovvero materie prime, consumi energetici, produzione di rifiuti ed emissioni atmosferiche si rileva che l’Italia sta facendo grandi passi avanti, accompagnando una creazione di valore del prodotto con un incremento della produttività green.

Le principali tendenze nell’ecoefficienza si rilevano nel settore elettrico – meccanico, alimentare e dei trasporti, ma si stanno facendo passi avanti anche nel sistema moda e nei settori chimico, metallurgico e petrolifero. In particolare, “l’elettronica mostra alti livelli di efficienza ambientale, con l’eccezione della fase di gestione dei rifiuti“.

Dal report emerge un concetto essenziale: l’investimento nel settore green può costituire una marcia in più per l’innovazione economica, sociale ed ambientale. “Il green si conferma una leva per l’innovazione: chi ha investito in in prodotti e tecnologie green nel triennio 2015–2017 ha introdotto innovazioni (processo, prodotto, organizzative, marketing) nel 79% dei casi contro il 43% delle imprese che non hanno effettuato eco-investimenti. Ciò vale non solo per le medie imprese (il confronto delle quote è 94% contro 88%), ma anche per le piccole imprese manifatturiere (77% contro 41%)” (fonte: report 2018, GreenItaly).

Tra le città con imprese più coinvolte nell’investimento nel settore green ci sono Roma, Milano, Torino, Napoli. La principale motivazione scelta dagli investitori è quella dell’accrescimento della propria competitività sul territorio.

In parallelo si rileva un incremento dei green jobs, ovvero dei lavori e delle posizioni strettamente connesse all’innovazione ecosostenibile delle imprese, soprattutto nei settori progettazione e ricerca e sviluppo. Tra le nuove professioni emergenti: installatore di reti elettriche a migliore efficienza, programmatore agricolo della filiera corta, meccatronico green, manovale esperto di calcestruzzi green, installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale, risk manager ambientale, esperto in gestione dell’energia (ingegnere energetico), promotore edile di materiali sostenibili, meccanico industriale green.

Il report offre anche un’analisi dettagliata delle “Quattro A” del settore manifatturiero italiano: Agroalimentare – Arredo-casa – Automazione – Abbigliamento-tessile.

Per quanto riguarda l’edilizia, si rileva un lento miglioramento del settore nel 2018, evidenziando particolare importanza della riqualificazione e della ricostruzione post sisma. “Raccontare l’edilizia oggi significa raccontare di riqualificazioni, di una nuova edilizia legata al recupero, all’efficienza energetica e alla sicurezza antisismicaIn Italia ci sono 12,2 milioni di edifici a uso abitativo, di cui il 70% costruito antecedentemente all’emanazione delle prime norme antisismiche e sull’efficienza energetica” (fonte: Ance). Grande sviluppo per il settore delle’edilizia in legno, con alcune grandi imprese che trainano il settore “L’Italia si è posizionata al quarto posto sulla piazza europea tra i produttori di edifici in legno alle spalle di Germania, Regno Unito e Svezia, con una crescita superiore alla media“.

Anche nel campo dei rifiuti in Italia facciamo progressi: “Anche nel 2016, secondo i dati di Eurostat, l’Italia è il paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti (urbani, industriali etc., totalità dei rifiuti – inclusi quelli minerari). Con il 79% di rifiuti avviati a riciclo (in aumento rispetto agli anni precedenti) presenta una incidenza più che doppia rispetto alla media europea (solo il 38%) e ben superiore rispetto a tutti gli altri grandi paesi europei: la Francia è al 55%, il Regno Unito al 49%, la Germania al 43% (dato 2014)”

Nota: “Symbola” deriva dal greco antico, significa “mettere insieme”. Symbola è una “fondazione che unisce personalità del mondo scientifico, accademico, istituzionale, associativo e imprenditoriale, che contribuiscono alla diffusione della Qualità attraverso azioni concrete, per aumentare coesione sociale, benessere e competitività del Paese

Cambiamento climatico, Economia circolare, Rifiuti

Plastica: una Direttiva Europea a tutela dell’ambiente

Una Direttiva sulla riduzione e la progressiva eliminazione degli oggetti in plastica monouso è finalmente in vigore nei paesi dell’Unione Europea. In particolare, si vieteranno i prodotti in plastica monouso dal 2021.

Saranno vietati:

  • posate di plastica monouso (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette)
  • piatti di plastica monouso
  • cannucce di plastica
  • bastoncini cotonati fatti di plastica
  • bastoncini di plastica per palloncini
  • plastiche ossi-degradabili, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso

Entro il 2029 dovrà essere fatta la raccolta del 95% delle bottiglie in plastica; le bottiglie di plastica dovranno essere costituite per il 25% di contenuto riciclabile entro il 2025 e di almeno il 30% entro il 2030.

Si rafforza inoltre nei Paesi dell’Unione Europea l’applicazione del principio “chi inquina paga”. “L’etichettatura informativa sull’impatto ambientale di disperdere per strada le sigarette con filtri di plastica sarà obbligatoria. Ciò dovrà valere anche per altri prodotti come bicchieri di plastica, salviette umidificate e tovaglioli sanitari ” (fonte: sito Europarlamento).

Un grande passo avanti per l’ambiente dunque, considerando che l’inquinamento da plastica è una delle piaghe che attanaglia il nostro Pianeta. I dati che emergono infatti sono molto preoccupanti:

Secondo la Commissione europea, oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. I prodotti coperti dalla legislazione costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini. A causa della sua lenta decomposizione, la plastica si accumula nei mari, negli oceani e sulle spiagge dell’UE e del mondo. I residui di plastica sono ingeriti dalle specie marine (come tartarughe marine, foche, balene e uccelli, ma anche dai pesci e dai crostacei) e sono quindi presenti nella catena alimentare umana.

E’ importante che ogni cittadino dia il suo contributo: scegliere prodotti privi di imballaggio in plastica o suoi derivati, preferire le borracce all’utilizzo delle bottiglie, la raccolta ed il riciclaggio della plastica … sono buone pratiche per fare del bene all’ambiente e quindi indirettamente anche a noi stessi, che nell’ambiente viviamo e al cui ambiente apparteniamo.