Cambiamento climatico, Eventi green, Innovazione, Scuola

“Fridays for Future”: speranza per il futuro

“Nessuno è troppo piccolo per cambiare il mondo” (Greta Thunberg)

Fridays for future” è il movimento di protesta e proposte improntato sul valore dello sviluppo sostenibile, che ha preso piede come una vera e propria “onda verde” a partire dalla piccola Greta Thunberg, attivista svedese sedicenne, che ha iniziato a protestare ogni venerdì contro l’inerzia e l’indifferenza del panorama politico internazionale sulla tematica ambientale. “Fridays for future” ha un sito Internet internazionale di riferimento, che si chiama
https://www.fridaysforfuture.org/ ed è arrivato anche in Italia, dove esiste
https://www.fridaysforfuture.it/

Il 15 marzo 2019 hanno invaso le piazze milioni di giovani in 2069 città in 125 paesi di tutto il mondo. Anche Lodi c’era. E anche io c’ero. Ne sono state dette di ogni: è stato detto che i giovani vogliono solo perdere tempo e non andare a scuola, che i giovani sono manipolati, che i giovani parlano senza sapere di cosa parlano e che dovrebbero studiare, prima di parlare e manifestare. Ma io credo che questi giovani siano molto più lucidi e “sul pezzo” della maggioranza dei politici. Questi giovani hanno capito che le generazioni presenti stanno “rubando il futuro” alle generazioni future. E sanno forse meglio dei politici che la “politica” è “l’arte di governare la città”, non di depauperarla di risorse. Hanno compreso che lo “sviluppo sostenibile” implica la possibilità di garantire un futuro a chi verrà dopo di noi, non di sbarrarglielo. E il recente report IPCC, cosicchè i numerosi convegni internazionali che sono seguiti, parlano chiaro: dobbiamo dimezzare le emissioni globali di CO2 entro il 2030 e azzerarle al 2050. Chi rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico e del continuo aumento di temperatura del Pianeta è la specie umana, insieme alle altre specie viventi.

Ma non tutti sembrano averlo capito. C’è chi, anche davanti all’evidenza di dati scientifici che dimostrano che gli effetti globali dei cambiamenti climatici sono già in atto .. continua a negarne l’esistenza, a fare propaganda per l’utilizzo dei combustibili fossili, a remare contro la diffusione delle energie rinnovabili. Perchè? Per sete di guadagno, per interessi personali, per incapacità di muoversi, per incapacità di “pestare i piedi” a chi detta le regole del mercato capitalista. O a volte solo per ignoranza, perchè è di ignoranza che si tratta.

L’energia dei ragazzi deve essere incanalata in qualcosa in cui credere, in qualcosa in cui sperare. Ben venga se i “Fridays for future” consentono loro di formarsi un pensiero critico, di avere una propria idea su qualcosa, di dare uno scopo alla propria esistenza. Tra l’altro i “Fridays for Future” prevedono anche l’organizzazione di lezioni tematiche sul tema ambientale, e numerose attività “pratiche”, come ripulire i parchi e piantare alberi. Perchè a volte non bastano solo le parole su un pezzo di carta, ma servono i gesti. Se ognuno di noi inizia da questo, forse c’è speranza.

Vedere giovani credere in qualcosa e svegliarsi dal torpore generato dai telefonini, dalle chat, dalle droghe e dai videogiochi mi dice che forse per il futuro c’è speranza. Ma tutti dobbiamo muoverci ed essere di esempio… Giovani e vecchi, insieme.

Il prossimo “Sciopero globale per il futuro” internazionale è previsto il 24 maggio.

Ama la goccia che fa traboccare il vaso. E’ nascosto lì ogni bel cambiamento

Scuola

Perché fare educazione ambientale a scuola?

Dire che la scuola ha una funzione educatrice non significa che questo è solo un luogo dove giovani generazioni in crescita devono apprendere nozioni in modo mnemonico e meccanico: è un luogo dove si impara a ragionare e a crearsi opinioni critiche, analizzando anche problemi di attualità. La cultura deve fornire gli elementi di base per la comprensione dei problemi di oggi e l’elaborazione di un pensiero autonomo, motivato e coerente.

Ecco perché è indispensabile dare spazio alle discussioni, al confronto, alla riflessione. Un tema che non sempre viene affrontato è l’educazione ambientale, che dovrebbe cominciare fin dalla scuola primaria. Fin da piccoli infatti i ragazzi devono prendere coscienza dell’ambiente in cui vivono, del loro posto nel mondo, in modo anche pratico, non solo teorico. Il Progetto “Il trenino della sostenibilità” che propongo da alcuni anni alle scuole medie inferiori del Lodigiano ha questo scopo: avvicinare gli studenti alle problematiche ambientali dal punto di vista teorico (mediante lezioni) e pratico (mediante laboratori).

Quanto tempo viene destinato nelle scuole ai progetti di educazione ambientale? Spesso troppo poco. Ma le nuove generazioni devono aver modo di riflettere sulle cause del cambiamento climatico, prendere atto che questo esiste e che va fermato … e capire cosa nel loro piccolo possono fare per rallentarlo. Credo sia importante trasmettere loro non solo nozioni scientifiche, ma anche una buona dose di responsabilità e di idealismo. Anche i piccoli possono contribuire a cambiare il mondo e a migliorarlo. Finché si delegano i compiti difficili agli altri o si assume un atteggiamento di indifferenza verso le problematiche di attualità, pensando che “tanto non mi riguarda”, “tanto non posso fare nulla”, “tanto non cambierà niente” … nulla cambierà. Quello che occorre cambiare è proprio l’inerzia, il menefreghismo, la deresponsabilizzazione dei singoli, degli studenti e degli adulti.

Formazione, Scuola, STEM

Darwin Day: perché occorre riscoprire la scienza

Oggi si celebra il Darwin Day. Sì, perché Charles Darwin era nato il 12 febbraio 1809. Chi era Darwin? Molti di noi lo hanno studiato a scuola. Darwin era un naturalista inglese, che ha teorizzato l’evoluzione delle specie. In altre parole, ha rivoluzionato il mondo scientifico, con una scoperta sensazionale. Ha osservato la selezione naturale, scoprendo che sopravvivono meglio le specie che si adattano in modo più efficace all’ambiente, e che trasmettono le proprie caratteristiche genetiche ai discendenti. La natura seleziona i caratteri che consentono di sopravvivere più facilmente e li trasmette alle generazioni successive: le specie più “forti” finiscono per avere il sopravvento sulle altre. 

E’ ancora importante parlare di Darwin oggi? Certo, perché si parla di scienza. Di realtà, di qualcosa di tangibile e dimostrabile. Oggi i contenuti scientifici vengono fortemente messi in discussione, calpestati e talvolta presi in giro. E’ indispensabile perciò che la comunità scientifica acquisisca nuova forza, e che si occupi anche di divulgazione. E’ necessario che gli aspetti scientifici più importanti vengano spiegati in modo semplice a tutti. La scienza non può essere solo per pochi eletti, ma deve essere patrimonio di tutti. 

Ma non tutto è scienza, per cui occorre saper discriminare in modo razionale e sapiente le notizie vere da quelle “fake”, e in questo hanno un ruolo fondamentale gli ambasciatori scientifici. 

Occorre comunicare la visione di una scienza democratica ma precisa, che non è interpretabile, ma solo verificabile. L’opinione non è scienza. Le teorie scientifiche vengono formulate in seguito ad una serie di esperimenti e mediante dimostrazioni talvolta semplici, talvolta complesse. Le teorie scientifiche non sono mai definitive, ma possono andare incontro a variazioni, integrazioni, verifiche. Solo una teoria verificata in molti modi diviene un fatto scientifico. 

Il ruolo del ricercatore impone la necessità di porsi domande sempre nuove e di andare in avanscoperta verso luoghi scientifici non tradizionali. Ma non tutto deve essere considerato scienza. La soggettività non deve intaccare la scienza, se non è sufficientemente forte e dimostrabile. 

Formazione, Scuola, STEM

VIVATTIVA FORMAZIONE: le proposte per il 2018

Anche quest’anno VIVATTIVA porta avanti alcune proposte nel campo della FORMAZIONE.

I progetti sono diversi per contenuti e difficoltà a seconda del target a cui si rivolgono.

– PROGETTO “IL TRENINO DELLA SOSTENIBILITA'” – IV Edizione – Si rivolge alle scuole secondarie di primo e secondo grado nel Lodigiano e sul territorio italiano, e prevede lezioni frontali con laboratori su temi di educazione ambientale. Arrivato alla sia IV edizione, ha riscosso negli anni passati grande interesse sia presso gli studenti sia presso genitori e docenti. 

– PROGETTO “BIBLIOT – ECO” – I Edizione – Si tratta di una nuova proposta di VIVATTIVA FORMAZIONE per portare l’educazione ambientale nelle biblioteche del Lodigiano. La proposta si rivolge ai bambini fino ai 10 anni. 

– SEMINARIO “BIOMIMESI E INGEGNERIA: INNOVAZIONE ISPIRATA ALLA NATURA” con laboratorio progettuale – Si tratta di un seminario tematico rivolto a professionisti, seguito da un laboratorio interattivo in cui i partecipanti diventano protagonisti della materia di studio. Il seminario prevede l’erogazione di CFU ed è stato portato avanti già presso alcuni Ordini professionali, che l’hanno riconosciuto come attività di aggiornamento professionale. 

Per ottenere informazioni in merito ai progetti di cui sopra e/o partecipare, inviare una mail a info@vivattiva.eu o chiamare il numero 3394372785.