Cambiamento climatico, Eventi green, Verde

Piantare alberi come se non ci fosse un domani

“Foresta del Cansiglio” by Dorli Photography is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

Gli incendi diffusi in Amazzonia ed in Siberia ci fanno male al cuore. Che siano auto-innescati a causa delle alte temperature o che siano di origine dolosa cambia poco: stanno scomparendo ettari di foreste fondamentali per il Pianeta.

Le piante ci permettono di vivere, catturando anidride carbonica e producendo ossigeno. E’ urgente che le istituzioni governative di tutti i Paesi si mobilitino per contrastare questi fenomeni. C’è ancora troppa indifferenza sociale al problema ambientale, che dovrebbe essere la nostra principale preoccupazione. Le foreste portano con sé la biodiversità e tutte le forme di vita che ne fanno parte. Ogni essere vivente è collegato agli altri da un equilibrio naturale ed è parte di un ecosistema.

L’unico modo per salvare il Pianeta è una progressiva de-carbonizzazione ed una sempre maggiore riduzione delle emissioni di gas serra. Ma se perdiamo le foreste la situazione è grave.

Per fortuna ci sono Paesi dove di recente sono stati piantati milioni di alberi. Tutti dovremmo occuparcene. Piantare alberi è la soluzione più rapida ed immediata per contrastare i cambiamenti climatici. La piantumazione di alberi va oltre gli interessi politici ed economici: si tratta un’azione concreta, di cui ognuno di noi può farsi fautore, testimonial e portavoce.

Segnalo tra l’altro l’esistenza di un portale come Treedom – Let’s green the planet, che permette di acquistare e piantumare alberi anche a distanza, scegliendo l’albero preferito. Per ulteriori informazioni potete consultare il sito e anche calcolare quanta anidride carbonica emettete con il vostro stile di vita cliccando qui.

Treedom finanzia direttamente piccoli progetti agroforestali, diffusi sul territorio. La filosofia è quella di realizzare ecosistemi sostenibili e permettere a migliaia di contadini di far fronte ai costi iniziali della piantumazione di nuovi alberi, garantendo nel tempo sovranità alimentare ed opportunità di reddito” (fonte: sito Treedom).

I progetti di Treedom finanziano i piccoli produttori locali e permettono di creare occupazione, oltre a migliorare l’ambiente, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile di Agenda 2030.

Cosa aspettate a piantare il vostro primo albero, dove vivete o a distanza?

Cambiamento climatico, Verde

5 buoni motivi per avere un orto

C’è chi non si sporcherà mai le mani, eppure si perde qualcosa.. Di cosa sto parlando? Del farsi un orto naturalmente! Chi di voi ne ha uno? O ha un parente o un amico che ne possiede uno? Se non ci siete mai stati dovete provare. Subito. Un orto domestico si può ricavare nel giardino di casa, soprattutto se abitate in una villetta, oppure anche in un condominio (perché no?!). Qualcuno ha la fortuna di possedere un terreno in campagna, altri si ritagliano spazi marginali dati in concessione dai comuni. Non manca poi chi utilizza il proprio balcone!!!

Insomma, ci si può sbizzarrire. Quali sono i vantaggi di avere un orto?

  • permette di autoprodurre il proprio cibo, con la duplice conseguenza di poter controllare la crescita e il non utilizzo di sostanze chimiche sugli ortaggi e di provare una forte soddisfazione per la crescita di piantine che non c’erano;
  • aiuta a smaltire lo stress, a rimettere insieme i pensieri ed alleviare le tensioni;
  • permette di svolgere attività fisica con tutto il corpo, e quindi aiuta a tenersi in forma e a darci una sensazione di benessere;
  • permette di abbronzarsi mentre si lavora, senza accorgersene (ma attenzione a proteggersi dal Sole nelle ore in cui è più forte)
  • aiuta ad imparare ad aspettare: fa riflettere sul significato del tempo, in opposizione al concetto del “tutto e subito”, del “tutto in fretta”, d’impulso, senza pensieri.

Per coltivare un orto è indispensabile fare attenzione all’orientamento del terreno (o del balcone / terrazzo) e alla stagionalità. Ogni stagione ha i suoi ortaggi. Indispensabile, inoltre, la rotazione delle colture: non si possono coltivare nello stesso suolo gli stessi prodotti per due anni di fila, ma occorre alternare il tipo di coltura scelto.

Ci sono associazioni e quartieri che hanno fatto degli “orti sociali” veri e propri esempi di innovazione sociale, riabilitando categorie sociali deboli o emarginate. Gli orti hanno dunque anche un valore aggregativo e formativo, perché insegnano che senza fatica non si ottiene nulla e che la soddisfazione per il lavoro (sporco .. ma pulito) fatto con le proprie mani .. è spropositato ed immisurabile!

In alcuni Paesi l’orto viene ancora visto come strumento per la sussistenza, per la sopravvivenza. Cosa che potrebbe avvenire anche in Paesi come l’Italia, qualora l’economia subisse un periodo di crisi stagnante. Dunque, meglio arrivare preparati ed allestire per tempo il proprio orticello. Che peraltro sta diventando anche di moda, e sempre più pubblicato e fotografato.

Architettura, Innovazione, Verde, Viaggi

Perché visitare Stoccolma?

Stoccolma è una città bellissima. Cosa mi porto a casa dopo un viaggio lì?

Il ricordo di una città varia e sofisticata, dove casette piccole e colorate si alternano a moderne costruzioni e laboriosi cantieri. L’idea di una cultura libera ma rispettosa delle regole, variegata ma ricca di spirito nazionale. La cultura svedese del “LAGOM” prevede la ricerca, per ogni cosa, del giusto equilibrio. “Non troppo” e “non troppo poco”, si direbbe. Il design svedese, del resto, prevede l’eliminazione del superfluo e il “togliere tutto ciò che si può togliere”. Essenziale ma complesso, dunque, sembra essere il senso più profondo della civiltà svedese. Questo si vede in tutto: nel vestire, nel cibo, nell’edilizia, nelle relazioni sociali. Il momentaneo break dalle attività lavorative quotidiane (in svedese “fika”) è sacro, e prevede il ristabilire relazioni sociali durature, vere e profonde, non legate solamente al dialogo on line ma all’incontro concreto, di persona, al bar o nei parchi.

Stoccolma è la prima capitale europea ad essere stata investita del ruolo di Green European City nel 2010, per l’attenzione che, anche grazie alla attuale famiglia reale, riserva all’ambiente. Moltissimi i mezzi di trasporto: dal monopattino elettrico alla bicicletta, alla metro, alla metro in superficie, al treno, al battello. Numerose le auto elettriche, tantissimi gli sportivi e chi si muove a piedi. Stoccolma annovera uno dei quartieri ecosostenibili più famosi nel mondo, il celebre Hammarby Sjostad, esempio virtuoso di integrazione di natura ed architettura, di percorso sull’acqua, vegetazione e società. Qui i rifiuti costituiscono una risorsa e sono usati per la produzione di biogas; vengono raccolti mediante condotti sotterranei e si effettua una ferrea raccolta differenziata, nel pieno rispetto dell’ambiente. La comunità locale produce il 50% dell’energia elettrica che consuma, anche grazie alla presenza di impianti solari termici e fotovoltaici in copertura.

Stoccolma si sviluppa su isole, e gran parte di esse sono interamente “verdi”, ricche di aree boschive; a Stoccolma coesistono la vegetazione delle aree montuose ed il mare, il lago e la città. Forse anche questo la rende unica e indimenticabile. Fuori Stoccolma, immensi prati e boschi. Persino la TV svedese trasmette immagini di boschi ed animali, perchè la natura è sacra, parte della vita quotidiana, e va rispettata e condivisa. Pare che il segreto della felicità svedese sia proprio vivere immersi nella natura, infilare gli stivali ed andare a pulire i boschi.

Stoccolma si sviluppa su spazi enormi, ha tutte le caratteristiche di una capitale europea, ma mantiene l’attenzione per le categorie deboli, frutto di un reale interesse per la “sostenibilità”, che è anche “sociale”: gli attraversamenti pedonali hanno tutti segnali visivi e sonori, anche per i ciechi; le piste ciclabili sono ovunque; le staccionate dei cantieri hanno oblò per grandi e piccini, per condividere la bellezza di un edificio in costruzione anche con i bambini; un bellissimo edificio sul mare è una casa di riposo per anziani, non un castello del re. I parchi e la natura sono fruibili da tutti, accessibili a bambini, adulti, anziani.

Non bastano pochi giorni per conoscere una città come Stoccolma, ma di certo bastano pochi attimi per rimanere affascinati dall’attenzione degli svedesi per le piccole cose: le lampade alle finestre, il verde nei negozi, l’importanza delle relazioni sociali. Una città per imparare a vivere meglio, assaporando ciò che si ha e riscoprendo la felicità delle piccole cose di ogni giorno, cui dare il giusto valore.

Verde

Bonus verde: i dettagli

La nuova legge di Bilancio 2018 prevede, tra gli altri adempimenti, anche la presenza del “bonus verde”. In particolare, esso viene definito dall’art. 3.

Sono detraibili dalle imposte sui redditi delle persone fisiche:

– interventi di sistemazione di aree scoperte private esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;

– realizzazione di coperture a verde e giardini pensili.

La detrazione può avvenire al 36% documentando le spese, fino ad un ammontare complessivo di 5.000,00 euro; si applica ai proprietari di edifici a solo uso abitativo. Vale anche per le parti comuni condominiali: anche in questo caso l’importo massimo di detrazione è pari a 5.000,00 euro per unità immobiliare abitativa. Tra le spese da detrarre sono comprese anche l’attività di progettazione e quella di manutenzione. Le spese devono essere tracciabili e la detrazione viene effettuata in 10 rate mensili.