Architettura, Efficienza energetica, Normativa e certificazioni

Progetti di Riqualificazione Energetica edifici P.A. Centrale

Le Pubbliche Amministrazioni Centrali possono presentare progetti di Riqualificazione Energetica degli edifici, consultando alcune linee guida rese pubbliche da ENEA. Le linee guida sono scaricabili gratuitamente cliccando qui.

Le Linee guida sono previste dall’art. 16, comma 3 del D.M. del 16 settembre 2016, “Modalità di attuazione del Programma di interventi per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione centrale” per conseguire una riqualificazione energetica di almeno il 3% annuo della superficie utile climatizzata.

Per coordinare e monitorare lo  stato di avanzamento del programma PREPAC è stata costituita una specifica Cabina di Regia per l’efficienza energetica composta dai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente.

L’ENEA ha costituito anche ‘PA-Obiettivo efficienza energetica’, una task force operativa per supportare le PA centrali e locali nella realizzazione di interventi di riqualificazione energetica e di riduzione dei consumi. A breve saranno introdotti e resi disponibili specifici strumenti di servizio.

(fonte: sito ENEA)

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Bonus facciate: ecco la guida dell’Agenzia delle Entrate

E’ finalmente stata pubblicata la guida dell’Agenzia delle Entrate relativa al Bonus Facciate. Di seguito qualche nota importante (fonte: Agenzia delle Entrate).

“L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’imposta lorda (Irpef o Ires) su interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, inclusi anche gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna. Gli edifici devono trovarsi nelle zone A e B, come individuate dal decreto ministeriale n. 1444/1968, o in quelle a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali. La detrazione è riconosciuta nella misura del 90% delle spese documentate, sostenute nell’anno 2020 o, per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2020. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. A differenza di altre agevolazioni per interventi realizzati sugli immobili, per il “bonus facciate” non sono previsti limiti massimi di spesa né un limite massimo di detrazione“.

“Per avere diritto al bonus è necessario che gli edifici siano ubicati nelle zone A o B (indicate nel decreto del ministro dei Lavori pubblici n. 1444 del 1968) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali. Sono esclusi dal “bonus facciate” tutti gli interventi realizzati su edifici che si trovano nelle zone C, D, E ed F.

Zona A: comprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi.

Zona B: include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A. In particolare, si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq.

Zona C: include le parti del territorio destinate a nuovi complessi insediativi, che risultino non edificate o nelle quali l’edificazione preesistente non raggiunge i limiti di superficie e densità previsti alla lettera B)

Zona D: comprende le parti del territorio destinate ai nuovi insediamenti per impianti industriali o ad essi assimilati.

Zona E: sono le parti del territorio destinate ad usi agricoli, escluse quelle in cui – fermo restando il carattere agricolo delle stesse – il frazionamento delle proprietà richiede insediamenti da considerare come zone C.

Zona F: include le parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale. “

Sono ammessi al beneficio gli interventi di recupero o restauro della facciata esterna. In particolare:

  • interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata
  • interventi su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura
  • interventi sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio (nel rispetto dei requisiti minimi di efficienza energetica richiesti dalla normativa in vigore)
  • il consolidamento, il ripristino, il miglioramento delle caratteristiche termiche anche in assenza dell’impianto di riscaldamento e il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, che costituiscono esclusivamente la struttura opaca verticale, nonché la sola pulitura e tinteggiatura della superficie
  • il consolidamento, il ripristino, compresa la sola pulitura e tinteggiatura della superficie, o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, ornamenti e dei fregi
  • i lavori riconducibili al decoro urbano quali quelli riferiti alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata.

Il bonus non spetta per le facciate interne degli edifici. Di seguito una tabella riassuntiva tratta dalla guida dell’Agenzia delle Entrate, che mostra gli interventi agevolabili con il bonus facciate.

La guida è scaricabile gratuitamente qui.

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Efficienza energetica degli edifici: alcuni termini utili

Esistono alcuni termini che si utilizzano spesso quando si esegue una ristrutturazione, se si presenta una pratica edilizia e se si eseguono dei miglioramenti di efficienza energetica di un edificio. In particolare, il decreto 6480/2015 individua già alcune tipologie di interventi che è opportuno effettuare in modo consapevole. È stato pubblicato di recente sul BURL del 4 gennaio 2020 della regione Lombardia il decreto n. 18546 del 18 dicembre 2019Il decreto è il nuovo testo unico sull’efficienza energetica degli edifici e sostituisce il precedente decreto 2456/2017. Il decreto effettua alcune piccole modifiche rispetto al precedente, ma lascia nella sostanza invariate le definizioni degli interventi di seguito riportati.

  • Edifici di nuova costruzione: oltre a quelli di nuova costruzione, comprendono edifici sottoposti a demolizione e ricostruzione e ampliamento di edifici esistenti (se il volume lordo climatizzato aggiunto è superiore al 15% di quello esistente o superiore a 500 mc).
  • Ristrutturazione importante di primo livello si ha quando si effettua un intervento su più del 50% di superficie disperdente lorda dell’edificio, compresa la “ristrutturazione” dell’impianto termico di climatizzazione invernale e/o estiva.
  • Ristrutturazione importante di secondo livello si ha quando si effettua un intervento sull’involucro edilizio su più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, ma meno del 50%; può interessare anche la ristrutturazione dell’impianto termico di climatizzazione invernale e/o estiva.
  • Ristrutturazione di impianto termico si ha quando si effettua una modifica completa dell’impianto termico, intervenendo su generatore, rete di distribuzione e terminali di emissione.
  • Riqualificazione energetica di un edificio si ha se si effettua un intervento su una superficie minore del 25% della superficie lorda disperdente dell’edificio, e/o prevede la ristrutturazione o la parziale sostituzione di un impianto termico o altri interventi parziali.

Le verifiche da effettuare sull’edificio su cui si interviene per migliorare l’efficienza energetica variano pertanto a seconda del tipo di intervento. Sono maggiori e più complesse se si interviene in modo globale sull’edificio, dunque se si rientra nei primi casi. Sono più semplici se di rientra nella riqualificazione energetica di edificio. Ovviamente però il massimo beneficio per l’utente si trae abbinando interventi efficaci sulla totalità dell’involucro e sull’impianto termico, ovvero proprio nei primi casi (nuove costruzioni o ristrutturazioni importanti).

Da sottolineare che nel caso di isolamento interno o di isolamento in intercapedine muraria il decreto consente di utilizzare una deroga per i limiti di trasmittanza termica di pareti e solai disperdenti verso l’esterno: la normativa consente infatti di maggiorare del 30% i valori forniti nell’Appendice B del Decreto sui Requisiti Minimi (valori riconfermati nel recente decreto 18546/2019 di Regione Lombardia), tenendo come riferimento i valori più bassi per la Riqualificazione Energetica, “indipendentemente dall’entità della superficie coinvolta”. Questo è un grande vantaggio, perchè nel caso di isolamento interno consente di ridurre lo spessore di isolante che va a ridimensionare il volume interno riscaldato dell’immobile; nel caso di isolamento in intercapedine si tende a premiare l’intervento, consentendo la sua esecuzione anche dove l’intercapedine ha ridotti spessori e dove difficilmente si riuscirebbe a raggiungere il limite di trasmittanza termica imposto dalla normativa.

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Bonus verde 2020: confermata la proroga

La proroga al 2020 del Bonus Verde è confermata grazie all’Articolo 10 del Decreto legge n. 162 del 2019.

Il bonus verde consiste  in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per gli interventi di:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Le detrazioni comprendono anche eventuali spese connesse alla progettazione e manutenzione di questi interventi.

Hanno diritto all’agevolazione i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi e che hanno sostenuto le relative spese.
Sono agevolabili anche le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino a un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. In questo caso, ha diritto alla detrazione il singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. Pertanto,  la detrazione massima è di 1.800 euro (36% di 5.000) per immobile. Il pagamento delle spese deve avvenire attraverso strumenti che ne consentano la tracciabilità (per esempio, bonifico bancario o postale).

La detrazione non spetta, invece, per le spese sostenute per:

  • la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non connessa ad un intervento innovativo o modificativo nei termini sopra indicati
  • i lavori in economia.



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Bonus facciate 2020: cosa prevede

La Legge di Bilancio 2020 ha prorogato le detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia e per interventi di risparmio energetico (bonus casa ed ecobonus), nonché il sisma bonus ed il bonus mobili ed elettrodomestici. Compare inoltre il bonus facciate.

L’art. 25 della Legge di Bilancio relativo alle Misure di Crescita riguarda il bonus facciate. Esso prevede una detrazione dell’imposta lorda pari al 90% per interventi finalizzati al recupero o al restauro delle facciate esterne degli edifici ubicati in zona A o B ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444. Sono ammessi al beneficio di cui al presente articolo esclusivamente gli inter­venti sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

Per ZONA A si intendono le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi; per ZONA B invece si intendono le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq.

Nell’ipotesi in cui i lavori di rifaci­mento della facciata, ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguar­dino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10 per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, gli inter­venti devono soddisfare i requisiti di efficienza energetica già previsti dalla normativa nazionale, e in particolare già regolati dal Decreto del Ministro dello Sviluppo Eco­nomico del 26 giugno 2015 e dalla tabella 2 del­l’allegato B al decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 marzo 2008.

La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Seguirà una circolare specifica dell’Agenzia delle Entrate per approfondire la tematica.

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Legge di Bilancio 2020: prorogati Bonus Casa ed Ecobonus

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.304 del 30.12.2019 il testo definitivo della Legge di Bilancio 2020 (L. 27.12.2019 n.160), che prevede la proroga al 31 dicembre 2020 dei bonus per la ristrutturazione edilizia (Bonus Casa – detrazioni fiscali al 50%) e dell’Ecobonus (detrazioni fiscali al 65%).

Per usufruire delle detrazioni occorre trasmettere per via telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi terminati, in base all’anno in cui sono stati effettuati, entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Gli interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabile che usufruiscono delle detrazioni fiscali del 50% previste per le ristrutturazioni edilizie – ex art. 16 bis del DPR 917/86 soggetti all’obbligo di invio all’ENEA sono consultabili cliccando qui. E’ detraibile anche l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Per quanto riguarda invece gli interventi ammissibili per l’ecobonus (Riqualificazione energetica – ex legge 296/06) la tabella di riferimento è scaricabile cliccando qui. Si tratta della versione aggiornata al 2019, a breve sarà disponibile la versione aggiornata al 2020.

Per l’invio delle pratiche ENEA, che può essere fatto dal titolare dell’intervento oppure da un tecnico, il portale da utilizzare è il seguente: https://detrazionifiscali.enea.it/

La Legge di Bilancio 2020 prevede anche l’introduzione di un nuovo Bonus Facciate. Il Sisma Bonus era già stato prorogato precedentemente fino al 2021 ed è quindi confermato anche per il 2020.

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Verso un’edilizia sempre più ecoefficiente

Il Senato ha approvato un Disegno di Legge che recepisce la Direttiva 2018/844/UE inerente la prestazione energetica in edilizia e l’efficienza energetica. Si prevede dunque la riduzione di emissioni di gas serra del 40% entro il 2030 (rispetto al 1990) e si intende puntare ad un sistema di decarbonizzazione ad alta efficienza energetica entro il 2050. La norma prevede in particolar modo un’analisi ed un’ottimizzazione del rapporto costi – benefici degli interventi.

La Direttiva Europea si focalizza sulla promozione di ristrutturazioni che tengono conto del miglioramento dell’efficienza energetica, sulla semplificazione delle ispezioni degli impianti, sulla gestione intelligente degli edifici in funzione di un reale consumo da parte degli utenti degli edifici, sulla mobilità sostenibile, in particolar modo sui veicoli elettrici.

In questo quadro riveste particolare importanza la certificazione energetica degli edifici, che tiene conto di quanta energia effettivamente gli immobili disperdono, considerando materiali, forma, superfici, volume e impianti, in relazione al sito di riferimento. La certificazione energetica implica anche la considerazione di eventuali interventi di efficientamento energetico che possono essere eseguiti, compatibilmente con i costi che saranno necessari per effettuarli.

Dal punto di vista di una visione ecosostenibile, rivestono grande importanza la riqualificazione energetica e la rigenerazione urbana: invece di costruire nuovi edifici è fondamentale recuperare quelli esistenti e cercare di migliorarli, evitando ulteriore consumo di suolo. Diventa dunque rilevante coinvolgere figure professionali qualificate e con una visione a 360° del progetto, per considerare già in fase di concept i vari aspetti dell’ecosostenibilità.

Per scoprire cosa vuol dire progettare in modo ecosostenibile clicca qui

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Cosa sono le certificazioni ambientali?

Fonte: Sito del Ministero dell’Ambiente

Ultimamente si parla molto di efficienza energetica, per fortuna, ma si inizia a parlare di più anche di certificazioni ambientali. Cosa sono?

Gli Stati europei e diverse organizzazioni internazionali hanno sviluppato a partire dagli anni ’90 diversi strumenti di questo tipo.

Un esempio è il marchio ECOLABEL UE. Esso è definito come “ il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea che contraddistingue prodotti e servizi che pur garantendo elevati standard prestazionali sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita” (Fonte: Ministero dell’Ambiente).

E’ stato creato nel 1992 ed è in vigore in 28 Paesi dell’Unione Europea. Questo marchio si basa su dati scientifici relativi a determinati prodotti, in riferimento in particolare al loro ciclo di vita, all’utilizzo di acqua, alla produzione di rifiuti, all’uso dell’energia. Sono previsti dei valori minimi di soglia, che vengono stabiliti da un ente terzo. I criteri Ecolabel UE coinvolgono in modo ampio consumatori, associazioni ambientaliste e produttori.

Ecolabel UE costituisce una garanzia soprattutto per i consumatori, che sono consapevoli di acquistare un prodotto di qualità che fa bene anche all’ambiente. D’altra parte, tutti coloro che sono produttori e vogliono acquisire una certificazione di valore possono richiedere Ecolabel UE.

Il video promozionale di Ecolabel si trova sul sito del Ministero dell’Ambiente cliccando qui.

Il marchio Ecolabel EU è distinguibile sui prodotti dal logo, che richiama un fiore ed il simbolo dell’Unione Europea.

Fonte: Sito Unione Europea

Un’altra certificazione ambientale importante promossa a livello europeo è EMAS (EU Eco-Management and Audit Scheme), che è uno strumento pensato per le imprese ed altre istituzioni che intendono valutare e migliorare il proprio impatto ambientale. L’adesione è volontaria. L’istituzione della certificazione EMAS risale al 1993. Maggiori informazioni in merito sono disponibili alla sezione ” Eco-Management and Audit Scheme” del settore “Environment” della Commissione Europea cliccando qui.