Architettura, Efficienza energetica, Normativa e certificazioni

Bonus facciate: ecco la guida dell’Agenzia delle Entrate

E’ finalmente stata pubblicata la guida dell’Agenzia delle Entrate relativa al Bonus Facciate. Di seguito qualche nota importante (fonte: Agenzia delle Entrate).

“L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’imposta lorda (Irpef o Ires) su interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, inclusi anche gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna. Gli edifici devono trovarsi nelle zone A e B, come individuate dal decreto ministeriale n. 1444/1968, o in quelle a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali. La detrazione è riconosciuta nella misura del 90% delle spese documentate, sostenute nell’anno 2020 o, per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2020. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. A differenza di altre agevolazioni per interventi realizzati sugli immobili, per il “bonus facciate” non sono previsti limiti massimi di spesa né un limite massimo di detrazione“.

“Per avere diritto al bonus è necessario che gli edifici siano ubicati nelle zone A o B (indicate nel decreto del ministro dei Lavori pubblici n. 1444 del 1968) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali. Sono esclusi dal “bonus facciate” tutti gli interventi realizzati su edifici che si trovano nelle zone C, D, E ed F.

Zona A: comprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi.

Zona B: include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A. In particolare, si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq.

Zona C: include le parti del territorio destinate a nuovi complessi insediativi, che risultino non edificate o nelle quali l’edificazione preesistente non raggiunge i limiti di superficie e densità previsti alla lettera B)

Zona D: comprende le parti del territorio destinate ai nuovi insediamenti per impianti industriali o ad essi assimilati.

Zona E: sono le parti del territorio destinate ad usi agricoli, escluse quelle in cui – fermo restando il carattere agricolo delle stesse – il frazionamento delle proprietà richiede insediamenti da considerare come zone C.

Zona F: include le parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale. “

Sono ammessi al beneficio gli interventi di recupero o restauro della facciata esterna. In particolare:

  • interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata
  • interventi su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura
  • interventi sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio (nel rispetto dei requisiti minimi di efficienza energetica richiesti dalla normativa in vigore)
  • il consolidamento, il ripristino, il miglioramento delle caratteristiche termiche anche in assenza dell’impianto di riscaldamento e il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, che costituiscono esclusivamente la struttura opaca verticale, nonché la sola pulitura e tinteggiatura della superficie
  • il consolidamento, il ripristino, compresa la sola pulitura e tinteggiatura della superficie, o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, ornamenti e dei fregi
  • i lavori riconducibili al decoro urbano quali quelli riferiti alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata.

Il bonus non spetta per le facciate interne degli edifici. Di seguito una tabella riassuntiva tratta dalla guida dell’Agenzia delle Entrate, che mostra gli interventi agevolabili con il bonus facciate.

La guida è scaricabile gratuitamente qui.

Architettura, Efficienza energetica, Normativa e certificazioni

Efficienza energetica degli edifici: alcuni termini utili

Esistono alcuni termini che si utilizzano spesso quando si esegue una ristrutturazione, se si presenta una pratica edilizia e se si eseguono dei miglioramenti di efficienza energetica di un edificio. In particolare, il decreto 6480/2015 individua già alcune tipologie di interventi che è opportuno effettuare in modo consapevole. È stato pubblicato di recente sul BURL del 4 gennaio 2020 della regione Lombardia il decreto n. 18546 del 18 dicembre 2019Il decreto è il nuovo testo unico sull’efficienza energetica degli edifici e sostituisce il precedente decreto 2456/2017. Il decreto effettua alcune piccole modifiche rispetto al precedente, ma lascia nella sostanza invariate le definizioni degli interventi di seguito riportati.

  • Edifici di nuova costruzione: oltre a quelli di nuova costruzione, comprendono edifici sottoposti a demolizione e ricostruzione e ampliamento di edifici esistenti (se il volume lordo climatizzato aggiunto è superiore al 15% di quello esistente o superiore a 500 mc).
  • Ristrutturazione importante di primo livello si ha quando si effettua un intervento su più del 50% di superficie disperdente lorda dell’edificio, compresa la “ristrutturazione” dell’impianto termico di climatizzazione invernale e/o estiva.
  • Ristrutturazione importante di secondo livello si ha quando si effettua un intervento sull’involucro edilizio su più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, ma meno del 50%; può interessare anche la ristrutturazione dell’impianto termico di climatizzazione invernale e/o estiva.
  • Ristrutturazione di impianto termico si ha quando si effettua una modifica completa dell’impianto termico, intervenendo su generatore, rete di distribuzione e terminali di emissione.
  • Riqualificazione energetica di un edificio si ha se si effettua un intervento su una superficie minore del 25% della superficie lorda disperdente dell’edificio, e/o prevede la ristrutturazione o la parziale sostituzione di un impianto termico o altri interventi parziali.

Le verifiche da effettuare sull’edificio su cui si interviene per migliorare l’efficienza energetica variano pertanto a seconda del tipo di intervento. Sono maggiori e più complesse se si interviene in modo globale sull’edificio, dunque se si rientra nei primi casi. Sono più semplici se di rientra nella riqualificazione energetica di edificio. Ovviamente però il massimo beneficio per l’utente si trae abbinando interventi efficaci sulla totalità dell’involucro e sull’impianto termico, ovvero proprio nei primi casi (nuove costruzioni o ristrutturazioni importanti).

Da sottolineare che nel caso di isolamento interno o di isolamento in intercapedine muraria il decreto consente di utilizzare una deroga per i limiti di trasmittanza termica di pareti e solai disperdenti verso l’esterno: la normativa consente infatti di maggiorare del 30% i valori forniti nell’Appendice B del Decreto sui Requisiti Minimi (valori riconfermati nel recente decreto 18546/2019 di Regione Lombardia), tenendo come riferimento i valori più bassi per la Riqualificazione Energetica, “indipendentemente dall’entità della superficie coinvolta”. Questo è un grande vantaggio, perchè nel caso di isolamento interno consente di ridurre lo spessore di isolante che va a ridimensionare il volume interno riscaldato dell’immobile; nel caso di isolamento in intercapedine si tende a premiare l’intervento, consentendo la sua esecuzione anche dove l’intercapedine ha ridotti spessori e dove difficilmente si riuscirebbe a raggiungere il limite di trasmittanza termica imposto dalla normativa.

Architettura, Innovazione

Sisma bonus: in vigore anche nel 2020

I contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi. Sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico.

Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%).

L’agevolazione è rivolta sia ai contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires). Dal 2017 gli interventi possono essere realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3), individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

Infine, chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro). Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili. Con la nuova Legge di Bilancio 2020 viene abolito lo sconto in fattura, valido per nel 2019.

Architettura, Efficienza energetica, Normativa e certificazioni, Verde

Bonus verde 2020: confermata la proroga

La proroga al 2020 del Bonus Verde è confermata grazie all’Articolo 10 del Decreto legge n. 162 del 2019.

Il bonus verde consiste  in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per gli interventi di:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Le detrazioni comprendono anche eventuali spese connesse alla progettazione e manutenzione di questi interventi.

Hanno diritto all’agevolazione i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi e che hanno sostenuto le relative spese.
Sono agevolabili anche le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino a un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. In questo caso, ha diritto alla detrazione il singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. Pertanto,  la detrazione massima è di 1.800 euro (36% di 5.000) per immobile. Il pagamento delle spese deve avvenire attraverso strumenti che ne consentano la tracciabilità (per esempio, bonifico bancario o postale).

La detrazione non spetta, invece, per le spese sostenute per:

  • la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non connessa ad un intervento innovativo o modificativo nei termini sopra indicati
  • i lavori in economia.



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Bonus facciate 2020: cosa prevede

La Legge di Bilancio 2020 ha prorogato le detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia e per interventi di risparmio energetico (bonus casa ed ecobonus), nonché il sisma bonus ed il bonus mobili ed elettrodomestici. Compare inoltre il bonus facciate.

L’art. 25 della Legge di Bilancio relativo alle Misure di Crescita riguarda il bonus facciate. Esso prevede una detrazione dell’imposta lorda pari al 90% per interventi finalizzati al recupero o al restauro delle facciate esterne degli edifici ubicati in zona A o B ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444. Sono ammessi al beneficio di cui al presente articolo esclusivamente gli inter­venti sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

Per ZONA A si intendono le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi; per ZONA B invece si intendono le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq.

Nell’ipotesi in cui i lavori di rifaci­mento della facciata, ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguar­dino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10 per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, gli inter­venti devono soddisfare i requisiti di efficienza energetica già previsti dalla normativa nazionale, e in particolare già regolati dal Decreto del Ministro dello Sviluppo Eco­nomico del 26 giugno 2015 e dalla tabella 2 del­l’allegato B al decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 marzo 2008.

La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Seguirà una circolare specifica dell’Agenzia delle Entrate per approfondire la tematica.

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Legge di Bilancio 2020: prorogati Bonus Casa ed Ecobonus

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.304 del 30.12.2019 il testo definitivo della Legge di Bilancio 2020 (L. 27.12.2019 n.160), che prevede la proroga al 31 dicembre 2020 dei bonus per la ristrutturazione edilizia (Bonus Casa – detrazioni fiscali al 50%) e dell’Ecobonus (detrazioni fiscali al 65%).

Per usufruire delle detrazioni occorre trasmettere per via telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi terminati, in base all’anno in cui sono stati effettuati, entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Gli interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabile che usufruiscono delle detrazioni fiscali del 50% previste per le ristrutturazioni edilizie – ex art. 16 bis del DPR 917/86 soggetti all’obbligo di invio all’ENEA sono consultabili cliccando qui. E’ detraibile anche l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Per quanto riguarda invece gli interventi ammissibili per l’ecobonus (Riqualificazione energetica – ex legge 296/06) la tabella di riferimento è scaricabile cliccando qui. Si tratta della versione aggiornata al 2019, a breve sarà disponibile la versione aggiornata al 2020.

Per l’invio delle pratiche ENEA, che può essere fatto dal titolare dell’intervento oppure da un tecnico, il portale da utilizzare è il seguente: https://detrazionifiscali.enea.it/

La Legge di Bilancio 2020 prevede anche l’introduzione di un nuovo Bonus Facciate. Il Sisma Bonus era già stato prorogato precedentemente fino al 2021 ed è quindi confermato anche per il 2020.

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Verso l’edilizia del futuro

L’ingegneria e l’architettura di oggi devono rispondere a problemi sempre più difficili. Un edificio non è solo un riparo, ma costituisce una sintesi di risorse utili. E tra i grandi problemi che l’umanità deve affrontare, nell’immediato ed in futuro, c’è il tema delle risorse. Troppi i luoghi del mondo in cui mancano risorse come l’energia o il cibo. Se le risorse sono qualcosa che deve soddisfare un bisogno umano, troppi sono i bisogni insoddisfatti dell’umanità. Non si tratta di risorse che mancano, ma di loro cattiva distribuzione: troppo concentrate presso alcuni Paesi o individui, quasi assenti in altri luoghi.

Un’edilizia ecosostenibile che mira al futuro può portare contributi innovativi anche sul fronte dell’apporto di energia elettrica da fonti rinnovabili, autoproducendo l’energia che consuma: è il caso degli NZEB (Nearly Zero Energy Building), come per legge devono essere tutti gli edifici di nuova costruzione. Ma un edificio può anche produrre cibo: sempre più diffuso il fenomeno dell’urban farming, ovvero dell’autoproduzione di ortaggi e frutta in autonomia, sul proprio balcone, sul terrazzo o in un giardino personale. L’autoproduzione permette di effettuare un controllo maggiore sul consumo, di avere un risparmio ed una migliore qualità. Esistono progetti di fattorie urbane, dove un progetto di agricoltura condivisa con l’abitare va di pari passo con l’acquacoltura. Esistono centri dove si studiano le colture idroponiche e le colture fuori suolo, per ottimizzare la produzione e consumare meno terreno, altra risorsa in via di esaurimento e depauperamento.

Un’edilizia di frontiera, in cui la ricerca può investire, è un’edilizia che necessariamente deve agire per il sociale. Che non si interessa cioè solamente all’aspetto ambientale ed economico, ma anche alla salute ed al benessere, alla sopravvivenza e alla felicità degli utenti. Il fatto che nel mondo molte persone ancora non dispongano di acqua pulita e che non abbiano un impianto di riscaldamento o un tetto sopra la testa significa che la nostra civiltà non è poi così evoluta. Lo scopo primario del progettista ecosostenibile dovrebbe essere l‘innovazione per il sociale, per la parità, per la crescita dei Paesi in sofferenza.

La frontiere della ricerca si pongono nuovi interrogativi e cercano nuovi modi per rispondere: come creare abitazioni economiche che garantiscano energia e cibo per la sopravvivenza, da collocare in un quadro di pianificazione urbanistica locale e globale, rispettosa dei territori e delle diverse peculiarità? Edifici interamente smontabili e riciclabili, concepiti studiandone il ciclo di vita in un’ottica di pensiero (ed economia) circolare?

Architettura, Cambiamento climatico, Efficienza energetica, Formazione

“Italia in Classe A”: l’efficienza energetica è importante

L’efficienza energetica in casa e in ufficio è un tema cruciale quando si parla di cambiamenti climatici: molta è l’energia che consumiamo con il settore civile, e grande è la responsabilità dei singoli.

Come detto più volte, ognuno di noi può fare qualcosa per mitigare i cambiamenti climatici, e risparmiare energia è un esempio. Il settore edile è altamente energivoro e la maggior parte degli edifici esistenti si colloca in classe G, ovvero appartengono ad una classe energetica poco efficiente, con altissime dispersioni ed elevato consumo in bolletta.

Nell’ambito dell’iniziativa “Italia in Classe A”, ENEA ha messo a disposizione alcuni opuscoli informativi per divulgare tematiche complesse in modo semplice e metterle a disposizione delle persone. Avendo aderito alla campagna formativa ed informativa, pubblico sul sito alcuni opuscoli che ritengo utili, liberamente scaricabili.

Per ulteriori informazioni: www.italiainclassea.enea.it

Scarica le brochure informative:

Architettura, Economia circolare, Efficienza energetica, Innovazione

2020, prorogate le detrazioni fiscali per l’edilizia: al via anche il “bonus facciate”

“Cohousing BADILE 6 by batrax is licensed under CC BY 2.0 

La riunione del Consiglio dei Ministri di martedì 15 ottobre ha portato delle novità nel Disegno di Legge di Bilancio 2020, alcune delle quali riguardano anche l’edilizia, le imprese e l’innovazione. Di seguito i principali punti in merito:

  • LOTTA ALL’EVASIONE – Vengono messe in campo politiche di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali in più settori. Si prevede un inasprimento delle pene per i grandi evasori. Si introducono misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie, che in tal modo evadono l’Iva e non procedono al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori….
  • INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI E AMBIENTE – Si istituiscono due nuovi fondi per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e un fondo per contribuire (con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio) alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal. A queste risorse vanno aggiunte quelle relative al sostegno degli investimenti privati sotto forma di contributi e di incentivi
  • MEZZOGIORNO – Vengono destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti delle imprese, alle infrastrutture sociali e al risparmio energetico nelle regioni del Mezzogiorno
  • IMPRESE E INNOVAZIONE – Si stanziano le risorse necessarie a proseguire gli incentivi del programma “Industria 4.0” per sostenere gli investimenti privati e favorire il rinnovo dei sistemi produttivi: tra questi il Fondo centrale per le piccole e medie imprese; il super e l’iper ammortamento (per beni tecnologici, software ed economia circolare); il rifinanziamento della legge Sabatini; il credito di imposta per la “Formazione 4.0”
  • DETRAZIONI – Vengono prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione. Viene introdotta per il 2020 una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (il ‘bonus facciate’) per dare un nuovo volto alle nostre città.

E’ molto interessante constatare che le detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazioni edilizie, nonché per l’acquisto di elettrodomestici, saranno prorogate nel 2020 … e che sarà introdotto il “bonus facciate”, per dare il via ad un processo di rinnovamento e di restyling dei centri urbani e per mettere in atto circoli virtuosi di riqualificazione urbana sostenibile, con conseguente riqualificazione sociale ed economica.

E’ auspicabile che la sistemazione delle facciate degli edifici sia anche sostanziale e non solo estetica, ovvero che vada di pari passo con un incremento delle performance energetiche delle stesse, al fine di ottimizzare gli investimenti e migliorare in modo reale il comfort indoor, facendo del bene all’ambiente (la riqualificazione energetica dell’involucro riduce le dispersioni dello stesso e quindi anche i consumi di energia, con conseguente riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera).

Importante anche lo stanziamento di fondi per progetti ecosostenibili ed il sostegno alle imprese ed al programma “Industria 4.0” (per maggiori info sul Piano Nazionale Impresa 4.0 clicca qui).

Architettura, Efficienza energetica, Scuola

Scuole ecosostenibili: un modello da seguire

Uno dei lavori eseguiti dagli studenti durante l’ed. 2016-2017 del progetto “Il trenino della sostenibilità” di VIVATTIVA

Le scuole sono edifici in cui si educano e si formano nuove generazioni, in cui si pone attenzione alle persone che sono e che saranno.

E’ importante, quindi, che costituiscano costruzioni “modello” e che insegnino comportamenti ecologici. Gli studenti sono certamente più invogliati a studiare in un contesto scolastico innovativo ed ecosostenibile, piuttosto che in un ambiente fatiscente ed insicuro. E quando cresceranno saranno adulti più consapevoli ed eco-orientati. Stanno nascendo nuove scuole progettate secondo criteri di ecosostenibilità, a ridotto consumo energetico, gestione intelligente ed ottimizzazione dei consumi, che riescono anche a stimolare l’apprendimento e la frequenza scolastica.

La situazione delle scuole esistenti è più difficile. Le scuole hanno spesso scarsità di fondi, anche per piccoli interventi di manutenzione ordinaria. Gli edifici esistenti possono puntare su una riqualificazione energetica dell’involucro e degli impianti, nonché sull’installazione di pannelli solari per la produzione di energia elettrica. Senza dimenticare la corretta gestione degli impianti e la riduzione dei consumi, che può avvenire anche mediante un monitoraggio smart.

Esiste la possibilità di fare crowdfunding per la scuola: c’è una piattaforma che si chiama School Raising, nella quale si possono raccogliere fondi per un progetto specifico. Gli utenti possono donare liberamente del denaro per fare queste attività. La piattaforma è consultabile a questo link.

Da segnalare inoltre interventi pilota come quelli fatte in alcune scuole di Milano, in cui agli studenti è stata consegnata una borraccia, per stimolarli all’utilizzo consapevole della risorsa acqua e per abituarli ad utilizzare meno plastica. Un’iniziativa intelligente ideata dal Comune di Milano. Anche l’Università di Pavia ha portato avanti un’idea simile: alle matricole viene consegnata una borraccia, simbolo dell’impegno del singolo per fare del bene all’ambiente.

L’educazione ambientale obbligatoria nelle scuole di sicuro contribuirà a migliorare la diffusione di coscienze vigili ed ecologiche. Il progetto “Il trenino della sostenibilità” (leggi qui) è stato precursore… già qualche anno fa avevo portato avanti lezioni su temi ambientali nelle scuole. Per portare il progetto nelle scuole contattami alla mail valentinacursio@gmail.com oppure info@vivattiva.eu.

Cerchiamo di fare di tutto per diffondere idee ecosostenibili nel mondo, soprattutto tra i più giovani!!!