Cambiamento climatico, Efficienza energetica

Cosa sono le comunità energetiche rinnovabili?

Ho partecipato ad un interessante incontro organizzato da Legambiente a Lodi, dal titolo “L’energia che ci serve”. Al centro del dibattito l’idea delle “Comunità Energetiche Rinnovabili” (CER), ovvero aggregazioni di persone (cittadini, enti, piccole e medie imprese) che si associano per produrre, accumulare e consumare energia da fonti rinnovabili, in forma aggregata. L’energia prodotta viene consumata dai soci che hanno investito una quota negli impianti di produzione dell’energia rinnovabile, ad un costo inferiore rispetto all’energia prodotta con i combustibili fossili. L’energia prodotta in più viene venduta alla rete, consentendo un guadagno a chi ha investito negli impianti. Il guadagno è proporzionale rispetto alla quota di investimento effettuata. Viene garantita la possibilità di tracciare la provenienza dell’energia, in modo tale da avere certezza che essa provenga da fonti rinnovabili.

Le comunità o cooperative energetiche si orientano sul disinvestimento dalle multinazionali fossili, a favore di progetti ecosostenibili basati sulle energie rinnovabili. E’ importante incentivare la transizione italiana verso un’economia circolare e incrementare la quota di produzione di energia da fonti rinnovabili, per ridurre la dipendenza italiana dalle fonti fossili e contribuire agli obiettivi globali per il 2030, fissati per ottenere un reale sviluppo ecosostenibile in Italia, in Europa e nel mondo.

Si segnala l’esistenza di una Strategia Energetica Nazionale, che riguarda il piano di Governo per gestire il cambiamento energetico in Italia e che risale al 2017, garantendo il riconoscimento dei mercati agli autoproduttori e lo sviluppo regolamentato di energy communities. In Europa l’autoconsumo è invece valorizzato con la direttiva sulle rinnovabili REDII (Renewable Energy Directive).

Per ulteriori informazioni contattare WeforGreen Sharing oppure Retenergie. [Immagine tratta dal sito www.retenergie.it]

Efficienza energetica

Detrazioni fiscali: quali novita’ per il 2019?

La Legge di Bilancio 2019 (L. 30.12.2018 n.145) ha prorogato per tutto il 2019 la presenza degli incentivi per interventi di efficientamento energetico (EcoBonus) e per le ristrutturazioni edilizie (Bonus Casa). Confermato anche il Bonus mobili ed elettrodomestici.

La guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a novembre 2018 definisce quali interventi sono ammissibili per richiedere le detrazioni fiscali al 50% . Esistono inoltre altre due guide, una per le detrazioni al 65% e una per i Bonus Mobili.

Un’importante novità per il Bonus Casa è che dal 21 novembre 2018 esiste un sito da utilizzare per informare l’ENEA degli interventi di ristrutturazione edilizia che comportano risparmio energetico e che vogliono usufruire della detrazione fiscale del 50%: http://ristrutturazioni2018.enea.it

L’invio deve avvenire entro il termine di 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo. Per gli interventi la cui data di fine lavori (collaudo) è compresa tra il 01/01/2018 e l’21/11/2018 il termine dei 90 giorni decorre dal 21/11/2018.

E’ obbligatorio in particolare informare l’ENEA per i seguenti interventi:

  • riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi delimitanti gli ambienti riscaldati con l’esterno e i vani freddi;
  • riduzione della trasmittanza delle strutture opache verticali (pareti esterne) ovvero che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi e dal terreno;
  • riduzione della trasmittanza delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi;
  • riduzione della trasmittanza termica dei pavimenti delimitanti gli ambienti riscaldati con l’esterno, i vani freddi e il terreno;
  • installazione di collettori solari (solare termico) per produzione di acqua calda sanitaria e/o riscaldamento ambienti;
  • sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per riscaldamento ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto.;
  • sostituzione di generatori di calore con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto;
  • pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto;
  • sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto;
  • microcogeneratori (Pe<50kWe);
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • generatori di calore a biomassa;
  • sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;
  • installazione di sistemi di termoregolazione e building automation;
  • impianti fotovoltaici.
  • elettrodomestici (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017) – classe energetica minima prevista A+ (ad eccezione dei forni, la cui classe minima è A)

Nota: Per gli altri interventi che vogliono usufruire delle detrazioni fiscali al 50% ma che non comportano un risparmio energetico non occorre informare l’ENEA.

In particolare, per le singole unità immobiliari i lavori per cui si può usufruire della detrazione fiscale sono:

A) Quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia):

  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia

B) Interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nella precedente lettera A, e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

C) I lavori finalizzati:

  • all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione)
  • alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.

D) Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.

Per esempio:

• rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici

• apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione

• porte blindate o rinforzate

• apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini

• installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti

• apposizione di saracinesche

• tapparelle metalliche con bloccaggi

• vetri antisfondamento

• casseforti a muro

• fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati

• apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

E) Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico

F) Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia (es. fotovoltaico)

G) Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

H) Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.

Nota importante:

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Dm 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)
  • le spese per l’acquisto dei materiali
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori
  • gli oneri di urbanizzazione
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998)

(Fonte: ENEA)

Efficienza energetica

Isolare la casa in modo corretto

Isolare termicamente un’immobile ridurre la dispersione termica attraverso l’involucro opaco e trasparente, cioè attraverso i muri e le finestre, nonché aumentare il valore dello stesso edificio.

La dispersione termica si ha nel momento in cui scaldiamo la costruzione ed il calore generato non rimane solo all’interno, ma passa all’esterno, per cui in sostanza spendiamo in bolletta per l’utilizzo di un impianto termico che produce calore che resta solo in parte indoor, perché il muro è costituito di materiali poco isolanti.

E’ dunque utile pensare all’isolamento termico di un edificio, soprattutto se si tratta di un edificio dove passate gran parte del vostro tempo. Occorre ovviamente valutare quale sia il livello di investimento richiesto, in base alla struttura muraria ed ai serramenti di partenza e alla richiesta minima imposta dalla normativa in caso di miglioramento energetico. Un cappotto può avere diverso tempo di ritorno dell’investimento a seconda dello spessore e del materiale utilizzato, ma in alcuni casi può non essere conveniente: occorre un’attenta analisi dell’edificio di partenza per stabilire quali interventi fare per ridurre i consumi energetici. In un condominio, per fare un cappotto termico all’edificio bisogna inoltre mettere d’accordo tutti. 

Invece del cappotto, si può realizzare l’insufflaggio di isolante nell’intercapedine muraria, ovviamente solo se l’edificio ha una muratura a intercapedine. Si tratta di un intervento molto economico, che può essere realizzato anche in singoli appartamenti all’interno di un condominio. Questo tipo di isolamento è meno completo dell’isolamento a cappotto, poiché non riesce ad arrivare laddove ci sono delle discontinuità nella nicchia (es. pilastri).

Quasi sempre conviene sostituire i serramenti, prevedendo anche di isolare i cassonetti delle tapparelle e le eventuali nicchie sotto finestra. Le discontinuità nell’involucro costituiscono infatti dei ponti termici, ovvero dei punti in cui le dispersioni termiche sono maggiori. 

E’ sempre bene affidarsi a personale specializzato per la posa in opera dell’isolamento, per evitare che una posa scorretta renda invalido l’intervento effettuato. 

Per l’isolamento a cappotto, segnaliamo il Consorzio Cortexa, consorzio per la cultura del sistema a cappotto, che organizza corsi di formazione per professionisti e dà informazioni utili ai cittadini che vogliono capire di più su questo tema (per visitare il sito cliccare qui) . 

Efficienza energetica

Settimana dell’Energia 2018

Confartigianato Imprese della Lombardia organizza fino al 27 ottobre 2018 “Energia e Clima”, “sei giorni di eventi, seminari e visite guidate per promuovere la cultura del consumo responsabile, approfondire gli aspetti tecnici e normativi della green economy, creare occasioni di aggregazione e riqualificazione professionale attraverso l’offerta di nuovi servizi

(fonte: sito ufficiale Settimana dell’Energia 2018).

Il programma della settimana, già in fase di attuazione, è scaricabile cliccando qui.

I temi oggetto di analisi sono la lotta al cambiamento climatico, la mobilità sostenibile e l’efficienza energetica.

Un momento di riflessione tra cittadini, professionisti e autorità per promuovere buone pratiche. Un momento che dovrebbe essere quotidiano, perché si parla tanto di sostenibilità ma si mette in pratica poco. Ben vengano dunque iniziative come questa di carattere divulgativo, in cui si auspica una grande partecipazione del pubblico. Ogni cittadino può fare la sua parte. 

Recenti report sul cambiamento climatico affermano che occorre un cambio di rotta planetario in merito alle emissioni di gas che incrementano il surriscaldamento del Pianeta. Il livello dei mari cresce sempre di più e si fanno sempre più frequenti episodi metereologici improvvisi e violenti, temperature ballerine, caldi torridi in zone insolite. 

Quando scegliamo la bici invece dell’auto, quando facciamo la raccolta differenziata, quando scegliamo una ristrutturazione ecosostenibile, quando spegniamo il motore o la caldaia o le luci se non li utilizziamo… stiamo lavorando per combattere il cambiamento climatico. E’ necessario che ognuno faccia appello al proprio senso di responsabilità. 

Ovviamente serve uno sforzo politico e mondiale da parte di tutti gli stati, soprattutto da parte di quelli che maggiormente contribuiscono al surriscaldamento globale. 

La natura ci rispetterà se noi la rispetteremo!

Architettura, Efficienza energetica

Cosa significa progettare “eco” oggi?

Quando si parla di architettura ecosostenibile non si parla solo di “greenwashing”, ovvero di inserimento di qualche elemento ecologico fine a sé stesso, ma si parla di progettazione integrata. La progettazione integrata presuppone che in fase di concept si analizzino le componenti edili ed impiantistiche per trovare soluzioni sinergiche e multidisciplinari. E’ evidente che le figure progettuali coinvolte sono molteplici: ognuno mette a disposizione le sue competenze per trovare soluzioni idonee per diverse esigenze. 

Una progettazione ecosostenibile punta in primis a garantire la fruibilità ed il benessere all’interno della costruzione, non solo dal punto di vista estetico, ma anche funzionale: non basta cioè che una casa sia bella, occorre anche che i materiali utilizzati siano il più possibile naturali, per evitare l’emissione indoor per es. di COV (composti organici volatili), e con bassa energia incorporata. Sarebbe bene prediligere quindi materiali a basso impatto ambientale, sia in fase di produzione, che in fase di smaltimento dell’edificio. Sono molteplici oggi gli utilizzi di materiale di riciclo all’interno delle costruzioni, che non costituisce un contributo di serie B, ma che accresce il valore della progettazione. Materiali a basso impatto ambientale, meglio se certificati (ricordiamo Ecolabel, oppure la certificazione ANAB-ICEA), garantiscono un ambiente salubre per l’utente finale dell’edificio. 

Ma per parlare di sostenibilità vanno considerate anche la componente economica e quella sociale. E’ vero, spesso i  materiali ecologici richiedono un costo iniziale non indifferente (se confrontiamo il costo di un cappotto totalmente ecologico con quello di un cappotto sintetico, il primo ha ancora un costo doppio o triplo rispetto al secondo), richiedendo al cliente di fidarsi ciecamente della fiducia nel progettista ecosostenibile, certo che l’investimento iniziale si ripagherà in alcuni anni e che un materiale ecologico garantirà un ottima salute indoor, con ripercussioni anche sul concetto di sostenibilità sociale. 

Pensare di utilizzare processi e materiale ecosostenibili vuol dire prima di tutto pensare al Pianeta e alle generazioni future, riducendo l’impatto della nostra costruzione sull’ambiente. 

Significa avere una concezione di “sviluppo sostenibile” che va oltre il risparmio di denaro ed il soddisfacimento dei requisiti minimi richiesti dalla normativa nazionale ed europea.

Essere “eco” oggi vuol dire soprattutto superare il proprio egoismo per inseguire ideali collettivi e positivi: costruisco “green” perchè penso a chi verrà dopo di me, perchè non voglio lasciare un mondo – spazzatura, perchè non voglio inquinare. 

Tra l’altro oggi esistono tecnologie innovative che consentono di spendere anche relativamente poco migliorando l’ambiente costruito (per es. basti pensare all’insufflaggio di isolante nelle pareti a intercapedine), per cui si tratta in fondo solo di “scervellarsi” un pochino per trovare soluzioni che siano economiche ma anche e soprattutto ecologiche. 

Il Pianeta ha bisogno di noi, di tutti noi. Ognuno nel suo piccolo può contribuire a fermare il surriscaldamento globale e a combattere il cambiamento climatico. Facciamo noi la differenza. Creiamo noi il futuro che vogliamo. Il futuro che vogliamo è green. 

Se vuoi progettare il tuo edificio in modo ecosostenibile scrivi a info@vivattiva.eu oppure a valentinacursio@gmail.com, ti risponderò appena possibile.

Architettura, Efficienza energetica, Innovazione

Lana di vetro: un isolante versatile

La lana di vetro è un materiale isolante molto utilizzato, perché piuttosto versatile. E’ utilizzata per vari impieghi: cappotti, facciate ventilate e coperture. 

E’ composta da materie prime come vetro e silice (la comune sabbia), presenti in natura. La maggior parte delle aziende la produce utilizzando grande percentuale (anche il 90%) di materiali di riciclo, derivati dall’utilizzo di sabbia, materia prima presente in natura in quantità pressoché infinita. Si ottiene portando a fusione a 1300 °C – 1500° C una miscela di vetro e sabbia, che viene poi convertita in fibre o fiocchi. In alcuni casi si usano leganti per le fibre, in altri casi, per esempio per i fiocchi, non ci sono leganti utilizzati. 

La lana di vetro è un buon isolante termico sia dal caldo che dal freddo, avendo una bassa conducibilità termica, ma funge anche da isolante acustico; non è infiammabile. Si tratta di materiale inorganico, pertanto è inattaccabile da organismi animali e vegetali. 

Oltre ai pannelli, le lastre e i rotoli di lana di vetro esiste la lana di vetro in fiocchi, che può essere utilizzata per l’insufflaggio in intercapedine. 

La lana di vetro è un isolante di tipo minerale dunque, dotato di buone proprietà in relazione al costo contenuto ed al livello di ecosostenibilità. La lana di vetro produce generalmente pochi scarti di lavorazione e anche l’energia incorporata, ovvero la quantità di energia richiesta per la produzione del materiale, è ridotta rispetto ad altri materiali. E’ un materiale con buona durabilità, che non viene danneggiata da acqua e umidità. 

Architettura, Efficienza energetica, Innovazione

Tecnologia S/R: perché conviene?

L’utilizzo della tecnologia stratificata a secco (detta anche tecnologia S/R, o Struttura / Rivestimento) va fatto risalire all’antichità. Se pensiamo alla Porta dei Leoni di Micene, o ai templi greci, oppure ai nuraghi, o alle costruzioni megalitiche, parliamo di costruzioni a secco, senza utilizzo di acqua.

La tecnologia stratificata a secco viene molto utilizzata ancora oggi, risultando particolarmente vantaggiosa per l’assemblaggio rapido in cantiere di componenti e strati funzionali. Prevede la creazione di pacchetti tecnologici che possono essere assemblati in funzione delle esigenze della committenza, implementando strati strutturali, di isolamento, di impermeabilizzazione e di rivestimento. La rapidità di costruzione e la facilità di smontaggio rende questi pacchetti utili per la gestione di cantieri semplici e complessi, garantendo l’ottimizzazione dei tempi, la flessibilità degli spazi, l’economicità e la durabilità della costruzione.

La scelta accurata dei componenti edilizi presuppone un’attenta analisi dei costi ambientali e dell’LCA (Life Cycle Assessment), massimizzando la sostenibilità ambientale del processo.

In caso di dismissione della costruzione, l’edificio può essere smontato nelle sue componenti principali, riducendo la produzione dei rifiuti e l’impatto ambientale. 

La tecnologia stratificata a secco prevede l’utilizzo di diversi materiali e si addice a stili architettonici e contesti climatico – ambientali differenti. 

Il legame di questo tipo di tecnologia con l’industrializzazione è evidente. L’utilizzo di elementi specifici per la realizzazione degli strati garantisce un continuo controllo dei singoli pezzi in stabilimento, assicurando durabilità dei singoli elementi edilizi e della costruzione.

La vasta gamma di prodotti isolanti oggi in commercio permette inoltre di ottenere edifici molto performanti dal punto di vista energetico, privilegiando la scelta di materiali ecologici, poco o per nulla inquinanti e soprattutto non nocivi per la salute dell’uomo. 

Architettura, Efficienza energetica

APE: perché è importante?

L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) non è un semplice pezzo di carta, ma è importante: fornisce informazioni in merito al comportamento energetico dell’immobile a cui si riferisce.

Il certificatore energetico che lo produce, che effettua un sopralluogo nell’edificio da certificare, analizza le caratteristiche dell’involucro opaco e di quello trasparente, prendendo adeguate misure e appunti, inserendo i dati che ha a disposizione all’interno di un software di calcolo. In Regione Lombardia, tale software si chiama CENED +.

L’analisi dell’involucro opaco tiene conto dello spessore e dei materiali che delimitano la/le zona/e termica/termiche considerata/e nell’edificio, ovvero la/le zona/e riscaldata/e da un impianto. La presenza di isolamento nei muri perimetrali dell’immobile da certificare risulta fondamentale per ottenere una buona classe energetica. Allo stesso modo, l’esistenza nell’edificio di serramenti performanti (cioè molto isolanti) garantisce buone prestazioni in termini di comportamento energetico: a livello generale, più l’involucro è isolante, maggiore è la classe energetica, perché l’immobile disperde meno calore all’esterno. La classe energetica è tuttavia determinata anche dal tipo di impianto di riscaldamento, di produzione di acqua calda sanitaria e di raffrescamento presente: non conta solo l’involucro. 

Maggiore è l’efficienza di impianto e maggiore è l’apporto dato da fonti rinnovabili di energia, migliore sarà la classe energetica. Anche la forma dell’edificio e l’orientamento dello stesso influiscono sul risultato finale. 

Maggiore è la classe energetica ottenuta (classe C, B, A), maggiore è il valore dell’edificio, dato dalla presenza di finiture edili ed impiantistiche di pregio. Ecco perchè l’indicazione della classe energetica negli annunci immobiliari è fondamentale. 

Gran parte degli edifici esistenti sono di classe energetica G, F, E, ma possono essere riqualificati dal punto di vista energetico, anche seguendo le indicazioni fornite dal certificatore energetico nell’APE. Egli ha l’obbligo infatti di indicare quali possono essere gli interventi miglioratividell’immobile in questione, stabilendo una priorità di intervento. Il proprietario dell’immobile può così basarsi sul risultato dell’APE (classe energetica e interventi migliorativi) per valutare se intervenire dal punto di vista edile o impiantistico per migliorare l’efficienza energetica del proprio immobile.

Per ulteriori informazioni contatta info@vivattiva.eu.

Architettura, Efficienza energetica

Detrazioni fiscali 65%: attivo il portale ENEA per il 2018

Buone notizie! 

E’ finalmente attivo il portale ENEA 2018 per richiedere le detrazioni fiscali per interventi sugli immobili migliorativi dal punto di vista energetico, in linea con l’attuale normativa.

Le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente sono state istituite con legge finanziaria 296/2006, ed in seguito alla pubblicazione (nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2017) della Legge n. 205 del 27 dicembre 2017 (Legge di Bilancio 2018), sono state prorogate nella misura del 65% fino al 31 dicembre 2018 e per gli interventi realizzati su parti comuni di edifici condominiali (nella misura del 65%; 70%; 75%, 80% e 85%), sino al 31 dicembre 2021.

La tabella qui riportata sintetizza gli interventi incentivabili e le aliquote che scaturiscono dalla nuova legge.

(fonte: ENEA)

Ulteriori informazioni sulle detrazioni fiscali per il risparmio energetico sono disponibili sul portale http://efficienzaenergetica.acs.enea.itPer avere il supporto di un tecnico per la presentazione della pratica ENEA scrivi a info@vivattiva.eu

Architettura, Efficienza energetica, Innovazione

Investire per migliorare la propria casa

Siete proprietari di un’abitazione anni ’60 o ’70 e vorreste disfarvene? Se i prezzi del mercato immobiliare non vi convincono potete scegliere di investire nella vostra casa e rimandare la vendita, o di non vendere proprio. Potrebbe infatti essere vantaggioso compiere alcuni lavori di ristrutturazione per migliorare l’efficienza energetica della casa, riducendo anche i consumi in bolletta.

Come? Per esempio, se il muro della vostra abitazione è un muro a intercapedine, molto diffuso nelle costruzioni degli anni ’70, potete ridurre la dispersione termica dell’involucro opaco iniettando materiale isolante nell’intercapedine muraria. Esistono ditte specializzate che in poco tempo e in modo economico effettuano insufflaggio di cellulosa o lana di roccia nello strato vuoto del muro. Ciò consente con buona probabilità di effettuare un salto di classe energetica del vostro immobile, il che vi permette anche di ridurre la spesa per il riscaldamento dello spazio abitabile. Uno dei vantaggi dell’insufflaggio è che può essere effettuato anche all’interno di singoli appartamenti, che si trovano in condominio. L’insufflaggio non consente la completa riduzione dei ponti termici come farebbe un isolamento a cappotto, ma contribuisce al miglioramento energetico della casa. Un isolamento a cappotto è sicuramente più laborioso da realizzare e meno economico, e può essere realizzato per un condominio solo se gli stessi condomini sono favorevoli.

Se si interviene sull’involucro opaco è buona norma intervenire anche sui serramenti: se si dispone di finestre a vetro singolo può essere opportuno sostituirle con altri a vetro doppio (o triplo, se ci si trova in zone  con clima molto rigido). A seconda di quanto si vuole spendere e della predilezione per materiali più o meno naturali, si può scegliere tra infissi in legno, più ecologici ma più costosi, oppure infissi in pvc, più economici, ma con maggiore impatto ambientale. Gli infissi di nuova installazione dovranno essere certificati e avere una trasmittanza maggiore di quella minima imposta dalla normativa per la zona climatica di appartenenza dell’immobile, e dunque essere particolarmente performanti.

Già che si interviene sui serramenti si potrebbe sostituire la porta di ingresso con una porta più isolante, magari blindata, e intervenire anche sulla coibentazione dei cassonetti delle finestre: l’inserimento di un materassino isolante in corrispondenza di questi aiuta a ridurre i ponti termici legati alla presenza dei serramenti.

A seconda del tipo di immobile e dello stato degli impianti, può rendersi necessario intervenire sull’impianto termico, su quello idrico – sanitario e su quello eventualmente presente di condizionamento. 

L’intervento su più elementi costitutivi dell’immobile potrebbe migliorare molto l’efficienza energetica d’insieme, tuttavia occorre sempre valutare e capire quali accorgimenti possono essere messi in pratica in modo prioritario e con il budget che si ha a disposizione, rimandando ciò che è meno urgente. Le detrazioni fiscali costituiscono un ottimo metodo per recuperare parte della spesa effettuata per gli interventi di efficientamento energetico.