Cambiamento climatico, Efficienza energetica, Formazione, Professione

Perché dovremmo tutti piantare alberi?

Un estratto del video IPCC, del 2014. Link: https://www.youtube.com/watch?v=AvLul4PiZYE

E’ di pochi giorni fa la notizia di una violentissima grandinata a Pescara. Un fenomeno improvviso, che si è manifestato con chicchi di grandine di dimensioni simili ad arance. La città è stata completamente allagata: paralisi per la circolazione stradale, problemi per l’ospedale, feriti tra le persone. A Milano Marittima, sulla riviera romagnola, 2000 pini sono stati spazzati via e sono caduti come carte, colpiti da un fortissimo e improvviso vento che ha devastato la spiaggia.

Il cambiamento climatico non è un’opinione. E’ una realtà. Fenomeni di intensità più debole diventano sempre più potenti, veloci ed imprevedibili.

Nel 2014 l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha diffuso in rete un bel video, che mostra come possono evolvere i fenomeni meterologici e quali possono essere le conseguenze dei cambiamenti climatici. Questo video, molto chiaro, è visibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=AvLul4PiZYE. La visione è consigliata a tutti coloro che ancora hanno dubbi sull’esistenza di un cambiamento climatico e sulla sua origine antropica. Le attività umane stanno provocando un surriscaldamento del Pianeta senza precedenti, che è sotto gli occhi di tutti, con devastanti effetti sugli ecosistemi, sulla società, sull’economia.

Oltre 200 scienziati hanno firmato una lettera aperta, rivolta alle autorità italiane, per chiedere di potenziare le politiche di rallentamento dei cambiamenti climatici.

La lettera, la cui lettura è consigliatissima, è visibile a questo link: http://www.nimbus.it/articoli/2019/190709NoAlleFalseInfoSulClima.htm

Cosa possiamo fare noi piccoli cittadini italiani? Per esempio, piantare alberi! Effettuando la fotosintesi, gli alberi sono i migliori produttori di ossigeno e assorbitori di anidride carbonica che si possano desiderare! E poi.. possiamo modificare il nostro stile di vita, privilegiando una mobilità dolce, un cibo a km zero, minimizzando la produzione di rifiuti ed efficientando dal punto di vista energetico la nostra abitazione.

Non ultimo, possiamo contribuire a diffondere una corretta informazione scientifica sui cambiamenti climatici in atto.

Professione

Quanto vale il mio lavoro?

Sembra banale parlare di questo tema, ma non lo è. Quanto vale il lavoro del libero professionista? Il Governo ha di recente approvato l’equo compenso, ma come verrà calcolato questo equo compenso? Diversi gruppi di lavoro nazionali ci stanno lavorando, per arrivare ad individuare criteri che siano oggettivi per tutti e condivisibili. 

Quando penso al mio lavoro penso soprattutto al mio tempo. Il tempo che ho speso per prepararmi, per passare esami, per farmi conoscere, per progettare, per firmare pratiche. Ma anche il tempo che utilizzerò per aggiornarmi, per verificare quanto ho fatto, per occuparmi del ciclo di vita di quello che ideo e realizzo.

E la domanda chiave è: “Quanto vale il mio tempo?”. Il valore di una risorsa si calcola anche in base alla sua quantità. “E quanto tempo abbiamo noi? Quanto tempo ho io?” La 

risposta è univoca: “Poco”. Quindi il mio tempo vale tanto. 

Dunque, se io dovessi calcolare quanto farmi pagare in base al tempo realmente impiegato a ideare, telefonare, pensare, fare e rifare… Forse sarei ricca. Ovviamente le parcelle ricalcano anche la difficoltà di un’opera, oltre che le ore di lavoro impiegate, e il più delle volte per il pagamento si effettua un forfait, che permette al libero professionista di non andare in perdita sul lavoro eseguito.

Se poi si considerano anche le tasse, probabilmente di quel forfait rimane ben poco. E al libero professionista resta fondamentalmente la passione per quello che fa. La passione che lo spinge ad andare avanti e continuare a fare il suo lavoro. E non importa se sei famoso, se sei ricco, se sei importante. Importa se il tuo lavoro lo fai con coscienza e in modo pulito.  Se fai un lavoro che ti piace e pretendi di continuarlo a fare in Italia.  

Perché dovrei essere costretta ad andare all’estero quando ho una laurea, un master ed un dottorato presi in Italia? Voglio contribuire a migliorare il mio Paese, voglio contribuire da qui. Ma lo posso fare solo se al mio lavoro viene attribuito il giusto lavoro. 

Pagheremmo un avvocato, un medico, un idraulico, uno spazzino, un autista, un parlamentare… pochi euro? Beh, penso proprio di no. 

Dunque, perché pagare gli ingegneri e gli architetti pochi euro? 🙂 La dignità non è in vendita! 🙂 

Formazione, Professione, STEM

#Scienzapertutti – L’ingegneria non ha sesso e non ha colore

Sono di ritorno dal WEF2017, il Congresso Internazionale dell’Ingegneria che ha luogo a Roma in questa settimana. Un bell’evento che meriterebbe molta più risonanza presso i media. Non è solo un momento di incontro di una categoria professionale, ma anche un eccezionale veicolo di scambio di idee, opinioni, contatti e culture. Perché al Congresso non c’erano solo italiani, ma anche stranieri, e nell’ottica di globalizzazione della professione diviene fondamentale l’incontro. Cosa avviene nel campo dell’efficienza energetica negli altri Paesi? Come si combattono gli eventi catastrofici generati dal cambiamento climatico? Quante donne ingegnere ci sono nel mondo? Diversi speech e diverse generazioni si sono confrontate sui temi. 

Ne esce una realtà interdisciplinare e multiculturale dove la strada condivisa è quella del dialogo e del reciproco scambio. E’ importante che i contatti e il confronto continuino per costruire nuove strade e aggiornarsi reciprocamente, individuando sentieri comuni ed innovativi.

Se le percentuali di donne ingegnere nel mondo oscillano tra il 10 e il 20%, significa che molte ragazze vanno incoraggiate ad intraprendere studi scientifici. Perchè le materie STEM (Science Technology Engineering e Maths) possono essere portate avanti brillantemente sia dagli uomini che dalle donne. Nonostante questo, alcuni Paesi non incoraggiano le donne ad intraprendere gli studi, soprattutto gli studi scientifici. Si crede spesso che la scienza sia per soli uomini o che possa essere patrimonio di pochi eletti. Ma la scienza è per tutti e non ha colore di pelle, nè sesso. La scienza può essere uomo o donna e può essere italiana, spagnola, africana, neozelandese, cinese, americana, ….

Quello che mi ha colpito di più del WEF2017 è stato questo: il confronto con donne e uomini di altre nazioni, che condividono gli stessi problemi in territori diversi. Questo è stato straordinariamente stimolante, perchè sentirsi parte di un’unica “squadra” internazionale dà la forza per trovare soluzioni impensabili su temi comuni, bypassando gli ostacoli

Molto c’è da fare per promuovere lo studio delle materie scientifiche, anche in Italia. La scienza offre i fondamenti di base per la risoluzione di problemi interdisciplinari e conferisce elementi per la valutazione razionale ed oggettiva anche di eventi di carattere diplomatico ed umanistico, nonchè la capacità di analisi e di approfondimento di ciò che accade, di decision making e di innovazione di processo per il Paese.