Architettura, Efficienza energetica, Innovazione

Come sta andando il fotovoltaico in Italia?

Grafico relativo alla potenza di impianti fotovoltaici installati in Italia (fonte: GSE, 2018)

Il GSE (Gestore Servizi Energetici) ha pubblicato un report statistico sull’andamento del solare fotovoltaico in Italia nel 2018. Si riportano di seguito alcuni dati significativi, estratti dal report.

In Italia nel corso del 2018 sono stati installati circa 440 MW di impianti fotovoltaici. Alla fine dell’anno risultano in esercizio 20.108 MW (+2,2% rispetto al 2017), che nel corso dell’anno hanno generato 22.654 GWh. Al 31 dicembre 2018 risultano installati in Italia 822.301 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva pari a 20.108 MW. Gli impianti di piccola taglia (potenza inferiore o uguale a 20 kW) costituiscono il 90% circa del totale in termini di numero e il 21% in termini di potenza; la taglia media degli impianti è pari a 24,5 kW.

Le regioni in cui la numerosità degli impianti a fine 2018 risulta maggiore sono Lombardia e Veneto. Come potenza installata risulta invece prevalere la Puglia, con 2.652 MW. Le regioni con minore presenza di impianti sono invece Basilicata, Molise e Valle D’Aosta. La maggiore concentrazione di impianti si rileva nelle regioni del Nord (55% circa del totale); nel Centro è installato circa il 17%, nel Sud il restante 28%.

Osservando la mappa provinciale degli impianti installati nel 2018 si conferma il primato della provincia di Roma, con il 5,4% del totale nazionale. Nel Nord Italia sono in evidenza le provincie venete di Padova (3,6%), Verona (3,1%), Treviso (3,0%), Vicenza (2,8%) e Venezia (3,1%). Al Sud emerge invece la provincia di Bari, che concentra l’1,6 % del totale installato nel 2018.

La maggior parte degli impianti fotovoltaici installati sono in silicio policristallino, alcuni in silicio monocristallino e una minore parte in silicio amorfo. Il report rileva che nel 2018 gli oltre 822.000 impianti fotovoltaici in esercizio in Italia hanno prodotto complessivamente 22.654 GWh di energia elettrica; rispetto all’anno precedente si osserva una riduzione del 7%, legata principalmente a peggiori condizioni di irraggiamento.

Alla fine del 2018, l’81% circa degli 822.301 impianti installati in Italia afferiscono al settore domestico; la quota maggiore della potenza complessiva (49%) si concentra invece nel settore industriale. Per quanto riguarda gli impianti installati nel corso del solo anno 2018, l’87% delle unità produttive appartiene al settore domestico. Il 70% dei 440 MW installati si suddivide tra il settore domestico (40%) e il settore industriale (30%).

Il numero degli impianti sul territorio appartenenti alla PA (Pubblica Amministrazione) è pari a 20.039, per un potenza di 857 MW (il 4,3% della potenza totale). Sul 71% circa dei comuni italiani si rileva la presenza di almeno un impianto fotovoltaico di proprietà della PA.

Il fotovoltaico si sta dunque diffondendo su scala nazionale, anche se si rileva che alcune regioni non stanno ancora sfruttando a pieno l’irraggiamento solare del proprio territorio e potrebbero incentivare maggiormente gli investimenti nel solare. Crescente il numero non solo di impianti di privati e aziende, ma anche quelli delle PA: anche in questo caso sarebbe utile che le PA stesse si facessero promotrici ed esempio di installazioni virtuose per il sociale. In parallelo, sarebbe utile una campagna di sensibilizzazione nazionale sulla tematica delle rinnovabili, per far sì che sempre più persone si confrontino con questo tema.

Architettura, Efficienza energetica, Normativa e certificazioni

Verso un’edilizia sempre più ecoefficiente

Il Senato ha approvato un Disegno di Legge che recepisce la Direttiva 2018/844/UE inerente la prestazione energetica in edilizia e l’efficienza energetica. Si prevede dunque la riduzione di emissioni di gas serra del 40% entro il 2030 (rispetto al 1990) e si intende puntare ad un sistema di decarbonizzazione ad alta efficienza energetica entro il 2050. La norma prevede in particolar modo un’analisi ed un’ottimizzazione del rapporto costi – benefici degli interventi.

La Direttiva Europea si focalizza sulla promozione di ristrutturazioni che tengono conto del miglioramento dell’efficienza energetica, sulla semplificazione delle ispezioni degli impianti, sulla gestione intelligente degli edifici in funzione di un reale consumo da parte degli utenti degli edifici, sulla mobilità sostenibile, in particolar modo sui veicoli elettrici.

In questo quadro riveste particolare importanza la certificazione energetica degli edifici, che tiene conto di quanta energia effettivamente gli immobili disperdono, considerando materiali, forma, superfici, volume e impianti, in relazione al sito di riferimento. La certificazione energetica implica anche la considerazione di eventuali interventi di efficientamento energetico che possono essere eseguiti, compatibilmente con i costi che saranno necessari per effettuarli.

Dal punto di vista di una visione ecosostenibile, rivestono grande importanza la riqualificazione energetica e la rigenerazione urbana: invece di costruire nuovi edifici è fondamentale recuperare quelli esistenti e cercare di migliorarli, evitando ulteriore consumo di suolo. Diventa dunque rilevante coinvolgere figure professionali qualificate e con una visione a 360° del progetto, per considerare già in fase di concept i vari aspetti dell’ecosostenibilità.

Per scoprire cosa vuol dire progettare in modo ecosostenibile clicca qui

Architettura, Efficienza energetica, Professione

Detrazioni fiscali edilizia: aggiornato il sito ENEA

L’ENEA (Ente Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico ecosostenibile) ha aggiornato il sito relativo alle detrazioni fiscali per interventi di edilizia, reperibile cliccando qui.

Esistono due diverse modalità di presentazioni di pratica ENEA, uno per interventi di ristrutturazione edilizia (Art. 16 bis del DPR 917/86), ovvero in relazione al BONUS CASA (detrazioni del 50%), e uno per interventi di riqualificazione energetica (ex legge 296/2006), ovvero in relazione all’ ECOBONUS (detrazioni del 50%, 65%, 70%, 75%, 80%, 85%).

A seconda della tipologia di di detrazione fiscale che si intende richiedere, in relazione al tipo di intervento eseguito e all’anno in cui i lavori sono stati conclusi, è reperibile un apposito portale. Le pratiche devono essere inviate entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Sull’apposito sito sono reperibile le guide dell’Agenzia dell’Entrate, nonchè le FAQ (Frequently Asked Questions) in merito alle detrazioni fiscali.

Cambiamento climatico, Efficienza energetica, Formazione, Professione

Perché dovremmo tutti piantare alberi?

Un estratto del video IPCC, del 2014. Link: https://www.youtube.com/watch?v=AvLul4PiZYE

E’ di pochi giorni fa la notizia di una violentissima grandinata a Pescara. Un fenomeno improvviso, che si è manifestato con chicchi di grandine di dimensioni simili ad arance. La città è stata completamente allagata: paralisi per la circolazione stradale, problemi per l’ospedale, feriti tra le persone. A Milano Marittima, sulla riviera romagnola, 2000 pini sono stati spazzati via e sono caduti come carte, colpiti da un fortissimo e improvviso vento che ha devastato la spiaggia.

Il cambiamento climatico non è un’opinione. E’ una realtà. Fenomeni di intensità più debole diventano sempre più potenti, veloci ed imprevedibili.

Nel 2014 l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha diffuso in rete un bel video, che mostra come possono evolvere i fenomeni meterologici e quali possono essere le conseguenze dei cambiamenti climatici. Questo video, molto chiaro, è visibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=AvLul4PiZYE. La visione è consigliata a tutti coloro che ancora hanno dubbi sull’esistenza di un cambiamento climatico e sulla sua origine antropica. Le attività umane stanno provocando un surriscaldamento del Pianeta senza precedenti, che è sotto gli occhi di tutti, con devastanti effetti sugli ecosistemi, sulla società, sull’economia.

Oltre 200 scienziati hanno firmato una lettera aperta, rivolta alle autorità italiane, per chiedere di potenziare le politiche di rallentamento dei cambiamenti climatici.

La lettera, la cui lettura è consigliatissima, è visibile a questo link: http://www.nimbus.it/articoli/2019/190709NoAlleFalseInfoSulClima.htm

Cosa possiamo fare noi piccoli cittadini italiani? Per esempio, piantare alberi! Effettuando la fotosintesi, gli alberi sono i migliori produttori di ossigeno e assorbitori di anidride carbonica che si possano desiderare! E poi.. possiamo modificare il nostro stile di vita, privilegiando una mobilità dolce, un cibo a km zero, minimizzando la produzione di rifiuti ed efficientando dal punto di vista energetico la nostra abitazione.

Non ultimo, possiamo contribuire a diffondere una corretta informazione scientifica sui cambiamenti climatici in atto.

Cambiamento climatico, Efficienza energetica

Cosa sono le comunità energetiche rinnovabili?

Ho partecipato ad un interessante incontro organizzato da Legambiente a Lodi, dal titolo “L’energia che ci serve”. Al centro del dibattito l’idea delle “Comunità Energetiche Rinnovabili” (CER), ovvero aggregazioni di persone (cittadini, enti, piccole e medie imprese) che si associano per produrre, accumulare e consumare energia da fonti rinnovabili, in forma aggregata. L’energia prodotta viene consumata dai soci che hanno investito una quota negli impianti di produzione dell’energia rinnovabile, ad un costo inferiore rispetto all’energia prodotta con i combustibili fossili. L’energia prodotta in più viene venduta alla rete, consentendo un guadagno a chi ha investito negli impianti. Il guadagno è proporzionale rispetto alla quota di investimento effettuata. Viene garantita la possibilità di tracciare la provenienza dell’energia, in modo tale da avere certezza che essa provenga da fonti rinnovabili.

Le comunità o cooperative energetiche si orientano sul disinvestimento dalle multinazionali fossili, a favore di progetti ecosostenibili basati sulle energie rinnovabili. E’ importante incentivare la transizione italiana verso un’economia circolare e incrementare la quota di produzione di energia da fonti rinnovabili, per ridurre la dipendenza italiana dalle fonti fossili e contribuire agli obiettivi globali per il 2030, fissati per ottenere un reale sviluppo ecosostenibile in Italia, in Europa e nel mondo.

Si segnala l’esistenza di una Strategia Energetica Nazionale, che riguarda il piano di Governo per gestire il cambiamento energetico in Italia e che risale al 2017, garantendo il riconoscimento dei mercati agli autoproduttori e lo sviluppo regolamentato di energy communities. In Europa l’autoconsumo è invece valorizzato con la direttiva sulle rinnovabili REDII (Renewable Energy Directive).

Per ulteriori informazioni contattare WeforGreen Sharing oppure Retenergie. [Immagine tratta dal sito www.retenergie.it]

Efficienza energetica

Detrazioni fiscali: quali novita’ per il 2019?

La Legge di Bilancio 2019 (L. 30.12.2018 n.145) ha prorogato per tutto il 2019 la presenza degli incentivi per interventi di efficientamento energetico (EcoBonus) e per le ristrutturazioni edilizie (Bonus Casa). Confermato anche il Bonus mobili ed elettrodomestici.

La guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a novembre 2018 definisce quali interventi sono ammissibili per richiedere le detrazioni fiscali al 50% . Esistono inoltre altre due guide, una per le detrazioni al 65% e una per i Bonus Mobili.

Un’importante novità per il Bonus Casa è che dal 21 novembre 2018 esiste un sito da utilizzare per informare l’ENEA degli interventi di ristrutturazione edilizia che comportano risparmio energetico e che vogliono usufruire della detrazione fiscale del 50%: http://ristrutturazioni2018.enea.it

L’invio deve avvenire entro il termine di 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo. Per gli interventi la cui data di fine lavori (collaudo) è compresa tra il 01/01/2018 e l’21/11/2018 il termine dei 90 giorni decorre dal 21/11/2018.

E’ obbligatorio in particolare informare l’ENEA per i seguenti interventi:

  • riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi delimitanti gli ambienti riscaldati con l’esterno e i vani freddi;
  • riduzione della trasmittanza delle strutture opache verticali (pareti esterne) ovvero che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi e dal terreno;
  • riduzione della trasmittanza delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi;
  • riduzione della trasmittanza termica dei pavimenti delimitanti gli ambienti riscaldati con l’esterno, i vani freddi e il terreno;
  • installazione di collettori solari (solare termico) per produzione di acqua calda sanitaria e/o riscaldamento ambienti;
  • sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per riscaldamento ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto.;
  • sostituzione di generatori di calore con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto;
  • pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto;
  • sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto;
  • microcogeneratori (Pe<50kWe);
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • generatori di calore a biomassa;
  • sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;
  • installazione di sistemi di termoregolazione e building automation;
  • impianti fotovoltaici.
  • elettrodomestici (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017) – classe energetica minima prevista A+ (ad eccezione dei forni, la cui classe minima è A)

Nota: Per gli altri interventi che vogliono usufruire delle detrazioni fiscali al 50% ma che non comportano un risparmio energetico non occorre informare l’ENEA.

In particolare, per le singole unità immobiliari i lavori per cui si può usufruire della detrazione fiscale sono:

A) Quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia):

  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia

B) Interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nella precedente lettera A, e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

C) I lavori finalizzati:

  • all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione)
  • alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.

D) Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.

Per esempio:

• rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici

• apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione

• porte blindate o rinforzate

• apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini

• installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti

• apposizione di saracinesche

• tapparelle metalliche con bloccaggi

• vetri antisfondamento

• casseforti a muro

• fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati

• apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

E) Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico

F) Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia (es. fotovoltaico)

G) Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

H) Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.

Nota importante:

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Dm 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)
  • le spese per l’acquisto dei materiali
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori
  • gli oneri di urbanizzazione
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998)

(Fonte: ENEA)

Efficienza energetica

Isolare la casa in modo corretto

Isolare termicamente un’immobile ridurre la dispersione termica attraverso l’involucro opaco e trasparente, cioè attraverso i muri e le finestre, nonché aumentare il valore dello stesso edificio.

La dispersione termica si ha nel momento in cui scaldiamo la costruzione ed il calore generato non rimane solo all’interno, ma passa all’esterno, per cui in sostanza spendiamo in bolletta per l’utilizzo di un impianto termico che produce calore che resta solo in parte indoor, perché il muro è costituito di materiali poco isolanti.

E’ dunque utile pensare all’isolamento termico di un edificio, soprattutto se si tratta di un edificio dove passate gran parte del vostro tempo. Occorre ovviamente valutare quale sia il livello di investimento richiesto, in base alla struttura muraria ed ai serramenti di partenza e alla richiesta minima imposta dalla normativa in caso di miglioramento energetico. Un cappotto può avere diverso tempo di ritorno dell’investimento a seconda dello spessore e del materiale utilizzato, ma in alcuni casi può non essere conveniente: occorre un’attenta analisi dell’edificio di partenza per stabilire quali interventi fare per ridurre i consumi energetici. In un condominio, per fare un cappotto termico all’edificio bisogna inoltre mettere d’accordo tutti. 

Invece del cappotto, si può realizzare l’insufflaggio di isolante nell’intercapedine muraria, ovviamente solo se l’edificio ha una muratura a intercapedine. Si tratta di un intervento molto economico, che può essere realizzato anche in singoli appartamenti all’interno di un condominio. Questo tipo di isolamento è meno completo dell’isolamento a cappotto, poiché non riesce ad arrivare laddove ci sono delle discontinuità nella nicchia (es. pilastri).

Quasi sempre conviene sostituire i serramenti, prevedendo anche di isolare i cassonetti delle tapparelle e le eventuali nicchie sotto finestra. Le discontinuità nell’involucro costituiscono infatti dei ponti termici, ovvero dei punti in cui le dispersioni termiche sono maggiori. 

E’ sempre bene affidarsi a personale specializzato per la posa in opera dell’isolamento, per evitare che una posa scorretta renda invalido l’intervento effettuato. 

Per l’isolamento a cappotto, segnaliamo il Consorzio Cortexa, consorzio per la cultura del sistema a cappotto, che organizza corsi di formazione per professionisti e dà informazioni utili ai cittadini che vogliono capire di più su questo tema (per visitare il sito cliccare qui) . 

Efficienza energetica

Settimana dell’Energia 2018

Confartigianato Imprese della Lombardia organizza fino al 27 ottobre 2018 “Energia e Clima”, “sei giorni di eventi, seminari e visite guidate per promuovere la cultura del consumo responsabile, approfondire gli aspetti tecnici e normativi della green economy, creare occasioni di aggregazione e riqualificazione professionale attraverso l’offerta di nuovi servizi

(fonte: sito ufficiale Settimana dell’Energia 2018).

Il programma della settimana, già in fase di attuazione, è scaricabile cliccando qui.

I temi oggetto di analisi sono la lotta al cambiamento climatico, la mobilità sostenibile e l’efficienza energetica.

Un momento di riflessione tra cittadini, professionisti e autorità per promuovere buone pratiche. Un momento che dovrebbe essere quotidiano, perché si parla tanto di sostenibilità ma si mette in pratica poco. Ben vengano dunque iniziative come questa di carattere divulgativo, in cui si auspica una grande partecipazione del pubblico. Ogni cittadino può fare la sua parte. 

Recenti report sul cambiamento climatico affermano che occorre un cambio di rotta planetario in merito alle emissioni di gas che incrementano il surriscaldamento del Pianeta. Il livello dei mari cresce sempre di più e si fanno sempre più frequenti episodi metereologici improvvisi e violenti, temperature ballerine, caldi torridi in zone insolite. 

Quando scegliamo la bici invece dell’auto, quando facciamo la raccolta differenziata, quando scegliamo una ristrutturazione ecosostenibile, quando spegniamo il motore o la caldaia o le luci se non li utilizziamo… stiamo lavorando per combattere il cambiamento climatico. E’ necessario che ognuno faccia appello al proprio senso di responsabilità. 

Ovviamente serve uno sforzo politico e mondiale da parte di tutti gli stati, soprattutto da parte di quelli che maggiormente contribuiscono al surriscaldamento globale. 

La natura ci rispetterà se noi la rispetteremo!

Architettura, Efficienza energetica

Cosa significa progettare “eco” oggi?

Quando si parla di architettura ecosostenibile non si parla solo di “greenwashing”, ovvero di inserimento di qualche elemento ecologico fine a sé stesso, ma si parla di progettazione integrata. La progettazione integrata presuppone che in fase di concept si analizzino le componenti edili ed impiantistiche per trovare soluzioni sinergiche e multidisciplinari. E’ evidente che le figure progettuali coinvolte sono molteplici: ognuno mette a disposizione le sue competenze per trovare soluzioni idonee per diverse esigenze. 

Una progettazione ecosostenibile punta in primis a garantire la fruibilità ed il benessere all’interno della costruzione, non solo dal punto di vista estetico, ma anche funzionale: non basta cioè che una casa sia bella, occorre anche che i materiali utilizzati siano il più possibile naturali, per evitare l’emissione indoor per es. di COV (composti organici volatili), e con bassa energia incorporata. Sarebbe bene prediligere quindi materiali a basso impatto ambientale, sia in fase di produzione, che in fase di smaltimento dell’edificio. Sono molteplici oggi gli utilizzi di materiale di riciclo all’interno delle costruzioni, che non costituisce un contributo di serie B, ma che accresce il valore della progettazione. Materiali a basso impatto ambientale, meglio se certificati (ricordiamo Ecolabel, oppure la certificazione ANAB-ICEA), garantiscono un ambiente salubre per l’utente finale dell’edificio. 

Ma per parlare di sostenibilità vanno considerate anche la componente economica e quella sociale. E’ vero, spesso i  materiali ecologici richiedono un costo iniziale non indifferente (se confrontiamo il costo di un cappotto totalmente ecologico con quello di un cappotto sintetico, il primo ha ancora un costo doppio o triplo rispetto al secondo), richiedendo al cliente di fidarsi ciecamente della fiducia nel progettista ecosostenibile, certo che l’investimento iniziale si ripagherà in alcuni anni e che un materiale ecologico garantirà un ottima salute indoor, con ripercussioni anche sul concetto di sostenibilità sociale. 

Pensare di utilizzare processi e materiale ecosostenibili vuol dire prima di tutto pensare al Pianeta e alle generazioni future, riducendo l’impatto della nostra costruzione sull’ambiente. 

Significa avere una concezione di “sviluppo sostenibile” che va oltre il risparmio di denaro ed il soddisfacimento dei requisiti minimi richiesti dalla normativa nazionale ed europea.

Essere “eco” oggi vuol dire soprattutto superare il proprio egoismo per inseguire ideali collettivi e positivi: costruisco “green” perchè penso a chi verrà dopo di me, perchè non voglio lasciare un mondo – spazzatura, perchè non voglio inquinare. 

Tra l’altro oggi esistono tecnologie innovative che consentono di spendere anche relativamente poco migliorando l’ambiente costruito (per es. basti pensare all’insufflaggio di isolante nelle pareti a intercapedine), per cui si tratta in fondo solo di “scervellarsi” un pochino per trovare soluzioni che siano economiche ma anche e soprattutto ecologiche. 

Il Pianeta ha bisogno di noi, di tutti noi. Ognuno nel suo piccolo può contribuire a fermare il surriscaldamento globale e a combattere il cambiamento climatico. Facciamo noi la differenza. Creiamo noi il futuro che vogliamo. Il futuro che vogliamo è green. 

Se vuoi progettare il tuo edificio in modo ecosostenibile scrivi a info@vivattiva.eu oppure a valentinacursio@gmail.com, ti risponderò appena possibile.

Architettura, Efficienza energetica, Innovazione

Lana di vetro: un isolante versatile

La lana di vetro è un materiale isolante molto utilizzato, perché piuttosto versatile. E’ utilizzata per vari impieghi: cappotti, facciate ventilate e coperture. 

E’ composta da materie prime come vetro e silice (la comune sabbia), presenti in natura. La maggior parte delle aziende la produce utilizzando grande percentuale (anche il 90%) di materiali di riciclo, derivati dall’utilizzo di sabbia, materia prima presente in natura in quantità pressoché infinita. Si ottiene portando a fusione a 1300 °C – 1500° C una miscela di vetro e sabbia, che viene poi convertita in fibre o fiocchi. In alcuni casi si usano leganti per le fibre, in altri casi, per esempio per i fiocchi, non ci sono leganti utilizzati. 

La lana di vetro è un buon isolante termico sia dal caldo che dal freddo, avendo una bassa conducibilità termica, ma funge anche da isolante acustico; non è infiammabile. Si tratta di materiale inorganico, pertanto è inattaccabile da organismi animali e vegetali. 

Oltre ai pannelli, le lastre e i rotoli di lana di vetro esiste la lana di vetro in fiocchi, che può essere utilizzata per l’insufflaggio in intercapedine. 

La lana di vetro è un isolante di tipo minerale dunque, dotato di buone proprietà in relazione al costo contenuto ed al livello di ecosostenibilità. La lana di vetro produce generalmente pochi scarti di lavorazione e anche l’energia incorporata, ovvero la quantità di energia richiesta per la produzione del materiale, è ridotta rispetto ad altri materiali. E’ un materiale con buona durabilità, che non viene danneggiata da acqua e umidità.